
L'articolo è tratto da questo sito:
http://www.gioventucristiana.org/2010/01/23/
integralismo-omosessuale-cristianofobico-massimo-
mele-di-nuovo-allattacco-di-gioventu-cristiana
/comment-page-1/#comment-167
Rispondiamo punto per punto a Massimo Mele, integralista omosessuale cristianofobico, che nel sito del Movimento Omosessuale Sardo torna all’attacco di Gioventù Cristiana.
In questa pagina pubblichiamo tutto il materiale relativo alla delirante polemica scaturita da un comunicato di Gioventù Cristiana, un gruppo sassarese di integralisti cattolici, recentemente riconosciuto dalla Curia (se non ricordo male proprio il 28 Giugno, giorno dell’orgoglio gay e lesbico!!).
Mele ricorda male. Infatti Gioventù Cristiana non è un movimento ecclesiale, bensì una libera associazione di giovani. I rapporti con la Curia sono eccellenti e l’associazione si è costituita a fine giugno. In poche parole Gioventù Cristiana è autonoma e indipendente. La Curia si occupa dei suoi gruppi, noi ci occupiamo del nostro.
Tale gruppo, che utilizza come logo il proprio nome scritto in caratteri gotici e annovera al suo interno elementi che scrivono e partecipano ad esperienze internet di chiara ispirazione neofascista, utilizza l’attacco personale e il linciaggio virtuale (forse in attesa dell’approvazione della lapidazione …!) come pratica politica quotidiana.
Frasi sterili e prive di alcun senso. Il carattere utilizzato per il logo del gruppo esiste già da alcuni anni. Quanto alle persone che scrivono nel gruppo il sito è aperto a tutti. Nessuno è sottoposto a censura (fatti salvo i caso in cui si offende) e non abbiamo mai detto di aspettare la lapidazione. Al contrario Massimo Mele ha più volte inviato mail e messaggi contenenti insulti ed implicite minacce.
Il sito dell’associazione (che “stranamente” ha l’arcobaleno nello sfondo!) è infatti pieno di insulti a militanti gay e giornalisti rei di non pubblicare le loro farneticazioni. Un gruppo che inneggia alla violenza fisica, come nel caso della scorsa manifestazione contro l’omofobia, o comunque alla militanza attiva contro quelli che definiscono “nemici” con un linguaggio militaresco.
Il sito non ha un arcobaleno sullo sfondo bensì dei colori che possano attirare l’attenzione visiva dei lettori. In una società basata sull’immagine riteniamo inutile un sito monocolore che rimanga fine a sè stesso. Nè più, nè meno come lo è lo stesso Mele. Inoltre il gruppo non ha mai inneggiato alla violenza fisica. Abbiamo già avuto modo di spiegare che le posizioni dei lettori non sono quelle dell’associazione. La democrazia (parolaccia per il Mos) prevede che ciascuno si esprima liberamente. Purtroppo non è così per loro che attaccandoci in ogni modo vorrebbero metterci un bavaglio. Non riteniamo chi la pensa diversamente da noi un nemico da sterminare. Le gravissime affermazioni del presidente del Mos invece confermano esattamente questo.
Il loro leader Pietro Serra, poco più che ventenne, lineamenti delicati come le sue movenze e voce “lasciva” con una tonalità più alta delle “naturali” voci maschili, impazza sui siti gay: gay.it, queerblog.it, gay.tv, notiziegay,it ecc. Siti di informazione ma che non disdegnano la pubblicazione di nudità maschili e scene di erotismo gay. Così come annovera molteplici amicizie gay nei suoi vari profili su FaceBook dove è presente persino un suo fanclub da lui stesso realizzato.
22 anni il 7 aprile. Ringrazio Mele per gli apprezzamenti fisici (non è la prima volta, già lo scorso maggio l’aveva fatto e ci aveva provato) ma arriviamo al punto. Le notizie riportate dai siti gay sono quelle del comunicato stampa dell’associazione. Forse Mele non contento di aver abboccato alle sue lusinghe vuol addebitare ad altri ciò che in realtà è lui stesso. Su facebook infatti ci sono due profili di Pietro Serra. Uno è quello pubblico dove ci sono oltre 3000 “amicizie”. Lì vengono accettati tutti. L’altro account con lo stesso nome è privato e conta poco più di 300 “amicizie”. Il rispetto e la libertà di professare ognuno la propria idea dà fastidio (e non poco) a Massimo Mele. Anche lui nel suo profilo ha contatti eterosessuali. Sarà forse un’escluiva di Gioventù Cristiana conoscere etero? No, la libertà non afferma questo. Ognuno si rispetta per ciò che è.
Ci chiediamo come sia possibile che un’associazione “religiosa”, sostenuta dalla curia cittadina, con sede nella Chiesa del Rosario, possa avere fra i suoi intenti principali quello di attaccare i gay in pubblico e flirtarci in privato. Semplice tentativo di salvezza di anime dannate? Ma perchè allora passare così tante ore al computer per parlare con amici gay delle tematiche più disparate? Ognuno è libero di vivere la sua sessualità come meglio crede ma nessuno può essere giustiificato quando scarica le sue personali frustrazioni su chi vive liberamente la sua omosessualità. Forse sarebbe il caso che l’intervento del Vescovo venisse indirizzato nel controllo di queste “strane” emanazioni di una Chiesa sempre più allo sbando.
Ribadiamo il concetto espresso prima. Gioventù Cristiana è un’associazione religiosa ma NON ecclesiale. La sede non è più nella Chiesa Rettoriale del S. Rosario. E’ un falso anche che passiamo tante ore al computer. Infatti nel sito di Gioventù Cristiana s’inserisce solo un argomento per giorno. Ancora una volta Mele si dimostra il Massimo dell’ignoranza.Quanto ai flirt non capiamo a cosa si riferisca. Forse ai suoi cagnolini sguinzagliati che nelle nostre pagine postano insulti, parolacce, bestemmie e minacce? Non lo sappiamo, attendiamo sue nuove…