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IlMondoDiGalamay
--Opinioni in bella vista sui temi scottanti di sempre--
21 febbraio 2015
La verità è solo che gli omofobi non hanno risposto, perché Angelo Antinoro ha colpito nel segno.
Tre commenti tratti dalla pagina di FB de "Il Giornale" relative al convegno omofobico "Difendere la famiglia per difendere la comunità". 

---Fe Fabrilo 
Alessio sei " duro" di comprendonio. Ammesso che fosse convegno catto fascista ... Non sono cazzi tuoi e nessuno ti ha dato il patentino di decidere quale convegno sia giusto o no. L'hai capito o vuoi un disegnino?Mi piace · 4 h 

---Michele Sim
ula 
AMMESSO CHE fosse catto-fascista? Non vedo esponenti di altri schieramenti politici. Ma cosa vuol mettersi a fare? Negare l'evidenza?Non mi piace più · 1 · 9 min 

--- Alessio Giandomenico Mameli 
Certo che sono anche cazzi miei, per i seguenti motivi: 

1) Nel convengo si è parlato di famiglia in una concezione restrittiva che va contro i diritti delle coppie omosessuali e che, se non ha esplicitamente denigrato l'omosessualiltà (solo per poter sostenere che il convegno non fosse omofobo), la ha esclusa dal dibattito. Il convegno quindi è contro l'omosessualità ed io non posso disinteressarmene. 

2) Quel convegno è stato svolto non con soldi privati, ma con soldi pubblici e con l'avvallo della Regione Lombardia; il fatto è grave dato che un convegno sulla "difesa della famiglia" organizzato da tre associazioni che sono notoriamente contrarie all'omosessualità (anche se non dicono apertamente cosa farebbero contro i gay se la Chiesa avesse di nuovo il potere temporale e fossimo sotto una teocrazia) equivale a un convegno xenofobo dal titolo : "Difendere la razza bianca per difendere la comunità nazionale europea" o altre scemenze simili. 

3) Questo convegno in pratica non è servito a nulla; solo belle dichiarazioni di intenti, solo un incensarsi per virtù inesistenti, solo un autoproclamarsi migliori degli altri, e solo un ribadimento di indirizzi ideologici contro le libertà individuali, a partire dalla libertà sessuale e riproduttiva. 

4) Fate credere che per incentivare la procreazione occorra discriminare le coppie omosessuali; in realtà non c'è un nesso di causa-effetto tra l'esistenza delle coppie omosessuali e la denatalità.
Non sarà certo per colpa di noi gay se le coppie eterosessuali fanno pochi figli. E non sarà certo inducendo persone omosessuali a un fittizio comportamento eterosessuale, che risolverete il problema della denatalità (problema che peraltro riguarda solo l'Europa e non il resto del mondo, che anzi, ha ancora il problema della sovrappopolazione). E l'omosessualità non può diffondersi, e non deriva dall'educazione, quindi anche se le coppie omosessuali fossero riconosciute giuridicamente, non accadrebbe niente di ciò che da sempre paventate.


https://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/la-verit%C3%A0-%C3%A8-solo-che-non-hanno-risposto-perch%C3%A9-angelo-antinoro-ha-colpito-nel-se/899647763408917?pnref=story  



La verità è solo che non hanno risposto, perché Angelo Antinoro ha colpito nel segno.

22 gennaio 2015 alle ore 2.09

Per le persone che hanno partecipato al convegno "Difendere la famiglia per difendere la comunità", avere un figlio omosessuale sarebbe una tragedia. La violenza è quella che vivono le persone omosessuali, a partire dalla "presunzione di eterosessualità", cioè il considerare ovvio che il proprio figlio sia eterosessuale, mentre magari è omosessuale e non sa se possa fare coming out coi propri genitori senza subire ripercursioni negative.  E ammiro Angelo Antinoro per il coraggio di provare a confrontarsi con gente che, purtroppo, non ha alcun interesse a darci spazio.  

 

L'omosessualità forse non è stata trattata negativamente in modo esplicito nel convegno, ma solo perché sarebbe stato controproducente dal punto di vista politico.

 

In quell'articolo di cui il link,  sono scritte le tesi omofobiche che sono la base ideologica del convegno "Difendere la famiglia per difendere la comunità".

 

Difendere la famiglia da che cosa?  E adesso mi rivolgo a tutte le persone che hanno partecipato a questo INUTILE e ridicolo convegno.  C'èra il gotha del confessionalismo e del cattolicesimo fondamentalista italiano, a partire da Massimo Introvigne. 

 

Se pensate che l'omosessualità sia un problema e che i vostri figli, per essere normali, debbano essere eterosessuali, allora siete omofobi.  Se vi ostinate a considerare come famiglie solo quelle delle coppie eterosessuali, siete omofobi.  Chi sostiene che le coppie omosessuali non abbiano diritto ad essere riconsociute giuridicamente, dice una cavolata, dato che il riconoscimento giuridico delle coppie esula dalla loro capacità e volontà di procreare.  Per il riconoscimento (cioè per  l'accesso al matrimonio civile), è necessario solo il consenso recriproco; non è necessario che i coniugi siano di sesso opposto,  anche se la legge lo prevede --- legge che potrebbe essere modificata, se non fosse che in parlamento gli omofobi sono ancora in maggioranza).

 

Il nostro concetto di famiglia include anche il vostro ma per voi la famiglia è solo uomo, donna e figli, quindi anche le coppie eterosessuali senza figli per voi non sono una famiglia, ma per noi si; e anche le famiglie con un solo genitore per voi non sono una famiglia;  Buttiglione disse che i figli delle ragazze-madri siano "figli di donne non troppo buone..." .  Fu redarguito da un omofobo come lui, ma meno fondamentalista: Cossiga, il quale rispose che in realtà una ragazza madre è una donna eroica dato che non ha abortito anche se doveva crescere da sola il suo bambino.  

 

 

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Per comodità, incollo il testo dell'articolo:

 

Quattro tesi per difendere la famiglia 18-01-2015 

 

 

Pubblichiamo la relazione introduttiva di Massimo Introvigne al convegno "Difendere la Famiglia per difendere la Comunità", promosso e organizzato dalla Regione Lombardia. Al convegno hanno partecipato circa 3mila persone, mentre qualche centinaio di attivisti pro-gay - che spalleggiati dal quotidiano "Repubblica" hanno montato una campagna menzognera contro il convegno - hanno manifestato all'esterno del Pirellone. All'interno, in prima fila a manifestare solidarietà alla Regione che non ha ceduto di fronte a contestazioni di ogni genere, oltre al governatore Maroni e al presidente del Consiglio regionale Cattaneo, c'erano il ministro Lupi, l'ex governatore Formigoni, Ignazio La Russa e il deputato siciliano Alessandro Pagano.

 

 

Buon pomeriggio dai mostri di Milano. 

 

Grazie alla Regione Lombardia per avere promosso e organizzato questa iniziativa, e ancora di più per avere tenuto duro di fronte a una colossale mistificazione che ha trasformato un convegno sulla famiglia in una sorta di clinica degli orrori dove si accusano gli omosessuali di essere malati e se ne organizza a forza la cura. Ma grazie anche ai mistificatori. Temevo di trovarmi di fronte a un convegno sulla famiglia come se fanno tanti, forse anche un po' noioso, e - da sociologo - mi si offre invece un'occasione straordinaria per studiare quello che ho sempre studiato, i panici morali alimentati dalla diffusione di notizie false.

 

Il pubblico però è qui per sentir parlare del tema del convegno, cioè della famiglia. Lo introduco proponendo quattro tesi.

 

La prima è che la famiglia non è solo - come ha detto Papa Francesco - «il motore del mondo e della storia» ma è anche, forse più modestamente, l'ancora di salvezza dell'Italia. Le statistiche sul nostro Paese sono terrificanti. Siamo ai primi posti tra i Paesi industrializzati nelle classifiche sul debito pubblico, sulla corruzione, sull'inefficienza della pubblica amministrazione, sui ritardi burocratici, sul cattivo funzionamento della scuola. Nonostante tutto questo, il nostro tenore di vita e la nostra economia, pure aggredite dalla crisi, rimangono tra le prime dieci al mondo. Com'è possibile questo? È la nostra fortuna, il famoso stellone d'Italia? No, c'è una spiegazione. Finora ci ha salvato la famiglia. Il debito pubblico mostruoso è stato compensato dal credito privato, cioè dal risparmio di tante famiglie, e la famiglia si è fatta carico delle inefficienze dello Stato, tanto spesso assistendo in casa i suoi anziani e curando i suoi malati. In Italia non abbiamo né oro né argento, ma abbiamo l'oro del XXI secolo che non è il petrolio, ma la famiglia: non l'oro nero, ma l'oro blu, blu come i nostri cieli e i nostri mari e blu, per i cattolici, come il manto della Madonna Regina della Famiglia.

 

La seconda tesi - cito ancora Papa Francesco, nel suo discorso al Movimento di Schoenstatt - è che oggi la famiglia è "bastonata da tutte le parti". Anche qui non cedo alla tentazione professionale di proporvi delle statistiche, ma vi assicuro che fanno paura. Anche a Milano e in Lombardia, come in tutta Italia, diminuiscono a vista d'occhio i matrimoni, aumentano i divorzi, e quello della denatalità, con l'Italia fanalino di coda del mondo per numero di figli per donna, è ormai un dramma che giustifica la definizione di san Giovanni Paolo II, «suicidio demografico». Non è solo un problema morale, è il problema centrale della politica e dell'economia. Meno figli oggi significa domani meno produttori, meno consumatori, meno contributori per pagare le pensioni degli anziani, se non vogliamo ammazzarli tutti con l'eutanasia. E meno matrimoni significa meno figli. Trovo spesso, quando espongo questa tesi, chi alza la mano per comunicarmi che una donna non sposata ha la stessa capacità di fare figli di una donna sposata. Ringrazio sempre l'interlocutore per la rivelazione: se non me lo avesse detto lui, non lo avrei mai sospettato. Però questa è una verità da ginecologi. I sociologi hanno invece anche loro una rivelazione da fare: le donne sposate fanno più figli di quelle non sposate. Negli Stati Uniti il governo tiene serie statistiche da cento anni, e il dato è fra i più sicuri che conosca. Non perché siano fatte diversamente dalle donne non sposate, ma perché la stabilità del matrimonio aiuta a resistere alle sirene del «non conviene fare figli» e dell'aborto.

 

Terza tesi. La famiglia non si bastona da sola. C'è qualcuno che la aggredisce. Qui fuori stanno manifestando per assicurarci che il primo nemico della famiglia non sono i gay. Sono d'accordo anch'io. È il fisco. La Banca Mondiale ci informa che le famiglie italiane - calcolando tutte le forme di imposte dirette e indirette - hanno pagato in media negli ultimi cinque anni al fisco il 67% del loro reddito, contro il 46% degli Stati Uniti e della Germania e il 25% della Svizzera. Il nostro fisco è quello meno a misura di famiglia di tutta l'Europa Occidentale. Non vinciamo più i campionati del mondo di calcio, ma quelli per il fisco più vorace è più ostile alle famiglie sì.

 

Quarta tesi. Il 12 gennaio il Papa ha ricevuto il Corpo Diplomatico e ha denunciato le «legislazioni che privilegiano diverse forme di convivenza piuttosto che sostenere adeguatamente la famiglia per il bene di tutta la società». Lo stesso Papa Francesco l'11 aprile 2014, ricevendo l'Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, ha affermato che «occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre». Si dirà che sono citazioni del Papa: che c'entrano con lo Stato o la regione che sono laici? Ma sono citazioni del buon senso, che non è né laico né cattolico né buddhista. 

 

So che questo è il tema più controverso. Ne dirò tre cose. 

 

Primo: non so voi, ma io mi identifico con la famosa battuta dello stesso Papa Francesco, «chi sono io per giudicare le persone omosessuali?». Come cattolico so che le persone non vanno mai giudicate in quanto persone. Abbiamo spiegato fino alla noia che l'omosessualità in quanto tale non è mai stata e non è il tema del convegno, ma - come si dice - mi è gradita l'occasione di dire che non considero l'omosessualità una malattia. Ne avessi avuto bisogno, questa tesi me l'hanno insegnata, per il poco che conosco la loro associazione, gli amici di Obiettivo Chaire e anche un medico straordinario e indimenticabile, un amico che non c'è più, il dottor Bruto Bruti, che ha fatto tanto per spiegare i problemi dell'omosessualità all'interno della mia associazione, Alleanza Cattolica. Qualche mese fa, intervistata da me per un quotidiano, un'esponente di Obiettivo Chaire ha dichiarato di considerare «ridicola» la tesi che equipara l'omosessualità a una malattia. Bruti scriveva nel libro che ci ha lasciato in preziosa eredità: «l'orientamento omosessuale non è dovuto a una malattia fisica, né mentale». Se poi invece si vuole impedire a quella frazione di omosessuali che si sentono a disagio con la loro omosessualità di rivolgersi a Obiettivo Chaire per un accompagnamento pastorale e spirituale allora sì, c'è in giro una malattia, ma non è né l'omosessualità né l'omofobia, è una vecchia malattia e si chiama totalitarismo, dittatura del pensiero unico, negazione della libertà religiosa.

 

Secondo: chi sono io per giudicare le persone omosessuali? Ma chi sono io per non giudicare le leggi, venendo meno al mio dovere di cristiano e di cittadino? Non si manca di rispetto a nessuno se si ripete, con lo stesso Papa Francesco del «chi sono io per giudicare?» - non è un altro, non è un omonimo - che i bambini hanno diritto a crescere con un papà è una mamma.

 

Terzo: ma allora i conviventi sono figli di un dio minore? Nossignore. Il cartello di associazioni che rappresento, Sì alla famiglia, ha presentato mercoledì a Roma un disegno di legge in trentatré articoli. Un testo unico che mette insieme tutti i diritti di cui i conviventi già godono in Italia, coordinandoli con piccoli aggiustamenti ma senza introdurre nulla di nuovo rispetto alle leggi e alla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Cassazione. Sono elencati tutti i diritti dei conviventi relativi agli ospedali, alle carceri, ai contratti di locazione. Perfino i risarcimenti per le vittime della mafia defunte vanno al convivente, anche omosessuale. Ci sono già queste cose nelle leggi? Ci sono. Pochi le conoscono? È vero. Volete questi diritti - s'intende per tutte le convivenze stabili, perché non c'è nessuna ragione di discriminare chi convive con una persona di sesso diverso? Li vogliamo anche noi, ecco qui la nostra proposta di testo unico.

 

Se invece volete il «matrimonio» omosessuale, con le adozioni di bambini che avranno due mamme e due papà, anziché un papà e una mamma, allora non siamo d'accordo. Se volete impedirci di dirlo, introducendo nelle vostre leggi sull'omofobia norme non contro chi picchia le persone omosessuali - quelle sono sacrosante - ma contro chi organizza convegni come il nostro o ne sostiene le tesi, allora non siamo d'accordo e siamo tutti Sentinelle in piedi. Se volete chiamare «unioni civili» i matrimoni omosessuali non siamo d'accordo, e per questo noi parliamo di convivenze e non di unioni civili. Lo diciamo noi? No, lo dite voi, lo dice l'onorevole Scalfarotto intervistato da «Repubblica» il 16 ottobre 2014: «L’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik».

 

Noi vogliamo riconoscere i diritti e i doveri che nascono dalla convivenze, nel rispetto delle persone conviventi omosessuali e non. Ma non vogliamo il «matrimonio» omosessuale con le adozioni, né sotto vero nome né sotto falso nome. Perché la compresenza di diversi tipi di matrimonio - ci sarebbe anche quello poligamo, praticato in Europa da tanti musulmani, ma ne parliamo un'altra volta - fa male al matrimonio. Perché parlare di famiglie e non di famiglia fa male alla famiglia. E chi fa male alla famiglia fa male alla società e fa male all'Italia, che è stata salvata dalla famiglia e sarà salvata solo dalla famiglia. 

 

Ieri il Papa nelle Filippine ha denunciato le «colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia» e che pretendono di «ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo». Ha anche esaltato una figura molto legata a Milano e alla Lombardia, il beato Paolo VI, che nella sua enciclica «Humanae vitae», da buon pastore, «allertò le sue pecore sui lupi in arrivo». Ora i lupi sono arrivati.

 

È sempre Papa Francesco, ma non quello dei giornali: quello vero. Che dalle Filippine ci manda una cartolina, ci lancia un appello. Ascoltiamolo: «Proclamate la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia. Come sapete queste realtà sono sempre più sotto l’attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c’è nella vostra cultura». Questo convegno vuole parlare esattamente di queste cose. Sì alla famiglia!

 

 

 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quattro-tesi-per-difendere-la-famiglia-11537.htm





permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 21/2/2015 alle 14:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 febbraio 2015
Sulla legge contro l'omofobia.
La legge contro l'omofobia proposta da Scalfarotto è controproducente, dato che in realtà darebbe fin troppa libertà di discriminare le persone omosessuali ad omoofobi che si limitino a dire la propria opinione in merito all'omosessualità, anche se sbagliata e denigratoria.

Fintanto che il parlamento sarà ancora pieno di cattolici conservatori e di omofobi di varia risma, non ci sarà alcuna legge contro l'omofobia.

In Parlamento cercano di ridurre l'omofobia alla sua fattispecie violenta, ma in realtà sotto di essa c'è un nucleo ideologico, che, sia pure in modo non violento, discrimina le persone omosessuali. Già il mero fatto di considerare l'omosessualità un problema è omofobia.
Confondere la natura ("tutto ciò che esiste o che potrà farlo") con la morale ("ciò che dovrebbe essere secondo un certo sistema di valori") e in base a questa confusione tra natura e morale, recriminare contro il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, è omofobia.

E agli omofobi dico:
Poco importa se poi, per dire una frase che vi mostri più intelligenti di ciò che siete, sostenete che "i gay possono convivere" (e ci mancherebbe altro che glielo vietaste) .... "meglio che non si bacino per strada, ci sono i bambini e possono vederli" ( come se i bambini potessero diventare omosessuali vedendo due uomini che si baciano; e, soprattutto, come se si potesse diventare omosessuali e non semplicemente esserlo e basta). "ho tanti amici gay":(e chi se ne frega se poi li consideri inferiori a te?)

https://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/perché-serve-una-legge-contro-lomofobia/208725602501140?pnref=lhc 

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Perché serve una legge contro l'omofobia.

21 maggio 2011 alle ore 1.12

Perché serve una legge contro l'omofobia.
21 maggio 2011 alle ore 1.12 



Se l'Italia fosse un paese civile l'omofobia non esisterebbe e quindi non ci sarebbe bisogno di una legge che tenga questo fenomeno sotto controllo, se non può proprio eliminarlo. 

La legge serve per punire esplicitamente il reato di chi, per via del disprezzo che prova verso l'omosessualità, discrimina o reca danno o violenza a persone omosessuali, solo in quanto tali! In pratica basterebbe prevedere un'aggravante della legge Mancino per chi discrimina o picchia una persona solo perché non accetta il suo orientamento sessuale. Succede solo ai gay e alle lesbiche. Mica un eterosessuale viene discriminato o picchiato o ucciso in quanto tale. A un omosessuale invece può accadere.

Le leggi attuali non sono sufficienti nella lotta contro l'omofobia, in tutte le sue fattispecie; manca una vera legge contro l'omofobia, che sanzioni tutte le forme di omofobie, anche quelle espresse solo con argomenti falsi e denigratori contro le persone omosessuali. 

Devono pagarla cara ed io darei loro una multa di almeno 1000€, aumentabile in base al reddito. I soldi ottenuti saranno usati nella lotta contro l'omofobia e per le politiche a sostegno delle persone LGBT: 

Oltretutto, tutto questo sproloquiare in termini religiosi, non è pertinente. Lo Stato non deve fare le leggi sulla base delle ideologie illiberali (cui appartengono anche le religioni), ma per garantire a tutti i cittadini il massimo grado di libertà compatibile col massimo grado di coesione e sicurezza sociale. Siccome la pratica dell'omosessualità non reca danno a nessuno, non deve essere considerata un reato; difatti non lo è in Italia, ma lo è in stati più teocratici dell'Italia.

In Italia però vengono discriminate le coppie omosessuali sulla base del pregiudizio secondo cui sarebbe famiglia solo l'insieme di padre, madre e figli, ma se così fosse, allora non dovrebbero potersi sposare neppure le coppie eterosessuali sterili, troppo anziane, o si dovrebbe annullare il matrimonio a quelle coppie che hanno deciso di non avere bambini. Nulla di più illiberale e assurdo!

Il matrimonio con la riproduzione non c'entra più niente. Il matrimonio deve essere considerato solo il contratto con cui una coppia di persone che si amano viene riconosciuta dallo Stato, il quale regolamenta così i doveri e i diritti.

Va punita l'omofobia, IN OGNI SUA FORMA. Chi non vuole è solo perché non potrebbe più darmi del malato, del depravato e del contronatura. Invece chi mi insulta, chi mi discrimina, chi mi picchia, chi mi uccide, deve pagare ammenda e magari anche andare in carcere e si deve considerare, in modo esplicito, l'omofobia come un'aggravante la pena, da inserire nella legge Mancino! E su questo NON transigiamo. Ora BASTA!

Dire che noi omosessuali siamo diversi non è offensivo; è la verità. Nessuno è uguale, tra l'altro; siamo uguali nei diritti, ma l'eguaglianza sostanziale non esisterà mai. 

Essere diversi però non vuol dire non avere gli stessi diritti delle altre persone; perché una coppia omosessuale non può sposarsi se lo fanno anche le coppie eterosessuali sterili o troppo anziane? perché molti gay e lesbiche devono ancora avere paura di ripercussioni anche gravi, comunque ingiustificabili, dovute solo al rifiuto da parte di loro amici, conoscenti e famigliari, del loro orientamento sessuale? chi me lo sa spiegare, senza mettere in campo la Bibbia, che è solo un libro di favole? 


http://www.google.com/search?hl=en&q=levitico+e+omosessualit%C3%A0  
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La legge contro l'omofobia non viene approvata solo perché la maggioranza dei parlamentari è omofoba e quindi teme di darsi la zappa sui piedi con una legge che vieterebbe loro di proferire impunemente insulti, considerazioni non provate scientificamente, dichiarazioni denigratorie e diffamatorie contro le persone omosessuali e impedirebbe loro di vietare il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, alla pari rispetto a quelle eterosessuali, com'è corretto e doveroso in uno stato laico.  

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Suppplemento aggiunto l'8 luglio 2014:


Non capisco come si possa difendere persone stronze come quelle che sostengono queste stronzate. 

Le leggi attuali non sono sufficienti nella lotta contro l'omofobia, in tutte le sue fattispecie; manca una vera legge contro l'omofobia, che sanzioni t
utte le forme di omofobie, anche quelle espresse solo con argomenti falsi e denigratori contro le persone omosessuali. 

Devono pagarla cara ed io darei loro una multa di almeno 1000€, aumentabile in base al reddito. I soldi ottenuti saranno usati nella lotta contro l'omofobia e per le politiche a sostegno delle persone LGBT: 

Ecco la moralità che le sentinelle in piedi vogliono salvaguardare.
Alcuni esempi,  non esaurienti, delle ingiurie espresse da politici e personaggi purtroppo molto importanti e che non meritano il ruolo che ricoprono.

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Gian Paolo Gobbo, ex sindaco di Treviso : “Io multerei due uomini che si baciano in pubblico”.

Ciarrapico: "Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli".

A. Mussolini: "Niente adozioni per i gay, i bambini non devono vedere i genitori che si rotolano nel letto!".

Farina (ex deputato PDL): Due gay non devono fare sesso, è contro natura.

Domenico Scilipoti: Un rapporto sessuale tra due uomini? Mi dà fastidio anche solo pensarlo.

Bozza (consigliere regionale Lega Nord in Lombardia): I gay? Purtroppo esistono, sono malati, diversi. Stiamo dando troppa liberta' a queste cose sapendo che ci sono i nostri bambini che girano per le strade. Non dovrebbero farsi vedere, fuori dalle palle, non in mezzo ai bambini. Se un bambino chiede alla mamma cosa stanno facendo lei come spiega questa cosa?

Gasparri: “Vendola dovrebbe tacere. Critica l’altrui bunga bunga che intanto non è nulla di male, ma almeno avviene con donne. Prediche, da certi pulpiti, lasciano per lo meno perplessi, viste le predilezioni particolari”.

Berlusconi: “Meglio guardare le belle ragazze che essere gay”.

Buttiglione: “Essere gay è oggettivamente sbagliato. Sbagliano come chi non paga le tasse”.

Calderoli: "Non sopporto che gli omosessuali vadano in piazza conciati da checche."

Papa Giovanni Paolo II: L'attività omosessuale è moralmente malvagia.

Carlo Giovanardi: "Un bacio tra donne? È come fare pipì per strada".

Beppe Severgnini: “Non sono favorevole all’adozione e al matrimonio, che è per definizione l’unione di un uomo e di una donna. Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura".

Cimadoro (ex deputato IDV): "Tremaglia li chiamava culattoni, io li chiamo diversi. Poi, quando non parlo in pubblico mi scappa anche culattoni. Io sono orgoglioso di essere normale".

Paolo Trudu (portavoce PDL Sardegna, 2013) su Vendola: "Becero frociame, vecchia isterica acida".

Gentilini: "Si faccia pulizia etnica dei culattoni!"

Daniela Santanché: "Parliamo di persone malate!"

Alessandra Mussolini: "Meglio fascista che frocio"

Emilio Fede su Vendola: «Lui con i maschi non ha nulla a che vedere. Poveraccio. Va capito, davanti e di dietro»

Gianfranco Fini: Se lei mi chiede: ""Io le dico di no. Capito? Perché ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini".

Calderoli: "E se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale e, pertanto, chi riconosce per legge una cosa del genere è destinato alle fiamme dell'inferno".

Umberto Bossi: "Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni".

Rosy Bindi: "È meglio che un bambino stia in Africa con la sua tribù, piuttosto che cresca con due uomini o due donne, con genitori gay".

Paola Binetti: "L’omosessualità è una devianza della personalità: un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico".

Mastella: "Le unioni di fatto? Sì al riconoscimento dei diritti per le coppie eterosessuali. Ma il problema sono i gay".

Maurizio Gasparri :  "È indegno che un drappello di ministri partecipi a una manifestazione vergognosa come il gay pride".

Francesco Rutelli: "È sbagliato quel che ha deciso la Spagna di Zapatero, stabilendo che le coppie omossessuali possono adottare bambini. Noi non lo consentiremo mai".

Daniela Santanché: "Sono certa che tutti i genitori italiani sperano di avere figli eterosessuali".

Renzo Bossi: "Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga".

Antonio Cassano: "Froci? Spero proprio che non ce ne siano in nazionale". 

AVIS di Somma Lombardo: "I gay non possono donare il sangue".

Renato Farina: "L’amore gay non esiste, o se esiste è una cosa contro natura, una cosa che fa male alla società, e che quindi non deve essere assolutamente accettata! Due omosessuali non devono fare sesso, è una pratica che fa male ed è contro natura".







permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 20/2/2015 alle 11:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 giugno 2012
Dopo quasi un anno, un altro articolo su Ratzinger!

Solite stronzate di Joseph Ratzinger, pagate ben 13 milioni di euro.



Provo ribrezzo per le persone che gli sono andate in contro. La laicità dello stato Ratzinger la abusa ogni giorno, la violenta, la stupra.

La famiglia NON è tale grazie 
al matrimonio. Il matrimonio religioso NON c'entra niente con il matrimonio civile, il quale, proprio in virtù della laicità deve essere garantito a tutte le coppie! del resto, non è obbligatorio procreare per mantenere valido il matrimonio e se ciò vale per le coppie eterosessuali, perché non dovrebbe valere anche per quelle omosessuali?

Ratzinger insinua che se il matrimonio civile (che non c'entra nulla con il matrimonio religioso) fosse esteso anche alle coppie dello stesso sesso, ciò recherebbe danno alla famiglia! come se le persone eterosessuali possano diventare omosessuali solo in quanto le coppie omosessuali vedano finalmente riconoscersi gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali! ma non ha ragione! 


Egli sostiene che l'omosessualità sia una scelta, quindi un crimine da perseguire. Non lo fa esplicitamente, ma lo pensa, eccome se lo pensa! 

Se fosse per lui, applicherebbe alla lettera la Bibbia e condannerebbe a morte omosessuali, donne adultere e divorziati. 

Ratzinger non merita alcuna considerazione e se mi occupo di ciò che dice è solo perché, purtroppo, in quanto omosessuale e non credente, sono continuamente chiamato in causa dalle sue stupidaggini.
  



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L'EVENTO
Famiglia, aborto ed eutanasia
i punti fermi del Papa a Milano 

Il secondo giorno della visita di papa Benedetto XVI in città. Che dopo le parole in Duomo sulla castità dei religiosi e la 'lezione' di catechismo ai cresimandi, in uno stadio di San Siro gremito, ha incontrato le autorità per parlare di "laicità dello Stato" e "garanzie di libertà". 


"Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita". Lo ha ribadito Benedetto XVI durante l'incontro con le autorità e la società civile nella sala del Trono dell'Arcivescovado, a Milano, nel secondo giorno della sua visita nel capoluogo lombardo per l'Incontro mondiale delle famiglie. E la "laicità dello Stato" ha "uno dei principali elementi" nell'"assicurare la libertà affinché tutti possano proporre la loro visione della vita comune. Sempre, però, nel rispetto dell'altro e nel contesto delle leggi che mirano al bene di tutti".

"Gratuità contro la crisi". A proposito della crisi, poi, "il tempo che stiamo attraversando ha bisogno, oltre che di coraggiose scelte tecnico-politiche, di gratuità". Ricordando l'opera della Chiesa in favore di poveri ed emarginati, il Pontefice ha spiegato che "le comunità cristiane promuovono queste azioni non tanto per supplenza, ma piuttosto come gratuita sovrabbondanza della carità di Cristo e dell'esperienza totalizzante della loro fede".

Il 'no' all'aborto e all'autanasia. Le leggi dello Stato, ha detto il Papa, "non possono riconoscere l'aborto e l'eutanasia" perché "lo Stato è a servizo e a tutela della persona e del suo 'ben essere' nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita 
la deliberata soppressione". Benedetto XVI ha affermato che "le leggi debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana". 'Ognuno può vedere - ha proseguito - come la legislazione e l'opera delle istituzioni statuali debbano essere in particolare a servizio della famiglia". Secondo il Pontefice, "lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita, e altresì il diritto primario dei genitori alla libera educazione e formazione dei figli, secondo il progetto educativo da loro giudicato valido e pertinente". "Non si rende giustizia alla famiglia - ha aggiunto - se lo Stato non sostiene la libertà di educazione per il bene comune dell'intera società".

Il Papa con Zanetti e Baresi La sfilata in piazza Duomo 'Inquisitore' bloccato Benedetto XVI sulla vetturetta da golf Il concerto alla Scala Pisapia, niente inchino "La fede sia l'anima della politica" 'Playboy' via dall'edicola LO SPECIALE 'O mia bela Madunina 'La città in festa "La città guardi al futuro "Pisapia: "Anch'io fan di Rex" Il maggiordomo Il Papa e il vento Il Papa con il bastone In platea alla Scala

La mattinata in Duomo. In mattinata Benedetto XVI aveva voluto rilanciare il valore del celibato sacerdotale e del voto di castità di religiosi e suore. Il "celibato sacerdotale" e la "verginità consacrata", riguardante religiose e religiosi, sono "segno luminoso" di "carità pastorale e di un cuore indiviso", erano state le parole pronunciate durante la celebrazione dell'Ora media col rito ambrosiano nel Duomo. Accolto da una serie di applausi, il Pontefice aveva percorso la navata centrale trasportato sulla pedana mobile, analogamente a quanto avviene da qualche tempo nella basilica di San Pietro. Questo sia per evitare eccessivi affaticamenti al Pontefice sia per prevenire possibili gesti di malintenzionati, come l'aggressione del Natale 2010 nella basilica vaticana. Nella cattedrale erano riuniti oltre cinquemila sacerdoti. Al termine della sua meditazione, Benedetto XVI è sceso dalla cattedra arcivescovile posta a lato dell'altare per dare la sua benedizione a un gruppo di anziani, disabili e malati, tutti religiosi, seduti sulle loro sedie a rotelle ai lati dell'altare.

Il papa catechista. Dopo l'incontro in Duomo, Benedetto XVI è stato accolto da un boato e da un grosso applauso al suo ingresso sul prato dello stadio Meazza per incontrare i cresimandi della Diocesi ambrosiana. Accompagnato dall'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, e dal segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Papa ha ricevuto un'accoglienza molto calorosa da uno stadio quasi completamente esaurito e ha proposto una vera e propria lezione di catechismo, dedicata ai doni dello Spirito, alle migliaia di cresimandi in tribuna.


(02 giugno 2012) 




http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/06/02/news/il_papa_a_milano-36404052/?ref=HREA-1




permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 4/6/2012 alle 19:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 giugno 2010
Commenti alla morte di Pietro Taricone.

 

 

Alessio Giandomenico Mameli

Saviano con questa caduta di stile rischia di perdere la mia stima... ma come si fa ad avere cordoglio della morte di un coglione che invece di fare il padre di famiglia, qual era, si comportava ancora come se avesse avuto ancora 20 anni e si metteva in situazioni di estremo rischio, per sport?

Taricone è morto perchè lo voleva! e comunque, anche se non lo avesse voluto, nessuno lo ha costretto a gettarsi con quel fottuto paracadute!

Fiumi di parole per Taricone, ma intanto di chi muore mentre lavora in fabbriche, dove si risparmia sulla sicurezza, a malapena se ne parla.

Forse più che da intellettuale, Saviano ha parlato di Taricone solo come persona che lo conosceva, o come amico... Difficile ammettere che Taricone se la sia cercata?

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Chiara Collizzolli
scusa ma proprio non sono d'accordo! I morti vanno rispettati comunque. RIP
 
Chiara Collizzolli
Chiara Collizzolli
l'unica cosa su cui sono d'accordo è che si parla troppo di Taricone e troppo poco dei morti sul lavoro, questo purtroppo è verissimo...:-(
 
Zio Vuvuzelos
Zio Vuvuzelos
rispetto per taricone!! però bisogna dire una cosa:quello sport ke faceva lo ha fatto tante volte e sicuramente nessuno lo costringeva perchè era un passione ke tra l'altro faceva anke la moglie alla fine erano cmq 2 irresponsabili avendo anke una figlia nn è il caso di accettare sport così rischiosi...poi ognuno fà le sue scelte e basta...
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Ecco, io questo dicevo!! e spero che la moglie abbandoni quello sport in particolare e si dedichi a sport meno pericolosi.... e soprattutto a sua figlia... e magari a cercare un nuovo marito (cioè un papà di riserva per la figlia); non sarà mai la stessa cosa, ma sempre meglio che niente.

Chiara Collizzolli

Chiara Collizzolli

beh si, questo è giusto



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 29/6/2010 alle 17:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
19 aprile 2010
Commenti all'intervista de L'Occidentale (periodico confessionalista e conservatore) al professor Costantino.

Alessio Giandomenico Mameli

Alessio Giandomenico Mameli
 
Che scemenza dire come dice il professor d'Agostino, che il matrimonio tra consaguinei è proibito per l'eccessiva vicinanza emotiva.... ma non sarà invce che è proibito perchè i rapporti sessuali tra consaguinei possono generare bambini affetti da malattie genetiche??

Ecco invece che cosa dice:


La decisione della Consulta e il suo “no” ai matrimoni tra coppie omosessuali, rigettando le ordinanze del Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento, ha riaperto il dibattito tra le forze politiche ed ha scatenato le immediate reazioni del mondo omossessuale, in testa Franco Grillini e Aurelio Mancuso. La Consulta ribadisce che “ai tempi in cui è stata scritta la Costituzione il Matrimonio è stato codificato come legame tra uomo e donna”, cioè ne fa una questione di cambiamenti di ordine storico-sociale su cui spetta al Parlamento sovrano di pronunciarsi. Il professore Michele Costantino ordinario di Istituzioni di diritto privato nell’Università degli Studi da Bari, non nasconde alcune preoccupazioni.

Professore, Lei crede che questa pronuncia possa portare all’apertura di un dibattito politico teso a promuovere nuovamente un progetto di legge che colmi quello che le associazioni omosessuali da tempo definiscono come un vuoto legislativo nel nostro ordinamento?

«Il modo in cui, in passato ed oggi, è stata data la notizia nella comunicazione di massa è stato giocato sull’obiettivo di illudere l’individuo e di confonderlo con messaggi contraddittori: “la libertà individuale di autodeterminazione è tua!”; “tu da che parte stai ?”.

La prima illusione è falsa, perché ognuno di noi si trova in situazioni di tempo e di spazio dove ci sono gli “altri”. Non ha senso supporre la Libertà individuale di fare ciò che si vuole: l’appartenenza a una comunità, dove ci sono regole, valori condivisi, abitudini, costumi, linguaggi, è elemento costitutivo non aggiuntivo dell’essere umano.

La seconda è abbietta, perché sollecita a seguire i sondaggi o a compiacere un padrone invece che a considerare i problemi sociali reali, che esistono e generano malesseri comunque. Tutto il diritto, e specialmente il diritto di famiglia - come il diritto del lavoro, le normative di sicurezza, le discipline dei diritti indisponibili - riposa su esigenze di natura pubblicistica. Ha la funzione di prevenire o almeno attenuare il conflitti sociali, dettando regole. Essere opinionisti non è una professione.

Perciò risponderò alla sua domanda non per esprimere un giudizio, ma per tentare di individuare le questioni da chiarire secondo ragione. La prima considerazione riguarda i motivi di rimessione alla Corte costituzionale. Sono questi: il diritto di sposarsi è un diritto dell’individuo e consiste nel diritto di scegliere il partner; b) nella popolazione ci sono orientamenti sessuali diversi; c) altri Stati hanno consacrato le unioni tra individui dello stesso sesso. Sono tre e sono tutti e tre assurdi (absurdum = separato dalla realtà).

Il primo è assurdo perché il diritto di sposarsi non è un diritto dell’individuo ma della coppia. Però, non tutte la coppie hanno il diritto di sposarsi, anche se c’è tanto affetto e tanto amore. Non hanno questo diritto le coppie di bambini troppo piccoli e non hanno questo diritto le coppie di padre e figlia, madre e figlio, zio e nipote, fratello e sorella. Le coppie di bambini troppo piccoli non hanno il diritto di sposarsi perché gli individui che le compongono non hanno quella autonomia, quella capacità, quella libertà che sono richieste per progettare una famiglia, cioè un’alleanza (o formazione sociale, comunità intermedia, gruppo, associazione) di rango costituzionale. Le coppie formate da padre-figlia, madre-figlio, fratello-sorella, zio-nipote, non hanno il diritto di sposarsi perché gli individui che le compongono sono troppo uguali e si trovano in condizioni di dipendenza affettiva; perciò si ritiene che non siano in grado esprimere la capacità, l’autonomia, la libertà richieste per formare quella coppia a cui si riferisce la Costituzione negli articoli 29, 30 e 31.

Il primo motivo è perciò assurdo: inneggia alla libertà individuale ma nega la realtà. Il diritto di sposarsi non è dell’individuo, ma della coppia. Non si sceglie un partner, si sceglie una sedia, un telefonino, un televisore. Così si distrae l’individuo nella massa dal vero problema. Nella Costituzione ci sono diritti degli individui, quali la circolazione, la comunicazione del proprio pensiero e la corrispondenza, la professione della fede religiosa; ci sono diritti di gruppi, quali concorrere a determinare la politica nazionale, tutelare gli interessi dei lavoratori; e ci sono diritti della coppia. Chissà a quali individui, a quali gruppi e a quali coppie si riferisce la Costituzione! I messaggi lanciati nella comunicazione di massa servono a distrarre da tali questioni».

 
 
Continuando gli sproloqui di quello stronzo...

Le associazioni omosessuali sostengono che negare il matrimonio a due persone dello stesso sesso sia una palese violazione del principio di uguaglianza statuito dall’art. 3 Cost., ma nel caso di specie la Corte Costituzionale non ha ravvisato alcuna violazione. Condivide tale presa di posizione?

«L’ingiustizia più feroce consiste nel regolare in modo eguale situazioni diverse. Le regole eguali dettate per situazioni diverse sono più visibili, come manifestano la schiavitù, l’Olocausto e le crociate.
 
Il gran numero di “orientamenti sessuali” non cancella la differenza tra maschio e femmina, così come l’esistenza dei muli non cancella la differenza tra cavalli e ciucci.

L’assurdità del secondo motivo di rimessione alla Corte costituzionale nasconde anche l’ignoranza riguardo alla disciplina vigente dettata per le malformazioni e deviazioni sessuali tali da impedire la vita coniugale e la disciplina vigente nel caso di cambiamenti di sesso durante il matrimonio.

A parte questa considerazione desolante, l’esaltazione del moltiplicarsi di “orientamenti sessuali” e di pulsioni erotiche di altre origini, accompagnata dalla proclamazione che ogni voglia è un diritto, serve a distrarre l’attenzione dalla funzione della coppia cui gli artt.. 29, 30 e 31 della Costituzione assegnano il rango di formazione sociale, o comunità intermedia, o gruppo, o associazione superiore alle altre (come ai partiti e ai sindacati).

Eppure, una ragione c’è, ed è ovvia, banale, semplice. Le qualità e prerogative di rilevanza pubblicistica che la Costituzione attribuisce alla “famiglia” come società naturale dipendono dal fatto che questa è una società di individui diversi. Tutte le scienze dell’uomo (antropologia, sociologia, psicanalisi, etica, ed anche le religioni) hanno studiato e studiano questo fenomeno.

L’alleanza tra diversi richiede capacità, autonomia, dedizione, condivisione, accoglienza, tolleranza, infinitamente maggiori rispetto all’alleanza di eguali.

I giuristi hanno rappresentato con parole difficili questa funzione della società (alleanza) composta da individui differenti: affectio, comunione di vita spirituale e materiale, jus in corpore, assistenza, rispetto reciproco.

La Costituzione italiana, che riconosce la “famiglia”, non si accontenta di registrare la mera esistenza di una coppia “naturale”. Proprio perché si tratta di un’alleanza di individui differenti pretende che sia fondata su un patto ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica. Per esempio, quando non ci si vergogna di dire tutto all’altro, allora c’è la coppia cui si riferisce la Costituzione italiana, perché tra individui differenti questa è una cosa grande. In una coppia di eguali è troppo facile dirsi tutto.

Perciò, il secondo motivo di rimessione alla Corte costituzionale non soltanto è assurdo, ma è anche un’insidia pericolosa al valore che da 3.500 anni i popoli del mediterraneo hanno assegnato alla “famiglia”. Chissà perché mai è stato riconosciuto lo stesso rango alle unioni di eguali! Climi diversi, linguaggi diversi, economie diverse, abitudini e costumi diversi, ordinamenti giuridici diversi: ci sono sempre state coppie di omosessuali. Le vicende di Sodoma sono di un tempo non certo remoto, ed anche quelle di Lesbo. Ma l’insidia della libertà individuale di autodeterminazione serve a distrarre l’individuo nella massa dal vero problema.

Perciò il secondo motivo è pericoloso. La democrazia non è una società di amici eguali, dentro e fuori il matrimonio. La democrazia è una società di amici che si riconoscono per le differenti qualità, e quindi si riconoscono per i doveri, i diritti e le responsabilità. Chi mira a cancellare il valore dell’alleanza tra diversi e pretende riconoscimenti per coppie che non hanno questa funzione, semplicemente aspira a una società di eguali. Potremmo tentare di trovare un nome a queste tendenza: totalitarismo libertario o opportunismo elettorale? Ma sarebbe una perdita di tempo».


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Ecco il mio commento:

Il fatto che fino ad esso non sia stata generalizzato il riconoscimento legale delle coppie omosessuali non significa che non vada mai fatto in futuro. Laddove questo in varia misura (parziale o piena) è già successo, nulla è conseguito di negativo alle coppie eterosessuali, che possono continuare a sposarsi e fare figli, come se nulla fosse successo; estendere il matrimonio  civile o altra forma di riconoscimento legale alle coppie omosessuali non toglie niente a quelle eterosessuali.

Siccome gli individui sono uguali di fronte alla legge, la mia relazione con la persona che amo, anche se dello stesso sesso, merita lo stesso riconoscimento di cui godono le coppie eterosessuali, che non si vedono, del resto, vicolare questo riconoscimento al fatto che procreino o meno dei figli. La procreazione non è fondamentale per la validità legale del matrimonio civile e se non lo è per le coppie eterosessuali, perchè mai dovrebbe esserlo per quelle omosessuali
?
 
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Ulteriori cazzate di quel pirla!!!

Che implicazioni ha la definizione di famiglia quale società naturale nell’ambito della regolamentazione delle unioni tra individui? In altre parole, può essere interpretata in maniera tale da ricomprendere anche le unioni tra persone dello stesso sesso?

«La rilevanza e funzione che la Costituzione italiana assegna alla “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” è fondata sull’alleanza tra individui differenti. Le “implicazioni” - che lei mi chiede - riguardano la disciplina. Non è immaginabile che la stessa rilevanza e funzione che la Costituzione assegna alla “famiglia” sia estesa dal Parlamento con una legge ordinaria alle unioni tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, è assai opportuno che queste ultime siano regolate dalla legge ordinaria. Liberissimi di avvalersene o di non avvalersene gli individui che formano queste altre coppie, così come sono liberissime di sposarsi o di non sposarsi le coppie che hanno diritto di farlo.

Una legge regolatrice di questi altri rapporti manifesterebbe al partner più debole che esiste una via per la sua tutela. Infatti, la disponibilità della “disciplina legale” di questi altri rapporti sarebbe assicurata dalla sua applicabilità anche alle situazioni di fatto, essendo questa la qualificazione corretta cui dovrebbe attenersi l’interprete nei conflitti che inesorabilmente possono generarsi.

Altro discorso è imporre regole uguali a situazioni diverse, come ho già detto prima. Non è costituzionalmente legittimo, ad esempio, che il diritto di accedere al servizio pubblico di procreazione medicalmente assistita, attribuito agli individui uniti da un patto visibile ai terzi qual è il matrimonio, sia esteso ai conviventi di sesso diverso. I conviventi tengono nascosto il patto che li unisce. Perciò non sono e non possono essere una “famiglia”. A maggior ragione non sarebbe costituzionalmente legittimo attribuire questo diritto a maggiorenni conviventi dello stesso sesso.

All’individuo nella massa gli organi di comunicazione non dicono che più di trenta disposizioni di legge parificano i conviventi (di sesso diverso o di sesso uguale) ai coniugi per risolvere conflitti concreti. Ognuna di esse ha la sua funzione. Non dicono che, invece, per quanto attiene ai rapporti tra coniugi, la proclamazione della libertà individuale di autodeterminazione sta creando una litigiosità giudiziale mai vista nei anni passati.

Non dicono cosa c’è davvero dietro le leggi che incantano l’individuo nella massa, quale la legge sull’affido condiviso o la comunione legale dei beni acquistati durante il ménage e dei beni che sono frutto di risparmi e di sacrifici. Non dicono cosa succede al bambino, quando la mamma ha voglia di restare nell’anonimato, anche se coniugata; quando è frutto di “orientamenti sessuali” praticati allegramente durante il matrimonio; quando è frutto di un incesto consapevole; quando è frutto di operazioni commerciali per la procreazione. Il mondo delle regole convive con altri fattori presenti nella realtà. Ciò non significa che si debba rinunciare alla funzione del diritto per compiacere un padrone o un elettorato.

I problemi ci sono comunque e generano malesseri. Si tratta di considerare, secondo ragione, come è meglio e più giusto risolverli per la società civile, non per la libertà individuale di autodeterminazione».

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Mio commento:

La società NON esiste, se non come insieme di individui, uguali di fronte alla legge: esistono quindi gli individui, coi loro diritti e i loro doveri e loro formazioni (dette ad esempio: associazioni, gruppi, coppie e famiglie)

Il matrimonio civile deve essere riformato, a partire dal nome. Il matrimonio inteso come lo vogliono intendere i conservatori, sopravvivererà come rito religioso, senza alcun valore legale. L'Unione civile deve sostituire il matrimonio civile, essere esteso a tutte le coppie (etero ed omosessuali) ed essere rescindibile anche unilateralmente e in non più di 12 mesi.

Non vedo poi che cosa ci sia di male nell'affido condiviso, dato che il divorzio deve valere solo tra i coniugi e non tra i genitori e i loro figli. Riguardo poi ai bambini che lui intende come "frutto di operazioni commerciali per la procreazione", dice solo baggianate: che volete che importi a un bambino se è nato direttamente dal coito dei genitori o tramite la procreazione assistita? l'importante per un bambino è essere amati dai genitori...

Non ha senso parlare di come si devono risolvere i problemi per la società civile, dato che estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso non causarebbe proprio alcun danno alle coppie eterosessuali, quindi nessuna conseguenza alla Società. Le considerazioni del professor Costantino sono solo coacervi di pregiudizi.

 

 

Il punto clou della scemenza di un uomo....
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Molti Paesi europei hanno regolamentato la materia; alcuni ordinamenti contemplano i matrimoni di coppie dello stesso sesso, altri le unioni civili. Si può affermare che in tale materia l’Italia sia un passo indietro rispetto agli altri ordinamenti europei? O gli ordinamenti di queste nazioni sono solo il frutto della negazione del diritto naturale che invece in Italia sembra avere delle radici più profonde?

«Altri stati hanno costumi, usi, valori e leggi diverse dal nostro. In alcuni si pratica la lapidazione dell’adultera, in altri la clitoridectomia, in altri la pena di morte, in altri l’affitto dell’utero. Chi fa questo, ritiene di essere nel giusto. Vogliamo capire perché?»


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Mio commento:

Non ha risposto alla domanda: se l'Italia sia un passo indietro rispetto agli stati che già riconoscimento giuridicamente le coppie omosessuali. Certo che lo è!!!

Questo riconoscimento, dato che non va a detrimento dei diritti di nessuno, non può essere paragonato a nessuna delle leggi e delle norme citate a sproposito dal professor Costantino. Infatti l'infibulazione, la circoncisione, i matrimoni combinati, ecc ecc, sono cose che sono imposti a individui contro la loro volontà e per di più per seguire la tradizione, col pretesto che abbia dei fondamenti nel diritto fondato sulla religione, il diritto divino.

Negli stati moderni però il diritto divino non ha alcun valore; vale solo il diritto positivo e questo deve essere il più egualitario possibile. Ragion per cui il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali è solo una questione di tempo, per un paese come l'Italia, se vuole continuare a far parte degli stati moderni, basati sul diritto positivo e non su quello naturale (che comunque NON esiste, ma è solo un'astrazione filosofica). L'Italia non deve diventare una teocrazia. Le posizioni del professor Costantino devono essere sconfitte
.
 
 
Per finire le ultime parole di merda di un cattolici fondamentalista: il professor Costantino, ordinario di diritto privato all'università di Bari.

In conclusione, nel libro “Etica religione e stato liberale” l’allora Cardinale Joseph Ratzinger sosteneva che « in concreto è compito della politica sottomettere il potere al criterio del diritto e in tal modo ordinare l’uso sensato. Non è il diritto del più forte a dover valere, ma la forza del diritto. Il potere entro l’ordine e al servizio del diritto è il polo opposto alla violenza, intesa come il potere privo di diritto e ad esso contrario. Di conseguenza, per ogni società è importante superare il sospetto sul diritto e i suoi ordinamenti, poiché solo così si può bandire l’arbitrio e vivere la libertà in quanto bene condiviso. Il sospetto nei confronti del diritto, la rivolta contro di esso sorgeranno sempre quando il diritto stesso non apparirà più come espressione di una giustizia che sia al servizio di tutti, ma come il prodotto di un arbitrio, di una pretesa di essere nel diritto solo perché si detiene il potere su di esso». Alla luce di tanto, quale deve essere il ruolo del diritto nell’ambito di questo rapporto con la politica e il potere?

Rispondo con due domande, perché non so cosa il diritto “deve”. Mi occupo del diritto che c’è, non del diritto che ci sarà o che ci dovrebbe essere. La prima domanda è questa: quale “deve” essere la sorte di un bambino bianco che nasce durante il matrimonio di una coppia di negri, quale “deve” essere il destino di un bambino negro che nasce durante il matrimonio di una coppia di bianchi? Provi lei a rispondere o a sollecitare una risposta. Tenga conto che incantarsi sui progressi della scienza non serve, perché in questi casi la prova del sangue è superflua (la “verità biologica” è semplicemente ignorata dal musical Mammamia, costruito con successo sulla verità sociale).
 
La seconda domanda è questa: l’immigrato esercita il suo sacrosanto diritto di ricongiungersi alla “sua” famiglia. In un caso ha due mogli, in un altro è un partner dello stesso sesso, magari soltanto convivente. Provi a chiedere in giro se qualcuno ritiene che questi due casi diano luogo alle stesse questioni “di diritto”. Se dice di sì, abbia paura di lui: in nome della libertà individuale di autodeterminazione è pronto a cancellare col “diritto” l’identità e la dignità di chi osserva il Corano e, con lo stesso pretesto, mira ad imporre agli altri di consacrare i suoi “orientamenti” e le sue voglie.

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Sono questioni malposte:

La poligamia non coatta non dovrebbe essere vietata; fintanto che non c'è pericolo persone terze rispetto alla coppia o al gruppo, non si deve vietare niente nel rapporto tra due o più persone...

Il matrimonio tra consaguienei di sesso diverso va comunque vietato in quanto se tra i due coniugi nascesse un figlio, questo avrebbe molte più probabilmente di essere affetto da malattie genetiche: è solo per questo che l'incesto, oltre ad essere un tabù, è anche un reato.

Per quanto riguarda le coppie omosessuali, non c'è alcuna ragione per vietarne il riconoscimento giuridico, alla pari delle coppie eterosessuali.

 



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 19/4/2010 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
24 marzo 2010
Dialogo sull'Italia e il rapporto che la Sardegna ha con essa.
Alessio Giandomenico Mameli
Sto facendo una specie di sondaggio presso i sardi che ho come amcii su Fb.... che ne pensate degli indipendentisti sardi e della Sardegna stato sovrano? vera possibilità e soluzione rispetto all'attuale sfacelo dello Stato Italiano oltre che vendetta per il fatto che la nostra regione è tratta come una colonia.... vi faccio questa domanda partendo da una posizione unionista più che indipendentista, sebbene sia vero che l'Italia non sia una nazione ma sia solo un'invenzione politica, un' unione fatta imponendo il toscano letterario a popoli con lingue proprie, sia pure derivate tutte dal latino e quindi abbastanza simili alla lingua ufficiale, tanto da essere spacciate come sue degenerazioni.

Io vorrei la rifondazione dell'Italia, invece dell'indipendenza della Sardegna (che non garantirebbe certo di avere un governo migliore dell'attuale), ma serve una rivoluzione, sul modello di quella francese; esagero?
 
 
Alberto Schirru
Alberto Schirru
si esageri!! sn contento del Paese in cui vivo... fatto d popolazioni diverse le une dalle altre proprio come è oggi l'Unione Europea... penso ke cn il federalismo avremo maggiori autonomie e potremo autogestirci cm è giusto ke sia... è ora d crescere e d puntare sul vero sviluppo... x quanto riguarda le lingue si sta già rivalutando il campidanese e il logudorese tanto da introdurre anke cartelli e varie informazioni sia in sardo ke in italiano...... la sardegna nn è una colonia.... la sardegna ha fatto l'italia!! l'italia nn è altro ke l'ampliamento del regno d sardegna... x quanto riguarda gli indipendentisti dicono cose KE NN STANNO Nè IN CIELO Nè IN TERRA!!! se dovessero vincere loro un giorno me ne andrei da quest'isola ke già è in ritardo così.. figuriamoci cn quelli là al potere!! ;) ho esaurito le tue rikieste?? =)
 
 
Fabius Castelli
Fabius Castelli
io sono ITALIANO.. dico solo questo.. xD
 
 
Alberto Schirru
Alberto Schirru
bravo ù_ù io anzi mi sento EUROPEO ù_ù
 
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Mi rincuorate... allora non sono davvero un cerebroleso come mi fanno sentire gli indipendentisti con cui parlo... (quasi tutti dell'area logudorese).
 
 
Fabius Castelli

Fabius Castelli

Gli indipendentisti vivono in un mondo loro dove credono che la Sardegna sia una terra invasa (ma dove?! Boh!) da stranieri (= italiani).. Sentono il bisogno ancestrale di scacciare il nemico, ma pare che non abbiano la minima idea del concetto di 'nazione europea'!
 
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Io vorrei la rifondazione dell'Italia in senso federale (e presidenziale, ma con separazione dei poteri).... ridurre le regioni da 20 a 10, abolire province e prefetture, istituire il federalismo fiscale, per cui il 70% delle tasse resta alle regioni in cui vengono prese (e una buona parte direttamente ai comuni); solo il 30% andrebbe al governo federale italiano, che si occuperebbe essenzialmente di quattro cose: politica estera, difesa, giustizia, coordinamento delle politiche regionali (che si farebbe nel senato, trasformato in camera delle regioni con soli 100 membri, 10 per ognuna delle 10 regioni).

Programma fantabuloso? o cosa sensata?


Va da se che se si formasse la Federazione Europea (per la quale anche il mi batto, e sono iscirtto nel MFE :
http://www.mfe.it ), lo stato italiano, così riformato, non servirebbe quasi più a niente, ma forse è necessario federare le regioni più che gli attuali stati nella futura Federazione Europea.
 
 
 
Fabius Castelli
Fabius Castelli
il federalismo europeo secondo me è l'unica soluzione per non venire compressi da USA, Cina, Russia e Giappone entro i prossimi 50 anni. L'Europa è stata il centro dell'Occidente e può tornare a esserlo! Abbiamo una esperienza millenaria..
 
 
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
beh, sul concetto di nazione ci possiamo sbattere la testa.... l'Italia NON è una nazione, Fabius... è un'unione di nazioni sorelle a cui è stata impoosta la lingua dei toscani, sia pure nella variante dotta, letteraria.

Tutti gli stati europei, almeno quelli più importanti, sono nati così.... anche lì ci sono lingue regionali, in via di estinzione....

In Catalogna forse stanno per staccarsi dal resto della Spagna per tornare alla situazione precedente l'unione coniugale tra i due sovrani di Castiglia e di Aragona...

... comunque per render meglio l'idea di che cosa sia in realtà l'Italia è sufficiente vedere questa cartina delle lingue in essa parlate....

Nessuna di queste lingue deriva dall'Italiano.... (semmai l'italiano deriva da una di esse e cioè dal toscano).

http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_parlate_in_Italia

http://www.google.it/search?hl=it&q=lingue
 
 
 
Fabius Castelli
Fabius Castelli
La Stessa cosa accade in Francia, in Germania, in ogni paese. Nazione-lingua è un vecchio concetto romantico, altrimenti paesi come l'ex Impero Austroungarico, o gli Attuali Belgio, Canada, Svizzera non esisterebbero. L'italiano non è imposto in molte regioni, come la Val d'Aosta, il Trentino. Se in Sardegna è imposto è perché i Sardi non riescono a usare il sardo: è solo colpa loro, non certo dell'Italia.
 
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Alessio Giandomenico Mameli

Alessio Giandomenico Mameli
Sto facendo una specie di sondaggio presso i sardi che ho come amcii su Fb.... che ne pensate degli indipendentisti sardi e della Sardegna stato sovrano? vera possibilità e soluzione rispetto all'attuale sfacelo dello Stato Italiano oltre che vendetta per il fatto che la nostra regione è tratta come una colonia.... vi faccio questa domanda partendo da una posizione unionista più che indipendentista, sebbene sia vero che l'Italia non sia una nazione ma sia solo un'invenzione politica, un' unione fatta imponendo il toscano letterario a popoli con lingue proprie, sia pure derivate tutte dal latino e quindi abbastanza simili alla lingua ufficiale, tanto da essere spacciate come sue degenerazioni.

Io vorrei la rifondazione dell'Italia, invece dell'indipendenza della Sardegna (che non garantirebbe certo di avere un governo migliore dell'attuale), ma serve una rivoluzione, sul modello di quella francese; esagero?.
 
 
Andrea Mura
Andrea Mura
Non credo in un ipotetico Stato Sardo. Vorrei invece maggiore autonomia, in virtù di quella specialità tanto conclamata.
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Io vorrei la rifondazione dell'Italia in senso federale (e presidenziale, ma con separazione dei poteri).... ridurre le regioni da 20 a 10, abolire province e prefetture, istituire il federalismo fiscale, per cui il 70% delle tasse resta alle regioni in cui vengono prese (e una buona parte direttamente ai comuni); solo il 30% andrebbe al governo federale italiano, che si occuperebbe essenzialmente di quattor cose: politica estera, difesa, giustizia, coordinamento delle politiche regionali (che si farebbe nel senato, trasformato in camera delle regioni con soli 100 membri, 10 per ognuna delle 10 regioni).

Programma fantabuloso? o cosa sensata?
 
 
Andrea Mura
Andrea Mura
Non son d'accordo con la riduzione delle Regioni a dieci ma son d'accordo nell'abolizione delle province. Ok per il federalismo fiscale ma dipende sempre dal fondo di perequazione (o fondo di solidarietà): le tasse alle Regioni non regge perché ci son Regioni molto più avanzate di altre e con molta più disponibilità economica. Più reddito più tasse. Il Senato sarà trasformato in Camera di rappresentanza regionale, lo faranno vedrai, ormai la direzione è quella. Per il presidenzialismo chissà, non certo con Berlusconi...
 
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Alessio Giandomenico Mameli
 
Alessio Giandomenico Mameli
Sto facendo una specie di sondaggio presso i sardi che ho come amcii su Fb.... che ne pensate degli indipendentisti sardi e della Sardegna stato sovrano? vera possibilità e soluzione rispetto all'attuale sfacelo dello Stato Italiano oltre che vendetta per il fatto che la nostra regione è tratta come una colonia.... vi faccio questa domanda partendo da una posizione unionista più che indipendentista, sebbene sia vero che l'Italia non sia una nazione ma sia solo un'invenzione politica, un' unione fatta imponendo il toscano letterario a popoli con lingue proprie, sia pure derivate tutte dal latino e quindi abbastanza simili alla lingua ufficiale, tanto da essere spacciate come sue degenerazioni.

Io vorrei la rifondazione dell'Italia, invece dell'indipendenza della Sardegna (che non garantirebbe certo di avere un governo migliore dell'attuale), ma serve una rivoluzione, sul modello di quella francese; esagero?
 
Michaela Nioi
Michaela Nioi
CHE SI TRATTI DI INDIPENDENZA O DI RIFONDARE L'ITALIA, L'IMPORTANTE è CHE IL TUTTO PARTA DAL BASSO....  CHE SIA FRUTTO DI UNA VOLONTA' POPOLARE.
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Interessante: democrazia prima di tutto! :)
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Il problema è che se stiamo ad aspettare il popolo siamo freschi, visto chi è votato da esso... :(
Mica Berlusconi si è imposto... è stato votato!
 

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Stefano Sannia

Non che io voti a sinistra ma i vescovi dovrebbero farsi una manciata di cazzi loro..e Berlusconi smetterla di dire stronzate...ok, non vado a votare!

Carla Atzori
Nemmeno io!
11 ore fa
Sergio Sannia
Sergio Sannia
Non bisogna più andare a votare qualcuno dirà ke è Qualunquismo ma è solo una parola coniata dai politici maledetti per non farci coalizzare...andiamo a Montecitorio e appendiamoli uno per uno!!Tanto tutti e dico tutti si fanno i cazzi loro, la dimostrazione è ke da 30 anni in Italia è andata sempre peggio nonostante l'alternanza..NON E' QUALUNQUISMO E' REALTA' NON FATEVI FREGARE
 
 
 
Sara Pischedda
Sara Pischedda
giusto, appendiamoli!
 
 
Stefano Sannia
Stefano Sannia
Si, ma infatti alla fine non cambia nulla, destra , sicistra, tutti ladri!!Io penso che prima o poi si arrivi alla goccia che fa traboccare il vaso e scoppierà un casino pazzesco, questa situazione nn potrà mica durare per sempre. Questi stronzi fanno tutto quello che vogliono...
 
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
Sto facendo una specie di sondaggio presso i sardi che ho come amcii su Fb.... che ne pensate degli indipendentisti sardi e della Sardegna stato sovrano? vera possibilità e soluzione rispetto all'attuale sfacelo dello Stato Italiano oltre che vendetta per il fatto che la nostra regione è tratta come una colonia.... vi faccio questa domanda partendo da una posizione unionista più che indipendentista, sebbene sia vero che l'Italia non sia una nazione ma sia solo un'invenzione politica, un unione fatta impnendo il toscano letterario a popoli con lingue proprie, sia pure derivate tutte dal latino e quindi abbastanza simili alla lingua ufficiale, tanto da essere spacciate come sue degenerazioni.

Io vorrei la rifondazione dell'Italia, invece dell'indipendenza della Sardegna (che non garantirebbe certo di avere un governo migliore dell'attuale), ma serve una rivoluzione, sul modello di quella francese; esagero?.
 
Sergio Sannia
Sergio Sannia
Secondo me la cosa prima e migliore per l'Italia è una pulizia generale della classe politica, mandare a casa i vari senatori a vita, ridurre drasticamente le spese e i privilegi della casta cosicchè il politico non sarà più portato a farsi i cazzi suoi dalla mattina alla sera e uno stipendio a bonus per le cose buone per la collettività e lo sviluppo e se sbagli come in ogni lavoro....A CASA..oltre il fatto di dover restituire il mal speso..SE MI CANDIDO VOTATEMI!!ahahahahah scherzo naturalmente..
 
Stefano Sannia
Stefano Sannia
Sergio for president!!!
 
Sergio Sannia 
Sergio Sannia
eye FIDATEVI DI ME!!uhahahahaha..
 
Stefano Sannia
Stefano Sannia
Mi fido, tanto buon sangue non mente...aahahhahah

Sergio Sannia 

Sergio Sannia

se vedo molti soldi mento :D

 




permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 24/3/2010 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
8 dicembre 2009
GOVERNO MONDIALE
Alessio Giandomenico Mameli
 
 
GOVERNO MONDIALE

Molte guerre e conflitti fra le Nazioni sono causati da idee meschine come nazionalismo, dogmi religiosi, razzismo eccetera, alimentate dagli interessi dell'imperialismo economico. È ovvio che l'Umanità dovrebbe sforzarsi di eliminare questi conflitti per il bene di tutti. Per questo il PROUT propone un sistema di Governo Mondiale che lavori per gli interessi dell'intera Umanità. Questo sistema garantirebbe l'accettazione universale dei diritti umani fondamentali. I diritti potranno essere garantiti da una struttura costituzionale universale, un codice penale comune e una base per assicurare la disponibilità delle minime necessità per tutti. Insieme ad una democrazia economica decentralizzata, questo sistema è un chiaro riflesso degli ideali spirituali applicati alla politica.

La creazione di un Governo Mondiale potrebbe implicare la riforma e il rafforzamento delle Nazioni Unite. Nella prima fase dovrebbe essere formato un corpo legislativo che sviluppi una Carta dei Diritti e una Costituzione che possa evitare che i singoli stati approvino leggi a detrimento delle proprie minoranze. L'applicazione di queste leggi sarà lasciata ai governi locali. Lo scopo della legislatura mondiale dovrà essere solo di creare le linee guida per le legislature locali, senza nessun potere amministrativo. Questo organismo dovrebbe essere formato da due camere, una in rappresentanza delle Nazioni e una in rappresentanza della popolazione. ...
Mostra tutto

L'Assemblea Generale dell'ONU, opportunamente riformata per escludere le differenze di potere attuali, potrebbe servire in rappresentanza delle Nazioni insieme ad una Assemblea dei Popoli da formare in proporzione al numero di abitanti.

Nella prima fase di formazione di questo corpo legislativo mondiale, l'impegno maggiore dovrebbe essere posto nell'eliminazione o riduzione dei fattori che causano divisione. Nelle fasi successive le funzioni esecutive e del Governo Mondiale dovranno essere lentamente incrementate.

Gradualmente gli eserciti nazionali dovranno essere sostituiti con un esercito mondiale che dovrà impedire i conflitti fra le Nazioni.

Questo avrà alcuni effetti positivi:

1. Le enormi spese per mantenere un esercito in ogni Nazione saranno ridotte e si potranno usare le risorse a per il benessere delle persone.

2. Gli esseri umani avranno meno tensioni psichiche.

3. Si ridurranno i conflitti sanguinosi.

4. Le persone potranno muoversi liberamente da un punto all'altro della Terra.

Ci dovrà essere un esercito mondiale, ma il numero complessivo di militari dovrà essere gradualmente ridotto. Anche dopo la formazione di un Governo Mondiale è improbabile che i conflitti fra le varie unità socio politiche cessino del tutto. Quindi ci sarà per sempre bisogno dell'esercito, che sarà comunque un aspetto indispensabile per impedire le ingiustizie e i conflitti internazionali.

22-04-2007 Proutist Universal
 
Giuseppe Spina
Giuseppe Spina
caro Alessio, ma ti sei fatto uno spinello?Confondi utopia e realtà?Siamo ancora a parlare di questo?Ti consiglierei di adporare meglio le tue energie mentali...con simpatia
 
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
In realtà non c'è altra via (e come diceva Oscar Wilde: il progresso è la realizzazione delle utopie)..... la globalizzazione dell'economia non basta per il progresso dell'Umanità: occorre la globalizzazione della politica.

Se è stato possibile unire l'Italia (sia pure imponendo il toscano come lingua nazionale) si possono unire l'Europa e il Mondo (sia pure imponendo l'inglese come lingua mondiale, da conoscere almeno come seconda lingua materna, fatti salvi gli anglosassoni che saranno tenuti ovviamente a conoscere solo l'inglese).

http://www.google.com/search?q=Globalizzazione+della+politica&rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it... Mostra tutto

Inoltre nel futuro le comunicazioni saranno ancora più veloci di adesso e se si avvereranno i pronostici di alcuni futurologi (tra cui l'ingegnere e inventore Ray Kurzweil) il mondo sarà comunque unificato dalla tecnologia, grazie alla cosidetta "Singolarità tecnologica"....

http://www.google.com/search?q=singolarit%C3%A0+tecnologica&rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

Io comunque auspico un'unità mondiale voluta dagli uomini prima ancora che da ipotetici androidi superintelligenti....

Per chi ha a cuore il destino dell'Umanità è doveroso non arrendersi al pessimismo e farsi fautore di ciò che è giusto e necessario. Mi pare ovvio che se, ad esempio, il Brasile disbosca l'Amazzonia, non si tratta di affare interno del Brasile, ma di un problema mondiale, da risolvere. Mi pare altresì evidente che le leggi volte a limitare il fenomeno dell'immigrazione sono paragonabili a una legge che vietasse alla pioggia di cadere: non si risolvono così i fenomeni naturali; occorre risolvere le cause delle migrazioni, che sono sempre le stesse: guerra, miseria, fame. Per farlo occorre, oggi, non domani, lo stato mondiale, che redistribuisca le risorse e regolamenti l'economia, pur senza statalizzare i mezzi produttivi.

http://www.martinus.it/destino.htm

http://www.google.com/search?q=destino+dell%27homo+sapiens&rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it
 
 

_____Giuseppe Spina

Giuseppe Spina
e chi mettiamo a capo ...un altro reuccio del network?
Alessio Giandomenico Mameli
Alessio Giandomenico Mameli
L'idea mia sarebbe di creare una federazione di federazioni (anche una confederazione mondiale sarebbe sufficiente, visto che comunque lo stato mondiale non avrebbe una politica estera o di difesa da dirimire ---a meno che non esistano altri pianeti con esseri intelligenti con i quali avere delle relazioni interplanetarie, cosa per ora a dir poco fantascientifica--- ).

Poniamo il caso che si formi la federazione europea e che ciò dia l'esempio per la formazione di altre federazioni subcontinentali: i cittadini di queste federazioni voterebbero il congresso mondiale e il capo del governo mondiale, governo che resterebbe in carica per massimo 10 anni (e il cui presidente non sarebbe rieleggibile) e avrebbe poteri limitati alle questioni che non possono essere risolte dai singoli governi "nazionali" o federali-subdontinentali (che non coinciderebbero necesseriamente coi governi delle federazioni subcontinentali: il concetto di stato non coincide mai col concetto di nazione, neppure nel caso italiano, che a ben vedere è quello di uno stato multinazionale, reso coeso dall'imposizione del toscano letterario come sola lingua ufficiale valida sul territorio "nazionale", in realtà definibile meglio come territorio statale).

Quali sarebbero questi problemi? ambiente, sicurezza, risoluzione delle sperequazioni sociali (cioè in primo logo della fame, con ogni mezzo, anche la politica della denatalità forzata... mi spiace, ma non si può continuare a fare figli inutilmente...), lotta alla criminalità organizzata, politica di coesione culturale con la diffusione di una lingua veicolare comune, quale che essa sia (presumibilmente l'inglese, ma anche l'esperanto), senza condannare all'estinzione le lingue di cultura nazionali.
 
Le federazioni subcontinentali sarebbero una dozzina:

1) Federazione Europea (Aachen, cioè Aquisgrana)

2) Federazione Russa (Mosca) ...( io però preferirei che la Russia Europea entrasse nella Federazione Europea e che la Siberia diventasse una federazione a parte , che includerebbe anche la Mongolia)

3) Federazione Araba (Alessandria)

4) Federazione dell'Asia Centrale (Samarcanda) [di essa farebbero parte anche la Mongolia e l'Iran]

5) Cina (Pechino)

6) Federazione dell'Asia Meridionale (Chandigarth)

7) Giappone e Corea (Tokio, amministrativa, Seoul, legislativa, Pyongiang, giudiziaria)
 
8) Federazione dell'Asia Sudorientale (Singapore)
 
9) Commonwealth of Oceania (Camberra)
10) Federazione Africana (Adis Abeba)

11) Federazione Sudamericana (non so bene... penso na città nova da costrire di sana pianta)
 
12) Federazione Nordamericana (Washington, oppure una nuova più al centro....)

Israele non farebbe parte di alcuna federazione, in quanto esso sarebbe nientemeno che il distretto federale: Gerusalemme sarebbe la capitale federale del mondo.

Del resto un mondo davvero unito sarà possibile solo con la fine dei conflitti che oggi lo dividono: Gerusalemme oltretutto sta al centro del continente antico, ed è altamente simbolica come città che in teoria dovrebbe unire tutti i popoli, in quanto città santa per le tre religioni maggiormente diffuse...

L'Antartide sarebbe teritorio della federazione, amministrato direttamente dal governo mondiale, a beneficio di tutti.
La Groenlandia farebbe parte della Federazione Europea.

Lo so che tutto ciò è utopico, ma non c'è altra strada.

_________________________________________

 

Link

http://www.prout.it/articolo/art0645.htm

 




permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 8/12/2009 alle 17:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
4 dicembre 2009
Dialogo con un ragazzo eterosessuale gayfriendly su tante cose relative a omosessualità e diritti.

Giuseppe

per te è giusto che dire "frocio" vuol dire commettere un reato perseguibile dal codice penale?

23:02Alessio

dipende dal contesto

comunque se mi parli di legge contro l'omofobia in questi termini

non ti è ben chiaro il motivo per cui la si vuole

se io dico frocio a uno che non lo è commetto diffamazione

ma solo perchè in Italia l'omosessalità è in gran parte ancoa vista come devianza...

se dico frocio a un gay che si definisce gay o tuttalpiù omosessuale e considera offensiva la parola frocio

commetto offesa personale...

o meglio "ingiuria"

e non c'è bisogno di leggi nove

si applicano qelle esistenti...

la legge contro l'omofobia servirebbe

per inserire l'odio dovuto alla differenza di orientamento sessuale nella Legge Mancino

si crimini di odio e xenofobia.

si considererebbe quini aggravante il fatto ci aggredire, picchiare o uccidere uno solo in quanto è omosessuale...

23:07Giuseppe

certo sn d'accordo

23:07Alessio

è stato detto che questo darebbe adito alla possibilità di aggravare la pena anche a chi picchiasse pedofili

perchè secondo persone come Lca Volontè e Renato Farina, la pedofilia è n orientamento sessuale

23:07Giuseppe

sticazzi i pedofili no

23:07Alessio

in realtà è una parafilia sessuale

che pò riguardare tutti

etero, bisex, omosessuali

l'orientamento sessuale con la pedoflia non c'entra

la pedofila è un'atrazione verso persone di eetà prepuberale...

23:08Giuseppe

ma perchè un gay anche se sta cn un aaltra persona ha piu la tendenza a tradire?

23:09Alessio

che avranno un certo sesso in base all'orientamento sessuale del pedoflilo..

questo è solo un pregiudizio

in realtà

ci sono due tipi di gay

quello che non cerca la relazione

e allora si contenta di relazioni a scopo sessuale...

23:09Giuseppe

ah capito

23:09Alessio

e magari anche rivolte a piccole orge

(lo fanno perchè la relazione è una cosa pubblica, non solo privata ed intima; non si sentono abbastanza sicuri per vivere l'omosessualità alla luce del sole, con tanto di compagno e casa in comune...)

ma ci sono anche qelli che cercano un compagno

io sono tra quelli

però ogni cosa ha il suo costo

non ho ancora avuto rapporti completi.

con ttto che comunque tra maschi vero sesso non ce ne oò essere ovviamente...

oltretutto per certi versi io mi sento un caso a parte

ho scoperto tardi di essere omosessuale

perchè mi sono innamorato di un ragazzo

ma è anche vero che ho avuto un percorso psicologico travagliato

23:12Giuseppe

poverino

mi dispiace tantissimo

23:12Alessio

dovuto anche a un fatto di sangue incresciosissimo occorso a mia madre e altri miei parenti per colpa di mio padre... non so se centri qalcosa.... dopotutto anche mio fratello lo ha avuto....

23:13Giuseppe

ma vedrai che una strada la trovi pur tu

anche io sto cercando la mia

23:13Alessio

senti, questa conversazione la metto in fondo alla pagina del mio blog in cui parlo di quel triste fatto

ti va bene?

23:14Giuseppe

va bene..e cmq cerca di abbandonare tutto il passato

è difficile ma domani prova a svegliarti

credendo che sia il tuo primo giorno sulla faccia della terra

ti aiuterà

è il metodo che utilizzo anche io

23:16Alessio

http://ilmondodigalamay.ilcannocchiale.it/2009/08/08/un_articolo_de_la_repubblica_i.html

ecco l'articolo

ci sono scritte cose truci

ma leggilo lo stesso :):)

23:18Giuseppe

cavoli

23:19Alessio

ecco

e poi il fatto è che io non mi piaccio, non mi accetto, vorrei essere chissà come...

muscoloso., più bello, più inteligente,

qindi superiore agli altri, ecc ecc

ma questo con l'omosessualità c'entra poco

e comunque il punto è che io sono poco attrato dal sesso in qanto tale... non starei con uno solo per succhiargli il cazzo... non mi interessano i maschi perchè hanno il cazzo...

mi piacciono i maschi in toto...

tutto il loro corpo

e non solo

anche la loro voce...

la loro forza e in alcuni la loro delicatezza, eleganza,

bog....

boh...

tutte cose che possono avere anche le donne

eppure mi attraggono solo gli uomini

anche s enon tutti

23:22Giuseppe

io invece mi sn innamorato della mia migliore amica e non so che fare...anche la mia situazione è difficile

XD

23:22Alessio

diglielo

pensi che rovineresti l'amicizia?

23:23Giuseppe

stai scherzando immagino

23:23Alessio

magari lei ti ama e non te l'ha mai detto...

23:23Giuseppe

dichiararsi è la cosa piu sbagliata

sn sicuro che nn mi ama

23:23Alessio

vivere di menzogne è la cosa più sbagliata

23:23Giuseppe

io sto usando un alta strategia

sto usando gli amici in comune per vedre lei che pensa

la sua risposta è stata "siamo amici ma mai dire mai nella vita!"

nn so se è positiva o no

e perciò nn penso niente

23:26Giuseppe

ti ho tediato scusami

23:26Alessio
 nono
 
stavo pensando che è una scemenza mettere la nostra conversaizone nel blog in qella pagina
 
apro un nuovo articolo...
23:27Giuseppe

come vuoi tu

 
 



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 4/12/2009 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
13 ottobre 2009
Volontè scrive un articolo assurdo...

 

Articolo di un'assurdità totale, determinata da integralismo religioso e da ignoranza della psicologia umana.
 

Luca Volontè, stesore dell' articolo che segue sotto questa premessa, fa confusione tra identità di genere e orientamento sessuale e tra orientamento sessuale e parafilia sessuale.



Lo fa quando sostiene che una legge che punisca reati che abbiano come movente l'odio verso persone di orientamento sessuale diverso dal proprio (o da quello che si vorrebbe avere, puntualizzo io), possa aprire la strada alla legalizzazione della pedofilia... (che NON è un orientamento sessuale, ma una parafilia).

Se questi errori li fa in mala fede il fatto è grave, ma se lo fa in buona fede lo è ancora di più. Mente sapendo di mentire...


Ecco l'articolo:


Altro che uguaglianza, gli omosessuali saranno "più uguali"


di Redazione



Se foste il padre o la madre di un bimbo abusato da un pedofilo e reagiste con un ceffone, rischiereste una pena con l’aggravante, per aver colpito il suo «orientamento».

(NON è affatto così: infatti la pedofilia è una parafilia sessuale, non un orientamento sessuale; la differenza sta nel fatto che le parafilie sessuali non riguardano il sesso della persona oggetto del desiderio erotico, ma altri aspetti: nel caso della pedofilia si tratta dello stato prepuberale; il sesso del minorenne oggetto del desiderio sarà stabilito dall'orientamento sessuale del pedofilo, quindi maschio o femmina a seconda che il pedofilo sia omosessuale, eterosessuale o bisessuale... In ogni caso l'orientamento sessuale non ha nulla a che vedere con la pedofilia non più di quanto ne abbia con il voyerismo o la coprofilia o col sadomasochismo... http://www.google.com/search?q=parafilia%2C+pedofilia&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it)




La gender theory rischia di entrare nell’ordinamento italiano, essa non riconosce alcuna differenza specifica o congenita tra uomo e donna, rappresenta una missione verso eterodossi, porta alla distruzione dell’unità tra i sessi e tra le generazioni.

(Stronzate degne di un cattofascista; secondo lui il fatto che esistano due sessi implicherebbe che debba esistere solo un orientamento sessuale: l'eterosessualità; in ogni caso l'ìdentità di genere con l'orientamento sessuale NON c'entra una pippa!!! chi è omosessuale non si sente del sesso opposto e non sceglie di farsi piacere persone del proprio sesso; semplicemente è attratto naturalmente da persone del suo sesso piuttosto che del sesso opposto; )




 Ciò che risiede nelle intenzioni e nella lettera della modifica del codice penale, nell’introduzione dell’aggravante per discriminazione di orientamento che si inizierà a discutere lunedì, nell’Aula di Montecitorio, è la lotta per la piena equiparazione di gay, lesbiche, transessuali, secondo l’evocazione del principio di antidiscriminazione.
(E ci mancherebbe altro!!! )

La proposta, già bollita nella scorsa legislatura, torna in auge per volere del gruppo parlamentare del Pd. Venerdì scorso, senza smentita dai ministeri competenti, il presidente dell’Arcigay festeggiava gli accordi con Carfagna e Gelmini per introdurre l’aggravante per la discriminazione di orientamento sessuale e le informazioni scolastiche sul gender. Il sesso maschile e femminile, secondo questa ideologia irreale, non dipende dalla natura ma dalla scelta che ciascuno può (deve) fare liberamente e senza discriminazioni. Così forse, dovremo insegnare ai nostri figli, nelle scuole, che essi possono scegliere liberamente il loro orientamento sessuale, cioè il loro sesso?


(ULP!!!!! vedete che ho ragione io che Volontè ha una colossale confusione in testa? soprassedendo su questa "Gender Theory" che è di per se una cavolata detta come la diffonde Volontè --- in realtà la Teoria del genere sostiene che le differenze sociologiche legate al sesso sono prodotti culturali e che non ha senso che una persona venga discriminata in quanto è donna --- di qui la lotta femminista per la parità dei diritti, e specularmente dei doveri, delle donne rispetto agli uomini --- o che si debba sentire misconoscere il proprio vero sentire interiore riguardo all'identità di genere che è cosa totalmente differrente rispetto all'orientamento sessuale; mentre l'orientamento sessuale riguarda il sesso cui si è attratti [il sesso opposto, il proprio o entrambi....], l'identità di genere è il sentimento di appartenere a un certo sesso: nella maggior parte dei casi esso coincide con il sesso anatomico, altrimenti in una minoranza [transessualismo, transgenerismo] coincide con il sesso opposto al proprio.... ma questo con l'omosessualità non ha proprio NIENTE a che vedere.... c'entra con la transessualità. Link in tema:
http://www.google.com/search?q=gender+theory%2C+transessualismo%2C+identit%C3%A0+di+genere&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft%3A*%3AIE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&q=teoria+del+genere&lr= http://www.google.com/search?q=identit%C3%A0+di+genere+e+omosessualit%C3%A0&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it)

Con l’introduzione nell’ordinamento della modifica del codice penale, l’inserimento della circostanza aggravante inerente all’orientamento e alla discriminazione sessuale, si potrebbero verificare alcune incredibili situazioni: compiere una azione violenta o rivolgere una minaccia contro un pedofilo (essendo la pedofilia un «orientamento sessuale») verrebbe punito con aggravante. (come già detto, la pedofilia non è un orientamento sessuale, ma una parafilia sessuale... In ogni caso non vedo perchè mai un pedofilo debba essere picchiato... anche nel caso che abbia commesso abuso verso un bambino, deve essere curato, non piacchiato... Tuttalpiù gli si deve togliere la libertà a vita se non dimostra di saper dominare le proprie pulsioni)


Lo stesso vale per la zoofilia o l’incesto. (altre parafilie.... l'incesto poi è un tabù, ma non è una parafilia)


Non è finita, chi subisce atti di violenza o minaccia per ragioni di orientamento sessuale avrebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza e minaccia non per ragioni di orientamento sessuale: si nega il principio di uguaglianza.

(ma che non dica stronzate!!! al massimo gli si può dar credito sul fatto che basterebbe l'aggravante dei futili motivi.... ma comunque ciò che Volontè non vuole capire è che gli omosessuali sono una minoranza in pericolo e che lo Stato la deve tutelare.... Ma egli non vuole... Egli, se fosse per lui, i gay li metterebbe in progione per immoralità e impudicità, per alleanza con i diavolo e altre scemente cattoliche a lui care....)



Un omosessuale che subisce violenza a causa del suo orientamento sessuale (ma, come verificare, se davvero la violenza e la minaccia sono a causa del suo orientamento sessuale?) verrebbe protetto in modo maggiore rispetto a un eterosessuale che subisce violenza non per ragioni di orientamento sessuale. (che è come dire che un ebreo che viene picchiato in quanto ebreo viene protetto maggiormente di un non ebreo, non nero, non ecc , ma italiano, per di più cattolico, per di più Volontè.... non sia mai che si facciano leggi per tutelare le minoranze... Volontè altrimenti si sente discriminato....)

La violenza colpisce tutti e uno Stato deve difendere tutti, maschi e femmine di qualunque età, per far ciò è necessario rafforzare l’azione delle forze di polizia, non fare norme discriminatorie e violare il principio di uguaglianza, privilegiando talune categorie di «passioni» sessuali. C’è il rischio che tale norma possa portare alla intolleranza nei confronti di chi (su basi etiche o religiose) ritiene doveroso difendere la rilevanza della differenza sessuale uomo/donna e della complementarietà eterosessuale (rispetto ad altre scelte sessuali) quale condizione indispensabile della identità antropologica e della socialità.

(Volontè non capisce che l'omosessualità non si diffonde, che non una malattia, ma solo un orientamento sessuale minoritario e che tale resterà anche se nel frattempo, si facesse una legge che desse un aggravante specifica a chi picchia un gay solo perchè non è eterosessuale...Le coppie eterosessuali non sarebbero meno eterosessuali solo perchè le coppie omosessuali avranno la garanzia, finora assente, di essere difese in caso di aggressione... a noi gay pare invece che sino ad ora le aggressioni alle persone omosessuali siano state derubricate come punizioni verso gli immorali da parti di eroi.... ci doveva scappare un tentativo di omicidio per fare qualcosa... nel fratempo quante persone sono morte solo per il fatto di essere gay e non si è fatto nulla??? )



Rimane una assurdità, non essendo possibile accertare nell’interiorità dell’animo l’autentico movente che spinge alla violenza.

(ma che si impicchi!!! è evidente che se uno picchia o pugnala un omosessuale senza un motivo, l'unico motivo può essere che odia gli omosessuali al punto da aggredirli!!!)



Ne conseguirebbe che chi subisce violenza presumibilmente per le ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court (con la negazione del principio di uguaglianza).

(allora ne deduco che Volontè è contrario anche alla stessa legge Mancino.... la cosa di cui si discute è l'aggiunta nel corpo di questa legge di un comma che estenda la legge anche alle aggressioni con movente di odio verso persone omosessuali e transessuali

In questo link il testo della legge Mancino contro razzismo e crimini di odio e xenofobia:

http://xenu.com-it.net/txt/mancino.htm


Attenzione: tra i delitti non colposi, cui si riferisce la proposta Concia (Pd), ci sono la prostituzione minorile, la tratta di persone, il sequestro di persona, l’acquisto o alienazione di schiavi, minacce e atti persecutori. (Ebbene??? io resto sempre più basito... Leggerò la proposta di Paola Concia)


Quanto tempo mancherà prima che un tribunale qualunque, con un magistrato «orientato», possa condannare un parroco che legge la Bibbia o le lettere di San Paolo? Attenzione: da uno spiffero entreranno correnti gelide, da un piano inclinato scorrerà un slavina. Siamo tutti uniti contro le violenze, ma attenzione a non scivolare pericolosamente verso la discriminazione della natura umana, «maschio e femmina li creò».

(Il fatto che la Bibbia sostiene che maschio e femmina liì creò, non implica che l'orientamento sessuale naturale sia solo quello eterosessuale; nulla che sia innaturale può esistere in natura... Mi pare OVVIO.... Oltrettutto, che nella Bibbia o in altri "testi sacri", si proclami abominevole che due persone dello stesso sesso abbia un rapporto carnale, non dimostra che l'omosessualità sia contro natura.... é solo contro la morale religiosa.... CHI SE NE FREGA!!! In ogni caso le cose che paventa Volontè sono ben lungi dall'avverarsi; non ci sarà alcuna distruzione dell'Unità tra i sessi, qualunque cosa questo voglia dire.... Di sicuro non ci saranno molti più gay e lesbiche di oggi... al massimo ci sarà solo un maggior numero di persone omosessuali alla luce del sole... i coppie visibili pubblicamente come quelle eterosessuali. A me però viene il dubbio di aver solo perso tempo commentando le congetture di questo omuncolo, che poi non sono altro che il riflesso delle prolusioni ratzingeriane: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.html ... ; il suo articolo dovrebbe mostrarsi evidentemente assurdo a chiunque abbia un buon livello di cultura....)

lunedì 12 ottobre 2009, 07:00



Tratto da:

http://www.ilgiornale.it/interni/altro_che_uguaglianza_omosessuali_saranno_piu_uguali/12-10-2009/articolo-id=390062-page=0-comments=1



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 13/10/2009 alle 2:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
14 settembre 2009
Articoli, di commento a interventi omofobici, scritti come note su Facebook.
Sproloqui di un gruppo omofobico che metto qua come nota in vista dell'eventuale eliminazione del gruppo.

venerdì 11 settembre 2009, 2.13.06
| Alessio Giandomenico MameliVai all'articolo completo
Contro il matrimonio e l'adozione omosessuale. Per la Famiglia Naturale! Globale Informazioni di base Nome: Contro il matrimonio e l'adozione omosessuale. Per la Famiglia Naturale! Categoria: Interessi Comuni - Cause e ideali

Descrizione: Gruppo aperto a tutti, senza distizioni, contrario al matrimonio e all'adozione omosessuale. Nessuna discriminazione, non si ha la pretesa di avere ragione, si parla e si discute democraticamente facendo presente tutta una serie di informazioni che gli attivisti gay vogliono nascondere. Troverete una rassegna di dati riscontrabili facilmente sul web o su irviste scientifiche diffuse. Riteniamo il matrimonio gay incompatibile con il nostro apparato legislativo e l'adozione da parte di coppie om osessuali un esperimento inutile condotto su dei bambini innocenti. Per maggiori informazioni visionare il gruppo.

Notizie recenti

Questo gruppo è aperto, può iscriversi chiunque, senza distinzione di razza, status sociale, religione e/o condizioni personali, voglia condividere la nostra lotta NON contro l'omosessualità, ma CONTRO IL MATRIMONIO E L'ADOZIONE GAY. *********************************************************************************************************

In molti paesi la follia gay ha invaso le istituzioni civili, in alcuni paesi (pochi fortunatamenti) i gay possono sposarsi ed adottare bambini. IMPEDIAAMO CHE TUTTO CIò POSSA AVVENIRE ANCHE IN ITALIA. E' da notare che esistono già molti gruppo di OMOSESSUALI CHE SONO CONTRO IL MATRIMONIO GAY:  http://www.facebook.com/group.php?gid=47321205129#/group.php?gid=47321205129 PERCHè DOBBIAMO DIRE NO AL MATRIMONIO GAY: http://www.genova.mpv.org/news/samekLodovici_ragioniLaichePerDireNoRiconoscimentoCoppieDiFatto.htm  matrimonio, deriva dalle parole "mater" (dal latino, madre) e monium (ossia un suffisso di origine etrusca, probabilmente, che indica un qualche lascito, vedi "patrimonio"). Ciò significa che per mattrimonio si intende una forma di contratto sociale/civile atto alla riproduzione e alla tutela della prole. Il vincolo tiene uomo e donna uniti per la vita e crea dunque un contesto solido in cui il bambino può crescere nelle migliori condizioni possibili. La Famiglia, in particolare, nasce su basi biologiche: infatti il maschio primitivo, una volta imparata la caccia e l'agricoltura, preferì vivere con una sola "femmina" per tutta la vita, proprio perchè il cibo bastava per un gruppo di quattro o più persone e soprattutto perchè in questo modo si sfruttavano lei capacità organizzative delle "femmine" di Homo Sapiens Sapiens, i quali essendo mammiferi, partoriscono figli vivi e di conseguenza sviluppano intensi rapporti affettivi con la prole. Ogni Civiltà ha sempre tutelato enormemente la Famiglia e curato il Matrimonio con concessioni e sgravi fiscali, proprio perchè veniva considerata il microcosmo dello stato. Era ed è grazie al nucleo familiare, infatti, che lo stato può formare le giovani menti per entrare a far parte della società. Inoltre la stessa famiglia genera ricchezza per tutta la nazione fungendo, talvolta, anche da ammortizzatore sociale. Questo gruppo nasce per difendere la famiglia biologica e per impedire agli attivisti gay di saccheggiare l'ultima roccaforte del vivere civile. Dobbiamo dire NO, all'adozione omosessuale, un bambino subisce il processo di imprintig da piccino, come crescerà con due papà o due mamme? Come si relazionerà alla diversità se effettivamente fin da piccolo ha avuto solo due genitori dello stesso sesso? E soprattutto se ancora oggi si discute sull'effettiva causa dell'omosessualità come possiamo dare il nostro futuro a gente che potrebbe essere semplicemente disturbata sessualmente o presentare una qualche forma di parafilia? la quasi totalità dei gay accusano indiscriminatamente tutti coloro che si oppongono alla loro causa di fare del cattofascismo. questo non è un gruppo politico, ognuno è libero di iscriversi in base alle proprie convinzioni ideologiche e religiose, quindi atteggiamenti offensivi in tal senso (da parte di persone omosessuali iscritte al gruppo solo per provocazione) verranno immediatamente moderati IMPORTANTE: spesso il vittimismo gay porta a delle limitazioni della libertà personale, prendiamo per esempio il caso della scozia. Qui il movimento gay è riuscito a censurare le parole "papà" e "mamma". Questo principio, viene identificato come politically correct, ed è uno dei tanti strumenti con il quale imbavagliare la società e la libertà di espressione. La freedom house associazione che si occupa di fare sondaggi sulla libertà di espressione, nel suo rapporto annuale (http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=70&release=811), esprime lo stesso concetto: spesso si usa lo strumento del razzismo e dell'intolleranza per impedire ai giornali di riportare una notizia o ai politici di fare gli interessi della popolazione ("Punitive laws: Both governments and private individuals continue to restrict media freedom through laws that forbid "inciting hatred"). Vi pubblico uno sralcio di articolo, apparso nel web poco tempo fa. "Adesso, anche l'atto più naturale é primordiale dell'essere umano, dire "mamma e papà" rischia di diventare tabù e di essere considerato "linguaggio discriminatorio" perché offenderebbe i gay. Accade oggi in Scozia ...accadrà domani in tutta Europa? SCOZIA. DIRE “MAMMA E PAPA’” E’ OMOFOBICO: VIETATO! Gli infermieri e gli altri professionisti della sanità dovrebbero evitare di usare i termini "mamma" e "papà" riferendosi alle relazioni familiari , perchè queste parole risulterebbero offensive alle coppie omosessuali con bambini. Lo dice una direttiva del Servizio Sanitario Nazionale della Scozia. Pubblicata in accordo con la leadership di una organizzazione gay Stonewall Scotland, la pubblicazione è intitolata Fair For All - The Wider Challenge: Good LGBT Practice in the NHS. Ne ha scritto ampiamente Americans for Truth l'11 febbraio scorso." 

************************************************************************************************************Articolo 31

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo [cfr. art. 37].

 ************************************************************************************************************ QUI NESSUNO E' CONTRO I GAY, QUESTO GRUPPO NON HA LO SCOPO DI DISCRIMINARE NESSUNO. sono persone come noi, e siamo anche d'accordo col dire che dovrebbero ricevere determinati diritti (come fare visita al proprio compagno in ospedale o avere diritto ad un minimo di eredità) ma non possono adottare figli, non possono volere il matrimonio per l'assurda pretesa di essere "accettati". La nostra società è aperta, anche troppo delle volte. Loro invece chiudono la bocca alla democrazia, dicendo che la canzone di Povia, Luca era gay, una canzone bellissima,è solo una canzone "omofoba". i nostri figli non cresceranno in un ambiente così meschino, in una cultura dell'odio così radicata. I Tabù non sono fatti per la Democrazia, si può parlare di tutto e discutere, senza scatenare le ire di chi, vivendo male la propria diversità, vorrebbe imporsi al mondo. Dobbiamo assicurare un futuro migliore per la nostra società e ciò può essere realizzato solo attraverso delle ferree tutele sulla famiglia biologica e naturale. NON possiamo accettare di vedere gay pride (vi ho lasciato delle foto) nelle nostre città ne di vedere della satira spicciola su qualche organo religioso che va contro il loro potere. Le lobby gay sono riuscite a farsi riconoscere "naturali":la stessa organizzazione della sanità ha dichiarato l'mosessualità una "non-patologia" per semplice mancanza di prove. Non si può curare o stabilirne correttamente la causa, quindi non si può affermare che sia una condizione deviante: motivazione spicciola ed inutile contro la quale si scagliò la comunità degli psicologi nel mondo. La decenza e i nostri figli, LASCIATELI STARE. 

************************************************************************************************************ IMPORTANTE: la california ha già ritirato il provvedimento che permetteva il matrimonio fra persone omosessuali, era stato permesso dal governo della regione, ma in seguito a pressioni il governo è stato costretto a fare marcia indietro. è la dimostrazione che se siamo uniti, ce la faremo. IMPORTANTE: è necessario specificare l'incompatibilità legislativa del matrimonio gay con lo stato italiano. Una volta sposati otterrebero diritti come la casa popolare e ciò potrebbe in qualche modo sfavorire la stessa alle famiglie naturali. Anche a livello tributario potrebbero avere accesso a tutta una serie di sgravi fiscali tipici dei nuclei familiari che ovviamente non hanno modo di sussistere: se ci sono questi incentivi è per la prole, non certo per l'unione di uomo e donna in sè per sè. ************************************************************************************************************L'ARCIGAY: fra lobby gay e finanziamenti per viaggi ai dirigenti. Su gay.it è apparsa questa "Inchiesta Arcigay" http://www.gay.it/speciali/templates/inchiesta_arcigay.php?id=8 molto esplicativa. Vi inviatiamo a leggere gli aspetti più loschi dell'associazione che comprendono la necessità di aderire all'arcigay per entrare in un locale gay e lo strano dato, riportato da gay.it, secondo il quale su 66 locali gay solo due non sarebbero adibiti a pratiche sessuali. Vi posto i link con le pagine relative. LEGGETTE CON ATTENZIONE, QUI VENGONO SMASCHERATE LE MENZOGNE DELLA COMUNITà GAY.

1) http://www.gay.it/channel/attualita/25669/Inchiesta-Arcigay-2-I-locali-le-tessere-il-sesso.html  2) http://www.gay.it/channel/attualita/26198/Inchiesta-Arcigay-3-I-conti-non-tornano.html  3) http://www.gay.it/channel/attualita/26223/Inchiesta-Arcigay-4-Ecco-quanto-ci-costa.html     


Invito tutti a leggere con attenzione.  ************************************************************************************************************OMOSESSUALITà NEL MONDO ANIMALE: VERITà? N.B: QUESTO TESTO NON HA LA PRESUNZIONE DI SPIEGARE NIENTE, MA SOLO DI FAR LUCE SU PARTICOLARI CHE PROBABILMENTE NESSUNO VORRà MAI FARVI SAPERE. NON SI CONOSCE L’EFFETTIVA CAUSA DELL’OMOSESSUALITà NE GLI PSICOLOGI SONO STATI CAPACI DI TROVARE UNA SPIEGAZIONE PLAUSIBILE. VI CHIEDO QUINDI DI PRENDERE QUESTA ANALISI PER SOLO QUELLO CHE E’: UNA SERIE DI INFORMAZIONI. Il specie “omosessuali” variano da 365 alle 1500 (a seconda del sito e della fonte, ricercate pure tutto sul web) si tratta di casi isolati, molti dei quali ottenibili in cattività o in particolari condizioni che spingono l’animale a trovare una soluzione alle proprie esigenze. Non si hanno infatti esempi di animali che fin da subito preferiscono una relazione omosessuale ad una eterosessuale ma tutto nasce in base a particolari esigenze ambientali.

1) IL CASO DEI PINGUINI GAY: UNA GRANDE MENZOGNA

Leggete questo link:

http://animali.tiscali.it/articoli/09/06/pinguini_gay_adozione_123.html  Secondo questo link questi due pinguini avrebbero compiuto un atto “stranissimo!” che dimostrerebbe inevitabilmente la naturalezza dell’omosessualità. Basterebbe riflettere o informarsi meglio per capire che non è così. I pinguini a cui fa riferimento l’articolo appartengono probabilmente alla specie del pinguino Imperatore. Questi animali sono molti singolari: non è la femmina che cova l’uovo, ma il maschio. Ecco spiegato cosa ci fanno quei due. Ammassano sassi e uova per farsi belli vicino alla femmina (è una specie di richiamo sessuale, “sono forte perché ho inseminato molte femmine”), probabilmente cresciuti in cattività, non hanno trovato nessuna femmina da inseminare.

Hanno così trovato il primo uovo rifiutato da un’altra coppia e hanno deciso di covarlo, come natura vuole. Che lo abbiano fatto in due le cause sono essenzialmente due: 1)Entrambi avevano puntato l’uovo e hanno deciso di condividerlo; 2)Non essendoci pinguini di isole genetiche affini hanno preferito formare una coppia di pinguini omosessuali appartenenti ad ambienti simili; Non c’è nessuna causa genetica, semplicemente vivendo in cattività hanno portato avanti il loro ciclo vitale (nascita, crescita, riproduzione, morte) come potevano. Gli animali non posseggono una logica o un tabù, tutto quello che fanno lo fanno inconsciamente. Non dimentichiamo che i pinguini inoltre sono uccelli, non hanno bisogno di allattare i cuccioli. E’ PER QUESTA RAGIONE CHE SOLO CON LORO SI RISCONTRA QUESTO ATTEGGIAMENTO, nei mammiferi, dove si partoriscono figli vivi e v’è la necessità di allattarli, questo fenomeno non avviene. Come farebbero infatti due maschi di tigre a rapire un cucciolo appena nato e poi sfamarlo? Come potrebbero alattarlo? Inoltre gli esseri umani non hanno queste difficoltà. Se portassimo questo modello agli uomini otterremmo un uomo che non trovando una donna, decide di "amare" altri uomini, cosa improbabile visto che gli omosessuali sostengono di amarsi e di non essere attratti dall'altro sesso.

Per non parlare del fatto che nelle specia umana c'è una equiparazione fra maschi e femmine. In altre parole questo caso dei pinguini dimostra tutto il contrario di quello che gli omosessuali vogliono far credere: l'omosessualità umana sarebbe un problema che non fa parte della sfera biologica (quindi carattere innato) ma psicologica (un carattere che nell'essere umano si manifesta solo dopo) il chè dimostrerebbe la presenza di un disturbo (tesi accreditata anche dal fatto che i mammiferi sono più propensi ad un serie di disturbi psichici, specialmente in situazioni "anomale"). Come ogni altro essere vivente il pinguino NASCE, CRESCE, SI RIPRODUCE E MUORE, se è impossibilitato per via ambientale a fare ciò ricerca altre metodologie. E' uno schema fisso che deve seguire, inconsciamente.


Negli esseri umani e in tutti i mammifferi questa problematica non sussiste (o forse vogliamo credere che si diventa gay perchè si è troppo timidi per trovare una persona dello stesso sesso?) quindi come potrebbe il caso dei pinguini dimostrare qualcosa? Non fa che dimostrare tutto il contrario; Ma come già detto qui nessuno vuole dimostrare niente, solo fare informazione. In particolare è stata studiata una forma di omosessualità singolare (in relazione ai mammiferi) sembrerebbe che in presenza di alcune difficoltà ambientali (mancanza di cibo, scarsità di femmine per la riproduzione, scarsità di maschi per la caccia) aumenti la probabilità di ottenere maschi omosessuali (fenomeno studiato soprattutto nei mammiferi come leoni, tigri, iene etc et) infatti i maschi omosessuali aiuterebbero il branco a procacciarsi più cibo (nei leoni è la leonessa che cerca il cibo, il leone se ne sta sbivaccato!) e quindi ancora si assisterebbe ad un atteggiamente forzato dall'ambiente non certo ad una "preferenza innata". Questo modello non può essere portato anche all'essere umano per ovvi motivi ambientali, ergo non dimostra nulla, se non come si sia capaci di mentire spudoratamente pur di essere accettati. E' da specificare che anche gli uomini affrontano alcune necessità simili (pensiamo ai carcerati che sfogano l'eccetizione sessuale attraverso la sodomia), ma ciò non catalizza un attaggiamento omosessuale. Mentre nei pinguini, infatti, è la necessità che spinge ad un a relazione omosessuale, nell'uomo invece sembra manifestarsi autonomamente, il che avvelerebbe le tesi degli psicologi secondo la quale sarebbe una forma di disordine dello sviluppo. [problemi di origine familiare]

2)SODOMIA DIFFUSA FRA LEONI, GIRAFFE, GATTI , BONOBO: perché? Anche questo è un altro mito da sfatare. Molti non sanno che gli animali non fanno sesso per piacere, come noi esseri umani. I Bonobo per esempio non presentano il concetto di eterosessualità o omosessualità: sono tutti bisessuali. Fanno sesso come atteggiamento ricreativo senza provare piacere: non hanno infatti neuro-recettori sul glande. Agiscono per un impulso irrazionale, per la voglia di sfogare un impulso sessuale o semplicemente per una questione di ormoni. Anche in questo caso non ci sono cause genetiche ma solo cause di forza maggiore che spingono il Bonobo a scaricare tensione in questo modo: rimane vigente il suo rapporto sessuale con la femmina per la riproduzione. Per quanto riguarda Leoni, gatti e cani, ma anche bisonti o tori, spesso si può assistere fra loro al fenomeno della sodomia. Anche nel loro caso la funzione della riproduzione con la femmina rimane vigente. Affrontano delle relazioni di titpo omosessuale per una serie di motivi. -Squilibri ormonali; -Prevaricazione (con un mini-atto sessuale fanno capire chi comanda); -Semplice sfogo;

3)MASTURBAZIONE E COPPIE LESBO NEGLI ANIMALI: LA VERITà Spesso in natura si assiste a delle forme di masturbazione fra animali. Si parla di oche e cigni (che formano coppie Lesbo per esempio) o di delfini. E’ da notare quanto ciò avvenga in situazioni particolari. Nelle oche e nei delfini per esempio spesso il maschio, preferendo la poligamia, lascia il nido e si dirige verso altre femmine. Due femmine vicini possono dunque accoppiarsi e provvedere in due ai bisogni dei proprio cuccioli. Come al solito questo non è la norma, ci sono casi e casi spesso non si formano affatto coppie Lesbo, ma torna il cigno maschio e torna tutto alla normalità. Per quanto riguarda i delfini sono state studiate forme di masturbazione fra delfini femmine, sicuramente riconducibili ad atteggiamenti ricreativi. E’ da notare che per i delfini è naturale lo stupro: per esempio un gruppo di 5 delfini può aggredire una delfina femmina ucciderla e stuprarla. Naturalissimo. Eppure credo che nella società degli uomini ciò non avvenga. Se l’omosessualità fosse naturale, come mai si verifica solo in queste condizioni? Si potrebbe aggiungere che si è naturale nel senso che una serie di necessità meccaniche portano gli animali a preferire delle coppie omosessuali, e similmente una serie di condizioni spingerebbe gli esseri umani a preferire solo uomini a donne o viceversa. E’ per questo che le specie non si estinguono: perché solo in sparuti casi si manifesta la necessita (in extremis) di favorire una relazione omosessuale. Nella società umana avviene lo stesso fenomeno, circa il 15% della popolazione presenta disturbi legati alla sessualità, di questi l’11% li supera con la maturità, un restante 4% li consolida diventando omosessuale. Questo quattro percento deve essere vissuto (per quanto sia effettivamente impossibile un paragone fra uomo, essere razionale e animali, esseri irrazionali) in un ambiente tale da avergli fatto sviluppare questo tipo di condizione. Il che spiegherebbe come mai si riscontra un tasso di malattie depressive nei gay più alto rispetto alla norma anche in quelle regioni dove l’omosessualità è ormai bene accetta.


IN CONCLUSIONE: vi riporto l'intervento di un naturalista Genovese, Giovanni Sollenni, iscritto al nostro gruppo da molto tempo ormai. Una volta lette le informazioni del gruppo mi ha subito contatto per apportare qualche piccola correzione e informazione in più. "Grazie, ho letto con interesse e vedo che hai inquadrato la questione in modo assolutamente corretto. Vorrei aggiungere alcune considerazioni da naturalista, restando nell'ambito della scienza senza contaminazioni religiose, etiche o altro. Negli animali meno evoluti, come pesci, rettili ed uccelli, prevale senz'altro l'istinto e l'adattamento a situazioni di necessità; questi hanno limitate cure parentali e usano prevalentemente strategie riproduttive basate sulla quantità di figli, perché pochi ne sopravvivono. Nelle specie più evolute e specializzate, e soprattutto nei mammiferi la strategia vincente è quella di fare pochi figli e curarli, l'apprendimento diventa fondamentale e quindi iniziano ad assumere importanza le coppie stabili.

La mente dei mammiferi è più "flessibile", più adatta ad apprendere ed a socializzare, ma anche esposta a turbe psichiche di vario genere, specie in condizioni particolari come la cattività. Quindi anche i comportamenti omosessuali transitori hanno forme diverse nel regno animale, anche se sempre legate alla situazione contingente.


Prenderli ad esempio per la specie umana significa solo ammettere quanto ci sia ancora di animalesco in noi (istinti e pulsioni che purtroppo per alcuni sono più importanti della ragione e della coscienza) ma, soprattutto, significa avvalorare la tesi di chi dice che l'omosessualità sia solo un disturbo comportamentale (come credo anch'io).

Non ho notizia di coppie di animali omosessuali che allevano figli adottivi, ma anche se così fosse, che importa? A noi non interessa come cresce un cagnolino, ma i nostri bambini vanno protetti e difesi. A loro dobbiamo trasmettere la nostra "strategia vincente", che è la più perfezionata del mondo animale: famiglie "naturali" stabili e tanta cura per i figli. Questo ci ha permesso di progredire tanto: la forza del nucleo familiare nelle avversità e la trasmissione della cultura migliore. Oggi certi valori si sono in parte persi, i risultati si vedono. Buona giornata." ************************************************************************************************************

STUDI GENETICI: "Studi di genetica hanno dimostrato come l'omosessualità sia ereditata primariamente per via materna e con le caratteristiche di un carattere multifattoriale , infatti i soli geni non sono sufficienti a sviluppare un orientamento sessuale di quelli esistenti, ma l'ambiente da solo (come si evince nello studio dei gemelli seprarati alla nascita) non è in grado di determinarne lo sviluppo." da http://it.wikipedia.org/wiki/Cause_dell'omosessualit%C3%A0  da vedere anche questo studio http://www.youtube.com/watch?v=pjP_8xRn5WE  secondo questo studio quindi l'ambiente contribuirebbe alla "preferenza" sessuale di un individuo.

Ma i gay non dicevano che la loro condizione era naturale e che l'ambienbte familiare non centrava nulla? come vedete ci sono tante di quelle contraddizioni da far paura. Inoltre il video stabilisce INEQUIVOCABILMENTE che non si conosce ancora la causa dell'omosessualità... come hanno fatto quindi gli psicologi a dirla naturale prima di questi studi (che cmq non dimostrano nulla)? e soprattutto come mai sarebbe presente anche nelle donne? e anche se fosse naturale perchè queste persone dovrebbe poter allevare dei bambi correttamente?

************************************************************************************************************ STUDI PSICHIATRICI: Teorie psicosociali Queste teorie hanno al loro centro le esperienze di un individuo e il modo, positivo o negativo, in cui esse vengono vissute. L’orientamento sessuale -in senso etero o omosessuale- dipenderebbe dal fatto che nel corso dell’infanzia alcune situazioni, esperienze e iniziative sono state premiate, disincentivate o punite. Schematizzando vi sono quattro diverse possibilità:

1. Ostilità verso la madre: negli omosessuali maschi, a causa del loro timore-odio verso al madre -che viene sentita come troppo severa, dominante o punitiva- diventa difficile costruire una sorta di “ponte” tra la figura materna e le altre figure femminili in generale. Le figure di sesso femminile possono essere rifiutate o temute, cosicché la pulsione erotica viene convogliata verso il sesso maschile. Nell’omosessualità femminile la mancanza di empatia o il risentimento verso la madre ostacolerebbero l’accettazione di un ruolo femminile nei confronti dei maschi.

2. Forte legame affettivo con la madre: un legame affettivo troppo intenso con la madre blocca la maturazione emotiva, sociale e sessuale. Così per i maschi l’unica figura femminile apprezzabile diventa la madre, mentre le femmine vedono solo nelle donne la possibilità di un legame affettivo. Alcune vicende -la guerra, il divorzio dei genitori, ma soprattutto la cosiddetta assenza affettiva del padre- possono esasperare un legame affettivo madre-figlio. In sostanza, in questo caso, l’omosessualità dipenderebbe dall’impossibilità di uscire dal primo rapporto d’amore cioè dal mantenimento di un esclusivo e inalterato legame con la madre.

3. Ostilità verso il padre: nei maschi ciò ostacolerebbe l’assunzione di un ruolo maschile, in quanto essi non si riconoscerebbero nel proprio padre, cioè in una figura che nell’infanzia essi hanno rifiutato. Nelle femmine un forte rifiuto od ostilità verso la figura paterna può essere alla base di una successiva ostilità verso i maschi.

4. Carenze della figura paterna: la presenza di un padre debole (ad es. per la forte dominanza della madre) o la sua assenza (ad es. per un divorzio) può far sì che i maschi non lo prendano a modello e sviluppino degli atteggiamenti passivi." "Gli estensori del DSM-III-R hanno concluso che non esistono dati di ricerca sufficienti a dimostrare l’omosessualità come disturbo mentale ed hanno, pertanto, considerato tale comportamento come una variante alla norma. Classicamente, l’omosessualità era considerata una perversione. Ci pare una conclusione non adeguata alla realtà psicopatologica delle perversioni.

L’omosessualità -al contrario di quanto accade nelle perversioni- fa un investimento sessuale di tipo globale. Sul piano clinico, esiste un’altra condizione: quella di soggetti che sono contemporaneamente omo ed eterosessuali; si può, quindi, ipotizzare che esista un continuum fra scelta omosessuale e scelta eterosessuale, con vari gradi intermedi. Questa osservazione, insieme a quella di una rilevante associazione tra omosessualità e disturbi psichiatrici, soprattutto di tipo psicotico, ci ha convinto che l’omosessualità rappresenti ancora una condizione patologica degna di trattamento. A nostro parere, la negazione dell’omosessualità come disturbo psichiatrico (in assenza di dati certi in un senso o nell’altro) comporta un rinforzo della tendenza all’espulsione di questo gruppo dalla società verso l’isolamento correlabile all’analoga tendenza presente nei soggetti con omosessualità.

Ci pare importante proporre la classica distinzione fra tendenza omosessuale e comportamento omosessuale. Il comportamento omosessuale è definito, oltre che dalla scelta effettiva e stabile di un partner dello stesso sesso, da una pratica sessuologica specifica che comprende contatti oro-genitali, masturbazione reciproca e, per l’uomo, rapporti anali. Nella maggioranza dei casi vi è uno scambio dei ruoli; le relazioni omosessuali sono meno durature di quelle eterosessuali; negli uomini, la durata della relazione è più breve che nelle donne. La tendenza omosessuale si concretizza in fantasie omosessuali, frequenti nell’età prepubere e adolescenziale, che, però, non vengono agite o agite solo parzialmente, sporadicamente e limitatamente nel tempo.

La tendenza omosessuale è una condizione mentale; si parla di omosessualità quando essa sia messa in atto come scelta esclusiva di orientamento sessuale.

Il comportamento sociale degli omosessuali si caratterizza per i seguenti elementi:

* tendenza all’identificazione l’un l’altro, da cui deriva il comportamento sociale; ciò spiega la loro tendenza a riunirsi in gruppi omogenei e a raggrupparsi in pub privati (peraltro utili per la ricerca del partner);

* non sempre frequentano ambienti composti da individui del proprio sesso; talora possono anche sposarsi, sotto la spinta di motivazioni sociali; lo scopo non è quello di avere relazioni eterosessuali (non sono quindi bisessuali), bensì quello di procreare e di godere dei vantaggi di una vita matrimoniale (valido soprattutto per le donne). "

Prof. Ciro Basile Fasolo » Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie - Via Roma, 67 - I-56126 - Pisa (PI) - Italy andrologo, sessuologo, medico, dottore http://www.cirobasilefasolo.it/omosessualita.asp 

 "Senza dubbio, specialmente se osservati dal punto di vista rigorosamente biologico, i concetti di identità e di ruolo di genere viaggiano su binari ben precisi e, per molti versi, rassicuranti, ma appena li caliamo nella realtà clinica, così varia e articolata, manifestano tutto il loro polimorfismo e la loro vulnerabilità, esposti come sono a pressanti e inderogabili verifiche da cui si ritorna, a seconda dei risultati, potenziati o spinti a rimettere tutto in discussione.

La percezione della propria identità di genere diventa così, in un certo senso e paradossalmente, come un vestito di cui certe volte siamo fieri, che indossiamo volentieri, che contempliamo compiaciuti nello specchio rappresentato dal mondo che ci circonda. Altre volte, invece, scopriamo con angoscia, che lo stesso indumento aderisce male, forma una piega, ci deforma e non ci rappresenta, è quasi una caricatura: allora forse è tutto da rivedere se non proprio da gettare. Ma la biologia ha imposto i suoi ritmi e si presenta con rigorosa puntualità alle varie scadenze: la pubertà, la riproduzione, la terza età. Sono proprio queste le tappe critiche in cui l’identità e il ruolo di genere vengono messi alla prova, subendo una vera e propria verifica. Dall’esito felice o meno di queste verifiche scaturisce la precisa percezione del concetto di salute sessuale da intendere come “l’integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuato, realizzata secondo lo sviluppo di modalità che valorizzano la persona, la comunicazione e l’amore” (Oms, 1972).

L’individuo, biologicamente determinato come maschio o come femmina, dopo la nascita inizia un lento sviluppo che porterà, attraverso varie tappe successive, a raggiungere una piena identità di sé e, conseguentemente, degli altri."
http://www.cirobasilefasolo.it/orientamento-sessuale.asp  **

secondo questi studi dell'università di Pisa l'identità di genere sarebbe il frutto di una relazione dell'individuo con l'ambiente esterno. In altre parole secondo gli psicologi sicuramente l'omosessualità è frutto di particolari condizioni ambientali. L'individuo omosessuale dunque non si sarebbe correttamente identificato con il proprio genere. In altre parole un altra conferma che l'ambiente familiare potrebbe influire sull'identità di genere dell'individuo (ulteriore controsenso dato che l'oms dichiarò che non era vero). *****************************************************************************************************************************

COME STANNO LE COSE: non si sa cosa possa spingere un individuo ad essere omosessuale. Si è solo certi che l'ambiente circostante giochi un ruolo fondamentale con particolare riguardo per l'ambiente familiare. Ora avendo letto tutti questi studi, affidereste mai un bambino ad una coppia omosessuale? Ben sapendo che la sua identità di genere possa in qualche modo essere messa a repentaglio dal suo ambiente familiare?

A te la scelta. Certo è che gli studi in atto non possono dimostrare nulla di buono: i bambini cresciuti in famiglie omosessuali non superano i dieci anni e considerando che i primi disturbi si manifestino in età adolescenziale (se non dopo addirittura)... ai posteri ardua sentenza, fatto stà che i bambini che stanno subendo questo tipo di rapporto omogenitoriale non sono altro che una grossa scommessa, un vero e proprio esperimento che gli omosessuali stanno conducendo per conto loro. *****************************************************************************************************************************

IL CASO POVIA. Luca era gay.
http://www.youtube.com/watch?v=Qh2nXrStlBE&feature=related  

Come saprete gli omosessuali si sono scagliati contro la canzone del povero povia, una canzone bellissima direi. Personalmente ritengo la canzone molto interessante ed esplicativa, nonchè molto orecchiabile dal punto di vista musicale.


Vi lascio un link con l'esperienza del famoso Luca. -

http://www.tempi.it/il-caso/005031-luca-era-gay http://www.youtube.com/watch?v=6G-nB4-XBGY&feature=related  http://www.youtube.com/watch?v=cM5uuDnvlWE&feature=related  

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TERAPIE RIPARATIVE come sapete ci sono forti controversie sulle cure gay, noi ci limiteremo ad elencarvele, sempre premettendo che qui si vuole fare solo informazione. I due principali teorici della terapia riparativa sono Charles Socarides e Joseph Nicolosi, il primo fondatore ed il secondo attuale presidente della NARTH (National Association for the Research and Therapy of Homosexuality), nata nel 1992. Questa associazione si rivolge ai non gay, cioè a quegli omosessuali che non accettano il loro orientamento sessuale e dunque non si riconoscono in una identità ed in uno stile di vita gay. Socarides nel 1978 ha ipotizzato (Homosexuality: psychoanalytic therapy) che l'omosessualità maschile nasca nei primi tre anni di vita del bambino, a causa di un rapporto distorto tra madre e figlio. In particolare, la fase più importante da tenere in considerazione, per questo autore, sarebbe quella della separazione-individuazione (vedi Mahler e Goslimer, 1955).

La potente simbiosi del bambino con la madre, che non riesce a canalizzarsi nella normale separazione e individuazione, cioè nel vedere sé stesso e la madre come due persone separate e distinte, porterebbe il piccolo ad avere un'identificazione femminile primaria con la madre. Con queste premesse, Socarides propone un trattamento psicoanalitico, che sfrutti le potenzialità del transfert, per affrontare e risolvere il conflitto principale, abbandonando la condizione di omosessualità nevrotiva sviluppata, in favore dell'eterosessualità. J. Nicolosi nel 1991 ha pubblicato Reparative Therapy of Male Homosexuality: a new clinical approach (tr. Omosessualità maschile: un nuovo approccio Ed. Sugarco Milano 2002).


Questo autore punta invece il dito sul rapporto del figlio con la figura paterna. L'identità di genere verrebbe acquisita entro i primi tre anni di vita. Secondo Nicolosi, il bambino sposterebbe la propria identificazione dalla madre al padre: se il padre però non lo aiuta in questa fase di transizione (e non lo difende dalla madre, che invece vorrebbe continuare a lungo questa fase simbiotica) insorgono le condizioni che poi determinano l'omosessualità, ovvero il legame troppo stretto fra madre e figlio, con una figura paterna assente e comunque deficitaria nel suo compito di sviluppo.

Secondo questa teoria dunque il bambino svilupperebbe un distacco difensivo nei confronti del padre che lo ha respinto e della mascolinità in generale. Il distacco difensivo, secondo Nicolosi, produrrebbe un deficit sia nell'identità di genere, sia nella fiducia in sé e nella assertività. Nella fase di transizione erotica poi, fra i 13 ed i 15 anni, i bisogni di affermazione e identificazione insoddisfatti dal padre assumerebbero una connotazione sessuale. Il rapporto con un partner dello stesso sesso rappresenterebbe dunque per l'omosessuale l'unica possibilità per superare il senso di debolezza e incompetenza vissuto verso gli attributi fisici e sociali della mascolinità. Il trattamento proposto da questo teorico prevede anzitutto il perdono del padre e l'abbandono della fantasia per la quale le attenzioni paterne, seppure negate in passato possano, nel momento presente, modificare la propria condizione di omosessualità. L'idea di mascolinità del paziente dovrà dunque, nel corso della terapia, essere demistificata e rappresentata come una meta possibile, raggiungibile anche senza l'attività sessuale con un partner dello stesso sesso. Fondamentali diventano allora in questo approccio i rapporti di amicizia (non erotici) con altri uomini eterosessuali. Così l'attrazione omoerotica secondo Nicolosi si trasformerebbe in sentimenti di amicizia mentre si svilupperà nel contempo un interesse per persone del sesso opposto.


[questa è una delle cure di maggior successo, vi lascio un link esplicativo http://www.narth.com/docs/normalita.html]

Un altro teorico, G. van den Aardweg - che nel 1997 ha pubblicato Una strada per il domani: guida all'(auto)terapia dell'omosessualità Città Nuova Editrice, 2004- ridimensiona il rapporto con i genitori e considera 'periodo critico' quello dell'adolescenza e dei rapporti fra coetanei. Il sentirsi inferiore agli altri, l'ammirazione per individui idealizzati dello stesso sesso, porterebbe all'attrazione erotica. Il metodo terapeutico indicato è quello dell'autoterapia, ovvero un comportamento segnato da un atto di volontà, accompagnato da autodisciplina e sincerità. Dovrà poi essere applicato il metodo dell' iperdrammatizzazione sviluppato da Arndt (1961), che si basa sull'esagerazione degli aspetti tragici e drammatici. GA Reckers (1982- Growing Up Straight:What Families Should Know About Homosexuality, Moody Press Chicago) propone invece un approccio comportamentista dell'omosessualità, considerata un comportamento appreso che può essere prevenuto.Importante è l'educazione e il controllo delle amicizie del figlio da parte dei genitori.

Come procedimento terapeutico viene suggerito quello classico della desensibilizzazione sistematica agli stimoli omosessuali e un training nelle abilità sociali finalizzato al superamento della timidezza, che non permetterebbe al paziente di avvicendarsi nelle relazioni eterosessuali.
da http://psicolinea.blogspot.com/2008/01/la-terapia-riparativa-dellomosessualit.html   [come vedete non posto solo link "schierati", ma cerco di essere bipolare]

Gli omosessuali obiettano che queste cure sarebbero inutilìi, certo è che non si scrivono libri sull'argomento se non ci fosse un fondo di verità. Come non ci sarebbero persone che si rivolgono a questa associazioni, anche in paesi dove l'omosessualità dovrebbe essere qualcosa di assai comune, se effettivamente essa non fosse un disagio per il singolo individuo (sottolineando che ognuno la vive a modo suo, questo gruppo non ha la pretesa di nulla). E' anche vero che spsesso le terapie affrontano argomenti di tipo religioso (essendo la preghiera una sorta di sfogo interiore viene molto sfruttata dagli psicologi) vi lascio ancora un link, molto esplicativo sulla cosa, volendo ripetere però che qui nessuno vuole avere la presunzione di dimostrare nulla: http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/ 

 ***********************************************************************************************************IN EUROPA:

Qui riportiamo i dati sul matrimonio gay nel mondo.

Per "riconscimento formale delle coppie di fatto" si intende un riconoscimento che IMPEDISCE ALLE COPPIE DI ADOTTARE BAMBINI e che da alle coppie SOLO ALCUNI DEGLI STESSI DIRITTI DELLA FAMIGLIA NATURALE. Come vedete ci sono solo riconoscimenti civili.

Il matrimonio e l'adozione è relegato a soli tre paesi che addirittura hanno imposto il concubinato per tre anni e l'adozione di bambini di propria nazionalità (per evitare di offendere altri paesi).

BELGIO Unione civile. Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini; CROAZIA Riconoscimento formale delle coppie di fatto.

Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini; DANIMARCA Riconoscimento civile. Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

FINLANDIA Eredità, divorzio e adozione (solo dopo 3 anni). Francia Matrimonio leggero (riconoscimento civile coppie di fatto). Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

GERMANIA Unione civile. Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

GRAN BRETAGNA Riconoscimento formale delle coppie di fatto. Le coppie di fatto possono adottare bambini, anche se omosessuali;

GRECIA Nessun riconoscimento per coppie di fatto.

IRLANDA Nessun riconoscimento per le coppie di fatto.

ISLANDA Riconoscimento formale delle coppie di fatto.

Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

ITALIA Nessun riconoscimento per le coppie di fatto.
[VI RIPORTO LE MOTIVAZIONI PRINCIPALI http://www.genova.mpv.org/news/samekLodovici_ragioniLaichePerDireNoRiconoscimentoCoppieDiFatto.htm ]

LUSSEMBURGO Riconoscimento formale per le coppie di fatto;

NORVEGIA Riconoscimento formale delle coppie di fatto. Possibilità di adozione (dopo tre anni);

OLANDA Matrimonio e adozione dopo tre anni di soli bimbi danesi.

POLONIA Riconoscimento formale delle coppie di fatto.Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

PORTOGALLO Riconoscimento formale 8dopo due anni) delle coppie di fatto.Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

REPUBBLICA CECA Nessun riconoscimento civile per le coppie di fatto;

SLOVENIA Nessun riconoscimento per le coppie di fatto;

SPAGNA Matrimonio e adozione dopo tre anni;

SVEZIA Matrimonio e adozione per le coppie di fatto;

SVIZZERA Riconoscimento formale delle coppie di fatto.Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;

UNGHERIA Riconoscimento formale delle coppie di fatto.Le coppie omosessuali e le coppie di fatto NON POSSONO adottare bambini;
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FIABE GAY: plagiare i bambini è facile, con l'aiuto del comune. Le Fiabe gay sono uno dei paragrafi più osceni e neri della storia italiana. Ormai gli strumenti per plagiare le menti, dopo video-farsa su youtube e la complicità di certi network italiani, la follia di alcune frangenti della politica italiana è arrivata al limite: fiabe omosessuali per "aiutare" i bambini a comprendere la diversità. Link pedopornografici, siti segnalati come pericolosi dalla polizia postale, tutti consigliati sui volantini distribuiti ai bambini. Spettatori innocenti di uno spettacolo folle.
 
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/05/21/AMq1gSbC-meloni_bollate_bambini.shtml  http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/05/19/AMd7r4aC-bambini_imbarazzanti_libri.shtml  

Questo è uno dei siti incriminati: http://www.beyourself.it/  all'intenro di esso troviamo questo tipo di fumetti: http://www.beyourself.it/node/202 invito a visionare il fumetto con attenzione, la serie di messaggi che esprime è stomachevole. Meditate: vogliamo dare a questa gente i nostri figli? E' da notare che molte persone hanno parlato della estrema promiscuità che circonda tutto il mondo gay. Locali gay in cui l'unica attività ricreativa sembra il sesso di gruppo, ipocrisia e oscenità. Vi proponiamo la voce di chi si oppone a tutto questo, persone omosessuali che non la pensano come l'arcigay e che anzi dicono la loro, svelando molti scheletri nell'armadio: http://www.youtube.com/watch?v=Vuw60n3eN9s&feature=related   *******************************************************************************

Il Mario Mieli  

Il Mario Mieli è un circolo di liberazione omosessuale dedicato all'omonimo Mario Mieli, fondatore del movimento di liberazione omosessuale Italiano. Travestito e omosessuale dichiarato, era apertamente caprofago e pedofilo, abbracciò il comunismo marxista definendolo "riscoperta dei copri" e vedeva la necrofilia come una variante democratica della sessualità umana. Ecco alcune sue perle: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l'Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica» Tim Dean, psicoanalista dell’Università di Buffalo, il quale ha redatto l'appendice dell'edizione Feltrinelli di Elementi di critica omosessuale, afferma: «Nel processo politico di ristrutturazione della società (...) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia» e «ridefinisce drasticamente il comunismo descrivendolo come riscoperta dei corpi (...) In questa comunicazione alla Bataille di forme materiali, la corporeità umana entra liberamente in relazioni egualitarie multiple con tutti gli esseri della terra, inclusi "i bambini e i nuovi arrivati di ogni tipo, corpi defunti, animali, piante, cose" annullando "democraticamente" ogni differenza non solo tra gli esseri umani ma anche tra le specie» Il Circolo Mario Mieli è il maggiore circolo Italiano per la lotta alla sessuafobia, la scuola omosessuale del circolo si basa su questi precetti. Meditate. Questa è l'educazione che i loro figli riceveranno.
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siamo gemellati con http://www.facebook.com/topic.php?topic=9987&post=50844&uid=37859549419#/group.php?gid=37859549419 un vivo gruppo in cui c'è un acceso dibattito sulle coppie gay e che ha raccolto ben 7000 consensi! MembriVisualizzati 8 di 1.550 membriMostra tuttiArkangelo MicheleOnefamily WolfRoberto D'erricoMatteo FumarolaAlessandro MirtiMattia FlorioEgidio CuccareseGiulia Capuleti Area discussioniVisualizzati 3 di 7 argomenti di discussioneMostra tuttiPerchè ce l'avete con i gay??91 post scritti da 6 persone. Aggiornato circa un'ora faFIABE GAY: plagiare i bambini è facile, con l'aiuto del comune.21 post scritti da 11 persone.  

La sfilata della depravazione.39 post scritti da 5 persone. Aggiornato 3 ore fa Bacheca5 di 396 post in bacheca visualizzati.

 Francesco Gualano ha scritto alle 0.53  

E poi che se è per salvare l'umanità, sesso con una donna lo farei!!!  

Francesco Gualano ha scritto alle 0.37  

Ma stai zitto..Inoltre ho detto che depravato è un termine che non mi sembra adatto. E allora, sono malato! E quindi? Cosa vuoi? Non ho bisogno di cure, xkè nn presento sintomi che potrebbero nuocere al mio organismo e cervello. A differenza della nevrosi e della depravazione. O hai da ridire anche su questo? I malati di cancro, sono malati seri e che devono essere seguiti, perchè ne va della loro vita. La mia malattia come la chiami tu che danni mi provoca dottor ************** ???Sentiamo!  

 *****  *****  ha scritto alle 0.27  

beh, uno stupro è uno stupro però. in entrambi casi si subiscono forti shock! però l'etero sessuale a differenza dell'omosessuale potrebbe manifestare gravi segni di squiliobrio, o volete dirmi che essere stuprati !apre la mente"? a verona due omosessuali stuprano a turno un ragazzino in un bar di 14 anni che dciono gli avrebbe insultati "girandosi e ridendo di un loro bacio", sta facendo cure su cure. se una donna avesse stuprato uno di questi qui (ipotesi assurda) cosa sarebbe successo?

Segnala Gregor Samsa ha scritto alle 0.01 non sottovaluterei il fatto che per un omosessuale non è "socialmente sconveniente" fare sesso con un etero, mentre per l'etero sì  


******  ***** 

ha scritto alle 21.48 di ieri  

Malato non vuol dire necessariamente del male a qualcuno. Il problema è che le cure per l'omosessualità non sono ancora efficienti: ma non è una scusa. Molte nevrosi sono incurabili, allora diciamo che si nasce nevrotici? Idem per l'omosessualità. A dimostrazione di ciò c'è da ditre che se un etero fa sesso con un omosessuale contro la sua volantà potrebbe presentare gravi segni di squilibrio a livello sessuale, ma se un omosessuale viene costretto a fare sesso con una donna, questo non succede... come mai? Se la sessualità fosse veramente ambivalente, come farebbe ad accadere una cosa del genere?
Tutto tratto da:  

http://www.facebook.com/search/?q=Contro+il+matrimonio+e+l'adozione+omosessuale.+Per+la+Famiglia+Naturale!&init=quick#/group.php?gid=68544529438&ref=mf  

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Dialogo tra me e un simpatizzante dell'Agapo

venerdì 11 settembre 2009, 3.27.57 | Alessio Giandomenico MameliVai all'articolo completo
 

Dialogo tra me e un simpatizzante dell'Agapo
  


Ecco il dialogo tra me è un omofobico della peggiore specie, di quelli che negano che esista l'omosessualità come orientamento sessuale, ma che la considerano come parafilia, cioè devianza della sessualità. In questo caso si tratterebbe di devianza dall'eterosessualità, vista come unica forma di orientamento sessuale possibile in natura.

Sostengono i conservatori (cristiani, islamici, buddisti, atei, che siano) che, in quanto esistono solo due sessi, possa esistere solo l'eterosessualità, perchè siamo stati fatti maschi e femmine. Non accettano che due persone dello stesso sesso possano amarsi e desiderarsi come due persone di sesso diverso. Inoltre fanno confusione tra omosessualità e sodomia (che in realtà è solo il rapporto anale) e tra omosessualità e transessualità, quando sostengono che l'omosessualità sia un disturbo dell'identità di genere; lo fanno proprio perchè non accettano che una persona che si sente di un sesso abbia attrazione per una persona del suo stesso sesso; se lo fa deve essere perchè si sente del sesso opposto... Il che peraltro sarebbe assurdo... nel caso che due persone omosessuali si sentano del sesso opposto al proprio, non riuscirebbero a stare insieme tra loro perchè avrebbero a che fare con una persona che pensa di essere del sesso cui nessuno dei due è attratto. Prova del nove: io con una persona transessuale, che si sente donna, potrei fare ben poco. Voglio un ragazzo o un uomo, non una donna, pur finta che fosse.


Credo che sia opportuna una "Class Action" contro l'Agapo, la Chiesa Cattolica e altre associazioni che sostengono che l'omosessualità sia una malattia mentale (o una parafilia) e che ci sia una terapia che la curi, in quanto queste idee sono del tutto arbitrarie, fallaci e denigratorie.

 L'obiettivo da raggiungere deve essere la chiusura di queste associazioni e che la Chiesa cattolica si scusi pubblicamente per ciò che sostiene contro gay e lesbiche, oltre che il pagamento della cifra, simbolica per la Chiesa,  di 10 miliardi di euro, da dare in beneficienza per la lotta all'Aids, per la diffusione di un'educazione sessuale scientificamente corretta e per il sostegno delle ragazze madri (da certi membri della Chiesa, anche laici --- intesi nel senso originale di "popolani non appartenenti al clero"--- considerate cattive mamme) e di un miliardo da dare alle associazioni GLBT italiane come risarcimento dei danni morali e materiali.  




Tra: *****  e Te
Alessio Giandomenico Mameli 11 settembre alle ore 2.15 Se ad essere gay fossi tu, cosa faresti?
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*****  ****** 11 settembre alle ore 2.29 Segnala Terapia riparativa. Altrimenti, mi opperrei al regime dell'arcigay e collaborerei con associazioni come l'agapo.
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Alessio Giandomenico Mameli 11 settembre alle ore 2.37 Grazie per la notizia... ora è tutto chiaro.
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****** *****  11 settembre alle ore 2.39 Segnala di niente. ciao.
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Alessio Giandomenico Mameli 11 settembre alle ore 2.45  

Agapo è un associazione contro gli omosessuali. Invece di aiutarli ad accettarsi li colpevolizzano e fanno loro adottare il comportamento eterosessuale, pur senza cambiare minimamente l'orientamento sessuale, che del resto, dalla Chiesa stessa, come dall'Agapo che ne è emanazione, non viene riconosciuto. Infatti per la Chiesa come per l'Agapo che ne è emanazione, l'omosessualità è una Devianza della Personalità, una Perversione, una Malattia, non un Orientamento sessuale. Piuttosto che accettare la realtà che in Natura esistano persone che sono attratte da altre persone del loro sesso, sostengono che l'unico orientamento sessuale sia l'eterosessualità e che non esistano omosessuali, ma "eterosessuali con problemi di omosessualità". Parole di Joseph Nicolosi, guru del Narth , l'associaione stanunitense per la cura dell'omosessualità.

La terapia riparativa dell'omosessualità non ha alcun fondamento scientifico.

 
http://www.google.com/search?q=la+terapia+riparativa+dell'omosessualit%C3%A0+non+ha+alcun+fondamento+scientifico&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it 
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Alessio Giandomenico Mameli 11 settembre alle ore 3.02

  http://www.agapo.net/consigliperigenitori/preghieradeigenitori.html  

Preghiera perchè lo spirito santo possa intercedere per guarire i figli froci dalla loro frociaggine... Anche questo è ancora possibile nella culla del Rinascimento e della Rivoluzione scientifica. AGAPO Fonte: www.agapo.net 
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****  *****  11 settembre alle ore 3.13  

Guarda che sapevo bene cos'era l'Agapo, altrimenti non avrei mai detto di aderirvi se mai fossi stato gay, e fortunamente non lo sono. Per quanto riguarda la natura: l'omosessualità non esiste in natura, esiste la sodomia. In particolare non esistono specie in cui si sono riscontrate coppie gay, se non alcuni pinguini (imperatore, per una questione di cova delle uova, ma solo fra maschi, non ci sono casi di pinguine femmine omosessuali) e altri uccelli (oche e cigni, per una questione di crescita della prole, che possono crescere i figli con un'altra femmina per facilitare il lavoro, un pò come accadeva in guerra, ma questo vale solo per le femmine, non ci sono maschi omosessuali). Fra i mammiferi poi è impossibile la formazione di una coppia di individui omogenei. E ai mammiferi apparteniamo anche noi. In particolare in natura una piccola percentuale degli individui è eterosessuale tendente alla bisessualità (rapporti occasionali fra maschi) o solo eterosessuale. Non bisogna confondere omosessualità e sodomia. Quello che mi sembra giusto è manifestare e lottare per il rispetto e l'accettazione, non per altro. Ciao.
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Alessio Giandomenico Mameli  

10 settembre alle ore 18.23 Apppunto non bisogna confondere omosessualità e sodomia. Ma tu lo hai fatto. L'omosessualità esiste eccome. L'Omosessualità non si contraddistingue per le pratiche erotiche. Il sesso anale, cioè la sodomia, lo puoi fare anche tu, che ti ritieni "eterosessuale con problemi di omosessualità", con la tua eventuale compagna. Questo non farebbe di te meno "eterosessuale".... Il punto è che non accettate, voi dell'agapo, che due persone dello stesso sesso possano amarsi. L'omosessualità infatti si contraddistingue solo per il fatto che l'attrazione erotico-sentimentale è rivolta a persone del proprio sesso. D'accordo quindi che il rapporto sessuale in senso stretto è solo quello tra pene e vagina, ma ciò non implica che non esista l'omosessualità. Questi sono solo assunti dogmatici dell'Agapo presi di peso dalla dottrina sociale della Chiesa Cattolica e da certe elucubrazioni di Joseph Ratzinger  

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.html 
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*****  ***** 11 settembre alle ore 3.34 

L'omosessualità è amare e fare sesso solo con persone dello stesso sesso. In natura non esiste. La sodomia è utilizzare delle pratiche erotice omosessuali, ed in natura esiste.
L'amore è una razionalizzazione di un impulso sessuale. Non esistono i sentimenti, se non nei nostri ormoni. Se amiamo qualcuno è semplicemente per una "ricompensa" (se pensi alla persona che ami, il tuo corpo rilascia endorfine e provi piacere) questo mix di biochimica e razionalità (effetto psicosomatico) genera l'amore, l'attaccamento, l'adomesticamento (creare dei legami), e tante altre emozioni.  

Se pensi che la persona non c'è più piangi per lo stesso principio, ci pensi, il tuo corpo rilascia delle sostanza e provi quel piacere x,y,x. Ora non conta chi ami, puoi amare chiunque, perchè il principio rimane lo stesso, il tuo corpo si muove sempre verso lo stesso status quo. Ma se ami solo gli uomini, allora un problema c'è e si chiama parafilia. 

Perchè possono esistere solo eteresessuali e bisessuali tendenti alla eteresossesualità. Non omosessuali. Amare una personsa dello stesso sesso non vuol dire che ci sia una preferenza o un orientamento diverso ma semplicemente che nella nostra mente abbiano agito una serie di fattori che ci hanno portato a preferire solo la persona x,y,z.
Per il resto, io non sono dell'agapo, e non mi interessa il discorso sul cattolicesimo.
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Alessio Giandomenico Mameli 11 settembre alle ore 1.39  

Ma guarda che in Natura esiste... Noi siamo animali, molto evoluti, ma pur sempre animali e tra di noi ci sono gli omosessuali come ci sono gli eterosessuali e , in mezzo, una larga schiera di persone bisessuali. 

http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft%3A*%3AIE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&q=Un+nuovo+rapporto+sulla+sessualit%C3%A0+umana&lr= http://www.google.com/search?q=Rapporto+Kinsey&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it http://www.google.com/search?q=Omosessualit%C3%A0+non+%C3%A8+una+parafilia&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it  

Se è per questo, stando al tuo ragionamento, l'eterosessualità è amare e fare sesso solo con persone dell'altro sesso, ma in Natura non esiste, dato che a parte gli uomini, e forse alcuni altri animali superiori (scimpanzè, elefanti, delfini...) la maggioranza degli animali non si accoppiano per amore, ma solo per istinto e non lo fanno neppure per piacere, ma sempre e solo per istinto. Il fatto che noi siamo gli unici animali (se si esclude in via precauzionale che altri lo possano fare) siamo in grado di amare, è frutto della nostra mente più sviluppata: si ama col cervello, non con il cuore.
  

La parafilia non riguarda il sesso a cui ci rivolgiamo. L'interesse per un sesso o per un alro o per entrambi o per nessuno si chiama orientamento sessuale.
http://www.google.com/search?q=orientamento+sessuale&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it http://ok.leiweb.it/dizionario/enc5237.shtml
orientamento sessuale espressione usata per indicare l’indirizzo che prende l’attrazione sessuale nell’individuo in età aduta. Se il soggetto si sente attratto dal sesso opposto si dirà che ha un orientamento eterosessuale; se è attratto da persone del proprio sesso si parlerà di orientamento omosessuale; se è attratto da partner dell’uno e dell’altro sesso, l’individuo si dirà bisessuale.
parafilìa sinonimo, secondo alcuni autori, di perversione sessuale.
http://www.google.com/search?q=parafilia&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it  

http://it.wikipedia.org/wiki/Parafilia  

L'omosessualità era precedentemente elencata come parafilia nel DSM-I e DSM-II. Con il consenso degli psichiatri è stata tolta nelle edizioni successive (in ogni caso il DSM è tuttora sottoposto a numerose critiche per alcune categorizzazioni, quali questa della parafilia, ritenute non sufficientemente comprovate e circoscritte come forme di disturbo mentale). Un disordine clinico dell'ansia causata dalla repressione dell'omosessualità fa ancora parte del manuale. "Infine, è opportuno precisare che, nonostante la tendenza a credere che le parafilie siano un disturbo prettamente maschile, la realtà clinica contraddice questa convinzione. Infatti, anche alcuni casi di disturbo parafilico hanno riguardato il sesso femminile come, ad esempio, il feticismo di travestimento (si riporta il caso di una coppia la cui partner era solita, durante i rapporti sessuali, indossare abiti maschili “costringendo” l’uomo ad indossare biancheria intima propria dell’altro sesso)"
[4]. °°°°°°°  

La parafilia è un altra cosa: è una particolare attrazione verso qualcosa di una persona che prescinde dal suo sesso. Una mutandina per esempio... o un ciuffo di capelli... o un profumo... o le sue secrezioni.
Prendiamo in esame la pedofilia: non sono pochi i casi in cui la pedofilia e l'omosessualità sono state messe in associazione, anche per via del fatto che la vecchia parola con cui era indicata la pedofilia, pederastia (peraltro più indicacata dato che filia significa amore amicale, mentre eros significa amore sessuale) ora viene usata per indicare l'omosessualità in discorsi denigratori verso di essa. In realtà la pedofilia è una parafilia e non un orientamento sessuale e lo dimostra il fatto che i pedofili possono essere anche e soprattutto eterosessuali. La parafilia in questo caso riguarda l'età della persona di cui si è attratti.  

Lo stesso discorso vale per altre parafilie: il feticismo, il voyerismo, il sado-masochismo, la necrofilia, la coprofilia, ecc ecc... http://www.google.com/search?q=parafilia&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it Non so come tu possa dire che esistono solo eterosessuali e bisessuali tendenti all'eterosessualità? che prove adduci? e il mezzo miliardo di persone omosessuali del pianeta dove le metti?? le elimini? Non sarai dell'Agapo e non sarai cattolico (ci crederò domani) ma dici le stesse cazzate che dicono loro. Ciao! 


A seguire le ultime risposte di ****  *****  che mi ha messo in lista nera, da bravo cattolico fascista. Quindi non ho potuto ribatttere alle sue ulteriori cavolate.

Dice coglionate senza fondamento scientifico, confonde le parafilie con gli orientamenti sessuali, sostiene che l'unica forma di sessualità naturale sia l'eterosessualità, ma nel momento in cui esistono persone che sono attratte in via esclusiva da persone del loro stesso sesso questo non vuol dire che siano contro natura, ma solo che in natura esistono anche queste persone.

Questo ragazzo confonde la natura con la morale. Inoltre teme (non so a che titolo., visto che comunque anche se la specie umana dovesse estinguersi, a lui in quanto individuo, non verrebbe nulla di male) che l'omosessualità possa diventare dominante come orientamento sessuale...

 E non vuole più contraddittorio e nonostante dica le stesse cose che dice la Chiesa, dice di non essere cattolico. Mi propone l'Agapo come fonte di liberazione dalla malattia, come lui considera l'omosessualità, e però dice di non averne mai fatto parte. Dice di non essere omosessuale, ma allora a questo dell'Agapo che cazzo gliene frega? gliene importa perché non vuole più omosessuali sulla Terra?


Commenterò le sue risposte qui nella nota, tra parentesi.

****  **** 11 settembre alle ore 16.28  


 "la maggioranza degli animali non si accoppiano per amore, ma solo per istinto e non lo fanno neppure per piacere, ma sempre e solo per istinto."

 tutti i mammiferi si comportano come ti ho detto. perché sono animali più intelligenti, per loro lo svezzamento è più importante. ne consegue anche la possibilità di subire delle turbe psichiche... se tieni un pesce in acquario manterrà un comportamento naturale... una scimmia in una cella... impazzisce. idem per gli esseri umani, in loro c'è solo una eterosessualità tendente alla bisessualità (sparuti casi) o solo eterosessualità. fanno sesso per una ricompensa. anche se i libri scrivono "omosessualità" non vuol dire che esistano animali omosessuali (se non fra le specie meno intelligenti, con forti restrizioni [solo maschi o solo femmine omosessuali, il resto secondo natura]). ___________

 "La parafilia non riguarda il sesso a cui ci rivolgiamo." a mio avviso si, perchè gli omosessuali rivolgono le loro attenzioni solo verso persone dello stesso sesso: è questo non è naturale, ecco perchè credo si tratti di una parafilia. per il resto una cosa sarebbe la sodomia, una cosa l'omosessualità. anche se, un ragazzino di 13 anni che fa sesso anale con l'amico andrebbe incontro a gravi turbe, potrebbe effettivamente diventare bisessuale o omosessuale. gli psicologi non sanno la causa dell'omosessualitòà, questa è la verità. fai una ricerca sull'omosessualità e cerca i criteri utilizzati per depenalizzarla: se gli applichi alla zoofilia ottieni lo stessio risultato anche con la pedofilia si potrebbe fare in teoria, lo stessa vendola e mario mieli consideravano la pedofilia un diritto).

(Vendola diceva solo che spesso fa più danno al bambino lo scandalo che fanno gli adulti rispetto alla sessualità che un bambino può esprimere verso un adulto che non il fatto che il bambino sia stato oggetto di attenzioni sessuali da parte di un adulto.... ma scriverò un'altra nota su questo; in ogni caso il fatto che questo ragazzo sia così informato su ogni cosa dicano gli esponenti del mondo gay, al fine di denigrarli, mi puzza molto di cattolicesimo integralista) "I>

e il mezzo miliardo di persone omosessuali del pianeta dove le metti??" BUAHAHAHAHAH questa dove l'hai letta? su gay.it? ahah

(Chiaramente queste cose non le vado a leggere sul sito dell'Agapo... e comunque anche se fossimo solo in due, avremmo tutti i diritti e doveri degli etero di sposarci, ecc ecc... In ogni caso ci sono sono dati dell'Eurispes che sostengono esserci, solo in Italia, circa 5 milioni di persone omosessuali: http://search.simply.com/it/eurispes/ http://www.repubblica.it/online/cronaca/rapportoeur/rapportoeur/rapportoeur.html http://www.google.com/search?q=quanti+sono+le+persone+omosessuali+nel+mondo%3F&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it http://www.gay-forum.it/forum/index.php?topic=1384.0 http://www.ilfazioso.com/tag/gay http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?i=2328 se in Italia i gay sono 5 millioni e sono distribuiti omogeneamente nel pianeta, come lo sono in Italia, su 7 miliardi di persone i gay e le lesbiche sono circa 500 milioni, andando per difetto....)  


Vedo che come altri omosessuali ti sei autoconvinto delle tue sciocchezze. non ho voglia di continuare con te, quindi non sprecarti a ripondere.   


**** ***** 11 settembre alle ore 16.29  

Segnala ah, vai a studiare, non solo le cazzate dell'arcigay e delle checche del web. è normale che ti fai indottrinare alla fine e ti autoconvinci di sciocchezze. la sodomia è anche mentale per certi versi, vedere il tuo atteggiamento.  

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Cara Stampa, l'omosessualità non è una malattia! riflessioni su Luca Di Tolve, il più famoso "ex-gay" d'Italia.

venerdì 11 settembre 2009, 18.57.40 | Alessio Giandomenico MameliVai all'articolo completo

Io non credo neppure che Luca di Tolve fosse davvero un omosessuale e comunque la storia che viene raccontata nel sito è a dir poco tragica, ma non è indicativa di alcunchè: non tutti i figli di geniori separati diventano gay, non tutti gli omosessuali pensano solo al sesso, solo una minoranza si droga e lo fa indipendentemente dal fatto di essere omosessuale.... Oltrettutto Luca Di Tolve sostiene di essere sieropositivo il che metterebbe in dubbio la relazione sessuale con sua moglie. Perchè mai una donna sana di mente dovrebbe rischiare di contrarre l'aids? non sarà che, semplicemente, Di Tolve è ancora omosessuale ma si sposerà con una donna per simulare la coppia eterosessuale... Adoterranno dei bambini? spero di no. Luca di Tolve può dire quel che vuole, ma non che sia guarito dall'omosessualità, dato che l'omosessualità è un orientamento sessuale e non può cambiare; al massimo può cambiare la percezione di se stessi e può accadere che una vecchia idea si riveli errata: Luca credeva di essere gay, ma non lo era; magari è bisessuale è riesce a stare bene anche con una donna. Può dire che è un ex gay, ma se accetta la definizione di Gay cara al guru della terapia riparativa dell'omosessualità, Joseph Nicolosi, secondo cui i gay sarebbero solo omosessuali militanti e quindi non tutti gli omosessuali sono anche gay perchè non tutti gli omosessuali sono anche militanti, allora se si definisce un ex-gay Luca di Tolve dice solo di essere un ex omosessuale militante. Infatti è così: chiunque (in assenza di impedimenti fisici) può avere un rapporto eterosessuale. Oscar Wilde ebbe una moglie e due figlie, ma era notoriamente omosessuale e pagò con anni di lavori forzati pur senza aver alcuna colpa, ma solo per avere avuto una relazione con un uomo. Un eterosessuale potrebbe altresì avere un rapporto sessuale con una persona del suo stesso sesso, in condizioni particolari, ma ciò non implicherebbe affatto che ci sia davvero omosessualità o bisessualità. Le terapie riparative sono solo un lavaggio del cervello volto a far prendere il comportamento eterosessuale in persone con orientamento omosessuale. Lo dimostra il fatto che questa terapia riesce solo nel 30% dei casi e che sono stati molti i casi di "ricaduta", anche tra gli stessi "ministri" (dei quali a quanto pare molti sono omosessuali.... Non è da escludere che lo sia lo stesso Nicolosi).
http://www.google.com/search?q=Luca+di+Tolve+dice+menzogne&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8132465 http://www.uaar.it/news/2008/12/13/youtube-censura-inchiesta-corsi-guarigione-clericali-per-gay/ http://www.gay.tv/ita/magazine/news/dettaglio.asp?i=4989
28/02/2007 - Antonio Soggia
Cara Stampa, l'omosessualità non è una malattia!


Gentile Direttore, Le scrivo in merito all’articolo pubblicato il 27 febbraio sul Vostro giornale in cronaca nazionale, a pag. 19, relativo ad un caso di presunta “guarigione” dall’omosessualità. Mi rattrista esprimerLe il rammarico mio e dell’associazione che rappresento per la visibilità data a teorie prive di alcun fondamento scientifico e dalla evidente portata discriminatoria, figlie dell’integralismo religioso che considera l’omosessualità una scelta perversa o, peggio, una patologia mentale.  

Sappiamo bene che dietro alle pretese di correttezza scientifica dei “guaritori” si nascondono gruppi di fanatici irriducibili, che si ostinano a non voler accettare il fatto che, come l’OMS ha ufficialmente sancito nel 1990, l’omosessualità è una “variante naturale del comportamento umano” al pari dell’eterosessualità. 
 
Proprio pochi giorni fa, come ha riportato la stessa Stampa in cronaca di Torino, al Liceo Curie di Grugliasco, l’Arcigay si è trovata a fronteggiare posizioni simili, espresse da un sacerdote nel corso di un dibattito organizzato all’interno di un’assemblea d’istituto. Non è a mio avviso sufficiente a chiarire la posizione del giornale il giudizio espresso dall’autrice del pezzo, che associa le teorie riportate alle “più bieche posizioni omofobiche”, né il fatto che l’articolo sia accompagnato da un’intervista a Franco Grillini. Le chiedo: di fronte a posizioni che, in nome di una presunta scientificità, affermassero la superiorità di una razza su un’altra, l’atteggiamento della testata sarebbe analogo?  

A simili teorie sarebbe data la stessa visibilità o il livello di stigmatizzazione sarebbe più marcato?
 

Se è vero, come è vero, che l’omofobia costituisce, al pari del razzismo, dell’antisemitismo e del sessismo, un’odiosa forma di discriminazione, allora ritengo che l’atteggiamento dei giornali dovrebbe essere più cauto quando ci si avventura su questo terreno, considerato l’insostituibile ruolo che agli organi d’informazione spetta nella promozione di una cultura del rispetto reciproco. Certo che questo appello sarà raccolto, Le porgo cordiali saluti.  


 Antonio Soggia Presidente del Comitato Provinciale Arcigay di Torino “Ottavio Mai”
    "Ero gay: i preti mi hanno guarito"

     Al «corso» letture sacre e preghiere di FLAVIA AMABILE ROMA Lo si può incontrare in una via di Milano, confuso tra la folla del sabato, a fare acquisti con la fidanzata, attento a non spendere troppo perché sta mettendo da parte i soldi per il matrimonio. Tranquillo, «normale» come dice di se stesso, virgolette comprese. Chi lo avesse conosciuto dieci anni fa potrebbe pensare di essersi sbagliato. Invece è proprio Luca Di Tolve, nella sua nuova vita.  

    «Quella - racconta - che mi sono conquistato dopo sei anni di terapia riparativa dell’omosessualità: tre rosari al giorno, gruppi di ascolto, studio della Bibbia e dei testi di Josè Maria Escrivà, il fondatore del'Opus Dei. Adesso, finalmente, sono guarito». «Guarito», dice, come se essere gay fosse una malattia, secondo le più bieche posizioni omofobiche. Eppure Luca era omosessuale, e non uno tranquillo. Piuttosto uno da montagne russe, capace di passare dalle eleganti suite newyorchesi al sesso rubato in una «darkroom», dall’ufficio dove dirigeva un team di persone a un parco di notte a consumare rapporti.  

    Il primo amore
       

    Gay lo è sempre stato, fin da bimbo. «Ricordo la mia infanzia a giocare con le bambole e con le amiche del palazzo volevo sempre fare la mamma», racconta. Già allora i genitori si erano separati, lui viveva in un monolocale a Milano con la mamma «troppo affettuosa, a volte soffocante ma anche tanto indaffarata nella lotta per la sopravvivenza». Andò a finire che in seconda media si innamorò perdutamente del suo compagno di banco «bello, perfetto, forte e dolce allo stesso tempo». Amore non corrisposto. E non solo: «Se ne accorse la prof, anzi, praticamente tutti».  

    Lo sospesero
    (---che cosa???? o.O--- ). «Rimasi a letto per giorni, gridavo il nome del mio compagno nel sonno. Lo psicologo disse che ero il classico bambino turbato per la separazione dei genitori e che un altro cambiamento sarebbe stato dannoso».

     Il sesso 

    Luca tornò in classe, riuscì anche a diventare amico del suo «bello». Ma 'amore quello no. «Rimaneva in me un vuoto che mai riuscii a colmare, i miei studi andarono a rotoli, abbandonai la scuola». Dopo un po’ arrivò il sesso, forse anche 'amore, con un ragazzo più grande. Il mondo omosessuale si aprì davanti a lui, «un mondo finalmente pieno di colori dopo tanta amarezza, sentivo di poter finalmente camminare da vincitore e non da sconfitto».  

    La prima vittoria? Arrivare a Canale 5. Batteva le mani, faceva apparizioni sporadiche, guadagnava quasi nulla ma intanto conosceva meglio 'ambiente.
     

    Il passo successivo fu entrare nel giro delle discoteche. Quando anche le discoteche iniziarono a stargli strette passò a occuparsi della sezione turismo del'Arci Gay. Organizzava viaggi per omosessuali. Gli piacque talmente che pensò di aver finalmente trovato la via giusta. Mise su u'agenzia sua, specializzazione i viaggi a tema, soprattutto negli Usa, ma anche feste ed eventi come il Gay Pride di Napoli. «Ero amato, invidiato, avevo soldi, casa in centro, bei vestiti, in tasca biglietti 'aereo per andare a fare shopping negli Usa quando volevo». Il massimo, insomma. O forse no.

    «L'Aids marciava trionfante, la vita di amici ventenni con i quali avevo diviso anni lieti, si spegneva miseramente». Anche lui finì nella morsa del'Hiv. Scomparve il suo lavoro, un sieropositivo non può sottoporsi a una girandola di viaggi e vaccinazioni. Si dissolsero le paillette, iniziò il periodo peggiore. «Tornai a casa di mia madre, ormai risposata, e fu il mio deserto».

    Ovvero, il momento delle darkroom, dei parchi, del sesso disperato, degli stupefacenti.
    «Poi ho scoperto il buddismo, e sono arrivate le canzoni. Ho vinto un concorso con testo dedicato a un Dio non ancora decifrato bene».

    La svolta
       

    La svolta avvenne per caso. Un giorno un amico omosex dimenticò a casa sua alcuni appunti di filosofia. Luca li sfogliò per curiosità e s’imbattè nelle teorie di Joseph Nicolosi. Spiega: «Al'inizio ebbi voglia di prendere a pugni questo signore e le sue idee. Però non riuscivo nemmeno a liberarmene. In fondo che co'era quel'andare in giro per parchi se non la conferma che anc'io ero vittima di pulsioni, di nevrosi di cui dovevo liberarmi? E perché non riuscivo a raggiungere la felicità con un ragazzo, uno dei tanti conosciuti in quegli anni? Perché nei maschi mi guardavo come in uno specchio, ma era della diversità di una donna che avevo bisogno». Abbandonò il buddismo, ritrovò il cristianesimo e scoprì per la prima volta l’identità di uomo (o.O). «Non dico che sia stato facile, devi saper rinunciare, fermare la caccia al sesso compulsivo che prima praticavo istintivamente». Ci sono voluti sei anni, qualche caduta qui e lì, molta volontà, anche - e un tempo gli sarebbe apparso impensabile - tante preghiere. (Un vero lavaggio del cervello... preghiere per "guarire", che cazzata!) «Tre rosari al giorno, i corsi del gruppo Chaire e quelli di Living Waters. Un anno fa ho conosciuto la mia fidanzata. Di me sa tutto e ha accettato di starmi accanto». Stanno mettendo da parte i soldi per sposarsi, conta di farcela nel giro di due anni.
http://www.arcigay.it/cara-stampa-l039omosessualit%C3%A0-non-%C3%A8-una-malattia

OMOFOBIA NON E' UN CONCETTO NEUTRO

Ieri 13 settembre 2009, 14.04.28 | Alessio Giandomenico Mameli 

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"Omofobia" non è un concetto neutro Ai membri di INIZIATIVE di/per GAY LESBICHE BISESSUALI TRANS FIRENZE PRATO PISTOIA SIENA Azione GayeLesbica 13 settembre alle ore 13.22

 Rispondi OMOFOBIA NON E' UN CONCETTO NEUTRO  

Una riflessione/contributo di Azione Gay e Lesbica Firenze Lesbiche, gay e trans osservano il mondo da una prospettiva obliqua, e in questo modo aggiungono al mondo stesso un punto di vista altro. Siamo imprevisti/e/* come chi arriva da lontano, come chi arriva dalla povertà. Qualcuno/a odia noi perché in noi si rispecchia e cerca di distruggere con noi il suo desiderio che ha sempre represso, negato, nascosto, magari celandosi dietro uniformi, abiti talari o monacali, maschere neonaziste. Qualcuno/a freddamente ci nega, ci cancella dalla scena pubblica, perché vuole ri/costruire una società patriarcale e familista i cui pesi ricadano sulle donne prigioniere dei ruoli della tradizione; questo/a qualcuno/a e vede nei gay, nelle lesbiche e nelle persone trans ostacoli al suo progetto reazionario. Qualcuno/a ci usa come capro espiatorio, come facile bersaglio perché una società impoverita, priva di diritti, ridotta a plebe cieca, possa sfogare la propria rabbia e le proprie frustrazioni. E’ già successo, settanta anni fa, e il gioco si sta ripetendo; di nuovo ci troviamo in compagnia di minoranze, immigrate/i, diverse/i a vario titolo.

Qualcuno/a finge di prevederci, ma pretende che assomigliamo alla sua idea di noi e ci chiede di rinnegare dei pezzi di noi, in nome del quieto vivere e del decoro. Qualcuno/a/* di noi finge di non essere imprevisto/a/*, cerca di passare inosservato/a/o, di scivolare con eleganza sulla scena senza turbare, senza spostare la polvere. Qualcuno/a/* di noi cerca di vincere la paura mettendosi dalla parte degli aggressori, stabilendo gerarchie interne fra chi è più rispettabile e chi lo è meno, cercando attivamente di smarcarsi da altre vittime dell’odio. Qualcuno/a/* di noi non si meraviglia della violenza omofobica, ha fatto della paura un’abitudine. Qualcuno/a/* di noi si meraviglia della violenza omofobica, la vede come un prodigio cattivo senza cause riconoscibili, non legge la connessione fra le Svastichelle e la banalizzazione del neofascismo, fra l’estrema destra italiana e le croci celtiche nascoste dietro la rispettabilità delle cravatte. Qualcuno/a/* per darsi un ruolo fa spettacolo, fa la pagliaccia di lusso, il clown di regime, la trasgressione da fine settimana e rinnega la sua favolosità per un biglietto di seconda classe sul Titanic. Siamo tutte/i/* sul Titanic, la nostra società è il Titanic e la nostra società è anche l’iceberg contro cui il Titanic si schianterà. Lesbiche, gay e trans dall’Europa, dalle liberate città del possibile osservando un’Italia senza orgoglio civile, senza solidarietà sociale, senza difesa della laicità, senza memoria della sua storia resistente capiscono che in questo paese sfibrato lesbiche, gay e trans nel migliore dei casi saranno imprevisti/e/* e ignorati/e/*, nel peggiore aggrediti/e/* e cancellati/e/*. Lesbiche, gay e trans dall’Italia osservano i gommoni dell’immigrazione, sanno in cuor loro che chi odia quegli uomini e quelle donne imprevisti/e prima o poi se la prenderà con gli imprevisti/e della sua “etnia”. È già successo: i triangoli rosa di Auschwitz accanto alle stelle gialle ebraiche, ai triangoli neri asociali, ai triangoli scuri zingari. C’è chi lo rimuove, fra noi, c’è chi fa finta di niente, ma in cuor nostro tutti e tutte lo sappiamo. Qua o ci salviamo tutti/e/* o non si salva nessuno-nessuna-nessun* Noi lesbiche, gay e trans sappiamo anche che i fondamentalismi e i clericalismi sono distruttivi: cambiano i nomi degli dèi, cambiano i paramenti dei sacerdoti, ma resta costante l’odio per chi è imprevisto/a/*. Contro lesbiche, gay e trans si cimentano improbabili alleanze, fra cattolicesimo e islamismo, fra stalinismo e ortodossia, fra neonazismo e pseudo psicanalisi. L’alleanza però che ci ferisce di più è quella fra la paura lgbt e l’opportunismo del potere. Eppure noi ci siamo, continuiamo a vivere e a cercare la felicità, come tutti/e/*, come chi scappa e come chi arriva.

 

Diego Serra, stronzo omofobico. Esempio di omofobia verbale: non accetto la tua amicizia su facebook perchè sei gay...

Oggi 14 settembre 2009, 7 ore fa | Alessio Giandomenico MameliVai all'articolo completo
Esempio di omofobia verbale: non accetto la tua amicizia su facebook perchè sei gay ed io ti piaccio 

RISPOSTA AMICIZIA Tra: Te e ***  ****
****  *****  14 settembre alle ore 12.40  

 Alessio Giandomenico Mameli, socialista rawlsiano, dalle info deduco omosessuale, ateo scientificamente convinto ma con beneficio della prova contraria sempre bene accetta, appassionato di gospel e soul quindi ne deduco anche del blues afroamericano alla Robert Johnson o di film quali Crossroads con Steve Vai e Ry Cooder, sopratutto Ry Cooder, perchè mi mandi l'amicizia? Fa numero per i tuoi oltre 1800 amici?
Alessio Giandomenico Mameli 14 settembre alle ore 12.43  

Se devo dire la verità, l'ho fatto per un motivo superficiale: per la maestosità della tua schiena... :D e la curioistà di vedere la tua faccia, il tuo petto, ecc Se poi nascerà qualcosa, un'amicizia magari :) ben ci venga... Suppongo che tu sia eterosessuale (non ho ancora visto il tuo profilo che non è pubblico) ma non importa... Non cerco sesso con chi non proverebbe piacere a farlo con me... Il mio contatto di msn è yemilgo@hotmail.it  

Ciao!
Alessio Giandomenico Mameli 14 settembre alle ore 12.45  

Si.... Robert Johnson è interessante... :) sia pure ormai datato... Si vede proprio che il Rock 'n' Roll è una derivazione del Blues...
****  *****  14 settembre alle ore 12.49  

Sono eterosessuale, non per convinzioni astratte o paura dell'omosessualità ma per un qualcosa di assolutamente concreto: sono innamorato di una ragazza per la quale darei la vita, frase che rivolgerei a tutti i detrattori dei gay nel momento in cui non conoscono il concetto di amore eterosessuale quando disprezzano la Vita, quando disprezzano le donne che dicono di amare, quando disprezzano L'Amore come sentimento puro. Ma a prescindere da questo, io non cerco sesso, non lo cerco in rete, non lo cerco nemmeno nella vita reale, nè mi interessa usare la rete per condividere il mio aspetto fisico, quanto invece interessi e passioni "umane".

Non posso pertanto accettarti "l'amicizia facebook" proprio per questo motivo.
Perchè io condivido anche con gli sconosciuti idee, interessi, non sono disposto invece a condividere pulsioni o quant'altro non abbia un fondamento che va oltre il materiale. Ti saluto. Diego
Alessio Giandomenico Mameli 14 settembre alle ore 13.13 Ma dove ho scritto che io cerchi solo sesso???
Alessio Giandomenico Mameli 14 settembre alle ore 13.14 E comunque a me interessa condividere anche idee e interessi...
Alessio Giandomenico Mameli 14 settembre alle ore 12.47 Forse però la foto non è tua... :( chi è quello che sta nel bordo sinistro della foto? Sembra un'immagine presa da un film...
*****  ***** 14 settembre alle ore 12.51  P.S. la foto è mia non è uno scatto ma uno screenshot preso da un video di combattimento con il mio compagno di boxe durante un allenamento estremo. Saluti
Alessio Giandomenico Mameli 14 settembre alle ore 13.15
Uff... ma che male ci sarebbe stato se avessi reso il profilo pubblico? e comunque sembri anche una persona istruita e intelligente... Vorrei conoscerti.
****  ***** 14 settembre alle ore 13.19 Segnala
Mi dispiace ti pregherei di non insistere, io non sono interessato. Buona Giornata

Notiziegay.com Breaking News 14 settembre.

Oggi 14 settembre 2009, 6 ore fa | Alessio Giandomenico MameliVai all'articolo completo
Ai membri di Notizie Gay Breaking News Nuovo Notiziegay 14 settembre alle ore 14.29 Rispondi Tante storie tra omofobia denunce e discriminazioni. Questo non è un paese per gay. [http://www.notiziegay.com/?p=35035] Dai cuochi agli avvocati, dagli operai agli ingegneri, si moltiplicano i casi di omosessuali discriminati sul lavoro. Un mondo di uomini e donne obbligato a nascondere i propri orientamenti sessuali ...
 
.......... Di cosa ti fai? Droghe, fumo e alcool dietro il matrimonio omosessuale. E ovviamente il sesso. [http://www.notiziegay.com/?p=34965] Gay Census, agenzia di indagine statistica esperta nel mondo omosessuale, ha deciso di interrogare il proprio pubblico LGBT mettendo “sotto la lente del microscopio droghe, sigarette e alcool” nella più ... ..........

Il mago gay che indovinò i numeri del Lotto. Il web indaga il suo segreto.
[http://www.notiziegay.com/?p=34997] Non è Solange, Branko o qualche altra cartomante di una rete regionale minore, ma il mago di oggi è Derren Brown, famoso illusionista britannico che l’anno scorso è venuto allo scoperto rivelandosi omosessuale ... ..........

A Single Man. Tutto pronto per il debutto nelle sale. Ecco il trailer.
[http://www.notiziegay.com/?p=35041] Dopo aver vinto il Queer Lion con il suo primo film debuttando a Venezia, Tom Ford si prepara ad affrontare il giudizio del pubblico delle grandi sale. Forte del premio ... ..........

Quando vegetariano è sexy. Owain Yeoman è il nuovo testimonial della PETA.
[http://www.notiziegay.com/?p=34999] Mentre in Italia è da poco sbarcato il telefilm che lo vede tra i protagonisti, Owain Yeoman negli Stati Uniti è un attore affermato. Settimanalmente su Italia 1 potrete vedere il bell’inglese nei panni di Wayne Rigsby in The Mentalist, nuova produzione ... ..........

Imma Battaglia nell'occhio del ciclone. Sulla graticola e contestata a tutto campo.
E così dopo il Presidente dell'Arcigay romana Fabrizio Marrazzo, nell'Urbe ad essere contestata ora tocca ad Imma Battaglia, la "pasionaria", a dire la verità ormai un pò 'sui generis' del movimento Lgbtq capitolino ... ... http://www.notiziegay.com
 



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 14/9/2009 alle 20:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
2 settembre 2009
Email inviata alla Mondo Libri per avvisare che rescinderemo il contratto. NON associatevi a Mondo Libri: sono delle sanguisughe
Rescinderemo il contratto per sempre.
Non ci conviene essere associati a Mondo Libri. Considerazioni sulla Mora appioppataci.





Mercoledì 2 settembre 2009, 10:47
Da: "Alessio Mameli" alessio_mameli@yahoo.it 
V
isualizza dettagli contattoA: ufficiolegale.mli@mondolibri.it , euroclub@mondolibri.it



Sono il fratello di Cristian Mameli, a cui è stata recapitata una lettera di mora per un libro che non abbiamo potuto pagare a tempo.

La settimana scorsa sono andato alla Mondo Libri di Cagliari, in via Roma 263,in cui, per via di una transitoria relativa abbondanza di denaro (ho ricevuto una piccola eredità) ho potuto acquistare alcuni libri... Nella fattispecie ho scelto :


"La forza del Destino" , un libro sulla storia d'Italia dal 1796 ad oggi scritto da Duggan
"Inchiesta sul Cristianesimo", di Aiugias e Raciti
"L'inizio di tutte le cose" di Hans Küng

Non mi sono curato dell'avviso fattomi dalla commessa, che uno dei libri non era ancora stato pagato (si tratta di "Ultima sentenza", di John Grisham) perchè pensavo che l'avesse già pagato a suo tempo mio fratello tramite bollettino...

Il punto è che quel libro ci è arrivato senza che noi l'avessimo richiesto, ma poi non lo abbiamo restituito, anche se avremmo dovuto farlo, dato che non ci pare giusto buttare soldi per un libro come quello, che può essere stampato in brossura e venduto a meno di 10 €.

L'ultima volta ho speso quasi 60€ e non me ne pento perchè ho comprato libri di pregio.

In ogni caso è intento mio e di mio fratello di liberarci di questa spada di damocle. Follia ottenebrò la mente di mio fratello quando pensò che convenisse associarsi alla Mondo Libri.

A ottobre riceverò altri soldi (si tratta della seconda parte dell'eredità) e quindi potrò comprare gli altri 5 libri mancanti.
POI estingueremo il contratto, PER SEMPRE.


L'interesse di mora per il libro "Ultima sentenza" è usurario: per un libro che costava 18,80 € ne dobbiamo pagare 34,29, con un aggravio di 15,49 €; è come se per un prestito di 100€ si chiedessero indietro 180€. Senza contare che non so bene quali siano le "spese sostenute" che ritenete di avere subito.

Mi chiedo poi perchè mai nell'arco dell'anno non possa comprare, quando posso e quando lo ritenga opportuno, i libri che preferisco: che importanza ha che compra un libro al mese o due libri ogni due mesi o 3 ogni tre??? l'importante è che compra almeno 10 libri ogni due anni, no??

La Mondo Libri comunque non fa per noi.
Tanta gente si è pentita amaramente di aver preso un impegno economico che poi si è rivelato troppo oneroso.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

http://www.delymyth.net/node/4454


Domanda risolta
Altra domanda »


Come posso disdire Euroclub (MondoLibri)?
3 anni fa
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by masculin...
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Manda un lettere con ricevuta di ritorno in cui scrivi che vuoi cessare l'abbonamento con loro, io l'ho fatto e adesso non sono più costretto a comperare i loro articoli


Fonti:
http://www.ultime-notizie.eu/





http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070123042056AAKUzsu 

Mondolibri, Euroclub e tanti altri nomi per una truffa?
Posted on 15 Dicembre 2007 by superbisco





Cordiali saluti


Alessio Mameli


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


A seguire alcuni altri link sui commenti di utenti insoddisfanti e infelici.

http://www.ciao.it/Euroclub_it__Opinione_817317

Un ragazzo, dopo una breve intervista, mi ha convinto ad iscrivermi ad Euroclub allettandomi con sconti sui titoli più importanti… solo dopo mi sono accorto della fregatura…


L'ISCRIZIONE


Ma come ha fatto? Come sono stato fregato???

Dopo aver parlato con altre persone mi sono reso conto che la tecnica utilizzata dai promoter di Euroclub è sempre la stessa…

Un giovane, tra i 25 ed i 30 anni, ti ferma e ti pone la fatidica domanda…
Posso farle un'intervista che riguarda libri e dvd???
Se si accetta viene fatta una breve intervista sulle proprie abitudini in fatto di libri.
Alla fine delle domande ti chiede di seguirlo, dicendoti che visto che ti interessano i libri ha un'offerta interessante… e ti porta in un negozio Mondolibri
Arrivati nel negozio il ragazzo ti spiega come funziona Mondolibri, ti mostra le offerte (ottimi testi fortemente scontati) e ti conquista con la fatidica frase: "sicuramente lei acquisterà almeno un libro ogni stagione………"
Fin qui tutto ok, perché ti spiegano abbastanza bene tutti i pregi.
Ma ma….
Non è tutto oro quel che luccica ...

[...]

DIFETTI DI EUROCLUB

Quello che però non ti chiariscono bene è che:

- per avere sconti seri devi rimanere iscritto più di 2 anni
- la sottoscrizione dura 24 mesi, e credo che si rinnovi tacitamente se non si disdice almeno 3 mesi prima
- vendono solo libri con copertina rigida, quindi con costi molto superiori rispetto alle edizioni pocket
- i libri si possono trovare agli stessi prezzi, o a costi inferiori, anche nei centri commerciali
- se ordini tramite telefono, internet o fax devi pagare le spese di spedizione, spesso annullando gli sconti
- i libri sono disponibili solo dopo alcuni mesi dalla prima pubblicazioni, quindi non ci sono le novità
- molti cd e dvd non sono assolutamente convenienti… e la loro selezione è limitata
- spesso non si trova nessun libro interessante, ma l'acquito trimestrale lo si deve fare...

----------------------------------------------



http://www.ciao.it/Euroclub_it__Opinione_282059

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090522100822AAzfKlR

Chi come me è stata truffata da Euroclub/Mondolibri?

la ragazza non aveva parlato di acquistare con OBBLIGO ogni mese!!!! sembrava così gentile, disposta a farmi un contratto sincero... e infatti gli svantaggi sono scritti in piccolo!!!

3 mesi fa
Dettagli aggiuntivi
grazie del consiglio claudia!
3 mesi fa

Wow quanta gente! In effetti se voi scrivete euroclub/mondolibri su google vi vengono fuori una serie di link che parlano tutti di truffa! grazie per i consigli ragazzi!!! :)




http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&ei=WCieStnpA4OSsAbe5OG3AQ&sa=X&oi=spell&resnum=0&ct=result&cd=1&q=mondolibri,+euroclub&spell=1



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 2/9/2009 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
25 maggio 2009
Ancora strali di Pietro Serra sul suo sito "Gioventù Cristiana" contro il movimento omosessuale sardo.
 
Nel portale di Gioventù Cristiana l'invito a strappare le locandine del movimento omosessuale sardo

Velo immaginate come sarebbe l'Italia se questi invasati cattolici fondamentalisti prendessero il potere di fare le leggi per tutti, per imporci i loro precetti morali e religiosi, senza dover cedere a compromessi con la componente aconfessionale del Paese?

Ma come facciano a dire che noi omosessuali siamo un pericolo proprio non lo capisco! se anche ci venisse riconosciuto il dritto di esistere senza temere per la nostra sicurezza e incolumità, senza dover nascondere la nostra sessualità e senza dovere vivere clandestinamente la nostra relazione col nostro compagno (o compagna per le lesbiche) e magari di avere la possibilità di suggellarla con il matrimonio civile (o unione civile che dir si volesse), questo fatto non indurrebbe nessuno che non sia già omosessuale a diventare omosessuale anch'esso.

L'omosessualità fa parte della natura e non è una devianza, ma un orientamento sessuale come l'eterosessualità e
come la bisessualità e l'asessualità
.







Eccovi una sfilza di link in tema:
:)

http://www.google.com/search?q=orientamento+sessuale&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft%3A*%3AIE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&q=orientamento+sessuale+naturale&lr=

http://operazioneverita.splinder.com/tag/orientamento+sessuale

http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft%3A*%3AIE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&q=asessualit%C3%A0&lr=

http://www.google.com/search?q=bisessualit%C3%A0&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://www.google.com/search?q=eterosessualit%C3%A0&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&ei=iQgbSoyuDImwsAbLrfCQAg&sa=X&oi=spell&resnum=1&ct=result&cd=1&q=omosessualit%C3%A0&spell=1

http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft%3A*%3AIE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&q=omosessualit%C3%A0+tra+gli+animali&lr=

http://www.google.com/search?hl=it&rls=com.microsoft%3A*%3AIE-SearchBox&rlz=1I7ADBS_it&q=omosessualit%C3%A0+e+natura+umana&lr=

http://209.85.129.132/search?q=cache:VpXOGU7jeisJ:la-mela.org/%3Fp%3D56+omosessualit%C3%A0+e+natura+umana&cd=4&hl=it&ct=clnk

http://www.google.com/search?q=omosessualit%C3%A0+malattia%3F&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/scienza_e_tecnologia/pinguini/pinguini/pinguini.html



Gioventù Cristiana contro
la manifestazione sull'Omofobia
di sabato 30 maggio
a Sassari.  Il caso.



Guerra aperta contro i gay
in un sito di giovani cattolici


Stamattina alle11.030 di fronte all'ingresso della facoltà di Lettere e Filosofia in via Zanfarino, è in programma la presentazione della manifestazione del Mos contro l'omofobia che si svolgerà sabato prossimo. Ma sul web lacampagna denigratoria

L'intolleranza parte da Internet e arriva in Procura. La caccia alle streghe di un sedicente gruppo di giovani cristiani che si è scagliato contro il Mos, invitando «i cattolici a strappare le locandine del Movimento Omosessuale Sardo laddove non siano appese negli spazi appositi» è finita in una denuncia per molestie presentata sabato mattina al terzo piano del palazzo di Giustizia di via Roma.
Gli appartenenti al sito sono stati denunciati per molestie dopo aver intasato le caselle di posta dei giornali sardi



NELLA QUERELA contro gli iscritti al gruppo "Gioventù Cristiana" alcuni giornalisti hanno segnalato alla magistratura che negli ultimi giorni un gruppo di persone facenti capo al sito Internet di ispirazione cattolica aveva deciso di "protestare" per la mancata pubblicazione di un comunicato dai contenuti razzisti, tempestando di mail le caselle si posta del giornale. "

L'azione di protesta contro i quotidiani sardi", dichiarata il 21 maggio scorso nell'home page del sito "
http://www.gioventucristiana.org" che invitava a mandare un comunicato delirante agli indirizzi di posta elettronica dei giornali, ha ottenuto per ora - come unico risultato - una denuncia alla Procura della Repubblica. Nel documento, inviato una decina di volte in due giorni alla mail del giornale, si legge che «il movimento giovanile cattolico Gioventù Cristiana si oppone sdegnato alla grave decisione di concedere al Movimento Omosessuale Sardo l’autorizzazione per manifestare in favore della pratica omosessuale. In un periodo in cui la famiglia naturale è messa sempre più sotto attacco con famiglie separate e divorziate - si legge ancora nel comunicato - ci chiediamo se sia effettivamente il caso di effettuare manifestazioni di questo tipo».

Le mail inviate alla casella di posta del giornale verranno ora passate al setaccio dagli agenti polizia postale per risalire agli autori. Stamattina alle 11.30 intanto, di fronte all'ingresso della facoltà di Lettere e Filosofia in via Zanfarino, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione contro l'omofobia, il razzismo e tutte le discriminazioni, per il diritto all'autodeterminazione sul corpo e nelle scelte di vita "Liberi tutti, libere tutte" in programma sabato 30 maggio in città.

«La scelta del luogo - si legge in un comunicato del movimento omosessuale sardo - è stata fatta in riferimento alla scritta "Frosci al rogo", apparsa una decina di anni fa e mai cancellata nè dall'Università nè dal Comune, esempio duraturo di omofobia e incitamento alla violenza contro le persone omosessuali.
Durante la conferenza stampa alcuni artisti dell'Accademia di Belle Arti provvederanno a coprire la scritta con disegni e colori allegri e positivi. Alla conferenza stampa prenderanno parte esponenti dei gruppi che aderiscono alla manifestazione. L'incontro - si legge ancora nel comunicato - sarà anche l'occasione per l'illustrazione della mozione contro l'omofobia che il Mos ha inviato a tutte le amministrazioni sarde. Quella del 30 maggio -
si legge ancora nel comunicato - sarà una manifestazione contro l'attacco ai diritti fondamentali di donne e uomini:
dal testamento biologico alla legge 40, dal pacchetto sicurezza alla Bossi-Fini, dall'omofobia ai Pacs. Diritti di cittadinanza per tutte e tutti come punto di partenza per una reale lotta a tutti i razzismi, alla violenza e all'odio sociale»
.



Luca Fiori


luca.fiori@epolis.sm
(Il Sardegna ed. di Sassari 25-05-09)
postato da: stefanoincani alle ore 14:01 |<--> link | commenti (1)
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Commenti

#1 25 Maggio 2009 - 15:28

A differenza di Stefano, io ho molte parole da dire a costoro, ma non le faccio sapere a tutti perché non sarebbe piacevole.
Ho invece una buona notizia da dare diffusamente; come sapete, nei giorni scorsi una nave della moby, ha portato a Barcellona una statua raffigurante la madonna di bonaria. Una volta sbarcati si sono tristemente (come sempre) organizzati in processione, per portare la statua alla chiesa di destinazione. Usciti dal porto però, sono arrivati i vigili urbani della capitale catalana che li hanno bloccati, informandoli che se volevano continuare quella manifestazione dovevano pagare l'occupazione del suolo pubblico. Così dopo la prima sorpresa il giusto è stato pagato e il pio corteo ha continuato, con la statua davanti e il sindaco floris, il presidente milia e monsignor mani appresso.





Tratto da:

http://uaarcagliari.splinder.com/post/20617434/Giovent%C3%B9+Cristiana+contro+la+



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 25/5/2009 alle 23:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 maggio 2009
Il partito che mi rappresenta di più: partito radicale. Considerazioni sul sistema politico italiano.

Alessio Giandomenico Mameli

In realtà non è proprio così... però almeno è vero che non c'è
alcun partito che mi rappresenti... Ce n'era uno, la Rosa nel Pugno,
ma ormai è morto... I Radicali sono affogati dentro il PD e il socialisti
di Boselli non sono votabili, se non altro perchè sarebbe un voto sprecato. D'altro canto votare il PD o il Pdl ormai è la stessa cosa,
visto che in entrambi i partiti i cattolici sono maggioranza e accanto
ad essi ci sono ex comunisti, ex socialisti, ex fascisti, ex democristiani...

Io vorrei un partito socialista liberale sul modello del Partido
Socialista Obrero Español di Zapatero! Vorrei cioè un partito
che rafforzi il ruolo dello stato nella società, un ruolo arbitrale,
volto a non permettere alla maggioranza di opprimere l
e minoranze, che devono invece essere tutelate dallo Stato stesso.

Gianfranco Fini ha detto una frase su cui sono pienamente d'accordo: "Lo stato deve emanare leggi NON improntate
a precetti religiosi" ; non ha detto che lo Stato non deve...
e che quindi possa, ma che lo stato NON può avere leggi confessionali!!! perchè la laicità dello stato proprio questo è!
le leggi non le si fa per imporre dottrine morali, fossero anche promosse dall'opinione maggioritaria in parlamento!

Le leggi lo Stato le deve fare solo per garantire sicurezza individuale, coesione sociale e libertà individuale, non per imporre la salvaguardia degli embrioni contro gli interessi della stessa prole ad essere
sana, o semplicemente ad esistere, e non per impedire alle coppie omosessuali di sposarsi o di adottare bambini....

Io non sono affatto comunista dato che non auspico la proprietà
statale dei mezzi di produzione. Però non sono neppure un turbocapitalista... Apprezzo i radicali anche se quelli della vecchia scuola mi piacciono di più: ammiro Ernesto Rossi, Eugenio
Colorni, Gaetano Salvemini.

http://www.google.com/search?q=partito+radicale&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it



Sei sicuramente un gran comunista, per te la forza della società è chi lavora duramente. Trovi che il sistema capitalista sia un ingiustizia. Purtroppo però in italia nessun partito ti rappresenta. Probabilmente sei un nostalgico che rivuole il vecchio PCI..
Walter Ecca
 Walter Ecca
..apprezzo tanto la riflessione di politica di Alessio..
Walter Ecca
 Walter Ecca
..ma quando mai verrà uno Zapatero italiano???...molto difficile in questo mare di mediocrità...
Alessio Giandomenico Mameli
 Alessio Giandomenico Mameli
In realtà Eugenio Colorni era socialista... comunque era in stretta collaborazione con Ernesto Rossi e Altiero Spinelli che erano anche loro socialisti ma militavano o simpatizzavano per il partito radicale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Altiero_Spinelli

http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Rossi

http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Colorni

http://www.google.com/search?q=manifesto+di+ventotene&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://www.mfe.it

http://www.google.com/search?q=gaetano+salvemini%2C+radicale&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Salvemini

Forse a queste persone occorrerà aggiungere un certo Alessio Giandomenico Mameli: riuscirò mai a cambiare il sistema politico italiano in modo che lo Stato diventi laico e non debbba sottostare ai propositi teocratici dei vari Bobba, Buttiglione, Binetti, Rutelli, Volontè, Giovanardi, ecc. ?
Alessio Giandomenico Mameli
 Alessio Giandomenico Mameli
E se fossi io lo Zapatero italiano?? il problema è che io non mi farei scrupoli se sapessi di non avere ostacoli, di non essere perseguibile, passerei all'unico modo che avrei per essere sicuro di imporre la laicità: sterminare i cattolici conservatori.

Ma non sarebbe opportuno! ciò che è utile, invece, è che i cittadini non votino sulla base di promesse di breve termine, ma che votino un progetto di durata quantomeno decennale per riformare lo stato in senso federale, abolire le province e le prefetture, riformare il sistema fiscale, debellare l'evasione fiscale, distruggere la mafia (fosse anche mandando l'esercito in una sorta di guerra civile, chi se ne frega basta che la mafia venga estirpata!) , e in ultimo, ma non meno importante, porre fine alla potenza economica della Chiesa nella società: ma che senso ha che la Chiesa abbia il 22% degli immobili italiani??

http://www.letterealdirettore.it/il-vaticano-possiede-il-20-dei-beni-immobili-italiani/... Visualizza altro

(continua...)
Alessio Giandomenico Mameli
 Alessio Giandomenico Mameli
http://www.rassegna.it/articoli/2009/05/21/47380/confindustria-marcegaglia-stroncare-forme-di-collusione-mafiosa

Stroncare ogni forma di collusione con la mafia. Il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia torna, nel corso del suo intervento all'Assemblea annuale, sul tema della legalita' ribadendo l'impegno di tutto il mondo imprenditoriale ... Visualizza altronella lotta per la difesa della legalita'. "Ribadisco la volonta' di Confindustria - ha detto - di stroncare ogni forma di contiguita' tra le imprese e le organizzazioni mafiose. Le mafie - ha ricordato -controllano vaste aree del paese e le inchiodano all'arretratezza.

Si genera cosi' un circolo vizioso: il sottosviluppo alimenta la criminalita' e questa crea un'economia parallela che offre impiego a vasti strati della popolazione, conquistandone la complicita'". Per la Marcegaglia, "occorre spezzare questo cerchio infernale. Lo Stato deve riprendere il pieno controllo di tutto il territorio del paese". [...]
Alessio Giandomenico Mameli
 Alessio Giandomenico Mameli
http://www.google.com/search?q=stato+e+laicit%C3%A0&rls=com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7ADBS_it

http://www.uaar.it/laicita/

http://www.youtube.com/watch?v=8QRUazIaHWA

Il primo vero video di denuncia sul fenomeno del Confessionalismo e del pericolo che rappresenta per la sopravvivenza dello stato laico e della democrazia in Italia.
La scelta della colonna sonora tratta dal film GOMORRA non è involontaria, in quanto il pericolo del fenomeno confessionalista è paragonabile (se non superiore) a quello delle grandi organizzazioni criminali. L'uso di tale sfondo musicale è stato adottato in base alle prescrizioni dell'art. 70 della legge n° 633 del 22 aprile 1942 poiché è finalizzato alla diffusione e alla conoscenza pubblica di una questione sociale della massima importanza.


Moshe Leib Tabor
 Moshe Leib Tabor
Alessio.....condivido tutto. Siamo in affondati nelle sabbie mobili di merda.
Io pure ho creduto nelal Rosa ma penso che siamo stati in 2 a sto punto. Che si fa???

Ma non esiste un grupp odi persone con voglia di sfondare quel muro di merda? Possibile che il parlamento europeo non riesca ad imporre nulla a questo stato della pasta barilla.
... Visualizza altro
Come ha detto giustamente Scalfari, siamo ormai in una DEMOCRAZIA AUTORITARIA......
Alessio Giandomenico Mameli
 Alessio Giandomenico Mameli
...altrimenti detta "democratura": ... Visualizza altroè una finta democrazia, nella quale, in pratica, chi viene eletto, per questo solo fatto, si sente di avere carta bianca e di poter imporre, con voto maggioritario anche di un solo voto in più, quel che vuole.

Se i cattolici fondamentalisti prendessero il potere senza doverlo condividere con ex socialisti, ex piduisti, ex comunisti, cattolici liberali (tutte personalità esistenti anche come nel Pdl, che è solo un ammasso di gente che segue un capo carismatico: Silvio Berlusconi) , essi avrebbero buon gioco di imporre a tutti la legge religiosa: si avrebbe quindi l'abolizione della legge 194 sull'aborto, l'abolizione del divorzio, il ritorno delle donne a una posizione subordinata a quella del marito, il ritorno alla legislazione familiare ante 1975 (con la distinzione tra figli legittimi e figli naturali), il carcere o la pena di morte per gli omosessuali, ecc ecc... Un inferno!! :(
Alessio Giandomenico Mameli
 Alessio Giandomenico Mameli
Proviamo a immaginare se in Italia ci fosse una maggioranza musulmana e questa governasse il paese imponendo la Shari'a; qualcuno mi spiega che differenza ci sarebbe con la situazione auspicata da Ratzinger, di controllo della legislazione italiana da parte del Vaticano tramite il parlamentari cattolici, in quanto essi dovrebbero essere, secondo ... Visualizza altrolui, ligi nel recepire il magistero e nell'applicarlo anche nel momento in cui debbano votare leggi che, in quanto tali, sono valide erga omnes?

La Laicità NON è la sfida alla pari tra opinioni diverse, sfida in cui vincerebbe quella maggioritaria anche quando fosse sbagliata! la laicità è l'INDIPENDENZA degli individui da parte di ideologie illiberali, comprese le religioni.

Uno stato come la Cina non è laico dato che vige, ancora, la dittatura comunista; ma anche l'Italia non è davvero laica, visto che basta che in parlamento la maggioranza sia cattolica e conservatrice, per emanare leggi inutili e dannose come la 40/2004...



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17 maggio 2009
Notizie Gay del 16 e 17 Maggio 2009
 

Notizie gay Breaking News.

 
Col Gaypride di Torino è nata la ‘velina gay?’. Su La Stampa e Repubblica lo stesso articolo.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28916]
Abbiamo stentato a crederci, abbiamo letto e riletto gli articoli almeno tre o quattro volte. Alle 22.41 La Stampa e l’edizione torinese de La Repubblica hanno pubblicato lo stesso articolo, ovvero scritto dalla ...
..........

A morte col triangolo rosa, così le SS uccidevano i gay.
[
http://cultura.cronacacity.com/?p=450]
L´apertura degli archivi svela la portata della persecuzione Nei lager nazisti furono internati circa 15mila “deviati sessuali”. “C´era una gerarchia anche nei campi tra più forti e più deboli: non c´è ...
..........

Festival di Cannes. Etero porno gay? ‘Humpday’.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28948]
Tutto è stato osato nel porno. Se ci fosse un concorso per un film porno artistico casalingo, cosa proporre? Proposta di Humpday (che sarebbe il festival in questione e il termine per indicare il giorno più ...
..........

Genovapride. Il primo flop sono i i bambini. Solo quattro al laboratorio per le fiabe gay.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28913]
Una regina sola in un castello che fugge per noia, finisce su un’isola con tante ballerine e s’innamora della sorella della moglie del mago; mentre il mago si invaghisce del suo aiutante. È la trama della ...
..........

Bergamo alta. La scritta: “Gas ai gay e ai trans”. Cancellata dalla “verde” Turolla.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28928]
Una studentessa universitaria segnala preoccupata a Bergamonews una pesante scritta contro i transessuali e gli omosessuali e Carla Turolla Turati, già coordinatrice nazionale Arci Trans e candidata ...
..........

Unioni di fatto, aumentano le convivenze aspettando una legge.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28931]
Forse già nel 2015 in Italia le convivenze supereranno i matrimoni. Questo perchè, secondo un’indagine Istat, sceglie di vivere insieme al partner senza formalità una donna su tre tra quelle nate alla fine ...
..........

Sesso di gruppo, il vizio dei rugbysti australiani.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28935]
Un programma televisivo ha messo in luce alcuni episodi al limite dello stupro che hanno coinvolto diversi rugbysti australiani. Un fenomeno, a quanto pare, piuttosto diffuso e che si sta cercando di debellare ...
..........

Fatti e misfatti. Un anno di governo Berlusconi.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28941]
Che cosa ha fatto o non ha fatto il Governo Berlusconi nel suo primo anno di vita? Lo illustrano un articolo di presentazione e 18 schede, ciascuna dedicata a una materia, in cui abbiamo cercato di mettere ...
..........

Il concerto del Gay Pride è pericoloso ma si fa lo stesso.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28955]
Il concerto del Gay Pride è pericoloso. Lo scrivono i vigili, lo segnala il presidente del Municipio Centro Est Aldo Siri. Ma stasera il Comune fa spallucce e lascia fare. In piazza Faralli, alle 21, la band reggae salirà ...
..........

Cinema. Film su incesto gay ed è scandalo in Brasile.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28945]
Arriverà nelle sale ad agosto “Do Começo ao fim”, struggente storia d’amore firmata dal regista brasiliano Aluizio Abranches. La particolarità è che la storia d’amore è tra due uomini, ma non solo perché i due ...
...........

Patacche e… pataccati. ‘Pegaso d’oro’ a Simona Ventura, amica dei gay.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28963]
Simona Ventura è il primo personaggio italiano a ricevere il Pegaso d’oro, un riconoscimento ideato dall’Arcigay per insignire personalità del mondo dello spettacolo: che con dichiarazioni, prese di ...
...........

Torino. Un pride sottotono e ingorgo di manifestazioni
[
http://www.notiziegay.com/?p=28894]
In migliaia (tremila secondo la questura) le persone che si sono date appuntamento in piazza Solferino per il Gay pride torinese per sfilare poi verso le strade del centro. "Italia vs ...
...........

Gay Pride: scontri a Mosca con la polizia. I video.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28858]
Venti attivisti in manette. I manifestanti approfittano della risonanza del festival canoro Eurovision. Scontri a Mosca per il Gay Pride. La polizia russa ha disperso con la forza un gruppo di ...
..........

Omofobia, giornata mondiale : intervento dal Consiglio d’Europa.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28874]
"Tutti sanno che gli omosessuali sono stati arrestati e inviati in campi di concentramento dai nazisti, ma è meno noto che dopo essere stati liberati dai campi di sterminio, molti ...
...........

A Singapore in duemila e cinquecento al primo gay-pride della città-stato. Chiedono uguaglianza.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28882]
La comunità gay di Singapore ha sfilato per la prima volta per le strade dell'isola chiedendo più uguaglianza. Pink Dot, che rappresenta la comunità gay transgender e bisessuale di Singapore, ...
...........

Giornata mondiale contro l’omofobia. Imbavagliati a Milano.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28876]
Presidio silenzioso - Le associazioni gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (lgbt) della Lombardia organizzano domenica prossima un sit-in in piazza Mercanti, in occasione della Giornata europea ...
...........

Pesanti accuse da un vescovo. Il Vaticano si preoccupa di più dei preti pedofili che delle loro vittime’.
[
http://www.notiziegay.com/?p=28871]
Le memorie del vescovo gay anticipate a suo tempo da notiziegay.com. Il benedettino Rembert Weakland, 82 anni, ex arcivescovo di Milwaukee racconta in un'intervista al New York Times alcuni aspetti della ...
...........




permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 17/5/2009 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 marzo 2009
Ma cosa dice la CHIESA sull'OMOSESSUALITA'? Ecco qui.


Questa nota è dedicata a tutti coloro che sono curiosi di sapere cosa ne pensa la Chiesa dell'omosessualità e in particolare delle unioni tra omosessuali o che comunque non sono sicuri di saperlo realmente.


Innanzitutto vi propongo alcuni stralci del testo (“Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”) senza commenti (li lascio a voi, per iniziare) per poi allegare il testo per intero (con tutti i miei commenti (spesso ironici ma mai senza un motivo) – in corsivo – inseriti direttamente dopo i “punti chiave” da me individuati – e opportunamente sottolineati).

Ci tengo a ricordare che io NON SONO UN MORALISTA, e anzi brovo ribrezzo per questi attentati alla libertà di pensiero che cercano di imporre la “legge morale naturale”, la “retta ragione”, la “verità naturale” e simili. Perchè qui l'ex (e purtroppo ex) “semplice” cardinale dispensa proprio verità assolute senza mai esercitare lo strumento del DUBBIO. Questa si chiama solo PRESUNZIONE.

La nota è necessariamente un po' lunghetta perchè c'è il testo integrale, ma VI GARANTISCO CHE NE VALE LA PENA, e non richiederà più di qualche minuto. Vi invito a leggerne almeno una parte, in particolare quello che ho sottolineato!


  • Si tratta infatti di un fenomeno morale e sociale inquietante

  • le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale

  • Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale.

  • gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati

  • l'inclinazione omosessuale è « oggettivamente disordinata » e le pratiche omosessuali « sono peccati gravemente contrari alla castità »

  • Le legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali sono contrarie alla retta ragione

  • l'assenza della bipolarità sessuale crea ostacoli allo sviluppo normale dei bambini eventualmente inseriti all'interno di queste unioni

  • tali unioni sono nocive per il retto sviluppo della società umana

  • Sacra Scrittura, [...] presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni



CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI

by Joseph Ratzinger (3-7-03)

INTRODUZIONE
1. Diverse questioni concernenti l'omosessualità sono state trattate recentemente più volte dal Santo Padre Giovanni Paolo II e dai competenti Dicasteri della Santa Sede.(1) Si tratta infatti di un fenomeno morale e sociale inquietante, anche in quei Paesi in cui non assume un rilievo dal punto di vista dell'ordinamento giuridico. Ma esso diventa più preoccupante nei Paesi che hanno già concesso o intendono concedere un riconoscimento legale alle unioni omosessuali che, in alcuni casi, include anche l'abilitazione all'adozione di figli. Le presenti Considerazioni non contengono nuovi elementi dottrinali, ma intendono richiamare i punti essenziali circa il suddetto problema e fornire alcune argomentazioni di carattere razionale, utili per la redazione di interventi più specifici da parte dei Vescovi secondo le situazioni particolari nelle diverse regioni del mondo: interventi destinati a proteggere ed a promuovere la dignità del matrimonio, fondamento della famiglia, e la solidità della società, della quale questa istituzione è parte costitutiva. Esse hanno anche come fine di illuminare l'attività degli uomini politici cattolici, per i quali si indicano le linee di condotta coerenti con la coscienza cristiana quando essi sono posti di fronte a progetti di legge concernenti questo problema.(2) Poiché si tratta di una materia che riguarda la legge morale naturale, (naturale? Chi gli ha rivelato quale sia la “legge morale naturale”? ) le seguenti argomentazioni sono proposte non soltanto ai credenti, ma a tutti coloro che sono impegnati nella promozione e nella difesa del bene comune della società.

I. NATURA E CARATTERISTICHE IRRINUNCIABILI
DEL MATRIMONIO

2. L'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla complementarità dei sessi ripropone una verità evidenziata dalla retta ragione e riconosciuta come tale da tutte le grandi culture del mondo.(retta ragione? Ma allora sono proprio convinti di essere i massimi esperti in tutto! Anche nella “retta ragione"! Wow!) Il matrimonio non è una qualsiasi unione tra persone umane. Esso è stato fondato dal Creatore (non credo di dover ricordare che il “matrimonio” esisteva già molto prima della nascita di Cristo.. e vi ricordo che NESSUNO sta cercando di cambiare il MATRIMONIO RELIGIOSO, l'obbiettivo non è quello, non troverei neanche corretto richiedere a una religione di cambiare.), con una sua natura, proprietà essenziali e finalità.(3) Nessuna ideologia può cancellare dallo spirito umano la certezza secondo la quale esiste matrimonio soltanto tra due persone di sesso diverso, che per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle loro persone. In tal modo si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite.(e infatti il 50% finisce dopo pochi anni. E allora anche il matrimonio tra persone sterili va contro questa “certezza dello spirito umano”? Di sicuro non possono “collaborare con Dio alla generazione di nuove vite”! E non parlatemi di fecondazione assistita..perchè quella è accessibile anche per i gay!)
3. La verità naturale sul matrimonio è stata confermata dalla Rivelazione contenuta nei racconti biblici della creazione, (questa è peggio che presunzione... “la verità naturale [...] è stata CONFERMATA”... una frase grottesca che evidenzia una certa “chiusura” mentale) espressione anche della saggezza umana originaria, nella quale si fa sentire la voce della natura stessa. Tre sono i dati fondamentali del disegno creatore sul matrimonio, di cui parla il Libro della Genesi.
In primo luogo l'uomo, immagine di Dio, è stato creato « maschio e femmina » (Gn 1, 27). L'uomo e la donna sono uguali in quanto persone e complementari in quanto maschio e femmina. La sessualità da un lato fa parte della sfera biologica e, dall'altro, viene elevata nella creatura umana ad un nuovo livello, quello personale, dove corpo e spirito si uniscono.
Il matrimonio, poi, è istituito dal Creatore come forma di vita in cui si realizza quella comunione di persone che impegna l'esercizio della facoltà sessuale. « Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne » (Gn 2, 24).
Infine, Dio ha voluto donare all'unione dell'uomo e della donna una partecipazione speciale alla sua opera creatrice. Perciò Egli ha benedetto l'uomo e la donna con le parole: « Siate fecondi e moltiplicatevi » (Gn 1, 28). Nel disegno del Creatore complementarità dei sessi e fecondità appartengono quindi alla natura stessa dell'istituzione del matrimonio.
Inoltre, l'unione matrimoniale tra l'uomo e la donna è stata elevata da Cristo alla dignità di sacramento. La Chiesa insegna che il matrimonio cristiano è segno efficace dell'alleanza di Cristo e della Chiesa (cf. Ef 5, 32). Questo significato cristiano del matrimonio, lungi dallo sminuire il valore profondamente umano dell'unione matrimoniale tra l'uomo e la donna, lo conferma e lo rafforza (cf. Mt 19, 3-12; Mc 10, 6-9).
4. Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale. Gli atti omosessuali, infatti, « precludono all'atto sessuale il dono della vita.
Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun modo possono essere approvati (wow, sanno anche che non c'è una “vera complementarità affettiva” nelle relazioni omo.. mi chiedo se anche questo è stato rivelato da Dio... )».(4)
Nella Sacra Scrittura le relazioni omosessuali « sono condannate come gravi depravazioni... (cf. Rm 1, 24-27; 1 Cor 6, 10; 1 Tm 1, 10). Questo giudizio della Scrittura non permette di concludere che tutti coloro, i quali soffrono di questa anomalia, ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati (ma qualcuno mi sa spiegare cosa vuol dire? Quindi immagino che gli atti di eterosessualità siano intrinsicamente “ordinati”..per quel che può significare..)».(5) Lo stesso giudizio morale si ritrova in molti scrittori ecclesiastici dei primi secoli (6) ed è stato unanimemente accettato dalla Tradizione cattolica.
Secondo l'insegnamento della Chiesa, nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali « devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione ».(7) Tali persone inoltre sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castità.(8) Ma l'inclinazione omosessuale è « oggettivamente disordinata »(9) e le pratiche omosessuali « sono peccati gravemente contrari alla castità ».(10)(vedi nota alla fine)

II. ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI
DEL PROBLEMA DELLE UNIONI OMOSESSUALI
(è ufficialmente un problema!)
5. Nei confronti del fenomeno delle unioni omosessuali, di fatto esistenti, le autorità civili assumono diversi atteggiamenti: a volte si limitano alla tolleranza di questo fenomeno; a volte promuovono il riconoscimento legale di tali unioni, con il pretesto di evitare, rispetto ad alcuni diritti, la discriminazione di chi convive con una persona dello stesso sesso; (capite?? è un PRETESTO! Perchè non è assolutamente vero che c'è discriminazione! In particolare in italia) in alcuni casi favoriscono persino l'equivalenza legale delle unioni omosessuali al matrimonio propriamente detto, senza escludere il riconoscimento della capacità giuridica di procedere all'adozione di figli.
Laddove lo Stato assuma una politica di tolleranza di fatto, non implicante l'esistenza di una legge che esplicitamente concede un riconoscimento legale a tali forme di vita, occorre ben discernere i diversi aspetti del problema. La coscienza morale esige di essere, in ogni occasione, testimoni della verità morale integrale, alla quale si oppongono sia l'approvazione delle relazioni omosessuali sia l'ingiusta discriminazione nei confronti delle persone omosessuali. Sono perciò utili interventi discreti e prudenti, il contenuto dei quali potrebbe essere, per esempio, il seguente: smascherare l'uso strumentale o ideologico che si può fare di questa tolleranza; affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso. (troppe in una volta sola! Testimoni della verità morale integrale? Nn so voi..per me è sempre presunzione. Capite che “bisogna affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione? Non li accuso neanche di essere “moralisti”.. perchè è proprio questo il loro compito.. mettere in pericolo il tessuto della moralità pubblica? Questo invece mi ricorda l'ipocrisia fascista di una società sana solo in facciata e corrotta nelle viscere. Poi mi devono spiegare come fa a dilagare il “fenomeno”, non è che c'è qualcosa che ti “spinge” a diventare gay! Mica è una pubblicità!) A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male. (le unioni gay sono il MALE, è questo che pensa la Chiesa, non dimenticatevelo)
In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all'obiezione di coscienza.

III. ARGOMENTAZIONI RAZIONALI (sarà la volta buona??? purtroppo no..di razionale c'è ben poco..)CONTRO IL RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI OMOSESSUALI
6. La comprensione dei motivi che ispirano la necessità di opporsi in questo modo alle istanze che mirano alla legalizzazione delle unioni omosessuali richiede alcune considerazioni etiche specifiche,(non mi pare che valga l'eguaglianza: etica=ragione, iniziamo bene) che sono di diverso ordine.
Di ordine relativo alla retta ragione
Il compito della legge civile è certamente più limitato riguardo a quello della legge morale,(11) ma la legge civile non può entrare in contraddizione con la retta ragione senza perdere la forza di obbligare la coscienza.(12) Ogni legge posta dagli uomini in tanto ha ragione di legge in quanto è conforme alla legge morale naturale, riconosciuta dalla retta ragione, e in quanto rispetta in particolare i diritti inalienabili di ogni persona.
(è un delirio.. se la legge degli uomini dovesse essere conforme alla “legge morale naturale” bisognerebbe anche sapere cosa è e cosa afferma con la legge... lo stesso vale per la “retta ragione”.. è solo un modo come un altro per dire che bisogna seguire quello che ci insegna la Chiesa.. altrimenti dove si trova questa legge morale naturale? Io non ne ho mai sentito parlare, tu?) (13) Le legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali sono contrarie alla retta ragione (CVD) perché conferiscono garanzie giuridiche, analoghe a quelle dell'istituzione matrimoniale, all'unione tra due persone dello stesso sesso. Considerando i valori in gioco, lo Stato non potrebbe legalizzare queste unioni senza venire meno al dovere di promuovere e tutelare un'istituzione essenziale per il bene comune qual è il matrimonio. (bene comune di chi? Degli avvocati divorzisti?)
Ci si può chiedere come può essere contraria al bene comune una legge che non impone alcun comportamento particolare, (eccoci al punto: loro vogliono IMPORRE E IMPORRE.) ma si limita a rendere legale una realtà di fatto che apparentemente non sembra comportare ingiustizia verso nessuno. (solo apparentemente.. in realtà è una grande ingiustizia nei confronti di quelli che si sforzano così tanto di essere eterosessuali e magari non ci riescono neanche tanto bene... )
A questo proposito occorre riflettere innanzitutto sulla differenza esistente tra il comportamento omosessuale come fenomeno privato, e lo stesso comportamento quale relazione sociale legalmente prevista e approvata, fino a diventare una delle istituzioni dell'ordinamento giuridico. Il secondo fenomeno non solo è più grave, ma acquista una portata assai più vasta e profonda, e finirebbe per comportare modificazioni dell'intera organizzazione sociale che risulterebbero contrarie al bene comune. (sono anche dei veggenti..sanno sempre gli effetti di tutto.. ma poi questo “bene comune”.. torra) Le leggi civili sono principi strutturanti della vita dell'uomo in seno alla società, per il bene o per il male.(ovviamente loro sono sempre dalla parte del bene..) Esse « svolgono un ruolo molto importante e talvolta determinante nel promuovere una mentalità e un costume ».(14) Le forme di vita e i modelli in esse espresse non solo configurano esternamente la vita sociale, bensì tendono a modificare nelle nuove generazioni la comprensione e la valutazione dei comportamenti. La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l'oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell'istituzione matrimoniale.(giusto per “svalutare” ulteriormente questa istituzione obsoleta: oltre al fatto che per restituirle valore bisognerebbe impedire tutti questi matrimoni magari sottoponendoli a un test attitudinale per verificare che siano idonei – come si spiega se no quest'altissima percentuale di divorzi?? - il matrimonio CIVILE è un comunissimo contratto. Poi ognuno può aggiungervi il valore affettivo che vuole, libero di farlo, ma non ci sono di certo valori “intrinsechi” al matrimonio civile...)
Di ordine biologico e antropologico
7. Nelle unioni omosessuali sono del tutto assenti quegli elementi biologici e antropologici del matrimonio e della famiglia che potrebbero fondare ragionevolmente il riconoscimento legale di tali unioni.
Esse non sono in condizione di assicurare adeguatamente la procreazione e la sopravvivenza della specie umana. (neanche le unioni degli sterili - che sono circa il 10% della popolazione - ...sono costretto a ripetermi di fronte a cotanta assurdità. Cmq non c'è di che preoccuparsi per la sopravvivenza della specie umana.. è in continua crescita e le unioni omo sarebbero solo una minima parte del totale..quindi: non sparate cazzate) L'eventuale ricorso ai mezzi messi a loro disposizione dalle recenti scoperte nel campo della fecondazione artificiale, oltre ad implicare gravi mancanze di rispetto alla dignità umana, (secondo me non è una mancanza di rispetto. Questo è quanto basta per mostrare che la loro è una semplice opinione, e non certo una “legge della natura”.)(15) non muterebbe affatto questa loro inadeguatezza.
Nelle unioni omosessuali è anche del tutto assente la dimensione coniugale, che rappresenta la forma umana ed ordinata delle relazioni sessuali. Esse infatti sono umane quando e in quanto esprimono e promuovono il mutuo aiuto dei sessi nel matrimonio e rimangono aperte alla trasmissione della vita. (sono dei veri maestri di vita.. per fortuna che non sono stati i MIEI!! adesso le unioni sono “umane” solo quando rimangono aperte alla trasmissione della vita... e quindi se due si sposano con lei già in menopausa?? giusto per cambiare esempio..)
Come dimostra l'esperienza, l'assenza della bipolarità sessuale crea ostacoli allo sviluppo normale dei bambini eventualmente inseriti all'interno di queste unioni. (ahahah colti nel sacco! Tutti i moderni studi – quelli si guidati dalla ragione e dall'osservazione dei fatti e non dalla PRESUNZIONE di sapere tutto a priori – dimostrano che questa è una vera BALLA! Il bambino non cresce rinchiuso in una famiglia, e l'assenza della bipolarità avviene anche in caso di morte della madre al parto o simili..) Ad essi manca l'esperienza della maternità o della paternità. Inserire dei bambini nelle unioni omosessuali per mezzo dell'adozione significa di fatto fare violenza a questi bambini nel senso che ci si approfitta del loro stato di debolezza per introdurli in ambienti che non favoriscono il loro pieno sviluppo umano. (di sicuro sono meglio gli orfanotrofi... ricordiamo che i bambini che vengono adottati non è che vengono rubati ai genitori! Non favoriscono il loro pieno sviluppo umano..ma c'è qualcuno che ci crede davvero???) Certamente una tale pratica sarebbe gravemente immorale e si porrebbe in aperta contraddizione con il principio, riconosciuto anche dalla Convenzione internazionale dell'ONU sui diritti dei bambini, secondo il quale l'interesse superiore da tutelare in ogni caso è quello del bambino, la parte più debole e indifesa.
Di ordine sociale
8. La società deve la sua sopravvivenza alla famiglia fondata sul matrimonio. La conseguenza inevitabile del riconoscimento legale delle unioni omosessuali è la ridefinizione del matrimonio, che diventa un'istituzione la quale, nella sua essenza legalmente riconosciuta, perde l'essenziale riferimento ai fattori collegati alla eterosessualità, come ad esempio il compito procreativo ed educativo. Se dal punto di vista legale il matrimonio tra due persone di sesso diverso fosse solo considerato come uno dei matrimoni possibili, il concetto di matrimonio subirebbe un cambiamento radicale, con grave detrimento del bene comune. (lasciatemelo dire: vivono con gli occhi bendati... ma di che cavolo di matrimonio stanno parlando?? non puoi contestare un matrimonio civile parlando di quello religioso!!) Mettendo l'unione omosessuale su un piano giuridico analogo a quello del matrimonio o della famiglia, lo Stato agisce arbitrariamente ed entra in contraddizione con i propri doveri. (questa è proprio tirata lì a caso, neanche loro sanno bene perchè.)
A sostegno della legalizzazione delle unioni omosessuali non può essere invocato il principio del rispetto e della non discriminazione di ogni persona. Una distinzione tra persone oppure la negazione di un riconoscimento o di una prestazione sociale non sono infatti accettabili solo se sono contrarie alla giustizia.(16) Non attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali non si oppone alla giustizia, ma, al contrario, è da essa richiesto. (ma cosa dite?? sono davvero delle discriminazioni intollerabili..)
Neppure il principio della giusta autonomia personale può essere ragionevolmente invocato. Una cosa è che i singoli cittadini possano svolgere liberamente attività per le quali nutrono interesse e che tali attività rientrino genericamente nei comuni diritti civili di libertà, e un'altra ben diversa è che attività che non rappresentano un significativo e positivo contributo per lo sviluppo della persona e della società possano ricevere dallo Stato un riconoscimento legale specifico e qualificato. Le unioni omosessuali non svolgono neppure in senso analogico remoto i compiti per i quali il matrimonio e la famiglia meritano un riconoscimento specifico e qualificato. Ci sono invece buone ragioni (mai sentita una!) per affermare che tali unioni sono nocive per il retto sviluppo della società umana, soprattutto se aumentasse la loro incidenza effettiva sul tessuto sociale.
Di ordine giuridico
9. Poiché le coppie matrimoniali svolgono il ruolo di garantire l'ordine delle generazioni (ma cosa sta dicendo?? Io non ho mai sentito parlare di “ordine delle generazioni”, e dubito fortemente che ci sia scritto da qualche parte nella legge italiana) e sono quindi di eminente interesse pubblico, il diritto civile conferisce loro un riconoscimento istituzionale. Le unioni omosessuali invece non esigono una specifica attenzione da parte dell'ordinamento giuridico, perché non rivestono il suddetto ruolo per il bene comune.
Non è vera l'argomentazione secondo la quale il riconoscimento legale delle unioni omosessuali sarebbe necessario per evitare che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l'effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini. In realtà, essi possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse. Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalità del corpo sociale.(
17)

IV. COMPORTAMENTI DEI POLITICI CATTOLICI
NEI CONFRONTI DI LEGISLAZIONI
FAVOREVOLI ALLE UNIONI OMOSESSUALI

(non è ingerenza nemmeno questa? E no, in effetti gli stanno solamente dando un “consiglio”, è giusto che questi politici sappiano cosa vuole la Chiesa se non vogliono rischiare di trovarsela contro..)
10. Se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria. In presenza di progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da tener presenti le seguenti indicazioni etiche.
Nel caso in cui si proponga per la prima volta all'Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge.
(CVD, è un DOVERE MORALE, altro che libertà di coscienza. In pratica è una MINACCIA verso quei politici che supportino tale progetto di legge, come si vede nelle successive 2 righe)
Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale.
Nel caso in cui il parlamentare cattolico si trovi in presenza di una legge favorevole alle unioni omosessuali già in vigore, egli deve opporsi nei modi a lui possibili e rendere nota la sua opposizione: si tratta di un doveroso atto di testimonianza della verità.
(ma allora ne sono proprio convinti di detenere la verità.. ma la religione non era un “cammino” per arrivare alla verità? Mi sembra che qui nn ci sia più niente da cercare, hanno già trovato tutto!) Se non fosse possibile abrogare completamente una legge di questo genere, egli, richiamandosi alle indicazioni espresse nell'Enciclica Evangelium vitae, «potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica », a condizione che sia « chiara e a tutti nota » la sua « personale assoluta opposizione » a leggi siffatte e che sia evitato il pericolo di scandalo. (poveracci, spero che anche voi vi rendiate conto di essere di fronte a un delirio continuo... grottesco)(18) Ciò non significa che in questa materia una legge più restrittiva possa essere considerata come una legge giusta o almeno accettabile; bensì si tratta piuttosto del tentativo legittimo e doveroso di procedere all'abrogazione almeno parziale di una legge ingiusta quando l'abrogazione totale non è possibile per il momento.

CONCLUSIONE
11. La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale (ma cosa significa “non approvarlo”??? questi sono pazzi.. sono ancora convinti che sia un “comportamento”, una “scelta di vita” o peggio un “vizio”, una “malattia”) oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società.
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nell'Udienza concessa il 28 marzo 2003 al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato le presenti Considerazioni, decise nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 3 giugno 2003, Memoria dei Santi Carlo Lwanga e Compagni, Martiri.


Joseph Card. Ratzinger
Prefetto
Angelo Amato, S.D.B.
Arcivescovo titolare di Sila
Segretario

NOTE
(1) Cf. Giovanni Paolo II, Allocuzioni in occasione della recita dell'Angelus, 20 febbraio 1994 e 19 giugno 1994; Discorso ai partecipanti dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, 24 marzo 1999; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2357-2359, 2396; Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Persona humana, 29 dicembre 1975, n. 8; Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, 1º ottobre 1986; Alcune Considerazioni concernenti la Risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali, 24 luglio 1992; Pontificio Consiglio per la Famiglia, Lettera ai Presidenti delle Conferenze Episcopali d'Europa circa la risoluzione del Parlamento Europeo in merito alle coppie omosessuali, 25 marzo 1994; Famiglia, matrimonio e « unioni di fatto », 26 luglio 2000, n. 23.
(2) Cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 4.
(3) Cf. Concilio Vaticano II, Costituzione pastorale Gaudium et spes, n. 48.
(4) Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357.

2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono

(5) Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Persona humana, 29 dicembre 1975, n. 8.
(6) Cf. per esempio S. Policarpo, Lettera ai Filippesi, V, 3; S. Giustino, Prima Apologia, 27, 1-4; Atenagora, Supplica per i cristiani, 34.
(7) Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358; cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, 1º ottobre 1986, n. 10.
(8) Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2359; Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, 1º ottobre 1986, n. 12.
(9) Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358.
(10) Ibid., n. 2396.
2396 Tra i peccati gravemente contrari alla castità, vanno citati la masturbazione, la fornicazione, la pornografia e le pratiche omosessuali.
(amiche e amici miei, credenti e non, mi auguro non vi masturbiate più.. ma non perchè è contro la castità, bensì perchè nuoce alla vista!) (notare che le pratiche omosessuali sembrano quelle di maggior gravità – visto il climax crescente..)
(11) Cf. Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium vitae, 25 marzo 1995, n. 71.
(12) Cf. ibid., n. 72.
(13) Cf. S. Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 95, a. 2.
(14) Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium vitae, 25 marzo 1995, n. 90.
(15) Cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione Donum vitae, 22 febbraio 1987, II. A. 1-3.
(16) Cf. S. Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 63, a. 1, c.
(17) Occorre non dimenticare inoltre che sussiste sempre « il pericolo che una legislazione che faccia dell'omosessualità una base per avere dei diritti possa di fatto incoraggiare una persona con tendenza omosessuale a dichiarare la sua omosessualità o addirittura a cercare un partner allo scopo di sfruttare le disposizioni della legge » (Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali, 24 luglio 1992, n. 14).
(18) Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium vitae, 25 marzo 1995, n. 73



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 26/3/2009 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 marzo 2009
Nonostante la presa di distanza del Vaticano il vescovo di Recife non demorde ma anzi, continua a lanciare strali contro i medici che hanno abortito il feto che stava nell'utero di una bambina di 9 anni vittima di stupro.
 

Il vescovo della bimba in Brasile.
«Quei medici uguali a Hitler»
Ai membri di NO VAT



 
mi astengo dal commentare!
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Io invece commento:  è meglio abortire un feto o (cosa che farebbe morire anche lo stesso feto) lasciar morire di parto una bambina di 9 anni?


Corriere della Sera 21.3.09
Il vescovo della bimba in Brasile
«Quei medici uguali a Hitler»
di Rocco Cotroneo



RIO DE JANEIRO — Nemmeno la presa di distanza del Vaticano fa vacillare le convinzioni dell'arcivescovo brasiliano sul caso della bambina di 9 anni vittima di stupro a Recife. E' dura la replica della diocesi retta da José Cardoso Sobrinho a un articolo dell'Osservatore Romano, che pone dubbi sulla scomunica dei medici che hanno effettuato l'aborto sulla piccola, incinta di due gemelli dopo essere stata violentata dal patrigno. «Abbiamo dato risalto pubblico alla scomunica perché ciò farà bene a molti cattolici, permettendo loro di evitare questo peccato grave - sostiene una lettera pubblicata sul sito della diocesi di Recife - .

Il silenzio della Chiesa sarebbe molto dannoso, soprattutto considerando i cinque milioni di aborti che ogni anno avvengono in giro per il mondo». Lo stesso Cardoso, qualche giorno fa, ha dichiarato in una intervista che l'aborto è un delitto al pari dell'Olocausto: «Hitler voleva eliminare il popolo ebraico e si dice che arrivò a sterminare sei milioni di persone. Perché dobbiamo restare il silenzio quando le vittima dell' aborto sono ancora di più? Si tratta di un olocausto silenzioso».

A differenza del prelato brasiliano, che non arretra di un centimetro, il Vaticano nei giorni scorsi aveva calibrato le parole per smussare le divergenze con la diocesi di Recife. All'inizio, non appena la notizia dell'aborto sulla bambina fece il giro del mondo, da Roma era arrivata una sostanziale approvazione alla scomunica dei medici, per voce di Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia («La Chiesa non può mai tradire il suo annuncio»). Poi però monsignor Rino Fisichella, dalle colonne dell'Osservatore, aveva rettificato la posizione. «Sono altri coloro che meritano la scomunica e il nostro perdono.

Era più urgente salvaguardare una vita innocente — ha scritto il presidente dell'Accademia Pontificia per la vita —. Non era necessaria tanta fretta nel dare pubblicità e dichiarare un fatto che si attua in maniera automatica (la scomunica, ndr),
mentre sarebbe stato più importante un gesto di misericordia ».

Il Vaticano è ben conscio della valanga di critiche che si sono abbattute sulla Chiesa dopo il caso. Tanto che monsignor Fisichella si dice preoccupato, perché «ne risente la credibilità del nostro insegnamento, che appare agli occhi di tanti come insensibile, incomprensibile e privo di misericordia». Per l'arcivescovo di Recife, invece, il silenzio e la discrezione sarebbero stati scambiati per collusione o complicità. Anche la conferenza episcopale brasiliana, nei giorni scorsi, aveva preso le distanze dalle posizione di Cardoso. E un paio di vescovi si sono ufficialmente
dichiarati a favore dell'uso del preservativo.



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20 marzo 2009
Agenda Coscioni , agenda di libertà!

Agenda Coscioni
anno IV n.03: Marzo 2009


 

Leggi

Eutanasia e Testamento biologico:
1) Firma la petizione!
2) Scarica, compila ed inviaci il tuo testamento biologico!

Mentre il Regime prepara la legge CONTRO il Testamento biologico, parte la raccolta firme "Con Welby e Englaro, liberi di scegliere: Petizione al Parlamento per il Testamento biologico e l'Eutanasia, per creare una rete di cittadini che vogliono resistere al potere clericale. Partecipa anche tu! 

AIDS, Ass.Coscioni: al Ministro Brunetta tre volte grazie.

Dichiarazione di Carlo Troilo membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni

L'intervento della Sen. Donatella Poretti in aula:
lascio il mio testamento biologico agli atti.
Perché questa legge è mostruosa.

Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita' - Segue il testo dell'intervento pronunciato oggi in Aula del Senato durante la discussione sul disegno di legge sul testamento biologico.


 

Adriano Sofri: L'ombra della Chiesa


 Plantu


La vignetta di Plantu su Le Monde. si vede Cristo che fa il miracolo
della «moltiplicazione dei preservativi», distribuendone
a piene mani, e sorridendo, a una popolazione di africani
in attesa e che li accetta volentieri. Sulla stessa barca,
dietro l'immagine di Gesù, c'è un rassegnato Benedetto XVI
che commenta: «Buffonate!». Ancora più dietro, un
monsignor Williamson, appena riabilitato dal pontefice e
noto negazionista a tutto campo, oltre che delle camere
a gas, all'Olocausto, se la prende anche con la malattia
che miete più vittime in Africa e commenta:
«...e poi l'Aids non è mai esistito» (nota da l'Unità).

Editoriale di Adriano Sofri su Repubblica -

Già dall'alto dei cieli, sull'aereo che lo sta portando al prediletto continente africano, il Papa proclama che l'Aids non si risolve distribuendo preservativi, i quali anzi aggravano il problema. Si può rassegnarsi a che la Chiesa ripeta le sue posizioni assolutiste, in nome della fedeltà ai principii, ma c'è una gamma di sfumature possibili. Di occasioni, di toni. Invece no. Invece vince l'oltranza. È la posizione di sempre della Chiesa, si obietta, è stata del suo predecessore. (L'innovazione, annotano i filologi, sta nel fatto che questa volta il Papa ha pronunciato proprio la parola: preservativo).


http://www.lucacoscioni.it/




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10 marzo 2009
La data del Gay Pride nazionale 2009 è fissata al 27 Giugno a Genova. Io forse ci andrò!
 

27 giugno,
Genova Pride 2009


Probabilmente parteciperò anche io...
Quest'anno cade il quarantennale
della Rivolta dello Stonewall Inn


 

Il Pride del 2009 è per noi l’occasione di sottolineare la piena cittadinanza
delle persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer,
intersessuali) italiane
. La nostra presenza sociale è oggi considerata dalla
gran parte della società italiana un fatto positivo e arricchente dei differenti
vissuti e punti di vista.

Per questo riteniamo che nel pieno della crisi economica e sociale del Paese
sia nostro dovere sottolineare come le persone LGBTQI condividano
la preoccupazione per la perdita del posto di lavoro, per la restrizione
della disponibilità di reddito, per la precarizzazione esasperata della propria esistenza.
Ribadiamo con forza che l’Italia cambierà solamente quando diritti civili
e diritti sociali saranno collegati insieme in un progetto di mutamento
delle condizioni concrete delle persone
.

La nostra piattaforma rivendicativa, è rimasta sostanzialmente immutata dal Pride
nazionale di Roma del 2007 passando per il Pride nazionale di Bologna del 2008.
Questo dimostra  l’arretratezza e l’immobilismo della politica italiana.

Nel 2009 vogliamo aggiungere alle nostre specifiche e legittime aspirazioni un messaggio
politico di aggregazione di tutte le forze sociali e culturali italiane affinché dalla crisi economica, dall’assenza di diritti civili, dalla incertezza del lavoro sia possibile uscire costruendo
una nuova idea di società plurale e solidale.

Per tutte queste ragioni, il 27 giugno, vigilia del quarantennale del movimento
mondiale
, il Genova Pride 2009, sarà la manifestazione nazionale dei diritti, delle libertà,
della solidarietà, del lavoro e della sua sicurezza, un’iniziativa aperta, di dialogo tra differenti
culture, orientamenti sessuali, identità di genere, provenienze etniche, politiche e religiose.
In particolare siamo impegnati per la tutela e aiuto nei confronti delle persone
LGBTQI appartenenti a etnie e religioni provenienti da paesi ove sono
perseguitate
.

È per noi essenziale ribadìre la difesa della Costituzione e della laicità dello Stato,
insieme alla  difesa e promozione della vita e dignità delle persone e delle famiglie LGBTQI
in particolare contrastando l’ondata di omofobia, lesbofobia, transfobia che si è abbattuta
negli ultimi anni nel nostro Paese.

Un laboratorio per sperimentare nuovi percorsi anche dentro il movimento
LGBTQI, che deve saper interpretare l’impetuoso cambiamento economico
e sociale determinato
dalla crisi.

***
Comitato Genova Pride
Pride nazionale LGBTQI 2009
lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer,
intersessuati

comitato@genovapride.it

http://www.genovapride.it 




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3 marzo 2009
La discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale nell'impiego e nell'occupazione.
La discriminazione sulla base
dell’orientamento sessuale
nell’impiego e nell’occupazione

Esempi concreti ed aspetti problematici

di Matteo Bonini-Baraldi

Trier, 5 giugno 2004

ABSTRACT

La direttiva 2000/78/CE ha incluso, per la prima volta, l’orientamento sessuale fra le caratteristiche personali sulla

base delle quali ogni ingiustificata differenziazione si risolve in una violazione del principio della parità di trattamento.

In questo articolo, dopo aver brevemente esaminato il quadro comunitario e quello internazionale, nonché l’esperienza

comparata, sono esaminati alcuni esempi di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e le possibili risposte che la

direttiva quadro può fornire all’interprete ed all’operatore del diritto. L’analisi muove dalla definizione del concetto di

orientamento sessuale ed affronta il problema della dicotomia attrazione/condotta e della falsa percezione o

dell’associazione dell’orientamento sessuale con determinate persone, il coming out e le domande circa l’orientamento

sessuale, le attività, le iniziative, ecc. di gruppi o associazioni, il trattamento riservato al convivente dello stesso sesso, le

manifestazioni di omofobia, la lealtà all’ethos religioso e le condanne penali per reati correlati all’omosessualità.

Directive 2000/78/EC for the first time has foreseen sexual orientation among those personal characteristics on grounds

of which any unjustified distinction boils down to a violation of the principle of equal treatment. In this paper, after briefly

surveying the legal framework of Community and international law, as well as the comparative experience, I analyse some

examples of sexual orientation discrimination and highlight possible answers under the new Directive. This analysis

starts from the intricacies that mark the legal definition of sexual orientation and include the problems of the dichotomy

attraction/conduct; of assumed or associated (homo)sexuality; of coming out and questions concerning sexual orientation;

of activities, events, etc. of groups or associations; of the position of same-sex partners; of expression of homophobia; of

loyalty to a religious ethos; and of convictions for crimes without a heterosexual equivalent.

2

Sommario

Premessa

Sezione I: La discriminazione fondata sull’orientamento sessuale: panoramica sulle fonti più

rilevanti

1. Gli sviluppi nel Consiglio d’Europa

2. Gli sviluppi nel diritto comunitario

3. Gli sviluppi negli Stati membri

Sezione II: Esempi concreti di discriminazione nell’impiego e nell’occupazione

1. Che cos’è l’orientamento sessuale?

2. Esempi concreti ed aspetti problematici

2.1 Preferenza o condotta (omo-, bi-, etero-)sessuale ‘percepita’e ‘associata’ed onere della prova circa

l’orientamento sessuale

2.2 Coming out e domande circa l’orientamento sessuale

2.3 Attività, iniziative, ecc., di gruppi o associazioni concernenti l’omosessualità o la bisessualità

2.4 Discriminazione fra convivente dello stesso sesso e convivente di sesso opposto

2.5 Discriminazione fra convivente dello stesso sesso e coniuge

2.6 Manifestazioni di omofobia e molestie

2.7 Requisiti essenziali e determinanti e lealtà all’ethos religioso

2.8 Condanne penali per reati correlati all’omosessualità

Conclusioni

3

Premessa

Al giorno d’oggi, l’accettazione del fatto che discriminare le persone gay, lesbiche e bisessuali

(glb) sia contrario a valori condivisi ed al diritto positivo appare un dato che, in Europa, difficilmente

potrebbe essere messo in discussione senza suscitare qualche forma di riprovazione. Tuttavia, tale tipo

di discriminazione sembra colpire ancora una discreta quantità di persone: i dati del cinquantasettesimo

Eurobarometer indicano che in media circa l’1% del campione intervistato ha fatto esperienza della

discriminazione fondata sull’orientamento sessuale1. Il dato si riferisce alla globalità del campione, non

solo alle persone che si identificano come gay, lesbiche e o bisessuali (glb); esso va, inoltre, letto in

collegamento con la presunzione che solo una percentuale che si ritiene oscillare intorno al 5% della

popolazione adulta si identifica come glb, e che una ancora minore lo fa apertamente o pubblicamente.

Significativamente, le percentuali di quanti dichiarano di aver fatto esperienza di discriminazione

fondata sulla razza o l’origine etnica (3%), religione o convinzioni personali (2%), disabilità (2%) o età

(2%) sono solo di poco maggiori. In questo articolo esaminerò principalmente le conseguenze che le

nuove norme europee in tema di parità di trattamento potranno sortire su alcune forme di

comportamento che possono risultare in discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale2. Tali

forme di comportamento sono molteplici ed, anzi, difficilmente elencabili senza incorrere in pericolose

omissioni: ad esempio, non si tratterà qui di quella concernente la posizione delle persone glb quali

genitori.

Per secoli ormai le persone gay, lesbiche e bisessuali hanno subito - oltre a misfatti e

persecuzioni - una crudele forma di cancellazione delle loro vite, dovuta principalmente al fatto che

l’omosessualità era vista come una grave piaga sociale; essa, in particolare, era considerata un crimine

‘innominabile’, al cui cospetto la prima reazione era quella di negarne in radice la stessa esistenza, con la

conseguenza di confinare le persone che si erano macchiate di tale onta nell’unico spazio che loro si

confaceva, quello dell’invisibile e dell’indicibile. Tale forma di cancellazione dell’omosessualità e delle

persone omosessuali ha avuto come risultato quello di imporre, o di rinforzare, nella cultura dominante,

ciò che è stato definito come la “tirannia del silenzio”, i cui echi ancora non si sono del tutto sopiti ed

anzi affliggono tuttora molti uomini e donne di tutte le età3.

Solo da poco tempo, pochissimo se paragonato al lento moto che contraddistingue le

trasformazioni giuridiche, in molti Stati d’Europa le persone gay, lesbiche e bisessuali sono protette

contro alcune forme di discriminazione. E’, dunque, necessario soffermarsi brevemente su alcune delle

ragioni che si sono poste quali ostacoli fino ad un passato recente e su alcune delle ragioni che hanno

consentito gli sviluppi che qui ci interessano.

I fattori che hanno fatto sì che l’orientamento sessuale divenisse una categoria protetta con

grande ritardo rispetto ad altre caratteristiche personali, quali il sesso, l’origine etnica, ed altre ancora,

sono ben noti. In realtà si tratta, più che di fattori facilmente individuabili, di una complessa

impalcatura alla cui base si trovano gli insegnamenti tramandati dalla tradizione, spesso di ispirazione

religiosa, che hanno sorretto per secoli un complesso di credenze, pregiudizi e stereotipi cui è stata data

voce dal ramo del sapere volta a volta maggiormente accreditato. Non solo la religione, ma anche la

medicina, la criminologia, il diritto, la psicologia, la sociologia hanno contribuito a dipingere

l’omosessuale come un malato, un criminale, un deviato, un alienato4.

L’esistenza di comportamenti


1 Discrimination in Europe. Report B, a cura di Marsh e Sahin-Dikmen, 2002 (on line sul sito

<http://europa. eu.int/comm/employment_social/fundamental_rights/publi/pubs_en.htm>).

2 Direttiva del Consiglio 2000/78/CE del 27 novembre 2000, in G.U.C.E., 2000, L 303, p. 16.

3 YTTERBERG, H., La lutte contre les discriminations fondées sur l’orientation sexuelle : l’exemple suédois, in Lutter contre les

discriminations, a cura di Borrillo, Parigi, 2003, p. 178.

4 GRAUPNER, H., Sexualität, Jugendschutz und Menschenrechte, Francoforte sul Meno, 1997, passim; WEST, D.J.,GREEN, R.,

(a cura di), Sociolegal Control of Homosexuality. A Multi-Nation Comparison, New Yorik, Londra, 1997, passim; BORRILLO, D.,

L’homophobie, Parigi, 2000, passim; MACDOUGALL, B., Queer Judgments. Homosexuality, Expression, and the Courts in Canada,

Toronto, 2000; ID., The Continuum of Homophobic Expression in Canadian Law, in Sexual Orientation in Canadian Law, a cura di E.

Ceccherini, Milano, 2004, p. 153.

4


sessuali ‘atipici’ e non procreativi neppure potenzialmente, inoltre, ha sempre messo in crisi la

definizione dei ruoli di genere e le dinamiche di potere fra essi, così come la struttura della famiglia e

della società in generale. La mancanza di approvazione sociale e di sostegno personale e familiare verso

le unioni fra persone dello stesso sesso ha contribuito, e contribuisce tuttora, a rinforzare l’esistenza di

comunità marginalizzate e, perciò stesso, disprezzate. Lo stigma sociale, poi, non fa altro che rinsaldare

il pregiudizio.

In questo contesto, non stupisce che le persone omosessuali non sentissero il bisogno di

rivelare all’esterno ciò che era vissuto come una limitazione, e scegliessero di vivere una vita

condizionata. La parità di diritti semplicemente non era un’opzione.

Oggi, fra i fattori ricordati, quello delle punizioni penali nei riguardi di atti sessuali fra persone

dello stesso sesso è scomparso quasi del tutto in Europa5, mentre gli altri appaiono certamente in via di

revisione critica. Da più di un trentennio hanno acquisito maggiore incidenza una serie di fattori che si

sono posti quali motori del cambiamento. Nel quadro di un più ampio rinnovamento sociale e

culturale, che non può essere qui neppure brevemente descritto, si è affermata una progressiva

emancipazione dell’individuo dai dettami più rigidi della dottrina religiosa, l’emancipazione della donna

dal predominio maschile, la politicizzazione delle problematiche legate alla sessualità. Anche le persone

gay, lesbiche e bisessuali, con le loro associazioni e movimenti, hanno contribuito alla creazione ed

hanno beneficiato del nuovo clima culturale e sociale, che ha favorito maggiore visibilità e maggiore

accettazione dell’omosessualità e delle persone omosessuali6. Di conseguenza, come si trattasse di un

movimento circolare, l’esistenza di maggiori possibilità di vivere una vita non più marcata dall’ambiguità

e dalla vergogna ha favorito l’erosione dello stigma sociale e la presa di coscienza delle discriminazioni

cui le persone gay, lesbiche e bisessuali erano sottoposte, circostanza che a sua volta ha indotto le

associazioni gay e lesbiche di molti Paesi ad affrontare più apertamente gli aspetti personali ed

interpersonali che contribuivano a fondare il cosiddetto ‘privilegio eterosessuale’ che include, ad

esempio, la possibilità di scambiare effusioni in pubblico in sicurezza, senza timore di molestie o

violenze, la possibilità di rinvenire con tutta facilità letture o materiale audiovisivo in cui l’eterosessualità

è l’orientamento che si riflette in maniera predominante, o il fatto di non essere richiesti di parlare a

nome di tutte le persone eterosessuali. Il maggior impegno sul fronte dell’integrazione ha consentito

una sempre maggiore visibilità delle persone gay e lesbiche - nel mondo del lavoro, della cultura,

dell’arte, ecc. - che si riflette, seppure ancora inadeguatamente, nei mezzi di comunicazione e che può

contribuire a consolidare il trend positivo ora delineato, perlomeno laddove riponga nelle mani delle

persone glb la possibilità di parlare da sé di sé, sottraendo così il potere delle definizioni stigmatizzanti

ai centri che più apparivano consentire il perpetuarsi del pregiudizio e dello stereotipo.

Il discorso relativo alla parità di diritti delle persone gay, lesbiche e bisessuali si presenta, in

questo quadro, sia come una condizione che come un effetto degli sviluppi ora ricordati: senza parità di

diritti difficilmente vi sarebbero visibilità ed integrazione, e senza di esse non vi sarebbe la possibilità di

costruire il consenso attorno alle iniziative in favore della parità. Si tratta di un discorso che è stato

giustamente collocato sullo sfondo di più ampie tematiche inerenti il rispetto dei diritti umani o

fondamentali dell’individuo7, che si è sviluppato in molti Paesi per piccoli passi ed a tappe quasi

obbligate8 ma che è stato contestato tanto da destra quanto da sinistra9 e la cui concreta portata è

tuttora in via di configurazione. L’uguaglianza, è noto, può assumere vari significati e varie forme a

seconda delle opzioni interpretative e metodologiche accolte dal legislatore, dalla giurisprudenza e

5 WAALDIJK, K., Civil Developments: Patterns of Reform in the Legal Position of Same-Sex Partners in Europe, Can. J. Fam. Law,

2000, p. 62

6 Cfr. BARBAGLI, M.; COLOMBO, A., Omosessuali moderni. Gay e lesbiche in Italia, Bologna, 2001.

7 WINTEMUTE, R., Sexual Orientation and Human Rights: The United States Constitution, the European Convention, and the Canadian

Charter, 2a ed., Oxford, 1997.

8 V. le elaborazioni di WAALDIJK, K., Standard Sequences in the Legal Recognition of Homosexuality. Europe’s Past, Present and

Future, Australasian Gay & Lesbian Law Journal, 2004, p. 50; ID., Civil Developments: Patterns of Reform in the Legal Position of Same-

Sex Partners in Europe, Can. J. Fam. L., 2000, p. 62 ss.

9 FINNIS, J., Law, Morality, and ‘Sexual Orientation’ , in Notre Dame Journal of Legal Ethics & Public Policy, 1995, p. 41;

HERMAN, D., Beyond the Rights Debate, in Social and Legal Studies, 1993, p. 33; STYCHIN, C., Civil Solidarity or Fragmented

Identities? The Politics of Sexuality and Citizenship in France, Social & Legal Studies, 2001, p. 352.

5

dall’interprete. E’ dunque opportuno muovere dalle fonti più risalenti al fine di comprendere la portata

delle opzioni oggi fatte proprie dalla legislazione comunitaria vis à vis alcune ipotesi concrete di

discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. In questo articolo è apparso preferibile non

soffermarsi sui concetti generali di discriminazione diretta ed indiretta o di molestie né su altre questioni

- relative al regime delle eccezioni o delle sanzioni - poste dalla direttiva quadro per la parità di

trattamento nell’impiego e nell’occupazione; si è scelto, invece, di passare in rassegna alcuni esempi di

discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e di esaminare le possibili risposte oggi desumibili

dal nuovo quadro legislativo europeo.

6

Sezione I

La discriminazione fondata sull’orientamento sessuale: panoramica sulle fonti più rilevanti

1. Gli sviluppi nel Consiglio d’Europa

L’attenzione del Consiglio d’Europa nei confronti della sorte delle persone gay, lesbiche e

bisessuali ha radici piuttosto risalenti. Il 1 ottobre 1981 l’Assemblea parlamentare del Consiglio

d’Europa adottò la Raccomandazione 924 sulle discriminazioni contro le persone omosessuali,

sollecitando gli Stati membri a decriminalizzare gli atti omosessuali, ad applicare una pari età del

consenso e a promuovere la parità di trattamento nel mercato del lavoro.

Tali posizioni sono state ribadite più di recente nella raccomandazione dell’Assemblea

parlamentare del 26 settembre 200010 ove, rilevando le notevoli differenze esistenti nelle legislazioni

nazionali in aree quali i reati sessuali, l’età del consenso, la situazione delle forze armate, il lavoro, il

diritto di asilo, l’adozione, l’Assemblea ha chiesto al Comitato dei ministri di aggiungere l’orientamento

sessuale alle cause di discriminazione vietate dalla Convenzione europea dei diritti umani. Inoltre, ha

richiesto che l’ambito di operatività della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza sia

esteso fino a ricomprendere anche tali discriminazioni. Ha invitato gli Stati membri ad includere

l’orientamento sessuale fra le cause di discriminazione vietate dalle normative nazionali ed ha sollecitato

il Comitato dei ministri a promuovere azioni positive per combattere le attitudini omofobe,

particolarmente nelle scuole, nella professione medica, nelle forze armate e di polizia, nello sport, sul

lavoro, fra la classe giudiziaria e quella forense, attraverso educazione di base ed avanzata; a

promuovere inoltre azioni disciplinari contro i responsabili di ogni discriminazione e ad adottare leggi

che permettano la registered partnership. L’Assemblea ha sostenuto, infine, la necessità di dare impulso ad

una vasta campagna di informazione pubblica in quanti più Stati membri possibile, al fine di

promuovere i diritti delle persone gay e lesbiche.

L’impatto esercitato dalla Convezione europea dei diritti umani sulla tutela dell’orientamento

sessuale è di tutto rilievo e coinvolge diverse tematiche: la Corte di Strasburgo ha infatti censurato

norme penali che punivano l’omosessualità fra adulti consenzienti11 o che prevedevano una diversa età

del consenso per rapporti sessuali fra uomini rispetto a quella prevista per rapporti sessuali fra persone

di sesso diverso12, così come quelle che prevedevano il diniego di affidamento del figlio ad un padre in

ragione del suo orientamento sessuale13.

Nell’ambito del mercato del lavoro, la Corte ha stabilito che la garanzia offerta dall’art. 8 Conv.

tutela le persone omosessuali dal licenziamento fondato sull’orientamento sessuale, riguardato alla

stregua di una innata caratteristica personale; il mero pregiudizio diffuso nell’ambiente di lavoro ed

ipoteticamente causa di difficoltà operative delle forze armate non costituisce ragione sufficiente a

giustificare il trattamento deteriore riservato ai membri di una minoranza14. In tale sentenza ha

precisato che, quando l’ingerenza con il diritto protetto concerne gli aspetti più significativi della vita

privata dell’individuo, devono esistere ‘ragioni particolarmente gravi’ affinché essa rientri nelle

limitazioni al godimento del diritto consentite dal secondo comma dell’art. 8 Conv.

10 Raccomandazione 1474 (2000), del 26 settembre 2000, sulla “Situazione di lesbiche e gay negli Stati membri del Consiglio

d’Europa”, consultabile al sito <http://www.coe.fr/>.

11 Dudgeon c. Regno Unito, 22 ottobre 1981, Ser. A, n. 45, p. 11 ; Norris v. Irlanda, 26 ottobre 1988, Ser. A, n. 142; Modinos v.

Cipro, 22 aprile 1993, Ser A., n. 259.

12 L. and V. c. Austria , 9 gennaio 2003, appl. n. 39392/98 e 39829/98; S.L. c. Austria, 9 gennaio 2003, appl. n. 45330/99.

13 Salgueiro da Silva Mouta c. Portogallo, 21 dicembre 1999, appl. n. 33290/96, Reports of Judgements and Decisions, 1999-IX, ed in

Corr. giur., 2000, p. 694.

14Lustig-Prean e Beckett c. Regno Unito, 27 settembre 1999, appl. n. 31417/96 e 32377/96.

7

Infine, in Karner c. Austria15 la Corte ha stabilito che il convivente dello stesso sesso non può

essere discriminato rispetto al convivente di sesso diverso, precisando che la discriminazione può essere

giustificata solo qualora si concreti in misure necessarie per il raggiungimento di un obiettivo legittimo.

Gli interventi degli organi di Strasburgo, dunque, presentano profili di tutta rilevanza che,

seppure sviluppatisi solo di recente e formatisi per gradi successivi, rendono avvertiti dell’esigenza di

interpretare il diritto nazionale in conformità a quanto in essi stabilito o suggerito.

2. Gli sviluppi nel diritto comunitario

Vi sono, inoltre, alcune fonti comunitarie, vincolanti o meno, che nel corso degli anni hanno

avuto riguardo al trattamento delle persone gay e lesbiche. Nel 1984, in seguito alla relazione

Squarcialupi16, una risoluzione del Parlamento europeo sulle discriminazioni sessuali sul luogo di lavoro

aveva individuato la necessità che le discriminazioni contro le persone gay e lesbiche fossero oggetto di

speciale attenzione nei progetti legislativi della Commissione17. Il codice di condotta sulle molestie

sessuali sul luogo di lavoro18 contiene garanzie per salvaguardare la dignità di uomini e donne

omosessuali, riguardati come membri di una delle categorie più esposte alle molestie sessuali, definite

come “ogni comportamento indesiderato a connotazione sessuale o qualsiasi altro tipo di

comportamento basato sul sesso che offenda la dignità degli uomini e delle donne nel mondo del

lavoro, ivi inclusi atteggiamenti malaccetti di tipo fisico, verbale o non verbale”. Il codice di condotta

pone l’accento sulla indesiderabilità dell’attenzione a sfondo sessuale, suscettibile di divenire molestia

“quando si persiste in un comportamento ritenuto da chi è oggetto di tali attenzioni palesemente

offensivo”. La molestia sessuale appare già trattata alla stregua di discriminazione fondata sul sesso,

poiché “il fattore determinante è rappresentato dal sesso di colui che ne è fatto segno”; tale

inquadramento è stato ripreso dalla direttiva 2000/78 di cui qui ci occupiamo. Il codice di condotta

indica alcune raccomandazioni ai datori di lavoro volte a prevenire e a rimediare alle molestie sessuali.

Nel 1994 il Parlamento europeo ha approvato la nota risoluzione che sollecita la Commissione e

gli Stati membri ad abolire le disposizioni discriminatorie nei confronti delle persone gay e lesbiche e a

porre termine al divieto per le coppie formate da persone dello stesso sesso di accedere al matrimonio o

ad un istituto giuridico equivalente ed al divieto di adottare dei minorenni19. La necessità di tutelare la

piena uguaglianza è stata più volte ribadita dal Parlamento europeo in occasione delle annuali relazioni

sullo stato dei diritti fondamentali nell’Unione. Nella Risoluzione del 14 luglio 2001 sulla situazione dei

diritti fondamentali nell’Unione europea per l’anno 200020 è stato reiterata l’affermazione del diritto al

rispetto per il proprio orientamento sessuale. Oggi, l’art. 21 della Carte dei diritti fondamentali

dell’Unione europea proibisce ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, giungendo così

all’affermazione solenne di questo importante principio.

Nella Risoluzione del 4 settembre 2003 sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione

europea per l’anno 200221 il Parlamento ha espresso l’auspicio che la trasposizione della direttiva

2000/78/CE sia attentamente monitorata quanto alla tutela dell’orientamento sessuale. Infatti, la

direttiva quadro per la parità di trattamento nell’impiego e nell’occupazione, adottata sulla base dell’art.

15 24 luglio 2003, appl. n. 40016/98.

16 Parlamento europeo, Doc. 1-1348/83, 13 febbraio 1984.

17 G.U.C.E., 1984, C 104/46-48. V. FLYNN, The Implications of art. 13 EC - After Amsterdam, Will Some Forms of Discrimination

be More Equal Than Others?, Common Market Law Review, 1999, p. 1147.

18Raccomandazione della Commissione, del 27 novembre 1991, sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul

lavoro, G.U.C.E., 1992, L 49, p. 1, sostenuta dalla Dichiarazione del Consiglio del 19 dicembre 1991 relativa all’applicazione

della raccomandazione della Commissione sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini nel mondo del lavoro,

compreso il codice di condotta volto a combattere le molestie sessuali, in G.U.C.E., 1992, C 27, p. 1. V. BELL, M., Sexual

orientation and anti-discrimination policy: the European Community, in Politics of Sexuality, a cura di Carver e Mottier, Londra e New

York, 1998, p. 58 ss.

19 Risoluzione dell’8 febbraio 1994 sulla parità dei diritti per gli omosessuali e le lesbiche nella Comunità, G.U.C.E., 1994, C

61, p. 40.

20 G.U.C.E., 2002, C 65 E, p. 350.

21 Parlamento europeo, P5_TA(2003)0376.

8

13 del Trattato CE22 che dal 1999 permette l’adozione di misure appropriate volte a contrastare la

discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, proibisce oggi ogni discriminazione diretta ed

indiretta sulla base dell’orientamento sessuale. Essa si applica alle discriminazioni in materia di

occupazione nelle seguenti aree: condizioni di accesso all’occupazione ed al lavoro sia dipendente che

autonomo, promozione, accesso ad orientamento e formazione personale, perfezionamento e

riqualificazione, inclusi i tirocini, condizioni di lavoro comprese le condizioni di licenziamento e di

retribuzione, affiliazione e attività in un’organizzazione professionale (art. 3). Le molestie fondate

sull’orientamento sessuale sono considerate una forma di discriminazione (art. 2, c. 3), è proibito

l’ordine di discriminare (art. 2, c. 4) così come la discriminazione come forma di ritorsione (art. 11).

Inoltre, è previsto un alleggerimento dell’onere della prova a carico del soggetto colpito (art. 10),

l’ammissibilità di azioni positive (art. 7) e l’obbligo di eliminare ogni norma, regola o clausola

contrattuale incompatibile con il principio della parità di trattamento (art. 16).

Nonostante il sicuro impatto che la direttiva avrà sugli ordinamenti di molti Stati membri,

inclusi i dieci nuovi Paesi, essa è stata criticata poiché le caratteristiche personali in essa menzionate

(religione e convinzioni personali, disabilità, età ed orientamento sessuale) godono di un trattamento cui

non sono estese molte delle garanzie previste dalle più risalenti misure in tema di parità di trattamento

tra uomini e donne o dalla direttiva gemella che attua il principio della parità di trattamento fra le

persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica23, creando così una gerarchia fra situazioni

che meriterebbero, invece, un approccio integrato24.

Lo Statuto dei funzionari delle Comunità europee25 è stato modificato nel 199826 per quanto

riguarda la parità di trattamento, con l’inserimento di una clausola di non discriminazione che concerne

il trattamento dei funzionari (art. 1 bis) e la loro selezione (art. 27); la parità di trattamento concerne

anche il personale temporaneo (art. 12, c. 1). Le nuove disposizioni menzionano esplicitamente

l’orientamento sessuale quale caratteristica protetta, laddove prima del 1998 l’art. 27 proibiva la

discriminazione solo sulla base di ‘razza, credo o sesso’. In armonia con quanto disposto dall’art.

27 dello statuto, i bandi per i concorsi spesso precisano espressamente che le istituzioni europee sono

equal opportunities employers che garantiscono processi di selezione scevri da ogni discriminazione sulla

base dell’orientamento sessuale27.

Tuttavia, in quel frangente il Consiglio decise non applicare il principio della parità di

trattamento a forme di famiglia diverse da quella tradizionale, poiché la disposizione sancita dall’art. 1

bis faceva salve ‘le norme statutarie pertinenti che richiedono uno stato civile determinato’. La specifica

rilevanza di tale eccezione alla parità di trattamento nei confronti delle coppie formate da persone dello

stesso sesso è stata sottolineata già più di un decennio addietro28.

22 V. CHITI, Il principio di non discriminazione e il trattato di Amsterdam, Riv. it. dir. pubbl. comunit., 2000, p. 851; BORRILLO, D.,

La politique antidiscriminatoire de l’Union européenne, in Lutter contre les discriminations, a cura di Borrillo, Parigi, 2003, p. 139;

SCHIEK, D., A New Framework on Equal Treatment of Persons in EC Law? Directives 2000/43/EC, 2000/78/EC and

2002/???/EC changing Directive 76/207/EEC in context, European Law Journal, 2002, p. 290; WADDINGTON, L., Throwing

Some Light on Article 13 EC Treaty, Maastricht Journal of European and Comparative Law, 1999, p. 1; BELL, M., The New art. 13 EC

Treaty: A Sound Basis for European Anti-Discrimination Law?, in Maastricht Journal of European and Comparative Law, 1999, p. 15;

ID., Anti-Discrimination Law and the European Union, Oxford, 2002.

23 Direttiva del Consiglio 2000/43/CE del 29 giugno 2000, in G.U.C.E, 2000, L 180, p. 22.

24 FLYNN, L., The Implications of art. 13 EC. After Amsterdam Will Some Forms of Discrimination be more Equal than Others?,

Common Market Law Review, 1999, p. 1127; WADDINGTON, L.; BELL, M., More Equal Than Others: Distinguishing European

Union Equality Directives, Common Market Law Review, 2001, p. 587.

25 Regolamento (CEE, CECA, Euratom) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, che definisce lo statuto dei

funzionari delle Comunità europee nonché il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità, ed istituisce speciali misure

applicabili temporaneamente ai funzionari della Commissione (statuto dei funzionari), G.U.C.E., 1968, L 56, p. 1.

26 Regolamento (CE, CECA, Euratom) n. 781/98 del Consiglio, del 7 aprile 1998, che modifica lo statuto dei funzionari

delle Comunità europee nonché il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità in materia di parità di trattamento,

G.U.C.E., 1998, L 113, p. 4.

27 Vedi, ad esempio, annuncio di concorso PE/75/S, G.U.C.E., 2002, C 306, p. A/1; annuncio PE/22/D, G.U.C.E., 2002,

C 303, p. A/38; annuncio COM/B/2/02, G.U.C.E., 2002, C 314, p. A/12.

28 SNYDER, F., The Community as Employer. Staff Regulations: an Aspect of European Community Law and its Relevance to Lesbians

and Gay Men, in Homosexuality: A European Community Issue, a cura di K. Waaldijk e A. Clapham, Dordrecht, Boston, Londra,

1993, p. 251.

9

Oggi, grazie anche al contributo fornito dalla direttiva quadro alla promozione della parità di

trattamento indipendentemente dall’orientamento sessuale, la situazione è radicalmente mutata. La

proposta della Commissione volta a riformare lo statuto dei funzionari ha riconosciuto che le scelte

previgenti non riflettevano adeguatamente i mutamenti sociali e giuridici intervenuti con riguardo alle

relazioni familiari. In seguito alla riforma dello statuto recentemente approvata29, l’art. 1 quinquies (l’ex

art. 1 bis) afferma, nella sua seconda parte, che ‘ai fini del presente statuto, le unioni non matrimoniali

sono equiparate al matrimonio’. Si tratta di un mutamento di rotta davvero rilevante.

L’equiparazione riguarda, tuttavia, la posizione del partner registrato vis à vis il coniuge; da essa

rimangono escluse le convivenze more uxorio che non sono state oggetto di una registrazione, sebbene in

tal caso sia stato previsto un ridotto ‘pacchetto sociale’30. Infatti, il nuovo art. 1, c. 2, lett. c, dell’allegato

VII dello statuto stabilisce che, fra i beneficiari dei vantaggi riconosciuti a determinati familiari, va

annoverato anche ‘il funzionario registrato come membro di un’unione di fatto’. A tal fine è necessario

presentare un documento ufficiale che attesti ‘la condizione di membri di un’unione di fatto’; inoltre, è

necessario che nessuno dei due partners sia sposato né sia impegnato in un’altra unione di fatto e che

fra i due non sussistano determinati legami di parentela o di affinità. Infine, è altresì specificato che la

registered partnership può essere riconosciuta unicamente nel caso in cui ‘la coppia non abbia accesso al

matrimonio civile in uno Stato membro’. Quest’ultima precisazione sembra volta a comprendere

nell’ambito della norma unicamente le coppie formate da persone dello stesso sesso, ma appare

dimentica del fatto che in almeno due Stati membri (Olanda e Belgio) il matrimonio civile può essere

contratto anche da due persone dello stesso sesso; ne deriva che un funzionario registrato in Olanda o

in Belgio non potrà godere delle indennità familiari, a meno che non scelga di sposarsi.

In seguito alle riforme cui si è fatto cenno, dunque, i vantaggi previsti dallo statuto (indennità

familiare, assicurazione pensionistica e sanitaria, ecc.) sono riconosciuti al coniuge ed al partner

registrato, qualora a questi non sia consentito contrarre matrimonio.

3. Gli sviluppi negli Stati membri

Come si è visto, la nuova direttiva quadro si colloca in un contesto ove, relativamente

all’orientamento sessuale, erano già presenti alcune importanti affermazioni degli organi comunitari e

decisioni della Corte di Strasburgo. In aggiunta a ciò, alcuni Stati membri avevano già affrontato il

problema della discriminazione delle persone gay, lesbiche e bisessuali tanto nel mondo del lavoro

quanto nella fornitura di beni e servizi.

Prima dell’adozione della direttiva quadro la maggioranza degli stati membri prevedeva una

tutela, più o meno estesa, contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale (Irlanda, Spagna,

Francia, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia), perciò gli effetti più rilevanti si

verificheranno in quelli che ancora non ne erano dotati (Germania, Austria, Grecia, Italia, Portogallo,

Regno Unito, Belgio). Un divieto esplicito di discriminare sulla base dell’orientamento sessuale figurava

nel codice penale della Francia (attraverso il termine moeurs) dal 1985, dell’Olanda dal 1992, della

Finlandia e della Spagna dal 1995 e del Lussemburgo dal 1997. Tale forma di discriminazione era anche

affrontata, per il tramite del diritto del lavoro in generale o attraverso una specifica legge contro la

discriminazione, in Francia dal 1986, in Irlanda dal 1993 e 1998, in Olanda dal 1994, in Danimarca dal

1996, in Svezia ed in Belgio (con un contratto collettivo) dal 199931.

Come è stato accuratamente messo in luce, il corpus di regole che si riferisce all’attuazione del

principio della parità di trattamento (anti-discrimination law) può essere finalizzato alla promozione di

diversi valori - la coerenza dell’ordinamento, la proporzionalità, la dignità - e si compone di approcci e

29 Regolamento (CE, Euratom) n. 723/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che modifica lo statuto dei funzionari delle

Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti di dette Comunità, G.U.C.E., 2004, L 124, p. 1.

30 Vedi l’emendamento n. 65 all’art. 72 dello statuto, e l’emendamento n. 95 (iii) all’art. 6 dell’allegato V dello statuto.

31 V. la Relazione del Gruppo europeo di esperti sulla lotta alla discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, di

prossima pubblicazione.

10

metodologie che dimostrano un ampio grado di variabilità32. Tale variabilità è certamente riflessa dalle

diverse legislazioni nazionali in tema di discriminazione. La preferenza per misure di tipo penale

rispetto a quelle di tipo civile o amministrativo, la promozione di un modello improntato all’individual

justice - ove la responsabilità di contrapporsi alla discriminazione ricade principalmente sul singolo

individuo colpito - rispetto ad un modello improntato alla group justice - ove entrano in gioco autorità

indipendenti, associazioni ed organi specializzati -, la proibizione o meno della discriminazione indiretta

e le definizioni e le metodologie utilizzate per la sua valutazione, la previsione delle molestie come

forma di discriminazione, costituiscono alcune delle opzioni fatte proprie dai vari ordinamenti secondo

visioni fortemente specifiche della lotta alla discriminazione ed in armonia con i concetti giuridici, le

tradizioni e le interpretazioni volta a volta prevalenti in ambito nazionale.

Per ciò che concerne in particolare l’orientamento sessuale, due dati appaiono degni di nota. Da

un lato, va rilevato come si tratti di caratteristica personale che solo recentemente è approdata ad un

esplicito riconoscimento quale fonte di discriminazioni che devono essere proibite. Gli Stati membri si

stanno gradualmente accostando a tale nozione e ciò richiede, in alcuni più che in altri, un certo grado

di riflessione e di ulteriori aggiustamenti. Dall’altro, si rileva dal punto di vista metodologico che a volte

l’orientamento sessuale è stato aggiunto alle regole già esistenti in tema di parità di trattamento (ad

esempio sulla base del sesso), mentre altre è stato oggetto di interventi specificamente rivolti alla tutela

delle persone gay, lesbiche e bisessuali. La direttiva quadro, pur lasciando spazio per la conservazione

dei diversi approcci nazionali, richiede una forte armonizzazione della normativa lavoristica relativa alle

tematiche della parità di trattamento. La corretta adozione della direttiva negli ordinamenti interni

consentirà di ritenere bandita la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale in tutti i venticinque

Stati membri, ma nulla impedisce di considerare l’affermazione del principio della parità di trattamento

nell’ambito dell’impiego e dell’occupazione come solo un passo verso una più completa e coerente

tutela delle persone gay, lesbiche e bisessuali in tutti gli aspetti della vita associata, quali la sicurezza

sociale, l’istruzione, l’alloggio ed in generale la fornitura di beni e servizi, così come nell’ambito

familiare33.

32 McCRUDDEN, C., Theorising European Equality Law, in Equality in Diversity: The New Equality Directives, a cura di C. Costello

e E. Barry, Dublino, 2003, p. 1; FREDMAN, S., Discrimination Law, Oxford, 2002; BELL, M., The Right to Equality and Non-

Discrimination, in Economic and Social Rights under the EU Charter of Fundamental Rights, a cura di Hervey, T., e Kenner, J.,

Oxford, p. 91.

33 Sia consentito il rinvio a BONINI BARALDI, M., Parità di trattamento e nozione di familiare tra prerogative nazionali e prospettive

comunitarie, Familia, 2003, p. 821.

11

Sezione II

Esempi concreti di discriminazione nell’impiego e nell’occupazione

1. Che cos’è l’orientamento sessuale?

La direttiva quadro si prefigge lo scopo di combattere la discriminazione sulla base

dell’orientamento sessuale senza però fornire una definizione di tale caratteristica, rendendo dunque

necessarie alcune precisazioni in merito alla reale portata semantica della formulazione prescelta.

Preliminarmente va segnalato come la locuzione ‘orientamento sessuale’ debba essere preferita rispetto

a quella, pure diffusa nella lingua italiana ed utilizzata nella traduzione dell’art. 13 Tratt. CE e della

direttiva, di ‘tendenze sessuali’. Quest’ultima sembra, infatti, riferirsi ad un fenomeno passeggero e

superficiale; coglie, dunque, l’omosessualità (e l’eterosessualità) come fattore esterno alla persona, come

passione o entusiasmo momentanei, ma è incapace di rendere il senso della profondità ed il contributo

che la sessualità fornisce alla definizione ed all’evoluzione della personalità umana, quale caratteristica -

appunto - personale. Il termine ‘tendenza’, inoltre, fa riferimento ad una mera disposizione del singolo

che appare non correlata ad un comportamento ed è termine incapace di rendere ragione della

dimensione di relazione e scambio che normalmente si verifica fra le persone.

Ciò precisato, va ancora rilevato che l’utilizzo di una locuzione ‘neutra’ come quella di

‘orientamento sessuale’ rende avvertiti della necessità di precisare maggiormente i significati che essa

può assumere. Tanto il termine ‘orientamento’ quanto quello ‘sessuale’ posseggono, infatti, almeno un

duplice significato, che devono essere correttamente e pienamente intesi.

Il termine ‘orientamento’ può riferirsi in primo luogo ad un elemento che diciamo ‘astratto’,

quale una preferenza, un’inclinazione, un’attrazione o un sentimento nei confronti di qualcosa o

qualcuno. Tale profilo è genericamente ‘astratto’ poiché ad esso non è detto che segua, o che sia

dimostrabile, una specifica condotta. L’orientamento sessuale, che contraddistingue ogni animale,

assume dunque i contorni di un attributo dell’essere. Come stabilito dalla Corte di Strasburgo in Lustig-

Prean e Beckett34, il licenziamento di due impiegati sulla base del loro orientamento sessuale inteso come

“caratteristica personale”, indipendente da alcuna condotta erotica dei medesimi, costituisce

un’interferenza illegittima nella vita privata protetta dall’art. 8 Conv.

Inoltre, il termine ‘orientamento’ indica certamente un elemento più concreto, quale un

comportamento, una condotta, una pratica, un’espressione o una manifestazione, che può essere fisica,

verbale o non verbale. La Corte di Strasburgo ha stabilito che la previsione come reato di

comportamenti erotici fra persone di sesso maschile adulte e consenzienti costituisce un’interferenza

illegittima nella vita privata35. Ma i tipi di manifestazione dell’orientamento sessuale possono essere i

più disparati; sono, innanzitutto, quelli che ciascuno di noi esplicita attraverso gesti del corpo, effusioni,

racconti, esibizione di fotografie o altri oggetti quali bandiere, spille o capi di abbigliamento. Si può

trattare, inoltre, di comunicazione al pubblico più ampio attraverso programmi televisivi o radiofonici,

o attraverso scritti. Manifestazione dell’orientamento sessuale è anche la circostanza di vivere una vita

di coppia.

Per comprendere la duplice dimensione di cui si compone il termine ‘orientamento’ un parallelo

interessante può essere compiuto con la libertà religiosa, la cui protezione comprende la libertà di

professare un determinato (o nessun) credo, così come la libertà - entro alcuni limiti - di esercitarne il

culto secondo i riti da essa previsti. Il trattamento discriminatorio che trovasse origine non tanto

nell’essere una persona gay o lesbica, quanto nel fatto di agire di conseguenza (nei vari modi in cui ciò è

possibile) è tanto illegittimo quanto quello che si fondasse non sull’essere sikh, ma sull’indossare il

turbante, oppure non sull’essere ebreo ma sull’osservare lo shabbath.

Come già accennato, il termine orientamento ricomprende al suo interno non solo il mero

contatto erotico osservato nella sua singolarità, bensì anche l’instaurarsi di una convivenza stabile. In

34 Cit.

35 Dudgeon, cit.

12

altri termini, la discriminazione nei confronti delle famiglie omosessuali non è null’altro che

discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Anche per questo motivo il termine ‘orientamento’

è preferibile rispetto a quello di ‘tendenza’, in quanto rispecchia più fedelmente la dimensione

relazionale e, quindi, l’idea dell’amare qualcuno e di vivere in coppia.

Il termine ‘sessuale’ va anch’esso inteso nella sua duplice dimensione, poiché si riferisce tanto ad

una attrazione o condotta affettiva ed erotica, tanto al sesso o genere delle persone interessate. In altri

termini, quando si parla di orientamento sessuale non si parla di partite di bridge con persone di un

determinato genere, bensì di preferenza o manifestazione erotico-affettiva verso persone di un

determinato genere.

L’orientamento sessuale è, dunque, locuzione che indica principalmente la nozione della scelta -

a livello di attrazione o di condotta - del genere del partner nell’ambito della sfera erotico-affettiva. Ci

si è domandati - rispetto al termine ‘sessuale’ inteso come erotismo - se l’orientamento comprenda in sé

anche ipotesi di preferenza o condotta sessuale più specifiche, quali ad esempio il sadomasochismo o la

pedofilia. Al riguardo, la relazione di accompagnamento alla proposta di direttiva dichiara che le nuove

norme si applicano all’orientamento sessuale (sexual orientation) ma non al ‘comportamento sessuale’

(sexual behaviour). Come già rilevato, tale affermazione è inaccurata, in quanto inutile e fuori luogo

(poiché nessun aspetto della direttiva presenta ripercussioni sulla proibizione penale di comportamenti

illeciti) e troppo ampia, in quanto potrebbe indurre ad escludere ogni forma di comportamento

erotico36. L’obiettivo di escludere che la protezione offerta dalla direttiva si estenda anche a pratiche

sessuali indesiderate o illegali sarebbe stato più opportunamente soddisfatto se si fosse previsto che essa

non si applica a comportamenti sessuali diversi da quelli consistenti nella scelta di un partner dello stesso

o di diverso sesso. Per escludere una portata troppo ampia, alcune leggi nazionali si esprimono in

termini di ‘orientamento etero- e omosessuale’, così ponendo più chiaramente l’accento sul fatto che

l’aspetto protetto consiste unicamente nella scelta del genere del partner. Dato il significato diffuso

nell’uso corrente, è comunque irrealistico ritenere che il termine ‘orientamento sessuale’ possa

comprendere anche comportamenti sessuali diversi dalla scelta di un partner dello stesso o di diverso

sesso. Tuttavia, va rilevato che il divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale opera,

ad esempio, qualora un soggetto condannato per pedofilia nei confronti di persone di sesso diverso sia

trattato più favorevolmente (nell’ambito dell’impiego e dell’occupazione) rispetto ad un soggetto

condannato per pedofilia nei confronti di persone dello stesso sesso. Ciò perché, in tal caso, la ragione

che fonda la distinzione è costituita dall’orientamento sessuale.

Per quanto concerne l’orientamento rapportato al sesso inteso come genere, la Corte di giustizia

ha stabilito in P. c. S. e Cornwall County Council37 che la discriminazione fondata sulla transessualità debba

essere riguardata alla stregua di discriminazione fondata sul sesso; la relativa normativa, dunque, si

applica anche al caso di mutamento del sesso.

La formulazione ‘orientamento etero- e omosessuale’ pone in luce un altro aspetto

specificamente rilevante, quello relativo all’approccio simmetrico od asimmetrico alle problematiche

dell’uguaglianza. Secondo l’approccio simmetrico che essa accoglie, la protezione dalla discriminazione

si applica tanto alle persone appartenenti (o che si presumono appartenenti o che sono associate alla)

categoria svantaggiata ed anche alle persone che normalmente sono identificate quali membri della

categoria non svantaggiata. Secondo l’approccio asimmetrico, solo le prime rientrano nell’ambito della

protezione offerta dalla norma. La direttiva, riferendosi alla generica locuzione di ‘orientamento

sessuale’, non sembra escludere l’approccio simmetrico, che non presenta profili particolarmente

problematici laddove implica la tutela anche delle persone eterosessuali o associate all’eterosessualità.

Come si vedrà, tuttavia, un approccio eccessivamente neutro rischia di porre in ombra alcune situazioni

della vita che contraddistinguono più da vicino le persone gay, lesbiche e bisessuali, come il coming out o

l’attività di gruppi ed associazioni; rispetto ad esse si impone un approccio che non escluda dalla tutela

36 BELL, M., Sexual Orientation Discrimination in Employment: An Evolving Role for the European Union, in Legal Recognition of Same-

Sex Partnerships. A Study of National, European and International Law, a cura di Wintemute e Andenaes, Oxford-Portland, 2001,

p. 655.

37 Causa C-13/94, Racc., 1996, p. I-2143.

13

le attività, gli eventi, ecc. capaci di superare quella ‘presunzione di eterosessualità’ troppo spesso data

per scontata.

In definitiva, la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale è quella che (in termini

asimmetrici) fa gravare sulla persona gay, lesbica o bisessuale pesi che non sono imposti alla persona

eterosessuale. Tali pesi (quali, ad esempio, la disparità di trattamento sul luogo di lavoro) sono spesso il

risultato di stereotipi e pregiudizi associati all’omosessualità. Poiché tale caratteristica è spesso un tratto

invisibile della personalità, un peso aggiuntivo sopportato dalle persone gay, lesbiche e bisessuali

potrebbe essere, e spesso è, l’imposizione o l’autoimposizione di un silenzio che costituisce la prima

difesa nei confronti del timore di dover affrontare le conseguenze gravose del pregiudizio. Il silenzio

ed il nascondersi, a loro volta, possono avere un impatto negativo sulla percezione di sé come persona

ugualmente degna di considerazione e rispetto e sulla possibilità di sviluppare una vita soddisfacente in

tutte le sue dimensioni relazionali e collettive. Ciò frustra uno dei valori sottesi al concetto di

uguaglianza, quello della protezione della dignità umana.

2. Esempi concreti ed aspetti problematici

2.1 Preferenza o condotta (omo-, bi-, etero-)sessuale ‘percepita’ e ‘associata’ ed onere della prova circa l’orientamento

sessuale

Le nuove regole sono volte a garantire che nessuna ingiustificata disparità di trattamento

avvenga sulla base dell’orientamento sessuale (on the grounds of sexual orientation). La preposizione on, vale

a dire ‘su’ è davvero cruciale poiché, in tutta la sua generalità, ci dice che - per aversi discriminazione - la

caratteristica protetta deve stare alla base della disparità di trattamento. Per esprimere questo concetto si

parla anche di ragione della discriminazione e non di causa, poiché normalmente non è necessario che sia

dimostrato un nesso causale tra la caratteristica protetta ed il trattamento deteriore. In questo quadro,

normalmente non rileva l’intenzione di discriminare, né il fatto che la caratteristica protetta non fosse

l’unica ragione alla base della discriminazione. Inoltre, la formulazione prescelta ci dice che non

rilevano particolari modalità di comportamento in cui si concreti la discriminazione. Ma questi sono

aspetti che sono stati e saranno approfonditi in altra sede38.

Per quanto riguarda l’orientamento sessuale (così come gli altri grounds) la formulazione cui si è

fatto cenno propone due elementi di incertezza che rendono avvertiti della necessità di soffermarsi sulle

possibili soluzioni. Il primo aspetto riguarda la sorte della disparità di trattamento che colpisca una

persona non omosessuale o bisessuale, ma (erroneamente) ritenuta tale. Il secondo aspetto riguarda la

sorte della disparità di trattamento che colpisca una persona non sulla base del proprio orientamento

sessuale, ma sulla base dell’orientamento sessuale di altre persone con cui essa è associata, o sulla base

dell’adesione a iniziative, eventi, gruppi o associazioni che hanno a che fare con un determinato

orientamento sessuale o con persone di un determinato orientamento sessuale. Il primo caso

chiamiamo qui (in termini asimmetrici) di omosessualità o bisessualità ‘percepita’, il secondo di

omosessualità o bisessualità ‘associata’.

E’ possibile affermare che in tali casi la disparità di trattamento ha come base o ragione

l’orientamento sessuale? A me sembra decisamente di si, poiché l’art. 1 della direttiva non utilizza

pronomi personali quali ‘suo’: non dice, come alcune leggi nazionali, che è vietata la discriminazione di

un soggetto sulla base del suo orientamento sessuale. In linea generale, dunque, il principio della parità

di trattamento può dirsi violato anche quando l’appartenenza ad una delle categorie protette costituisce

un mero errore di valutazione da parte dell’autore della discriminazione o quando la persona

38 V., ad esempio, LOENEN, T.; RODRIGUES, P.R. (a cura di), Non-Discrimination Law: Comparative Perspectives, L’Aja,

Boston, Londra, 1999; FREDMAN, S., Equality: A New Generation?, Industrial Law Journal, 2001, p. 145; BARNARD, C., The

Principle of Equality in the Community Context: P, Grant, Kalanke and Marschall: Four Uneasy Badfellows?, Cambridge Law Journal,

1998, p. 353.

14

appartenente alla categoria protetta è diversa dalla persona su cui gravano le conseguenze della disparità

di trattamento. Ad esempio, se ad un lavoratore viene negata una promozione in quanto ritenuto

(erroneamente) gay, la disparità di trattamento è comunque fondata sull’orientamento sessuale e ciò è

sufficiente ad integrare una violazione della direttiva, similmente alla discriminazione sulla base della

religione che colpisca un soggetto erroneamente ritenuto mussulmano. Ancora, se una lavoratrice viene

licenziata perché ha una sorella lesbica, o perché annovera fra il suo circolo di amicizie una coppia

formata da persone dello stesso sesso, o perché è impegnata in un’associazione per i diritti delle donne

lesbiche, la disparità di trattamento si afferma, nuovamente, sulla base dell’orientamento sessuale. Per

sgombrare il campo da ogni ambiguità, alcune disposizioni nazionali in tema di discriminazione razziale

(è il caso, ad esempio, della Francia) si esprimono in termini di razza vraie ou supposé, e così anche alcune

normative nazionali in tema di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale (Svezia e Regno

Unito).

Si tratta, a mio parere, di ipotesi che il tenore letterale della direttiva non autorizza a considerare

estranee alla tutela da essa predisposta. Qualora, invece, si fosse indotti a ritenere che la protezione

sulla base dell’orientamento sessuale si applica solo alle persone effettivamente gay, lesbiche e bisessuali

e solo a causa della loro omosessualità o bisessualità, si pone un problema ulteriore circa la

dimostrazione in giudizio di tale circostanza. In altri termini, al fine di determinare l’applicabilità della

normativa, sarebbe necessario dimostrare che la persona colpita sia effettivamente gay, lesbica o

bisessuale. A chi spetterebbe, allora, tale onere? Il considerando n. 31 della direttiva, non vincolante,

afferma che “non spetta al convenuto provare che l’attore (…) ha un particolare orientamento

sessuale”. Tale affermazione appare suscettibile di ingenerare un certo senso di confusione e problemi

difficilmente superabili. In primo luogo, si pone in potenziale conflitto con l’esigenza di protezione dei

dati personali, che nel caso dell’orientamento sessuale assumono la veste di dati sensibili, e con il diritto

al rispetto per la propria vita privata. In secondo luogo, lascia aperta la via ad una contestazione circa

l’appartenenza o meno del soggetto colpito dalla disparità ad un particolare orientamento sessuale; in

tale circostanza, tanto il giudice quanto altri organi specificamente incaricati dell’applicazione della legge

(ad esempio ispettori del lavoro, collegi di conciliazione, autorità indipendenti, ecc.) appaiono davvero

sforniti degli strumenti (posto che ne esistano) atti a determinare l’orientamento sessuale di chi abbia

lamentato la discriminazione. Infine, è ragionevole prevedere che l’onere di provare un determinato

orientamento sessuale costituisca, in alcuni casi, una forte remora per la persona interessata ad avanzare

le proprie pretese in sede giudiziale o altrove per il timore di un’ulteriore marginalizzazione, con la

conseguenza di frustrare l’applicazione delle nuove norme ed, anzi, di rafforzare le situazioni di

esclusione sociale cui si intende porre rimedio. Si deve, dunque, ritenere che la tutela si applichi ai casi

di presunzione erronea circa l’orientamento sessuale o ai casi di disparità di trattamento affermatisi in

ragione dell’associazione del soggetto colpito con persone gay, lesbiche o bisessuali o gruppi, iniziative,

organizzazioni ecc. di, per o su persone gay, lesbiche o bisessuali.

2.2 Coming out e domande circa l’orientamento sessuale

Il coming out è espressione difficilmente traducibile e fa riferimento alla scelta di manifestare ad

una o più persone il fatto di essere gay, lesbica o bisessuale; si distingue dall’outing che consiste, invece,

nel fatto di rivelare la circostanza che un’altra persona sia gay, lesbica o bisessuale. Il coming out può

avvenire in molti modi, come si è visto: verbalmente o non verbalmente, a persone determinate o in

pubblico, ecc. E’ chiaro che il coming out interessa normalmente solo le persone gay, lesbiche o

bisessuali, in quanto le persone eterosessuali non sentono il bisogno di manifestare il loro orientamento

sessuale che è, anzi, dato per scontato e non è solitamente fatto oggetto di alcuna riflessione particolare.

Il coming out, sebbene in determinati casi possa apparire ad alcuni una forma di esagerazione o di

estremismo, trova in realtà perfetta coincidenza con quanto le persone eterosessuali fanno e dicono in

ogni momento senza che ciò susciti alcuno stupore: comportarsi apertamente e liberamente rispetto ad

uno degli aspetti di sé, della propria personalità e della propria vita. Tuttavia, quando le persone gay,

lesbiche e bisessuali si comportano esattamente come le persone eterosessuali fanno, ad esempio

15

parlare del proprio partner o mostrarne una fotografia ad un collega di lavoro, si trovano ad affrontare

reazioni con cui le persone eterosessuali normalmente non si confrontano.

Anche la disparità di trattamento che si afferma in ragione del coming out è fondata

sull’orientamento sessuale e ricade all’interno della tutela predisposta dalla direttiva. Qualora ad una

persona gay che abbia espresso tale circostanza o che non la abbia tenuta nascosta venga riservato un

trattamento deteriore rispetto ad una persona eterosessuale che abbia espresso la propria eterosessualità

ci troviamo di fronte ad un caso di discriminazione diretta. A ben vedere, il termine di comparazione

sarà, il più delle volte, solamente ipotetico poiché, come rilevato, raramente le persone eterosessuali

fanno un esplicito coming out. La formulazione dell’art. 2(a) della direttiva esplicitamente ammette la

possibilità di procedere ad una comparazione meramente ipotetica.

Altre volte, tuttavia, è possibile che il datore di lavoro vieti ogni tipo di coming out, sia che

provenga da persone gay, lesbiche o bisessuali, sia che provenga da persone eterosessuali. In tal caso,

sebbene si tratti di condizione apparente neutra (né le persone eterosessuali né le persone omosessuali

possono compiere espressioni relative al loro orientamento sessuale), si potrà argomentare che essa

discrimina indirettamente le persone gay, lesbiche e bisessuali, in quanto esse hanno maggiore necessità

di fare il coming out al fine di evitare di essere automaticamente ed erroneamente rappresentate come

persone eterosessuali, ciò che costituisce la normalità in una società ove l’eterosessualità è

inconsapevolmente presunta salvo vi sia qualche prova del contrario.

All’estremo opposto rispetto al coming out si pongono esigenze di rispetto della vita privata e

della riservatezza del lavoratore. Ci si deve, dunque, interrogare se sia lecito per il datore di lavoro

porre ad un candidato - ad esempio nel corso di un colloquio di lavoro - o ad un lavoratore domande

inerenti il suo orientamento sessuale, e valutare la liceità delle conseguenze che derivano dalle possibili

risposte.

A tale riguardo vengono principalmente in rilievo i profili che attengono al rispetto della vita

privata. La Corte di Strasburgo ha stabilito in Lustig-Prean e Beckett39 che le indagini del datore di lavoro

circa l’orientamento sessuale di un dipendente costituiscono una violazione dell’art. 8 Conv.; a mio

parere, anche le domande più o meno dirette rientrano nella nozione di indagine e devono dunque

considerarsi inaccettabili. In molti Stati membri esplicite disposizioni o il diritto giurisprudenziale

hanno stabilito che le informazioni richieste dal datore di lavoro non possono avere altra finalità che

quella di apprezzare le capacità e le attitudini del soggetto a svolgere il lavoro per cui è o sarà occupato.

Qualora la domanda sia comunque formulata, è necessario precisare se esista un obbligo del

candidato o del lavoratore di rispondere con sincerità. Solo in rari casi le domande circa l’orientamento

sessuale possono considerarsi rilevanti. In tutti gli altri casi, si può affermare che la stessa natura illecita

della domanda circa l’orientamento sessuale rende irrilevante il tipo, o addirittura l’assenza di risposta da

parte dell’interrogato. Poiché anche il rifiuto di rispondere può ingenerare sospetti, può avvenire che

fornire una risposta inaccurata sia l’unica possibilità per sottrarsi alla discriminazione. Il solo fatto che la

domanda sia posta lascia presumere che la risposta in un senso o nell’altro sarà in grado di orientare una

successiva scelta o decisione.

In un caso concernente la mancata informazione - al momento del colloquio - circa la propria

gravidanza da parte di una lavoratrice che doveva essere assunta per un periodo di sei mesi, la Corte di

giustizia ha stabilito che la circostanza di non aver informato il datore di lavoro non pregiudica l’illiceità

del licenziamento fondato sulla gravidanza stessa40. Sicché, si può concludere che ogni ingiustificata

disparità di trattamento fondata sull’orientamento sessuale costituisce discriminazione a prescindere dal

fatto che il lavoratore avesse informato o meno il datore di lavoro di essere gay, lesbica o bisessuale o

avesse rifiutato di rispondere o avesse risposto mentendo.

Le domande che abbiano lo scopo o l’effetto di offendere la dignità della persona o di creare un

ambiente di lavoro ostile e degradante – perché reiterate, formulate in un determinato modo o non

correlate ad obiettivi rilevanti - costituiscono, a mio parere, un esempio di molestia vietata dalla direttiva

(cfr. infra, par. 2.6).

39 Cit.

40 Causa C-109/00, Tele Danmark A/S, Racc., 2001, p. I-6993.

16

In alcuni luoghi di lavoro si è diffusa la pratica di richiedere a tutto il personale di compilare

questionari in cui compare, tra l’altro, una domanda circa l’orientamento sessuale. Tale pratica ha la

funzione di valutare la consistenza numerica del personale omosessuale al fine di predisporre più

accurati piani di rimozione delle discriminazioni o azioni positive specificamente rivolte alle persone

gay, lesbiche e bisessuali. Non sembra che si pongano qui profili particolarmente problematici fintanto

che i questionari siano redatti in maniera anonima, le risposte siano considerate riservate e non sia

adottata alcuna misura peggiorativa nel caso di coming out o di rifiuto di rispondere.

2.3 Attività, iniziative, ecc. di gruppi o associazioni concernenti l’omosessualità o la bisessualità

Come si è visto, è possibile che una persona divenga oggetto di trattamento sfavorevole in

quanto sia in qualche modo ‘associata’ a gruppi, eventi, ecc. aventi a vario titolo a che fare con persone

o tematiche gay, lesbiche o bisessuali. Tuttavia, è anche possibile che la disparità di trattamento

colpisca direttamente l’attività di tali gruppi, ad esempio quando si tratti di divulgare sul luogo di lavoro

materiale avente ad oggetto argomenti di interesse per le persone gay, lesbiche o bisessuali, oppure di

diffondere informazioni riguardanti eventi o attività circa le medesime tematiche.

La direttiva si applica ad “una persona” (art. 2a), alle “persone” (art. 2b) o a “tutte le persone”

(art. 3) senza ulteriori specificazioni. Nulla sembra escludere che le norme si applichino anche alle

persone giuridiche o ad informali gruppi di persone che, all’interno dell’ambiente di lavoro, organizzino

determinate iniziative - si pensi ad attività sportive o ricreative di particolare interesse per le persone di

un determinato orientamento sessuale. Come già rilevato a proposito del coming out, la comparazione

con gruppi formati da persone o per persone eterosessuali appare meramente ipotetica. La

discriminazione sarà diretta se sono vietate o rese più difficoltose le attività di gruppi specificamente

rivolti alle persone gay, lesbiche o bisessuali; sarà indiretta se sono vietate le attività di tutti i gruppi che

trattano dell’orientamento sessuale (o della discriminazione).

2.4 Discriminazione fra convivente dello stesso sesso e convivente di sesso opposto

Qualora determinate porzioni di retribuzione vengano corrisposte sotto forma di vantaggi

riconosciuti al convivente more uxorio del lavoratore - inclusi i vantaggi pensionistici in caso di decesso di

costui - è necessario interrogarsi circa la posizione del convivente dello stesso sesso del lavoratore.

Nella sentenza Grant41 la Corte di giustizia ha stabilito che il diniego di vantaggi salariali al convivente

dello stesso sesso - riconosciuti invece al convivente di sesso diverso - non costituisce discriminazione

fondata sul sesso, bensì discriminazione fondata sull’orientamento sessuale (punto 36). All’epoca in cui

il caso fu deciso, il diritto comunitario non vietava ancora tale tipo di discriminazione. Oggi, con

l’avvento della direttiva 2000/78, la situazione è radicalmente mutata. Alla luce della qualificazione

operata in Grant e della direttiva menzionata, dunque, è fuori di dubbio che ogniqualvolta un datore di

lavoro riconosca vantaggi o benefits al convivente more uxorio di sesso diverso, ma non al convivente dello

stesso sesso, ciò costituisce discriminazione diretta fondata sull’orientamento sessuale. La rilevanza

pratica di tale principio non deve essere sovrastimata: esso si applicherà ai datori di lavoro così

progressisti da riconoscere i benefits anche alle coppie non sposate, ma non così progressisti da

riconoscerli anche alle coppie non sposate formate da persone dello stesso sesso; esso, tuttavia, sembra

un passo capace di preludere ad ulteriori aggiustamenti42.

Prima che l’orientamento sessuale figurasse esplicitamente come caratteristica protetta, alcuni

autori avevano sostenuto che la fattispecie in esame costituisce sempre anche discriminazione fondata

41 Causa C-249/96, Racc., 1998, p. I-621.

42 V. WAALDIJK, K., Towards the Recognition of Same-Sex Partners in European Union Law: Expectations Based on Trends in National

Law, in Legal Recognition of Same-Sex Partnerships. A Study on National, European, and International Law, a cura di Wintemute e

Andenaes, Oxford-Portland, 2001, p. 645..

17

sul sesso; poiché, ad esempio, un convivente di sesso maschile (C) può essere scelto da una donna (A),

ma non da uomo (B), ne deriva che B è discriminato rispetto ad A sulla base del sesso43. L’argomento

mantiene una sua validità logica, sebbene sia stato rigettato dalla Corte in Grant e sia stato superato

dall’espressa inclusione dell’orientamento sessuale nella legislazione comunitaria.

2.5 Discriminazione fra convivente dello stesso sesso e coniuge

Più di frequente rispetto alla situazione esaminata nel paragrafo precedente, accade che

determinati vantaggi salariali siano riconosciuti al lavoratore sotto forma di benefits corrisposti

unicamente al coniuge. In un caso del genere, quando cioè ogni convivente (indipendentemente dal

sesso) non è ammesso a godere del vantaggio riconosciuto al coniuge, si afferma una distinzione

fondata sullo stato civile, che non è vietata dalla direttiva.

Nell’ipotesi in esame, dunque, l’esistenza di un valido matrimonio si pone quale prerequisito

essenziale per la concessione del vantaggio. E’ chiaro che, da un punto di vista generale, tale situazione

rispecchia una combinazione di tradizione e valori che hanno per lungo tempo sostenuto il favor

matrimonii, sebbene la situazione sia in corso di evoluzione in molti Stati membri e nel diritto

comunitario44. In una sentenza recente, la Corte di giustizia ha stabilito che il diniego della pensione di

reversibilità al convivente transessuale di una lavoratrice - che nel Regno unito è considerato dello

stesso sesso e non può dunque contrarre matrimonio - costituisce discriminazione sulla base del sesso45.

La direttiva 2000/78 ci obbliga a fare i conti anche con questo esempio di disparità di

trattamento. Un’affermazione non vincolante contenuta nel considerando n. 22 sostiene che le nuove

norme non pregiudicano il diritto nazionale in tema di stato civile e le prestazioni che ne derivano.

Quale sia la concreta rilevanza di un’affermazione siffatta non appare immediatamente evidente, e sarà

necessario ritornarvi sopra tra breve.

Preliminarmente, è necessario precisare i caratteri che contraddistinguono la fattispecie in

esame. Alcuni autori hanno rilevato che, quando un vantaggio è riconosciuto al coniuge del lavoratore

ma non al convivente more uxorio, ci troveremmo al cospetto di una forma di discriminazione diretta

fondata sull’orientamento sessuale: poiché il matrimonio è un istituto specificamente riservato alle

persone eterosessuali (dal momento che è richiesta la diversità di sesso dei coniugi), la scelta di un

criterio come la presenza del matrimonio - per la concessione del vantaggio salariale - traccia una

distinzione fondata sull’orientamento sessuale (tranne il caso in cui sia permesso il matrimonio fra

persone dello stesso sesso)46. Nonostante la validità dell’argomento, ha ricevuto maggior credito una

qualificazione in termini di discriminazione indiretta, alla cui stregua il matrimonio non appare più

come un requisito che incorpora direttamente una distinzione sulla base dell’orientamento sessuale

(poiché, in astratto, una persona gay o lesbica potrebbe contrarre matrimonio con una persona di sesso

opposto), ma come un requisito apparentemente neutro, che mette le persone gay e lesbiche in una

situazione di particolare svantaggio, poiché non possono sposarsi e non possono, dunque, integrare il

requisito richiesto al fine della concessione del vantaggio47.

La direttiva non contiene elementi che inducano a ritenere che tale forma di discriminazione

ricada all’esterno delle norme da essa poste. Il considerando poco fa ricordato, tuttavia, costituisce

un’affermazione dal tono decisamente contrario e ciò rende necessario un approfondimento ulteriore.

43 V. l’argomento esposto in WINTEMUTE, R., Sexual Orientation and Human Rights, 2a ed., Oxford, 1997, p. 199 ss. e in ID.,

Recognizing New Kinds of Direct Sex Discrimination: Transsexualism, Sexual Orientation and Dress Codes, Modern Law Review, 1997, p.

344

44 Cfr. supra, sez. I, par. 2, la riforma dello statuto dei funzionari.

45 K.B. c. National Health Service Pensions Agency, causa C-117/01, 7 gennaio 2004, non ancora pubblicata in Racc.

46 BELL, M., Sexual Orientation Discrimination in Employment: An Evolving Role for the European Union, in Legal Recognition of Same-

Sex Partnerships. A Study of National, European and International Law, cit., p. 668.

47 BELL, M., op. ult. cit., p. 668; WAALDIJK, K., Towards the Recognition of Same-Sex Partners in European Union Law:

Expectations Based on Trends in National Law, in Legal Recognition of Same-Sex Partnerships. A Study on National, European, and

International Law, cit., p. 645; ID., Towards Equality in the Freedom of Movement of Persons, in After Amsterdam: Sexual Orientation and

the European Union, ILGA-Europe, 1999, p. 41.

18

Come è noto, la discriminazione di tipo diretto non può mai essere giustificata; esistono, nella direttiva,

alcune eccezioni al principio della parità di trattamento (art. 2, c. 5), ma non si tratta di giustificazioni in

senso tecnico. La discriminazione di tipo indiretto, invece, può essere giustificata da finalità legittime

perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari (art. 2, lett. b(i)). Bisogna, dunque, interrogarsi se il

considerando n. 22 intenda affermare che la distinzione di cui ci stiamo occupando sia sempre da

riguardare come discriminazione giustificata. Ebbene, l’appropriatezza e la necessarietà dei mezzi

utilizzati interessa questioni di fatto e tali questioni sono normalmente valutate dal giudice nell’esercizio

della sua attività. Quindi, di regola il compito di determinare se l’esclusione del convivente (dello stesso

sesso del lavoratore) dal vantaggio (riservato unicamente al coniuge) sia una scelta che rientra nel

sistema delle giustificazioni ora accennato spetta alla decisione compiuta dal giudice nazionale caso per

caso, come per ogni ipotesi di discriminazione indiretta. Nel caso di incertezza, il giudice nazionale

potrebbe rimettere la causa alla Corte di giustizia, richiedendo di precisare se la direttiva impone al

datore di lavoro di riconoscere il vantaggio tanto al coniuge quanto al convivente (dello stesso sesso).

La Corte ha stabilito in Bilka che, quando si tratti di discriminazione indiretta, “spetta al giudice

nazionale, che solo ha competenza sulle questioni di fatto, determinare se ed in che misura le ragioni

addotte da un datore di lavoro per motivare l’adozione di una prassi in materia di retribuzione che si

applica indipendentemente dal sesso ma che in pratica colpisce più donne che uomini possa essere

riguardata alla stregua di ragioni economiche oggettivamente giustificate”48. Similmente, in Rinner-

Kühn49 ed in Hill50 ha stabilito che spetta al giudice nazionale stabilire se la prassi adottata “è giustificata

da ragioni che sono oggettive e non correlate ad ogni discriminazione fondata sul sesso”.

Alla luce di siffatta giurisprudenza, sembra possibile prevedere che, nel caso di ricorso

pregiudiziale in merito alla questione poco sopra prospettata, la Corte rinvierebbe ogni determinazione

al giudice nazionale, poiché la questione coinvolge questioni di fatto. Rimane, tuttavia, da precisare se

la giurisprudenza citata consenta di ritenere che la valutazione circa l’esistenza di giustificazioni

oggettive sia riservata unicamente al giudice, ciò che escluderebbe l’intervento del legislatore. Al

riguardo, si potrebbe avanzare l’argomento che un’eccezione vincolante contenuta nella legislazione

nazionale che escludesse la fattispecie dal campo di applicazione della normativa avrebbe la

conseguenza di impedire a qualsiasi giudice di valutare l’appropriatezza e la necessarietà dell’esclusione,

pregiudicando così l’accesso a procedure adeguate per la difesa dei diritti. Il considerando n. 15 della

direttiva quadro sembra avvalorare questa tesi, laddove afferma che ‘la valutazione dei fatti sulla base

dei quali si può argomentare che sussiste discriminazione diretta o indiretta è una questione che spetta

alle autorità giudiziarie nazionali o ad altre autorità competenti’.

Inoltre, in Karner la Corte di Strasburgo ha recentemente stabilito che, pur essendo la protezione

della famiglia (legittima) una ragione che, in principio, potrebbe giustificare una disparità di trattamento,

“rimane da verificare se, nelle circostanze del caso, il principio di proporzionalità è stato rispettato”51.

In conclusione, si può sostenere che anche i termini espliciti utilizzati in Karner confermano la

centralità assegnata al giudice nella valutazione delle giustificazioni e sfavoriscono ogni generalizzata

esenzione promossa per via legislativa.

Rimane ancora da valutare la posizione di quel particolare convivente (o, secondo alcuni,

coniuge) che è il registered partner, vale a dire il soggetto formalmente legato ad un altro da quell’istituto

simile al matrimonio noto come registered partnership. La fattispecie coincide con quella presente in D e

Svezia c. Consiglio52, ove la Corte ha stabilito che non costituisce discriminazione il trattamento deteriore

riservato al registered partner rispetto al coniuge. L’ipotesi in discussione può verificarsi unicamente nei

Paesi in cui è stato adottato l’istituto menzionato. Se la registered partnership viene considerata alla stregua

di istituto equivalente al matrimonio, allora l’unica differenza fra i due consiste nel fatto che il primo è

specificamente rivolto alle coppie formate da persone dello stesso sesso ed il secondo alle coppie di

48 Causa 170/84, Racc., 1986, p. 1607, punto 36.

49 Causa 171/88, Racc., 1989, p. 2743, punto 15.

50 Causa C-243/95, Racc., 1998, p. I-3739, punto 35.

51 Cit., punto 40, corsivi aggiunti. La disparità di cui si tratta non è stata ritenuta giustificata neppure dal Comitato ONU per

i diritti umani in Young c. Australia, UN HRC, 29 agosto 2003, CCPR/C/78/D/941/2000.

52 Cause C-122/99P e C-125/99P, Racc., 2001, p. I-4319.

19

sesso diverso; la scelta del secondo come requisito per la concessione del beneficio costituisce una

discriminazione di tipo diretto sulla base dell’orientamento sessuale. Al contrario, specialmente laddove

la registered partnership venga considerata una forma di riconoscimento che non coinvolge lo stato civile

degli interessati, che andrebbero dunque riguardati alla stessa stregua dei conviventi more uxorio, la

fattispecie integra una discriminazione di tipo indiretto e rientra nell’ipotesi discussa nella prima parte di

questo paragrafo.

2.6 Manifestazioni di omofobia e molestie

Sul luogo di lavoro può accadere che si verifichino manifestazioni di dileggio o disprezzo nei

confronti delle persone glb, sia da parte del datore di lavoro che da parte di colleghi o clienti. Tali

manifestazioni possono assumere forma verbale - attraverso l’uso di un linguaggio inappropriato - ma

anche forma non verbale, attraverso messaggi scritti o immagini oppure tramite il silenzio, l’esclusione

o la marginalizzazione delle persone prese di mira. Nella relazione di accompagnamento alla direttiva si

sostiene che le molestie possono verificarsi sotto varie forme, ‘dall’uso della parola, ai gesti alla

produzione, esibizione o circolazione di scritti, immagini o altro materiale’, fintantoché si tratti di

manifestazioni sufficientemente gravi. Tale inquadramento fornisce una prova convincente del fatto

che il legislatore comunitario ha inteso introdurre una nozione ampia di ciò che deve considerarsi

inaccettabile.

Di conseguenza, la nozione di molestie accolta nella direttiva sembra capace di ricomprendere al

suo interno ogni espressione omofoba che, essendo manifestazione di scherno, disprezzo, disgusto o

quant’altro per le persone glb, abbia lo ‘scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona e di creare

un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo’ (art. 2, c. 3). Sebbene la direttiva

rimetta al legislatore nazionale la scelta circa definizioni più particolareggiate della nozione di molestie,

essa richiede quantomeno che, da un lato, esse siano considerate come una forma di discriminazione,

dall’altro che sia dato rilievo, alternativamente, allo scopo o all’effetto dei comportamenti censurati.

Non è, dunque, necessario né che l’effetto si sia in concreto verificato, né che mancasse l’elemento

soggettivo o intenzionalità della condotta, essendo sufficiente che sussista l’uno o l’altro.

Fra i comportamenti ricompresi nell’ambito della norma vanno certamente annoverate le

proposte indesiderate a sfondo sessuale, che rilevano quale molestia a prescindere dal genere o

dall’orientamento sessuale dei soggetti coinvolti. In alcuni casi si potrà più facilmente affermare che

tale forma di molestia costituisce una forma di discriminazione nei confronti delle persone glb - perché

attuata da una persona eterosessuale che nutre disprezzo nei confronti di una collega perché lesbica -,

mentre in altri casi tale inquadramento risulta meno agevole, ad esempio quando le avances sono rivolte

indistintamente nei confronti di persone che si trovano attraenti (o per cui si nutre disprezzo), a

prescindere dal loro orientamento sessuale. In tal caso appare difficoltosa anche la scelta del termine di

comparazione necessario a provare la discriminazione, poiché il convenuto potrebbe eccepire che,

trattando tutti ugualmente male, nessuno sarebbe discriminato rispetto ad altri. In alcuni Paesi, la

giurisprudenza ha si è già confrontata con tale problematica. Al riguardo, la direttiva 2002/7353

distingue i due aspetti, laddove chiarisce (art. 2, c. 2) che le molestie a sfondo sessuale consistono in

‘ogni forma di condotta indesiderata verbale, non verbale o fisica’ che sia o che risulti lesiva della

dignità della persona o in un ambiente di lavoro intimidatorio, ostile, ecc., senza che debba essere

necessariamente correlata al sesso o ad altra caratteristica personale. In alcuni Stati è possibile che le

molestie a sfondo sessuale ricadano anche nell’ambito del diritto penale.

53 Direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, che modifica la direttiva

76/207/CEE del Consiglio relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per

quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro, G.U.C.E.,

2002, L 269, p. 15.

20

L’espressione di generiche opinioni negative riguardo l’omosessualità può essere considerata

un’ipotesi che si pone al limite fra la libertà di pensiero e le molestie, ciò che richiede una delicata opera

di bilanciamento fra opposti valori. Specialmente laddove si tratti di espressioni ripetute e manifestate

alla presenza di persone glb, la limitazione al diritto alla libertà di espressione può essere giustificata

dalla necessità di proteggere i diritti e le libertà altrui (art. 10 Conv.). In alcuni Stati tali espressioni

potrebbero ricadere entro il divieto di istigazione all’odio nei confronti delle persone glb.

Infine, anche l’outing, consistente nella divulgazione a terzi di notizie concernenti l’orientamento

sessuale altrui - ad esempio rivelare ad altri che un collega è gay – può costituire una forma di molestia.

Sebbene normalmente un esempio isolato di outing difficilmente potrà integrare le condizioni previste

dall’art. 2, c. 3, della direttiva, non altrettanto può dirsi quando si tratti di occasioni ripetute e diffuse: si

pensi ad una serie di biglietti collocati in vari luoghi o ad una serie di Emails.

2.7 Requisiti essenziali e determinanti e lealtà all’ethos religioso

Gli Stati membri possono prevedere che la disparità di trattamento, normalmente vietata, non

costituisca discriminazione laddove ‘per la natura di un’attività lavorativa o per il contesto in cui essa

viene espletata’ una caratteristica correlata all’orientamento sessuale costituisca un ‘requisito essenziale e

determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa’. La finalità deve essere ‘legittima’ ed il requisito

‘proporzionato’.

Il significato dell’art. 4, c. 1, della direttiva consiste nel giustificare una violazione prima facie del

principio della parità di trattamento qualora una disparità si imponga a causa della particolare natura

dell’attività: ad esempio, una compagnia teatrale che desideri assumere un attore per recitare il ruolo

dell’Otello di Shakespeare può richiedere che il candidato abbia un determinato colore di pelle. E’,

tuttavia, alquanto difficile immaginare attività lavorative che richiedano un particolare orientamento

sessuale, sicché la regola ora esaminata appare di scarsa rilevanza pratica. Può accadere, ad esempio,

che un’associazione di persone gay, lesbiche e bisessuali richieda che la persona che dovrà occuparsi di

una linea di assistenza telefonica o di counselling sia effettivamente gay, lesbica o bisessuale. Al di fuori di

ipotesi siffatte, è inimmaginabile che un determinato orientamento sessuale costituisca un requisito

essenziale e determinante.

Il considerando n. 18 della direttiva afferma che essa ‘non può avere l’effetto di costringere le

forze armate nonché i servizi di polizia, penitenziari o di soccorso ad assumere o mantenere nel posto

di lavoro persone che non possiedano i requisiti necessari per svolgere l’insieme delle funzioni che

possono essere chiamate ad esercitare’. La validità di un’opzione siffatta, che mira a promuovere

obiettivi certamente meritevoli di attenzione, deve essere apprezzata nei suoi giusti limiti. Nella

versione in lingua inglese si parla, in luogo di ‘requisiti necessari’, di ‘required capacity’ e tale formulazione

appare decisamente più chiara: il considerando mira a salvaguardare l’efficacia operativa dei servizi

menzionati dal rischio che le norme sulla parità di trattamento impediscano una selezione dei soggetti

più capaci ad affrontare i compiti richiesti per lo svolgimento di delicate funzioni di interesse pubblico.

Sebbene non sia concepibile che la capacità di svolgere tali funzioni sia pregiudicata dall’orientamento

sessuale54, tale formulazione rimane sospetta, anche alla luce del travagliato rapporto storicamente

esistente in molti Paesi tra omosessualità e forze armate.

In generale, si può affermare che la formula utilizzata dall’art. 4, c. 1, è piuttosto ampia, sicché è

auspicabile che gli Stati membri esercitino la massima cautela nell’introdurre regole in questo settore e

che la giurisprudenza adotti soluzioni interpretative fedeli allo spirito della direttiva.

Il c. 2 dell’art. 4 costituisce una reiterazione del c. 1 specificamente rivolta alle attività di chiese o

di altre organizzazioni la cui etica è fondata sulla religione o sulle convinzioni personali. La

disposizione ammette la conservazione (ma non la nuova creazione) delle prassi esistenti che

consentono la disparità di trattamento fondata sulla religione o sulle convinzioni personali. Essa non

presenta ripercussioni sull’orientamento sessuale, poiché consente alle organizzazioni menzionate di

54 Come stabilito dalla Corte europea dei diritti umani in Lustig-Prean e Beckett c. Regno Unito, cit.

21

superare il divieto di discriminare sulla base della religione, ma non quello sulla base di altre

caratteristiche protette. Tale limitazione è resa esplicita in fine della prima parte del c. 2.

Il secondo paragrafo del c. 2 costituisce, in questo quadro, un dilemma, laddove afferma che le

organizzazioni in questione possono ‘esigere dalle persone che sono alle loro dipendenze un

atteggiamento di buona fede e di lealtà nei confronti dell’etica dell’organizzazione’. Tale formulazione è

considerevolmente più vaga della prima parte del c. 2 e può interpretata in almeno due modi

contrastanti. Poiché il capoverso si apre con il termine ‘pertanto’ e non è previsto come terzo comma,

esso può essere letto come una specificazione della prima parte e, di conseguenza, non può essere

inteso nel senso di permettere altre disparità di trattamento che quelle fondate sulla religione o le

convinzioni personali. Al contrario, qualora sia considerata una disposizione dal contenuto autonomo

rispetto alla prima parte, si aprirebbe un diverso scenario, al cui interno potrebbero trovare luogo

disparità di trattamento altrimenti non permesse.

Concretamente, può avvenire che un organismo la cui etica sia fondata sulla religione richieda ai

propri dipendenti che mantengano un atteggiamento di ‘buona fede e lealtà’ nei confronti di tale etica.

La manifestazione di critiche troppo pregnanti o la promozione di un’etica concorrente o con essa

incompatibile sarebbe da riguardare quale condotta ‘sleale’ e, dunque, il licenziamento sarebbe

permesso.

Il requisito della lealtà all’etica può talvolta essere applicato ad espressioni dell’orientamento

sessuale. Si può affermare, ad esempio, che il fatto di essere gay o lesbica o di vivere in coppia con una

persona dello stesso sesso costituisca circostanza che, in mala fede, può essere considerata un attentato

all’etica in cui si riconosce il datore di lavoro? Secondo alcuni la risposta dovrebbe essere positiva: il

dipendente (ad esempio un insegnante, o un giardiniere) sarebbe licenziato non sulla base di essere gay,

ma sulla base del fatto di non essere un ‘buon’ fedele.

Qualora si concluda che il capoverso costituisce una specificazione della prima parte del c. 2,

anche in casi del genere non sarebbe ammessa alcuna disparità sulla base dell’orientamento sessuale tout

court, sebbene residui il profilo di ambiguità cui si è fatto cenno. In ogni caso, troveranno sempre

applicazione i criteri precisati dal c. 1, sicché il licenziamento di un insegnante di religione o di morale

sarà probabilmente da riguardarsi ‘essenziale e determinante’, mentre non lo sarà quello di un

insegnante di chimica o del giardiniere.

2.8 Condanne penali per reati correlati all’omosessualità

In alcuni Paesi varie disposizioni del diritto penale sanzionavano determinati atti sessuali fra

persone dello stesso sesso, aggravavano la pena per determinati reati se compiuti fra persone dello

stesso sesso, definivano in maniera più ristretta la nozione di ‘pubblico scandalo’ ed altre simili o

prevedevano diverse età del consenso rispetto ai rapporti sessuali fra persone di sesso diverso o dello

stesso sesso. Tali disposizioni non trovavano alcun corrispondente quando i medesimi atti erano

compiuti tra persone di sesso diverso ed anzi, per la precisione, esse si applicavano, generalmente, solo

a persone di sesso maschile. Sebbene molte di esse siano oggi scomparse o siano state riformulate, in

alcuni Paesi residuano tracce dell’antica discriminazione nella lettera della legge o nel modo in cui essa

viene applicata.

Per quanto riguarda il tema dell’impiego e dell’occupazione, può accadere che il datore di lavoro

richieda che il candidato, od il lavoratore, presenti un’attestazione circa l’assenza di carichi penali, ma

che un uomo gay sia stato condannato per un reato che non presenta un ‘equivalente eterosessuale’. In

questo caso, la disparità di trattamento può assumere i caratteri della discriminazione indiretta. Un’utile

illustrazione della problematica si rinviene nella sentenza della Corte di Strasburgo Thlimmenos c. Grecia55,

che riguarda una fattispecie comparabile a quella in esame. La Corte ha riscontrato una violazione

dell’art. 14 Conv. in connessione con l’art. 9 Conv. (libertà di pensiero, coscienza e religione) nel caso di

un testimone di Geova – precedentemente condannato per insubordinazione essendosi rifiutato di

55 Corte europea dei diritti umani, 6 aprile 2000, appl. n. 34369/97, Reports of Judgements and Decisions, 2000-IV.

22

indossare la divisa militare – la cui domanda di partecipazione ad un concorso pubblico era stata

rigettata sulla base della precedente condanna penale. Il governo greco ha sostenuto che la condizione

circa l’assenza di condanne penali per reati gravi era generale e neutra nei confronti della religione,

poiché si sarebbe applicata anche a greci ortodossi o cristiani cattolici qualora fossero stati condannati

per gravi reati.

La Corte ha stabilito che l’esclusione dal concorso era fondata sullo ‘status di persona

condannata’ e che tale disparità di trattamento generalmente non rientra nell’ambito dell’art. 14 Conv.

in relazione al ‘diritto alla libertà di professione’, diritto non garantito dalla Convenzione (punto 41).

Tuttavia, il ricorso non era fondato sulla disparità di trattamento tra persone condannate ed altre

persone, bensì sulla mancanza di una differenziazione tra condannati a causa delle loro convinzioni

religiose ed altri condannati. La Corte ha accettato tale argomento, considerando tale mancanza di

differenziazione discriminatoria poiché l’esclusione fondata sulla presenza di condanne penali non

appariva giustificata: la precedente condanna non implicava ‘disonestà’ o ‘turpitudine morale’ del

ricorrente, al contrario di quanto normalmente avviene per altri gravi reati (punto 47).

L’esame della ratio della disposizione sulla quale si fondava la condanna, dunque, si rivela come

l’aspetto cruciale della decisione. La Corte, infatti, ha riscontrato una diversità fra la posizione del

ricorrente e quella di altri condannati ed ha concluso che ‘il diritto a non essere discriminato (…) è

violato anche quando uno Stato, in assenza di una giustificazione oggettiva e ragionevole, non tratta

diversamente le persone le cui situazioni sono considerevolmente diverse’ (punto 44)56. Tale principio

appare suscettibile di essere applicato in svariati ambiti in cui si verificano discriminazioni fondate

sull’orientamento sessuale ed induce a ritenere che l’equiparazione fra condannati per reati senza un

equivalente eterosessuale (più volte dichiarati dalla Corte in violazione della Convenzione, dunque

sicuramente sforniti di una ratio degna di apprezzamento) ed altri condannati costituisce una

discriminazione contraria alla Convenzione. A sua volta, tale conclusione costituisce una persuasiva

indicazione circa la natura indirettamente discriminatoria - alla luce della direttiva quadro – della

condizione circa l’assenza di carichi penali.

Conclusioni

La direttiva 2000/78 pone un importante quadro di principi e regole concernenti, per la prima

volta, anche la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Prima della sua approvazione in

molti Paesi dell’Unione le persone gay, lesbiche e bisessuali non potevano usufruire, di fronte ad

episodi di discriminazione o molestie sul luogo di lavoro, di alcuno strumento giuridico capace di

consentire un’equa riparazione. Con tutta evidenza, dunque, la progressiva adozione della direttiva

quadro marcherà una svolta significativa per lo meno per quanto concerne il quadro legislativo di

riferimento.

Come si è visto, nei confronti di molte forme di comportamento che possono risultare in

discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale la portata della direttiva sembra sufficientemente

ampia per consentire un’adeguata salvaguardia del principio della parità di trattamento, sebbene il testo

contenga anche alcuni punti dubbi od oscuri. La direttiva, inoltre, si pone in generale come un

complesso di principi e regole rispetto a cui non è possibile arretrare, ma che possono certamente

essere sviluppati ulteriormente, sia nell’ambito dell’impiego e dell’occupazione che in molti altri settori

della vita associata.

L’omofobia - che si esprime attraverso attitudini negative, molestie, disparità di trattamento nei

confronti delle persone glb, o percepite tali o associate ad esse - costituisce una minaccia nei confronti

della diversità, nonché della libertà e dell’uguaglianza di ciascuno. Sebbene il diritto fornisca un

contributo limitato - non certo risolutivo dei molti fattori culturali, sociali e politici che rinforzano

questa grave piaga sociale - l’esistenza di regole certe, conosciute ed efficaci costituisce un importante

56 The right not to be discriminated against…is also violated when States without an objective and reasonable justification fail to treat differently

persons whose situations are significantly different’.

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permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 3/3/2009 alle 15:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 febbraio 2009
LAICITA' E' LIBERTA'
 
LAICITA' E' LIBERTA'



Non parlare, non ti sento
Primo piano
Tiziana Ficacci - www.nogod.it   
mercoledì 18 febbraio 2009
C’è una storiella ebraica molto carina. Da un naufragio si salva un uomo che approda su una isoletta deserta: l’omino, molto ingegnoso, edifica ponti, strade, dighe… e due sinagoghe. Dopo qualche anno approdano sull’isoletta i soccorritori che immediatamente gli chiedono: ma se sei solo perché due sinagoghe? E l’omino prontamente risponde: una è per pregare, nell’altra mai metterei piede. Descrive un po’ lo spirito di un popolo che non risponde ad una sola autoritaria idea e che non rinuncia, neanche al momento della preghiera, a discutere pure con l’Eterno.

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Dichiarazioni o Direttive Anticipate di Trattamento?
Primo piano
Roberto Bitetti - resistenzalaica@gmail.com   
martedì 17 febbraio 2009
In una recente intervista, il cardinale Severino Poletto, alla domanda su quale legge debba prevalere tra quella dello Stato e quella della religione (cattolica, ovviamente), così risponde:
«la legge di Dio non può mai essere contro l’uomo. La legge di Dio è sempre per l’uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l’uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell’uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti».

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I confini teocratici della libertà
Primo piano
cecilia maria calamani - roma- ufficiostampa@uaar.it   
lunedì 16 febbraio 2009

Nessuno può essere libero se costretto
ad essere simile agli altri

(Oscar Wilde)


Il dramma umano della vicenda Englaro ha spalancato le porte a un conflitto sociale e politico sui temi della bioetica che va ben al di là della legislazione sull’argomento, chiamando in causa la valenza dei nostri principi costituzionali sulla libertà dell’individuo e il pericolo di un’”etica di Stato” che annulli l’etica personale.
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La laicità non è un problema di coscienza
Primo piano
Guido Vetere - resistenzalaica@gmail.com   
venerdì 13 febbraio 2009
Con la vicenda Englaro e il Ddl sul testamento biologico, il nodo della laicità del Pd è venuto di nuovo al pettine, e stavolta, si spera, in modo defiinitivo. Veltroni ha detto che il Pd è compatto sul proprio disegno di legge, che consente di rinuciare all'alimentazione forzata. Tuttavia, alcuni esponenti tra cui Rutelli appoggiano il decreto del Governo che esclude la possibilità di autodeterminarsi.
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Per i prossimi mesi parleremo di eutanasia.(seconda parte)
Resistenza in Italia
enna   
domenica 15 febbraio 2009
Abbiamo sostenuto nella prima parte che l’eutanasia è altra cosa e diversa dalle norme che regoleranno il testamento biologico in dipendenza ed in esecuzione dell’art. 32 della costituzione.
Le norme che nella vigente legislazione puniscono fattispecie che si riconducono a forme di eutanasia sono l’art. 580 e l’art. 579 c.p. Le individueremo bene esaminandole.

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Vaticano - 1929 - 2009: 80 anni di libertà!
Resistenza in Italia
Maurizio Andrea - www.pianetaterra.tv   
sabato 14 febbraio 2009
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Per i prossimi mesi parleremo di eutanasia. (prima parte)
Resistenza in Italia
enna   
venerdì 13 febbraio 2009
Cominciamo col districarci nella legislazione attuale.

Le norme interessate direttamente o indirettamente, propriamente od impropriamente nella discussine possono essere:
-l’art. 32 della costituzione
-l’art. 580 c.p. quando parla di aiuto al suicidio.
-l’art. 579 c.p. che tratta dell’omicidio del consenziente.

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Rispetto per la famiglia Englaro
Resistenza in Italia
Ilaria Garosi - resistenzalaica@gmail.com   
giovedì 05 febbraio 2009
Una violenza inaudita, ecco cosa rappresenta l'atto del presidente del consiglio che, vedendosi scivolar via la situazione di mano, afferma il proprio potere dittatoriale proponendo un decreto addirittura urgente.
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Per i prossimi mesi parleremo di eutanasia.(terza parte)
Resistenza nel Mondo
enna   
martedì 17 febbraio 2009
Le legislazioni sull'eutanasia in vari Paesi del mondo.

Circa il chi, il come ed il dove vi invitiamo a leggere, e ne vale la pena come esempio di ottimo legiferare, la legge vigente in Belgio sulla eutanasia , una legge chiara, precisa e ben articolata.
Per conoscere che accade nel mondo in materia qui appresso troverete moltissime notizie.
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Segreti e bugie
Resistenza nel Mondo
Tiziana Ficacci - www.nogod.it   
venerdì 06 febbraio 2009
La storia di san Nicola è singolare. Le ossa del santo furono rubate a Mira (oggi Demre) in Turchia nel 1087 da un equipaggio di marinai baresi che le portarono nella loro città, fino ad allora sprovvista di un santo patrono. Fu così che Nicola diventò coattivamente il protettore di Bari. Ogni richiesta di restituzione incontrò un cortese ma fermo diniego. L’argomento, non privo di originalità, era che san Nicola volesse rimanere a Bari. San Nicola è rimasto a Bari e Bari è diventata meta di pellegrinaggi da tutto l’Est.
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L’anniversario di Darwin: la conoscenza e l’ignoranza.
Resistenza culturale
Stefano Faraoni - resistenzalaica@gmail.com   
giovedì 12 febbraio 2009

Così come sommare mele e pere, non si possono mettere a confronto teorie scientifiche e preconcetti religiosi; non si può mettere a confronto la teoria scientifica dell’evoluzionismo con il creazionismo, col pregiudizio che Dio ha creato l’uomo facendolo nascere dalla creta qualche migliaio di anni fa.

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Religiolus
Religioni e Libertà di Pensiero
trotzky - antiglob@yahoo.it   
giovedì 19 febbraio 2009
La setta cattolica Vera Libertà ha oscurato Religiolus, il film che critica gli aspetti più inverosimili della religione, coprendo con le scritte "Ateo NO" e "Vergogna" i manifesti che ne annuncavano l'uscita.
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Non ho bisogno di dire Talitha kum
Religioni e Libertà di Pensiero
Enrico Galavotti - resistenzalaica@gmail.com   
giovedì 12 febbraio 2009
Il caso di Eluana Englaro dovrebbe indurci a riflettere sul significato della scienza in un sistema sociale fortemente tecnologizzato, in grado di tenere in coma vegetativo una persona praticamente per un tempo indefinito.
Anche nel caso in cui esistesse il principio dell'habeas corpus, anche nel caso in cui si vivesse in uno Stato di diritto e si potesse beneficiare di un testamento biologico, resta sempre il fatto che la dignità umana deve saper porre un limite alla scienza.
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Il bue chiama cornuto il ciuccio
Religioni e Libertà di Pensiero
trotzky - antiglob@yahoo.it   
mercoledì 11 febbraio 2009
I reati più gravi perpetrati dai preti, per i quali non è sufficiente la confessione, ma occorre chiedere il perdono e l'assoluzione del Papa, sono quelli correlati al celibato ecclesiastico, come la pedofilia e l'aborto. Rientrano indubbiamente tra i reati gravi, tuttavia, anche il furto delle ostie consacrate, per utilizzarle nei riti satanici, e la violazione del segreto confessionale, in quanto rivelatori di una tendenza a svolgere attività chiaramente contrastanti con quelle che dovrebbero concorrere alla formazione dell'immagine del prete.
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Pubblico un vecchio articolo dal sito Resistanza Laica,
articolo peraltro purtroppo ancora attualissimo!






Laicità è libertà PDF Stampa E-mail
Alteredo e Anna Spina - resistenzalaica@gmail.com    
martedì 05 giugno 2007
Ci hanno preso tutto, siamo stati derubati, e ora siamo nudi. Si sono presi pure la foglia di fico, affinche’ ci ricordassimo bene la vergogna.

Il 13 giugno 2005, quando il 74% degli italiani diserto’ le urne del referendum sulla fecondazione medicalmente assistita, siamo stati depredati del nostro futuro: strappandoci dalle mani la scienza e la ricerca medica, ci hanno condannati alla sconfitta contro l’Alzheimer e il Parkison, l’infarto e il diabete. In un altro infausto giorno, precisamente il 28 marzo 2007, una
nota della Cei sulle coppie di fatto ci ha privati della liberta’ di scegliere come manifestare amore e affetto familiare di fronte allo Stato e alle sue leggi. Ricordiamo poi un terzo giorno, il 20 dicembre 2006: muore Piergiorgio Welby e di li’ a poco morira’ pure la speranza di ottenere finalmente il diritto a diventare padroni di se’, il diritto a decidere della propria vita e della propria morte, in liberta’. E, perche’ no, anche un quarto giorno: quel lontano 31 dicembre 1923 che diede alla luce la Riforma Gentile e l’introduzione dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica. Da quel giorno, e con i due concordati che si sono succeduti tra il 1929 e il 1984, anche la scuola e l’istruzione ci hanno rubato. E poi un quinto, e un sesto: tutti quei giorni in cui, anno dopo anno, attraverso la truffa dell’8 per mille, siamo stati derubati delle nostre tasse, che continuamente vanno a finanziare la scuola privata confessionale e a consolidare il potere della piu’ grande e aggressiva e antidemocratica multinazionale di tutti i tempi.
Il settimo, infine, si riposò. Perche’ non c’era più niente che potessero rubarci.

Perche’ sosteniamo che laicita’ e’ liberta’?
La laicita’ e’ quello spazio di neutralita’ ideologica dove cio’ che ci divide perde di significato e di importanza. Perche’ sappiamo che lo Stato ci rispetta, e ci tratta da eguali, qualsiasi fede professiamo, o non-fede. La laicita’ non ha aggettivi: non e’ sana o insana, non c’e’ buona laicita’ e cattiva laicita’. Perche’ laicita’ e’ liberta’, nel senso della celebre frase di Martin Luther King: “La mia liberta’ finisce dove comincia la vostra”.
Oscar Wilde lo ha detto forse nel più semplice ed efficace dei modi: “Nessuno puo’ essere libero se costretto ad essere simile agli altri”.

Un altro di quei giorni, di quei furti, e’ stato il giorno in cui la Giustizia italiana ha condannato il giudice
Luigi Tosti.
Ed e’ stato proprio attorno a Luigi Tosti che
i primi di noi si sono riuniti. A Rimini, per festeggiarlo e stargli vicino. Per fargli sentire la nostra solidarieta’.
E’ in quell’occasione che è nata l’idea di Resistenza Laica. L’idea di metterci insieme, di unire le forze, di realizzare un progetto comune, un giornale. Questo giornale.
Ognuno con il suo bisogno di laicita

***

Ma come funziona, in concreto, la laicita?

Si provi a leggere il testo della Legge del 9 dicembre 1905 relativa alla separazione della Chiesa dallo Stato, pubblicato sul Giornale ufficiale della Repubblica francese, che ha liquidato – anche finanziariamente – tutte le posizioni di potere cattolico che inquinavano la piena indipendenza e autonomia del potere politico. Undici pagine fitte di restrizioni ai privilegi ecclesiastici e clericali, ispirate all’aurea essenzialità dell’art. 1: La Repubblica (“francese”) assicura la libertà di coscienza. Essa garantisce il libero esercizio dei culti con le sole restrizioni di seguito enunciate nell’interesse dell’ordine pubblico. E via coerentemente con l’art. 2: La Repubblica (“francese”) non riconosce né finanzia né sovvenziona alcun culto. Di conseguenza, a partire dal primo gennaio successivo alla promulgazione della presente legge, saranno soppresse dai bilanci dello Stato, dei dipartimenti e dei comuni, tutte le spese relative all’esercizio dei culti... Gli istituti pubblici di culto sono soppressi…”. E nel seguito il testo regola il regime transitorio durante il quale verranno attuati i trasferimenti di beni.

Poi si provi a confrontare questa legge dello stato francese con la grottesca e pretestuosa decisione della Sesta Sezione del Consiglio di Stato italiano del 13 febbraio 2006 in merito a una causa relativa all’esposizione del crocifisso nelle scuole, dove l’esercizio fraudolento della giurisprudenza – evidentemente intimidita dal severo cipiglio delle autorità vaticane – si mette a far lezione di storia per concludere che, essendo la laicità dello Stato maturata nei diversi Stati europei in contesti diversi, “è evidente che in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza (!), di rispetto reciproco (!), di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità (leggi: quella dei cattolici contro le leggi dello stato italiano!), di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione (leggi: specie nei confronti dei non-credenti e non-cattolici!), che connotano la civiltà italiana... Questi valori, che hanno impregnato di se’ tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della Carta costituzionale, accolte tra i Principi fondamentali e la parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte Costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano”. E via argomentando con altre amenità ignobili di questo genere.

L’Italia non e’, dunque, uno Stato laico. E non lo e’ palesemente. Nonostante immancabili proclami da ogni parte politica di rispetto e tutela di quel principio – la laicita’ – che la nostra Costituzione ha fatto tacitamente proprio, pur senza mai esplicitarlo. E che la Corte costituzionale ha avuto modo di rimarcare in più di un’occasione. Infatti lo scontro politico non verte sull’esistenza o meno di tale principio. Tutt’altro, infatti esso è ampiamente riconosciuto, perfino da un partito come l’Udc e da un leader politico come Pierferdinando Casini. Lo scontro verte invece sul significato della parola laicità, sul suo contenuto. Fino ad arrivare a disquisire sulle differenze (non solo linguistiche) che separano o separerebbero la laicità dal laicismo, quest’ultimo sì, soprattutto dallo stesso Casini, più volte messo all’indice come degenerazione del principio.

Ma la disquisizione e’ essenzialmente capziosa e priva di reale fondamento. La realtà e’ che si tende a svuotare di senso il termine laicita’ per poterlo aggirare ed annullare. Laicita’ dello Stato significa netta separazione fra la sfera privata, dove il singolo cittadino ha piena liberta’ di abbracciare una religione o nessuna religione, e sfera pubblica, lontana dall’agone tra le fedi, spoglia di qualsiasi presenza ultra-umana che alteri il già delicato equilibrio di un’imperfetta democrazia. Ed e’ questo il punto centrale del problema, e il nocciolo della battaglia per la laicita’: le gerarchie cattoliche, e con esse buona parte della politica e non solo, semplicemente non accettano questa normale separazione, non accettano che la religione sia o debba essere un affare privato.

Per questo noi che scriviamo, e con noi molte migliaia di donne e uomini sensibili a questi temi, siamo più che convinti della necessità di andare oltre il consumato dibattito sulla libertà di religione – che vede al centro del discorso e del problema le religioni in concorrenza o convivenza fra di loro – per iniziare un cammino che finalmente ci conduca ad una piena libertà dalle religioni. Ovvero al pieno e riconosciuto diritto di cittadinanza per chi – come noi – sceglie di vivere nel mondo senza credere, senza appartenere, senza dogmi, e quindi senza religione. Nel pieno rispetto e in pacifica coabitazione con quanti invece compiono una scelta diversa. Ma, finalmente, anche con pari diritti.

***


Ecco, allora, perche’ siamo qui e perche’ speriamo di parlare a tanti, nella rete e fuori dalla rete: pensiamo che debba esserci un risveglio laico del Paese, perche’ laicita’ e’ liberta’, e’ rispetto dell'altro, e’ rispetto delle leggi, ed e’, infine, anche una sicurezza per chi crede, permettendogli di professare la sua fede liberamente e senza condizionamenti di sorta, nemmeno economici, dato, questo, che molte chiese non sembrano o non vogliono capire.

Dunque noi siamo qui, anche, per dare voce a quella parte non piccola di uomini e donne che non credono in una divinita’, ma fermamente credono nell'uomo e nella capacita’ tutta umana di essere fratello per i suoi simili, fratello, non perche’ lo imponga un Credo un dio castigante o benedicente, ma perche’ e’ ciò che prova, e’ ciò che vuole e cio’ che concretamente opera.

L'anima libera e’ rara,
ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perche’ provi
un senso di benessere
quando gli sei vicino

Charles Bukowski




Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d’ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d’ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine,
libera, libera, libera, libera nos Domine…


Francesco Guccini - Libera nos Domine , da Amerigo, 1978
Commenti (11)add
...
scritto da Firewoman , giugno 08, 2007
Se gli italiani capissero almeno quanti soldi la chiesa frega dalle loro tasche, forse allora un partito che intendesse emanare una legge come quella francese avrebbe possibilità di essere votato...
Perchè sui valori morali ognuno ha la sua idea, o meglio la maggior parte degli italiani hanno l'idea che è stata inculcata loro da piccoli, quindi se si vuole vincere questa battaglia secondo me bisogna puntare l'indice sulle opulente casse vaticane, è l'unica via per far aprire un po' gli occhi...

...
scritto da alteredo , giugno 09, 2007
Hai ragione Firewoman. La battaglia per l'8 per mille, infatti, è la prima e la più importante da fare.
...
scritto da DiPassaggio , giugno 16, 2007
Unico modo per mettere in crisi chiesa cattolica e stato è quello di dare l'otto per mille alla chiesa valdese...
( vedi appello di micromega)
...
scritto da fabri , giugno 18, 2007
sarebbe già un passo avanti ma purtroppo la chiesa ha mille modi per incamerare soldi.

...
scritto da Andrea , giugno 20, 2007
Io e la mia famiglia abbiamo già sottoscritto questa proposta di legge online:
http://85.37.183.5/8x1000/
per poter scegliere di dedicare l'8 per mille alla ricerca scientifica.
Mio fratello ha il diabete, e sapere che la sperimentazione non può iniziare perché dei deviati, complessati e pedofili ce lo impediscono, mi fa venir voglia di malmenare il primo prete che incontro per strada.
Ho divorato "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici" del mitico Odifreddi, di cui sono diventato un accanito sostenitore: finalmente uno che ha le p*lle di dire quello che pensa, anche in tv (ma non c'è verso, la Dandini lo ostacola e quell'altro "tizio" addirittura lo fa colpire da un fulmine-effetto speciale)
Sono stato ai funerali di Welby e sarò sempre più attivo su questo fronte.

Saluti

PS: non so se conoscete Richard Dawkins, lo sto scoprendo in questi giorni.
cercatelo su dailymotion.alice.it, ci sono almeno due documentari, con titoli molto promettenti:
"Il virus della fede" e "L'illusione di Dio"

...
scritto da Lorenzo , giugno 25, 2007
Cari amici, vi dimenticate che non ci tolgono solo possibilità di vita, ci tolgono anche bei soldoni, come ci ricorda quest'articolo di Repubblica:
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa.html
...
scritto da resistenza eletrica , agosto 08, 2007
ACQUA SU FIREWOMAN, ACQUA SU FIREWOMAN!!!!! LA CHIESA PER SOPRAVVIVERE NON HA' BISOGNO DI SOLDI NEMMENO DI QUELLI DI FIREWOMAN. SEMMAI UN GIORNO, VENISSERO A MENO TUTTI I BENI DELLA CHIESA, ESSA RIPARTIREBBE DA CAPO. NON PUOI NEUTRALIZZARE LA CHIESA CON POVERE IDEOLOGIE RAZIONALI O CON SLOGANS SESSANTOTTINI. ACQUA SU FIREWOMAN.
...
scritto da ledpurple , agosto 11, 2007
Sono d' accordo con resistenza eletrica.
...
scritto da Ateo Convinto , agosto 20, 2007
La chiesa non ha bisogno di soldi?E allora perchè li rubano alla gente che lavora,mentre essi non fanno altro che vivere come parassiti sulle spalle altrui da secoli?
I soldi dovrebbero andare alla ricerca scientifica,altro che clero...Ma invece i soldi vanno a chi propaga cazzate su cazzate.
...
scritto da resistenza eletrica , agosto 28, 2007
MA QUALE RICERCA SCIENTIFICA??? E CHI E' IN GRADO DI FAR FRONTE ALLE LOBBY SCIENTIFICHE, AI POTENTI CARTELLI DI INTERRESSI DOVE L'UTILMO D'EGLI INTERESSI E' L'UOMO?? NON DIMENTICARE CHE LA SCIENZA IN MANI SBAGLIATE E' UNA POTETE ARMA CONTRO LA STESSA UMANITA'. NON SERVONO RIFERIMENTI STORICI VERO???? CHI MAI SI E' MOSSO (POCHI A DIRE IL VERO) NEL NOME DELL PURO ALTRUISMO???? AL CONTRARIO, I PIU' IMPORTANTI SVILUPPI TECNOLOGICI E SCIENTIFICI NON SONO DI MATRICE MILITARE???? RECICLATI IN UN SECONDO TEMPO PER SCOPI CIVILI?? GARDA CASO INTERNET E LA BLOGOSRERA CHE "CI SALVERA". LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO MONDO. NON BASTANO BUONE INTENZIONI, SERVE PORTARLE AVANTI NEL TEMPO COSA CHE E' IMPREVEDIBILE DURANTE I CAMBI GENERAZIONALI. PERCIO' SOLO UNA STRUTTURA SANA COME LO E' LA CHIESA MAESTRA DI VITA PUO' FARSI GARANTE E DEPOSITARIA DELLA VERITA E PORTARLA AVANTI NEI SECOLI CON LA STESSA ESSENZA DI CHI L'HA FONDATA. NE RIPARLEREMO FRA 2500 ANNI???
...
scritto da AteoConvinto , settembre 06, 2007
ahahahahahahahah


http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=93&Itemid=27



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 20/2/2009 alle 12:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
16 febbraio 2009
Uno studio inglese rivela che la religione è un effetto secondario dell'evoluzione
 Studio inglese:
“la religione è un effetto secondario dell’evoluzione”

Si fanno sempre più numerosi gli studi che propongono
di risolvere il ‘mistero’ delle origini della religione da un punto
di vista evoluzionistico. Negli scorsi anni sono emersi
almeno tre filoni di ricerca (quello sociobiologico di Sloan Wilson,
quello antropologico-cognitivo di Scott Atran e Pascal Boyer
e quello che evidenzia anche l’aspetto ‘memetico’ del problema
di Richard Dawkins e Daniel C. Dennett).

Finalmente se ne è cominciato a parlare anche in Italia, qualche
mese fa, con il libro
Nati per credere di Vittorio Girotto,
Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara. Ma nuovi studi si aggiungono settimana dopo settimana: tanto che Michael Brooks, sull’ultimo
numero del New Scientist, ha pubblicato un lungo articolo
riepilogativo dal titolo
Born believers: How your brain creates God.

L’ipotesi che si sta ormai diffondendo a macchia d’olio è che la mente umana sia stata ‘forgiata’ dall’evoluzione per concepire personaggi
fittizi, non necessariamente ritenuti dotati di corpo ma, al contrario,
latori di ‘intenzioni’: di qui all’invenzione
di esseri soprannaturali, e alla successiva sistemazione di tali credenze
in un corpus condivisibile da una società (e dunque imponibile
a una società), il passo sarebbe stato breve.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato Domenica, 15 Febbraio 2009 alle 10:13 e classificato in Generale.
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33 Commenti a “Studio inglese: “la religione
è un effetto secondario dell’evoluzione””

  1. Bruno Gualerzi scrive:

    Domanda: ritenere che la condizione umana - certamente determinata dall’evoluzione - comporti l’esistenza di una coscienza di per sé in grado di renderci consapevoli della precarietà della vita umana, non è più che sufficiente per pensare che l’istinto di sopravvivenza dovuto alla vita per affermare se stessa porti a ‘inventarsi’ situazioni in grado di sopperire a tale ‘destino’? Ben venga che tutto ciò sia confermato (a me sembra che in ultima analisi lo sia) da questi studi, che però, per quanto detto, non credo rappresentino una novità.
    Fermo restando - ma ciò, più ancora di quanto affermato prima, è una mia opinione - che questi studi, certamente utili e necessari, dovendo però esplorare con criteri scientifici un pozzo senza fondo, possano costituire un elemento decisivo per una critica alle religioni.

  2. Flavio scrive:

    @ Bruno

    Plausibile il tuo ragionamento, ma l’evoluzionismo si chiede come ciò avvenga: bisogna ricostruire le tappe evolutive di questo processo per confermarlo.

    Si sta formando un consenso riguardo al fatto che il cervello si sia evoluto in modo tale da essere adatto a concepire pensieri anti-evoluzionistici!

  3. Simone Blasetti scrive:

    Il mio pensiero è simile a quello di Gualerzi. Io credo molto semplicemente che un essere molto evoluto come l’uomo e quindi dotato di un pensiero “evoluto” abbia la possibilità e la capacità di astrazione e formulazione di concetti complessi.

  4. Roberto Grendene scrive:

    @Bruno
    l’effetto “consolatorio” puo’ starci, certo
    ma il discorso e’ piu’ ampio: le ipotesi che si stanno facendo strada sono quelle per cui “siamo fatti per credere”, ed in particolare si studia perche’ l’evoluzione ci ha portati ad essere cosi’.
    E non necessariamente credere in divinita’, ma credere alla chiacchiera tra colleghi, credere alla pubblicita’, credere a mille superstizioni
    A me sembra molto plausibile che il nostro cervello sia impostato cosi’, e mi convince il ragionamento di Dawkins per cui “il bambino scettico e’ un bambino morto”, mentre il bambino che crede a cio’ che si dice in giro (genitori innazitutto) e’ un bambino piu’ protetto. Purtroppo il vantaggio in certe circostanze (guardare prima di attraversare la strada, non accarezzare un crotalo) diventa un grosso problema in altre (credere nell’uomo forte, ingaggiare una guerra di religione)

  5. ateismo scrive:

    L’evoluzione è come una macchina, dai meccanismi assai complessi, che rende possibile la sopravvivenza dei viventi sulla terra. E’ chiaro che la condizione stessa dell’uomo, adattato ad una natura non necessariamente ostile, ma semplicemente indifferente alla sua esistenza, pone le basi per la tendenza a credere che le cose… non stiano così. Il credente trova così consolazione nella preghiera, mentre l’ateo (ad es.) nella filosofia. Entrambi sembrerebbero accomunati da un desiderio di sopravvivere ed adattarsi al mondo che li circonda, in modo classicamente darwiniano.

    Probabilmente l’idea stessa di un mondo crudelmente insensibile alle nostre vite tende, per una sorta di residuo di spirito di sopravvivenza, a convincere alcuni individui che non possa essere così. e di conseguenza dio diventa un tappabuchi-consolatore, non affermabile e non negabile, che fa da scudo alle insicurezze di un uomo, oggi come oggi, globalmente indebolito dalla solitudine e dall’omologazione moderna. Da qui nasce progressivamente l’idea di divinità invisibili che si curano di noi, mediante la propagazione e le mutazioni di opportune unità memetiche. Questa idea residua nei vari secoli, proprio perchè sopravvissuta fino ad oggi, diventa sempre più consolidata ed inattaccabile, fino ad arrivare a forme isteriche e/o integraliste.

    Scusate la lunghezza del post ma trovo l’argomento fin troppo interessante :)

  6. Macklaus scrive:

    E’ vero: l’argomento è interessantissimo poichè, tra le altre cose pone l’analisi di come la mente umana agisca, al di la di differenze culturali, temporali o geografiche. E’ interessante notare come, analogamente al fenomeno di convergenza evolutiva attraverso la quale due specie animali diversissime tra loro tendono ad assumere forme simili quando entrambi occupano la stessa nicchia ecologica (es. tra lo squalo-[un pesce] e un delfino-[un mammifero] ), cosi’ anche la compulsione alla trascendenza è una caratteristica comune nei popoli di tuttte le epoche e tutte le culture. Vi è la presenza di un principio assoluto, generatore di tutto l’universo tangibile, e l’immagine di un aldilà, una vita oltre la morte nei culti dell’America pre-colombiana, come nelle religioni paleogermaniche (il Walallha), o dell’era classica con gli dei dell’Olimpo, come negli innumerevoli culti tribali africani e cosi’ via. Bruno Gualerzi ha esattamente focalizzato un aspetto importante: l’istinto di sopravvivenza influenza la razionalità e la coscienza, spingendola a creare la fuga ideale di una vita oltre la nostra esistenza fisica.

  7. Masque scrive:

    Siamo abituati fin piccoli a pensare che ogni evento accade perché qualcuno l’ha fatto accadere (il lego si è schiantato per terra perché io l’ho fatto cadere dal seggiolone… la mamma mi sta allattando, perché l’ho chiamata piangendo… la palla serve per giocare… e così via fino a cose più complesse). Si cerca di capire la causa dell’effetto. Quando gli eventi da spiegare sono troppo complessi, si fa prima a pensare che ci sia qualche entità invisibile che li ha causati. Una causa ci deve sempre essere e l’esperienza ci ha insegnato che dietro ad una causa c’è sempre una volontà. Si va quindi per la soluzione cognitivamente più economica. Ma si tratta di una deduzione ingenua. Sicuramente molto utile agli uomini preistorici per delimitare certi pericoli o trasformare in rituali certe azioni che empiricamente portavano a benefici, senza che ci fosse l’effettivo bisogno di capire cosa succedesse realmente.
    È lo stesso meccanismo che portava alla creazione dei tabù. Basta individuare una sorta di legge basandosi sull’osservazione dei fatti. Violare la legge può causare la morte prematura o guai per la tribù. Il tabù dell’incesto, ad esempio nasce per permettere scambi ed alleanze fra tribù, mediante l’accoppiamento dei giovani di tribù diverse. Due tribù diventano quindi come una tribù sola ma più forte. Inoltre, si garantisce una maggiore varietà genetica. Da qui ad attribuire ad un’entità invisibile la causa dell’evento complesso, cioè la maggior prosperità, il passo è breve.
    La tendenza a credere nel soprannaturale potrebbe essere un processo di attribuzione d’intenzionalità.

  8. Andrea scrive:

    Consiglio il libro “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” di Julian Janes. Saggio scritto più di 30 anni fa, è secondo me una lettura che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita.

    Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_crollo_della_mente_bicamerale_e_l%27origine_della_coscienza

  9. Luigi Riboldi scrive:

    Da razionalista quale io sono, constato, dopo aver letto l’articolo in inglese, che si tratta ancora di una teoria, ovvero che la neuroscienza ha il compito di indagare a quale bisogno evolutivo risponde la religione. Sicuramente il sospetto ch essa serva a farci star meglio quando affrontiamo le paure o qualcosa di sconosciuto, è forte.

  10. Luigi Riboldi scrive:

    Trovo molto interessante nell’articolo lo studio fatto sui bambini di tre anni, i quali attribuiscono “un disegno intelligente” ad oggetti inanimati. In effetti, credo che dare una spiegazione animata a qualcosa che non lo è, deve contrinuire a farci sentire meglio.

  11. Simone Blasetti scrive:

    Le religioni sono anche la scienza dell’antichità, servivano a spiegare ciò che l’uomo ancora non era in grado di spiegare e in modo particolare tutti gli eventi più catastrofici, pericolosi, spaventosi, dai fulmini ai terremoti, le inondazioni, le epidemie, le infestazioni, ecc. La Bibbia contiene molti esempi di questo tipo. Quando il metodo scientifico è cambiato, l’uomo è rimasto tuttavia ancorato alle antiche credenze e oggi usa il nuovo metodo per spiegare il vecchio. Alla base di tutto vi è la spinta verso la conoscenza, il morso dato al frutto proibito. Ancora oggi, dopo la morte di Dio di cui parlava Nietzsche, l’uomo continua a dar vita al soprannaturale nel momento in cui la scienza è costretta ad arrendersi dinanzi all’impossibilità della conoscenza globale. Quindi Dio è realmente eterno.

  12. Otto Permille scrive:

    Sono rifacimenti di studi già fatti e conosciuti da tempo nel campo della neuroteologia. L’unica cosa veramente nuova è l’aspetto divulgativo con cui vengono presentati. Però questo aspetto divulgativo è molto ambiguo, perché con gli stessi argomenti i teologi stanno dimostrando che la fede, la credenza è un fatto naturale e che quindi l’ateismo è una tendenza contro-natura.

  13. Luigi Riboldi scrive:

    @ Otto Permille: verissimo. Ma se i teisti fossero intellettualmente onesti, dovrebbero anche spiegare a quale bisogno evolutivo risponde l’ateismo. Il fatto che gli atei esistono deve avere anch’esso una spiegazione evolutiva, altrimenti non ce ne sarebbero e si sarebbero estinti. Se poi sono aumentati nel tempo (è un sospetto, in quanto nell’antichità non credo che vi furono censimenti, a parte le persecuzioni verso gli atei), allora vuol dire che essere atei in questo ambiente, aiuta meglio che essere credenti. Se da un lato essere atei ci obbliga a fare i conti con la realtà così co`m’è e non come vorremmo che fosse, da un altro l’ateismo ed ancor più il razionalismo, ci aiutano a trovare le soluzioni a grandi problemi come le malattie, la fame ecc…

  14. Stefano Bottoni scrive:

    Il pensiero ateo è il pensiero ribelle. E’ quello che ti toglie il filtro davanti agli occhi e ti fa vedere la realtà per quella che è.
    L’ateo è la pecora che scappa dalla fila che sta entrando al macello, che tenta di dire a tutte le altre di fare lo stesso, anche se sa che la maggior parte risponderà: -Ma fanno tutti così…-.
    L’ateo è colui che in passato, guardado gli uccelli, si chiese perchè non potesse fare lo stesso pure lui. Gli venne risposto: -Se dio avesse voluto che l’uomo volasse, gli avrebbe fatto le ali!-. Poi l’uomo si costruì le sue ali, volò… E ovviamente i monarchi vaticani, pur continuando a sputare contro gli atei, hanno sfruttato alla grande le ali inventate da quegli ateacci di Leonardo e dei fratelli Wright.
    L’ateo è.
    Se non fosse, non sarebbero esistite la radio, poi la televisione, ora internet…
    Tutti strumenti che solo 150 anni fa sarebbero stati definiti “diabolici”. Ma che, chissà perchè, sono ampiamente utilizzati da lorsignori monsignori per vomitare tutte le loro menzogne contro la modernità.

  15. ugaciaka scrive:

    azzo, sono un devoluto allora?

  16. Stefano scrive:

    Scusate ma la ricerca pubblicata sopra non dice proprio niente di nuovo o di “ateo”, anzi state attenti, perchè allora è vero che (come dice un cardinale) NON esistono gli atei (born to believe). saremmo strutturalmente fatti per credere.

  17. Stefano Bottoni scrive:

    @ Stefano

    Chiunque dica che gli atei non esistono fa la stessa figura del don Ferrante dei “Promessi sposi”, che negava l’esistenza della peste mentre la gente gli moriva attorno… e poi ne morì egli stesso.

  18. MicheleB. scrive:

    Penso che se si vuole spiegare tutto con la genetica , prima o poi ci si riesce, anche se ci diamo un quadro a dir poco parziale della realtà. Parlare di “guide” genetiche, istintuali, nell’homo sapiens è moooolto pericoloso; tant’è che chi l’ha fatto spesso ha avuto degli stimoli, diciamo, ideologoci. Evoluto per credere lo sarà il signor Brooks e tutta la sua tribù.
    Che la capacità di astrazione umana sia finalizzato all’invenzione di esseri supremimi pare evolutivamente insensato e sarei curioso di sapere cosa ne penserebbe di talle buffonata il buon Desmond Morris. Per quanto mi riguarda, il soprannaturale è un percorso interamente sociale (cfr. Feuerbach e Durkheim); è la socialità in ogni sua forma che ha indubbiamente potenti radici genetiche. Ogni proposta di riconoscere la “naturalità” di un comportamento umano, porta INEVITABILMENTE a bollare come patologia l’assenza di quel comportamento.

  19. ignazio scrive:

    Non sono un medico, ma sono fermamente convinto che l’unica disciplina che può dare una spiegazione al “fenomeno religioso” sia la psichiatria.

  20. MicheleB. scrive:

    @Ignazio
    Più che la psichiatria direi la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia culturale, la linguistica e, volendo, la filosofia.

  21. béal feirste scrive:

    @ Stefano Bottoni

    Molto bello il tuo post.

  22. Vianodivagli scrive:

    Se l’ “evoluzione” ci ha messo in testa l’ esistenza di Dio, c’è da spiegare il perché. Ma se Dio esiste, non può non aver messo in testa alle sue creature la sua esistenza. E’ il suo DNA.

  23. Daniela scrive:

    a proposito di evoluzione, oggi ho visto la mostra su Darwin al palazzo delle esposizioni a roma, davvero ben fatta, si vede il tocco di Pievani. E’ stato un piacere, e alla fine ho comprato due libri “Nati per credere” e “George, il solitario”. Due giorni fa invece ho comprato “Perché laico” di Rodotà e “In principio era Darwin” di Odfreddi, ne ho di libri da leggere.

  24. Cesare B scrive:

    E con cio’? Non si vede perche’ mai una cosa che il nostro cervello e’ geneticamente predisposto a pensare debba necessariamente essere falsa. Noi siamo predisposti anche a pensare in termini di quantita’, ma cio’ non dimostra che l’aritmetica sia falsa. All’inizio di questa discussione campeggia, come notizia correlata: ” Studio italiano: omosessualità naturalmente in accordo con evoluzione”. Chiaramente questo argomento viene addotto per affermare la legittimita’ naturale dell’omosessualita’: se e’ frutto dell’evoluzione … Ma allo stesso modo si potrebbe ragionare per confermare che l’uomo e’ “naturaliter religiosus”, e sostenere, di conseguenza, che l’ateismo e’ contro natura.
    Quanto a Ignazio (d’ Antiochia o, di Lojola?) che scrive: “non sono un medico, ma sono fermamente convinto che l’unica disciplina che può dare una spiegazione al “fenomeno religioso” sia la psichiatria”, osservo che, appunto … non e’ medico (e forse neanche dottore) e che probabilmente farebbe bene a conoscere un po’ meglio i due rispettabili ambiti di pensiero che cita. Studiare fa bene a tutti, anche agli atei.
    Saluti.

  25. Bruno Gualerzi scrive:

    @ Cesare B.
    L’uomo, proprio perchè è un prodotto dell’evoluzione, non è mai ‘naturaliter’. Oppure, se proprio si vuole usare questo termine nel senso che è esso stesso natura, questa sua naturalità verrà individuata e studiata in un certo senso ‘bloccando’ l’evoluzione in una sua fase. Quindi a che cosa noi siamo ‘predisposti’ lo possiamo dire, ma senza alcuna pretesa di considerare questa predisposizione un carattere permanente.
    Se mai, ciò che più di ogni altra cosa è possibile considere come neturaliter, almeno da un certo momento in poi, è la facoltà di parlare, cioè di pensare… che poi è la condizione prima per cui siamo qui a discutere. E certamente l’uomo può pensare anche ciò che diventa oggetto di culto religioso, ma potrà pensarlo soltanto… come possiamo pensare soltanto ciò che eravamo prima che comparisse la coscienza intesa come facoltà di pensare, e ciò che saremo come individui dopo la morte, e come specie - almeno fino a quando sopravviverà - in un futuro prossimo o remoto.
    Insomma, il fatto che si possa pensare in termini religiosi non signifika affatto che l’uomo sia ‘natureliter religiosus’, mentre l’ateismo, nel suo signifikato più autentico, dovrebbe fondarsi proprio su questa consapevolezza.

  26. Luciano scrive:

    OK, forse c’è un po’ di confusione al proposito. Il bambino riceve informazioni indispensabili alla sopravvivenza, ed assieme ad esse informazioni religiose. A questo punto sarebbe lecito chiedersi se le informazioni religiose siano utili alla sopravvivenza. Essendo la religione una forma di controllo sociale direi di si, per via indiretta. Il bambino ribelle nega, assieme alle informazioni religiose, anche quelle indispensabili alla sopravvivenza, quindi ha maggiore probabilità di andare incontro ad un evento che ne causi la morte. V’è da dire che le religioni antiche, di cui a mio avviso il cristianesimo è una evoluzione, erano direttamente collegate a corpi astrali, ed eventi climatici ciclici.

  27. Thors scrive:

    La mente umana dell’Italietta è stata ‘forgiata’ dall’evoluzione per concepire personaggi fittizi come Berlusconi!

  28. Bruno Gualerzi scrive:

    Chiedo scusa per la dose più ricca del solito di strafalcioni che costellano il mio ultimo intervento. Confido comunque che quanto intendevo dire, se mai risulterà poco comprensibile, sarà per altro e non per la loro presenza.

  29. luxio scrive:

    io non sono affatto d’accordo con l’ipotesi avanzata. secondo me dipende da una
    economizzazione nel viaggio della conoscenza. cmq comprerò almeno uno di questi libri citati per saperne di +.

  30. Magar scrive:

    @Otto Permille
    Beh, la credenza è un fatto naturale, altrimenti i credenti non sarebbero così tanti in tutto il mondo! Il “quindi l’ateismo è una tendenza contro-natura” invece è un non sequitur: da un dato di fatto si cerca inopinatamente di trarre un giudizio morale; da quando in qua la natura è maestra di vita?
    Senza contare che l’esistenza degli atei dimostra che pure l’ateismo (e in generale il razionalismo) è, alla stessa maniera, un fatto naturale. Forse più facile da spiegare, evolutivamente parlando, rispetto ai salti nell’irrazionale.

    Dunque non vedo cosa ci sia da temere per gli atei con queste ricerche. Anzi, ben venga chi cerca di spiegare “come il nostro cervello crea Dio” (e non viceversa)!

  31. BackDream scrive:

    @CesareB: il fatto che si possa tranquillamente affermare che “i gatti a pelo lungo sono un fenomeno del tutto naturale” non implica che “i gatti a pelo corto quindi siano contro natura”. A volte lo studio di un po’ di logica aiuterebbe…

  32. Fabio Milito Pagliara scrive:

    leggete il libro Nati per credere, poi sarà tutto più chiaro :)
    compratelo via uaar (ibs) così aiutate l’associazione!

    Fabio Milito Pagliaa
    Coordinatore circolo UAAR di Salerno

  33. MicheleB. scrive:

    Rimango dell’idea che si tratti di una enorme cretinata: l’evoluzione si basa sul principio di adattamento; quindi la capacità di inventarsi supestizioni ed esseri fittizi dovrebbe essere funzionale alla sopravvivenza di un clan nomade di cacciatori-raccoglitori. La coesione del gruppo, l’integrazione in esso, la solidarietà e la collaborazione frai membri sono frutto della spiccata tendenza alla socialità. Dov’entra la religione, in ciò? Dov’è necessaria? Non è affatto necessaria, perchè se accettiamo che la comunione di un mito sia l’unico strumento
    (o comunque il principale) per la coesione di un gruppo, commettiamo una ridicola mistifi-cazione storica. E’ la socialità che crea il mito, non l’inverso.

http://www.uaar.it/news/2009/02/15/studio-inglese-
la-religione-effetto-secondario-dellevoluzione/


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8 febbraio 2009
Ancora su Emanuele Lo Bue e le inutili cure cui è sottoposto, nell'attesa di un miracolo più improbabile della neve a Ferragosto a Cagliari.
 
Ancora su Emanuele Lo Bue e le inutili
cure cui è sottoposto nell'attesa
di un miracolo più improbabile
della neve a Ferragosto a Cagliari.

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Emanuele non esiste più e non c'è alcuna possibilità che ritorni
il bambino intelligente che era! Di lui persiste un corpo senza
più la mente. Quel corpo è meno umano di uno scimpanzè,
dato che ha una neocorteccia che, in quanto è necrotizzata,
è qualitativamente inferiore a quella di un babbuino (per essere
generosi... in realtà sta sotto anche a un coniglio!!). Non basta
avere un corpo umano per essere delle persone, in assenza
di una mente intelligente, cosciente, sensibile.
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Che cinismo assurdo, è verò che Emanuele probabilmente non tornerà
mai come prima, tuttavia sostenere la sua famiglia e divulgare questa
storia, non è del tutto inutile. Le spese per il mantenimento di un bambino
in queste condizioni sono enormi e seppur ridotto in queste condizioni,
EMANUELE E' UN ESSERE UN UMANO e come tale ha diritto
a delle cure, per quanto tormentata e difficile possa essere la sua
vita e quella della sua famiglia.

aggadym
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che pena quell' aaaaa continuo.... sa dire solo quello? oppure è
un disperato grido di aiuto? però 15 minuti di anossia in teoria
lo avrebbero dovuto uccidere (morte cerebrale) e invece è ancora
vivo, sia pure solo vegetativamente... Purtroppo le possibilità
di un recupero delle sue facoltà intellettive sono nulle. Troppi
i danni causati dall'anossia. Resterà un oligofrenico per il resto
della sua vita.
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Sei tentato di dare soldi alla famiglia di questo rimasuglio
di essere umano? non farlo!! piuttosto adotta a distanza
un bimbo povero! è meglio, ci sono molte probabilità
in più che i soldi che donerai siano davvero utili
(ad esempio in alimentazione, istruzione, igiene, prevenzione,
avviamento professionale, investimeni produttivi....)
Le cure volte al ripristino delle sue funzioni intellettive
sono inutili, dato che Emanuele non sarà mai più
un essere umano normale; anzi neppure umano.
0
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questo "rimasuglio di essere umano" come dici tu,
è un bambino che con delle cure può tornare a ridere,
scherzare e giocare come ogni altro bambino della sua età.
e ha tutto il diritto di farlo.
coraggio Ema!!
io sono con te <3
aggadym (9 minuti fa) Mostra Nascondi
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Un'anossia (assenza di ossigeno), di ben 15 minuti, gli ha
bruciato i neuroni della corteccia cerebrale. Quindi è assai
più probabile una tormenta di neve a Cagliari a ferragosto
che non il ripristino delle funzioni cognitive di Emanuele.
Tu e troppe altre persone, siete fuori della realtà.
Io sostengo solo la verità: non ha senso spendere
per piccoli insignificanti miglioramenti, che non cambieranno
sostanzialmente la sua situazione.
Senza la mente la persona non esiste più.
0
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amore quanto mi fa male quel pianto ti amo ema
Wolfer0907 (2 sett. fa) Mostra Nascondi
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Dio se esisti ti prego aiuta Emanuele, forza c'è la farai
2dntf (2 sett. fa) Mostra Nascondi
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chi è stato??? voglio la morte loro e dei loro cari...
un bacio dolce emanuele,
con la speranza che qualcuno la paghi cara...
0
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gioia di mamma tua.....spero tantissimo che la paghino cara....
esseri immondi vorrei loro al posto di emanuele!!!
e fargli piangere tutte le lacrime del mondo....
emanuele ti voglio tanto bene...
sissyg81 (2 sett. fa) Mostra Nascondi
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amore lui....
bu01061998 (3 sett. fa) Mostra Nascondi
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piccolo ema spero che quei bastardi paghino
e caro cio che ti han fatto.....ti voglio bene....un bacio

http://www.youtube.com/watch?v=0o2tKvC4VZo



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30 ottobre 2008
Aboliamo Comunione e LIberazione
Uniti contro la setta più potente d'Italia: Comunione e Liberazione.

Io sono stato in CL per un anno, ma poi me
ne sono andato per due ragioni:

1) perchè non avevo fede

2) perchè non mi hanno rispettato, ma hanno interpretato letteralmente la Bibba e, in base ad essa, hanno sentenziato
che l'omosessualità è nella migliore delle ipotesi una malattia,
nella peggiore un delitto alla stregua dell'omicidio. 
Roba da matti!

Quel che segue è il testo di presentazione del gruppo
di Facebook che promuove l'abolizione
di Comunione e Liberazione.

______________________________

Visto la dimensione cha ha assunto questo gruppo, sento il dovere
di prenderlo maggiormente sul serio, e ho quindi deciso di scrivere
una descrizione più ragionata, meno viscerale, che mostri più
nel dettaglio come la penso.

Questo gruppo è nato quasi per scherzo, dopo una serata in cui,
con la mente obnubilata da qualche bottiglia di vino, durante
una discussione sull’esistenza di Dio, io liquidai la questione
con la frase che fu per un po’ logo e slogan di questo gruppo,
ovvero “Non credo in Dio proprio perché ci credono i ciellini”,
volendo con questo significare che non potevo credere in un Dio
che fosse il motore immobile di un movimento come quello di CL,
verso il quale nutro una personalissima, ma a quanto pare condivisa,
avversione.

La mia avversione ha radici molto personali, familiari a dir la verità.

Ho dei parenti, a cui sono estremamente legato, che appartengono a CL.
Sono delle persone splendide, disponibili e sinceramente e profondamente
religiose. Non conosco tutta la loro storia personale, ma so che nella loro
vita sono entrate a far parte di questo movimento, rimanendo però sempre
legate alle loro convinzioni, senza entrare nel giro che sicuramente
li avrebbe portati a grossi vantaggi di varia natura, come avanzamenti
di carriera e agevolazioni di ogni tipo. È confrontando con queste persone
ogni ciellino che ho incontrato successivamente che è nata la mia
avversione nei confronti di CL.

Tralasciando alcuni casi in cui ho incontrato persone estremamente
intelligenti che però da sempre avevano vissuto in contesti ciellini
e che quindi per motivi ambientali erano state traviate fin dalla
nascita, la maggior parte dei ciellini che ho incontrato era contraddistinta
da una religiosità bigotta e dogmatica, superficiale, talvolta addirittura
fittizia, ed era incapace di utilizzare argomentazioni differenti dal
“perché si”; ho incontrato e saputo di opportunisti che si sono
uniti a CL solo per poter fare carriera, o solo per poter contare
su un elettorato sicuro in vari frangenti.

Quello che mi dà fastidio è che coloro che si uniscono a CL spinti
da una sincera religiosità finiscono solo per fare da sostegno ad un
movimento in cui fanno da padroni gente che di loro se ne frega,
che lucra sulle loro convinzioni e che li usa solo come massa
elettrice assicurata.

I singoli possono essere persone splendide, ma è il movimento
che va eliminato.

Non ho niente contro chi crede, semplicemente faccio parte
di quella categoria di persone che ha bisogno di prove per accettare
qualunque cosa: non ho fede, né mai potrò averla. Posso anche
stimare chi ce l’ha, ma non potrò mai stimare chi lucra su
di questi, spacciandosi come un loro sostenitore.

Da cui, Aboliamo CL.




Se ora qualcuno deciderà che non sono abbastanza estremista per lui e vorrà
lasciare il gruppo sarà libero di farlo, ma proprio perchè oramai ci sono così tanti
membri, per onestà intellettuale ho sentito il bisogno di dire come la penso davvero.
A questo punto, fate come credete...



Tratto da:

http://www.facebook.com/group.php?gid=14056818805



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28 settembre 2008
Disturbo Bipolare. Chissà se è questo che ho...
Disturbo Bipolare. 
Chissà se è questo che ho...

Non credo, dato che non mi sento mai euforico.


Il disturbo bipolare

Il disturbo bipolare (DB) è una patologia nella quale i normali stati dell'umore, tristezza e felicità, si presentano ciclicamente amplificati e alternati a periodi di normalità.

La depressione

La tristezza, una normale reazione agli eventi spiacevoli, diventa nel DB depressione e la normale fatica diventa grande stanchezza , ipersonnia (aumento del sonno) o insonnia (spesso nelle prime ore del mattino), catatonia (immobilità marcata), marcato aumento e riduzione dell'appetito.

La concentrazione può diventare difficile o impossibile, il pensiero e la parola diventano più lenti, confusi e poco lucidi. I pazienti spesso lamentano problemi di memoria che può essere o non essere riscontrata durante la visita medica e comunque più frequentemente la capacità di memorizzare è ridotta. La persona che soffre di depressione frequentemente si sente demotivata, pessimista e con scarsa stima di sé, avverte dolori e disturbi vaghi e sfumati, si sente in colpevole e inadeguata, piange e si commuove facilmente. Può anche avere idee di morte e pensare al suicidio, desiderarlo e a volte tentarlo.

Tutti questi sintomi sono spesso più frequenti al mattino con un certo miglioramento durante la giornata. A volte sono presenti deliri ed allucinazioni: una persona può essere convinta di essere responsabile e colpevole di cose non commesse, credere nella imminente fine del mondo o che la propria famiglia sia in condizioni di rovina.

I deliri sono false convinzioni circa qualcuno o qualcosa. Una persona con un delirio di grandezza può credere di essere in grado di volare, per esempio, o di essere uno speciale emissario di Dio. Le allucinazioni sono false percezioni in assenza di oggetto. Possono essere uditive (voci, le più frequenti), visive, olfattive, gustative o tattili. Una persona con allucinazioni grandiose può vedere Dio e sentire la sua voce o immaginare di vedere i pianeti mentre sta viaggiando intorno al pianeta solare: un po' come sognare ad occhi aperti.

La fase maniacale

Nella fase maniacale la normale felicità può elevarsi fino ad uno stato di euforia, con grande stima di sé, ottimismo eccessivo, espansività delle idee e delle azioni, sensazione di grande energia, estrema irritabilità e a volte deliri e allucinazioni. I deliri e le allucinazioni sono grandiosi, la critica può essere seriamente compromessa provocando un comportamento inappropriato con impulsività. Per esempio, una persona in fase maniacale può spendere molti soldi, fare acquisti folli, guidare in modo pericoloso o presentare un comportamento sessuale che di solito non ha. La persona può essere facilmente distratta da dettagli, sottovalutando i pericoli.

I pazienti maniacali hanno un pensiero veloce, prendono velocemente decisioni importanti e possono credersi capaci di risolvere problemi complessi in un batter d'occhio. I pazienti più gravi spesso hanno pensieri così veloci da non riuscire a stare al passo con il loro stesso pensiero. A causa del fluttuare rapido dei pensieri, i pazienti maniacali possono presentarsi confusi e incapaci di mantenere il senso dell'orientamento, nello spazio e nel tempo.

I deliri e le allucinazioni sono comuni negli stati gravi della malattia, sia durante la depressione che durante la mania. Il contenuto dei deliri e delle allucinazioni sono in genere coerenti con in tono dell'umore (congrue con il tono dell'umore); per esempio, la persona può essere in estasi immaginando il sistema solare. Talvolta, il contenuto del pensiero può essere esattamente l'opposto rispetto all'umore (incongruo con il tono dell'umore); per esempio il paziente può pensare che i marziani siano nemici e che stanno invadendo la terra, nonostante manifesti uno stato di euforia.

Un importante caratteristica del DB consiste nella presenza di periodi di normalità del tono dell'umore tra un episodio e l'altro, nella maggior parte dei casi.

Il DB non è sempre ad andamento grave. Il grado di oscillazione dell'umore varia molto da persona a persona. Nella forma più lieve il DB non è una malattia (non produce disturbo alla persona o al suo funzionamento sociale) ma un temperamento. Quando in una persona le oscillazioni dell'umore sono relativamente modeste (ma comunque arrecano un disturbo o un disagio), la condizione prende il nome di ciclotimia.

DECORSO

Alcuni pazienti presentano contemporaneamente sintomi depressivi e maniacali (stato misto). I sintomi in genere consistono in depressione e irritabiltà che si presentano contemporaneamente o in rapida successione. Le persone che hanno sperimentato stati misti riferiscono di una situazione molto spiacevole (disforia).

I sintomi del DB possono esordire ad ogni età ma in molte persone il disturbo si presenta per la prima volta con una depressione durante l'adolescenza. La depressione può comparire più volte prima che si manifesti il primo episodio maniacale. Molti pazienti non sperimentano mai un episodio maniacale franco ma presentano uno stato ipomaniacale (un aumento moderato del tono dell'umore o del livello di attività) che si alterna con uno stato depressivo. Superata la fase di ipomania la persona ritorna al suo normale livello di funzionamento. A meno che la depressione non si associ a tentativi di suicidio, la malattia può essere sottovalutata sino alla comparsa del primo episodio maniacale, che rende evidente a tutti la gravità della situazione e che bisogna fare qualcosa. Frequentemente il ricovero è necessario per il trattamento della mania nella sua forma franca. Molte delle persone che non sono in cura presentano un aumento nella frequenza dei cicli di scompenso, con lunghi periodi di disabilità che aumentano con l'avanzare dell'età. Invece la maggior parte dei pazienti che seguono una cura adeguata, gradualmente vanno incontro ad una maggiore stabilità del loro umore con scompensi meno frequenti e meno gravi. Questi cambiamenti richiedono spesso molti anni per diventare veramente stabili. Bisogna considerare al proposito che ogni scompenso, sia di tipo depressivo che maniacale, spesso produce notevoli danni in molte aree della vita della persona colpita: alcune persone possono perdere il lavoro, avere problemi famigliari e nelle relazioni con le altre persone ed il tempo necessario per porre rimedio a tali danni è ovviamente più lungo di quello richiesto per produrli.

Raffrontato con il resto della popolazione, le persone con un DB presentano un maggior rischio per il suicidio. Gli impulsi suicidi possono essere cronicamente presenti o presentarsi in alcuni momenti particolari. Il rischio di suicidio è grandemente ridotto, sebbene non del tutto scongiurato, con il trattamento con farmaci regolatori dell'umore.

CAUSE O EZIOLOGIA

Molti studi scientifici confermano quanto noto ormai da centinaia, se non migliaia, di anni: il DB è una malattia a forte componente genetica. L'ottanta per cento delle persone che soffrono di DB hanno nella loro famiglia persone con qualche forma di disturbo dell'umore. La malattia negli altri membri della famiglia può essere più o meno grave o sfumata. Non è raro trovare un membro della famiglia particolarmente dinamico, produttivo e "pieno di energia", mentre un altro membro è costantemente instabile a causa di una depressione grave, crisi maniacali o abuso di alcool o droghe.

Gli eventi della vita possono naturalmente condizionare l'insorgere e l'evolversi del DB ma sicuramente in misura minore rispetto agli elementi genetici.

DIAGNOSI

La diagnosi precoce è fondamentale per poter instaurare un trattamento efficace. Un valido aiuto nel porre diagnosi di DB è la presenza del disturbo in una delle sue varianti in almeno un famigliare.

Per porre diagnosi sicura di mania, deve presentarsi un distinto periodo di anormale e persistente elevazione del tono dell'umore, con caratteristiche di espansività o irritabilità. I disturbi dell'umore devono essere abbastanza gravi da compromettere le attività di studio, di lavoro o le capacità di relazione sociale.

Durante un episodio maniacale, diversi dei seguenti sintomi sono presenti:

  • Aumento dell'autostima o grandiosità
  • Ridotto bisogno di sonno
  • Aumentata produzione verbale con difficoltà a frenarla
  • Volubilità nel cambiare opinione (il paziente non si accorge che i suoi pensieri cambiano facilmente)
  • Facile distraibilità (il paziente può porre attenzione a particolari insignificanti ignorando elementi importanti
  • Aumento delle attività finalizzate
  • Agitazione mentale o fisica
  • Aumentato coinvolgimento in attività che possono avere conseguenze pericolose (p.e. spendere molto denaro o intraprendere attività sessuali inusuali per la persona)

Per la diagnosi di depressione è necessario un periodo di almeno due settimane con perdita di interesse o di piacere in tutte o buona parte delle attività. La depressione deve essere abbastana grave da produrre una modificazione nell'appetito, nel peso corporeo, nel sonno o nella capacità di concentrarsi così come deve essere presente un sentimento di colpa, di inadeguatezza o disperazione; possono anche essere presenti pensieri di morte o suicidio.

Durante un episodio depressivo, diversi dei seguenti sintomi sono presenti.

  • Costante depressione del tono dell'umore o disperazione
  • Grave riduzione di interessi o di piacere in tutte o nella maggior parte delle attività
  • Perdita o incremento del peso corporeo o dell'appetito
  • Aumento o riduzione del sonno
  • Agitazione o rallentamento
  • Affaticamento o perdita di energia
  • Sentimenti di inadeguatezza, di colpa e/o perdita dell'autostima
  • Incapacità di concentrarsi e di prendere decisioni
  • Pensieri di morte o suicidio

È importante escludere che questi sintomi sia causati da farmaci o patologie internistiche. Il medico deve eliminare questa possibilità sottoponendo il paziente ad accertamenti medici; può anche essere necessaria una visita neurologica.

Talvolta una persona può sperimentare solo episodi di mania o solo episodi di depressione alternati a periodi di normalità del tono dell'umore. Quando è presente solo la mania la malattia prende comunque il nome di DB, mentre invece se è presente solo la depressione, la malattia è in genere chiamata depressione maggiore (ricorrente se si ripete nel tempo).

TRATTAMENTO

Farmaci

La cura principale del DB è farmacologica. Antipsicotici o neurolettici, sono usati nel trattamento della mania nella fase acuta e meno nella fase di mantenimento. Altri farmaci come il diazepam o altre benzodiazepine sono anche usate nel trattamento acuto della mania. Il litio è spesso usato nel trattamento della mania in fase acuta, ma la sua indicazione principale riguarda l'azione di prevenzione delle crisi sia maniacali che depressive. L'acido valproico e la carbamazepina sono ugualmente usati nel trattamento della mania acuta così come nella prevenzione delle ricadute.

Anche altri farmaci di più recente introduzione stanno dimostrando una efficace azione nella regolazione dell'umore come la lamotrigina e la gabapentina.

I regolatori dell'umore sono anche utilizzati per prevenire le ricadute nella depressione e alcuni pazienti trovano giovamento nell'assunzione di un regolatore dell'umore durante la depressione. Gli antidepressivi sono utilizzati nelle fasi depressive della malattia: è importante ricordare sempre che generalmente gli antidepressivi richiedono dalle 2 alle 6 settimane per risultare efficaci. In alcuni casi gli antidepressivi possono indurre un viraggio dalle fase depressiva alla fase maniacale e questa evenienza richiede naturalmente una attenzione particolare.

Quando la fase acuta della malattia è stata superata, lo psichiatra dovrà trovare il farmaco più adatto per prevenire o ridurre la frequenza e la gravità delle ricadute. Il litio è in genere il farmaco di prima scelta ed è efficace nella maggior parte dei pazienti. Ugualmente efficaci come il litio sono gli altri farmaci regolatori dell'umore (carbamazepina ed acido valproico), che possono essere utilizzati come farmaci di prima scelta oppure in alternativa al litio, se questo risultasse non tollerato. È raro che che un regolatore dell'umore non sia in grado di controllare la malattia: se questo si verifica l'associazione di due (o anche tre) regolatori dell'umore raggiunge l'obiettivo nella quasi totalità dei casi. Sfortunatamente per alcuni pazienti può essere necessario del tempo prima di trovare la terapia efficiare.

 

Elettrochoc (ECT - Elettro-choc-teraphy)

ECT può essere un salvavita per le depressioni più gravi e resistenti alla terapia farmacologica. Può risultare utile anche negli stati misti più gravi. All'infuori di queste indicazioni non vi sono certezze circa l'efficacia dell'ECT e l'orientamento attuale tende a riservarne l'uso ai casi più gravi e che si sono dimostrati resistenti alle terapie farmacologiche. Il trattamento è sicuro: l'unico effetto collaterale abbastanza frequente riguarda i disturbi di memoria, generalmente transitori, nelle settimane successive al trattamento.

 

Psicoterapia

Fortunatamente, quando la diagnosi di DB viene posta, di norma viene trattata con successo con una terapia farmacologica. La psicoterapia, tuttavia, può essere di grande aiuto.

Un obiettivo della psicoterapia è identificare le problematiche (interne ed esterne alla persona) che rendono difficile affrontare la vita e nel contempo cercare nuove strategie per fronteggiare e risolvere tali problematiche. La psicoterapia aiuta i pazienti a fare fronte alla paura, alla vergogna e all'ansietà connesse alla malattia e può aiutali ad imparare modi nuovi di affrontare le relazioni sociali ed affettive che possono risentire degli effetti della malattia.

A seconda delle capacità e disponibilità del medico, la psicoterapia può essere effettuata dallo stesso medico che prescrive i farmaci oppure da un altro terapeuta con specifica esperienza nel trattare la malattia.

Quando la terapia viene effettuata da due terapeuti è di estrema importanza che entrambi i terapeuti siano in possesso delle informazioni e dei dati clinici del paziente e che si consultino frequentemente.

FATTORI CHE CONDIZIONANO IL DECORSO DELLA MALATTIA

I seguenti fattori possono condizionare l'insorgenza e/o il decorso della malattia:

La luce e i cambiamenti stagionali. Molte persone che vivono in climi con cambiamenti significativi della luce diurna e della temperature presentano variazioni del loro umore in relazione a tali cambiamenti: tali effetti sono più evidenti nei paesi nordici (in Scandinavia per esempio) che nei paesi più vicini ai tropici e forse questo giustifica la maggiore prevalenza di disturbi dell'umore e di suicidi in quei paesi rispetto a quelli più a sud (nell'emisfero sud è naturalmente vero il contrario). L'inverno ed i periodi vicini agli equinozi della primavera e dell'autunno tendono ad associarsi più frequentemente alla depressione, mentre invece nei mesi estivi è prevalente il sentimento di particolare benessere, talvolta sino alla mania. Inoltre, la primavera e l'autunno sono i periodi di maggior rischio per il suicidio.

Alcool, stupefacenti, caffeina e stimolanti. Molte sostanze, comprese le droghe e l'alcool, agiscono sul funzionamento cerebrale e spesso hanno effetti sull'umore ed il comportamento. È frequente per molte persone con DB cercare di "curare" i propri sintomi con l'alcool. Sfortunatamente l'alccol fa solo l'esatto opposto. Quando assunto in modo continuativo e a dosi elevate, l'alcool tende ad aumentare la depressione, confondere le idee ed disinibire comportamenti che possono rilevarsi inappropriati. Inoltre produce problemi medici importanti e può rendere praticamente incurabile o intrattabile il DB. L'alcolismo inoltre modifica inoltre i sintomi del DB, rendendo difficile la diagnosi e quindi la terapia.

L'uso di droghe (eroina, cocaina, anfetamina, marijuana, extasi ed altri stimolanti) e di farmaci antidepressivi, possono provocare un episodio maniacale o il viraggio dalla depressione alla mania e viceversa.

Per molte persone la caffeina è uno stimolante. In soggetti sensibili, inoltre, può provocare insonnia e pensieri angoscianti. Le persone sensibili alla caffeina dovrebbero limitarne l'assunzione, n particolare nelle 6-8 ore che precedono il sonno. Inoltre, i farmaci utilizzati per decongestionare il naso, le pillole dimagranti e alcuni farmaci per la tosse possono, in alcune persone, produrre effetti stimolanti indesiderati.

Privazione del sonno. La perdita del sonno può precipitare un episodio maniacale. Persone con DB dovrebbero fare uno sforzo particolare per andare a letto sempre alla stessa ora e cercare di rilassarsi per diverse ore prima di andare a letto ogni sera. Ugualmente non dovrebbero lavorare di notte e nemmeno in orari con cambiamenti (i turni). Fare sforzi (fisici o psichici) prima di andare a dormire ostacola l'addormentamento in molte persone.

DISTURBO BIPOLARE E FIGLI

Persone con una storia famigliare di DB e che sono loro stessi affetti dalla malattia devono considerare il rischio genetico per i loro figli. È importante per queste persone discutere del rischio potenziale con il proprio psichiatra. Tale discussione sarà imperniata sulle possibilità che i propri figli possano sviluppare la malattia e sui segni precoci per riconoscerla. Informare i bambini del DB (il come ed il quando sono naturalmente elementi delicati e da trattare con sensibilità) può prevenire alcune delle prime angosce nel caso dovessero presentare dei sintomi senza conoscerne le cause. È importante tenere in considerazione che le terapie a disposizione riducono di molto i danni associati con la malattia e diventeranno sempre meno via via che si renderanno disponibili nuove cure, più efficaci e meglio tollerate.


http://www.psichiatriabrescia.it/disturbobipolare.html



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 28/9/2008 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 settembre 2008
Commento in risposta a un coglione che si crede chissà chi e odia i gay....
Commento in risposta
a un coglione che si crede
chissà chi e disprezza i gay....





1) se tutti i gay fossero belli come te... vai che ce n'è   


2) se tutte le persone fossero superficiali come te il mondo sarebbe alla rovina....  infatti tu pensi che un omosessuale vorrebbe avere un contatto di amicizia con te solo a scopo sessuale, ma non ti accorgi che:
 
  
---a) Anche i gay vogliono essere amati e non farebbero sesso con chiunque, anche il più bello e atletico...   I gay che si contentano del sesso senza amore, sono quelli che non si accettano e che non potrebbero mai avere una relazione per paura di doversi dichiarare pubblicamente...

   ---b) Il sesso ha senso solo se il piacere è reciproco; ciò vale anche per un omosessuale

   ---c) Se tutti ragionassero come te, la società sarebbe divisa in caste secondo l'orientamento sessuale (e e magari anche il genere sessuale); ma ti sei chiesto quante persone omosessuali conosci e tu neppure lo sai che lo sono?  l'omosessualità interessa circa il 10% della popolazione mondiale...  quindi tra i tuoi colleghi di lavoro, tra i tuoi parenti, tra i tuoi amici, ci sono dei gay o delle lesbiche... se te lo dicessero, cosa diresti loro? stammi alla larga?? e se si, perchè???



.... Commento in risposta a questo messaggio....

5 giorni fa alle 11:18

io nn ho niente contro di voi...penso che ognuno
fa le proprie scelte di vita...ma dico se sul mio profilo
c'è scritto che sono eterosessuale e che nn mi piacciono gli uomini....

PERCHE' DOVETE ROMPERMI LE PALLE?????
io dico VIVI E LASCIA VIVERE nn chiedetemi l'amicizia
tanto nn ve l'accetto dovete lasciarmi in pace capito???????
io rispetto voi ma voi rispettate me con questo ho concluso ciao a tutti...



------


In questo sito trovate anche i commenti di alcuni iscritti a Netlog
(il mio deve ancora essere approvato dal proprietario del profilo)





permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 10/9/2008 alle 0:0 | Versione per la stampa
9 settembre 2008
Sondaggio UAAR: qual è l'atteggiamento che un governo dovrebbe mantenere nei confronti delle proposte provenienti da comunità religiose?
Silvio Berlusconi ha affermato di essere “grato
dei suggerimenti” ricevuti dalle gerarchie
ecclesiastiche.

Secondo te, qual è l’atteggiamento corretto
che un governo dovrebbe mantenere
nei confronti delle proposte provenienti
da comunità religiose?

Un buon governo dovrebbe sempre applicare
quanto chiesto dai vertici cattolici
Un buon governo dovrebbe sempre applicare quanto chiesto dai vertici cattolici  2% - 9 Voti

Un buon governo dovrebbe ispirarsi a quanto
proposto dai vertici cattolici
Un buon governo dovrebbe ispirarsi a quanto proposto dai vertici cattolici  1% - 4 Voti

Un buon governo dovrebbe saper ascoltare tutti,
decidendo poi autonomamente anche su presupposti religiosi
Un buon governo dovrebbe saper ascoltare tutti, decidendo poi autonomamente anche su presupposti religiosi  3% - 19 Voti

Un buon governo dovrebbe saper ascoltare tutti,
decidendo poi autonomamente anche su presupposti
religiosi, purché valutabili empiricamente
Un buon governo dovrebbe saper ascoltare tutti, decidendo poi autonomamente anche su presupposti religiosi, purché valutabili empiricamente  11% - 65 Voti

Un buon governo dovrebbe saper ascoltare tutti,
ma i suoi provvedimenti non dovrebbero
mai essere basati su presupposti religiosi
Un buon governo dovrebbe saper ascoltare tutti, ma i suoi provvedimenti non dovrebbero mai essere basati su presupposti religiosi  68% - 394 Voti

Un buon governo non dovrebbe mai ascoltare
i leader religiosi
Un buon governo non dovrebbe mai ascoltare i leader religiosi  12% - 70 Voti

Un buon governo non dovrebbe mai ascoltare
né i leader religiosi né le organizzazioni atee
Un buon governo non dovrebbe mai ascoltare né i leader religiosi né le organizzazioni atee  3% - 18 Voti

Non so / altro
Non so / altro  0% - 1 Voti

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permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 9/9/2008 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 agosto 2008
L'ateismo? Dipende da un alto QI... (ma secondo me no... )
L'ateismo?
Dipende da un alto QI

Breve commento:


Non serve un QI di 140 per capire che
non esiste alcun dio, basta un'intelligenza
normale...  basta 100 di QI....    e comunque,
a mio avviso, il fatto stesso che gli uomini
siano così diversi e che ci siano
persone stupide, che non sanno
neppure parlare e dall'altra parte della curva
di Gauss, persone intelligentissime,
è una delle miriadi di prove dell'inesistenza di un dio. 

Se esistesse un dio onnipotente e misercordioso
perchè avrebbe dovuto creare un modo
così crudele invece di dare a tutti le stesse
opportunità intellettive e fisiche?


IO HO SOLO 105 di QI! 
cosa ho fatto per meritarmi un' intelligenza
così mediocre?





Gli intelligenti non credono in Dio: lo sostiene un grande
studioso di psicologia in un articolo un po’ audace
che ha destato già molte reazioni, riproponendo
la storica dialettica tra fede e scienza.

Sta facendo discutere in Inghilterra un articolo provocatorio che sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista Intelligence. L'autore dello studio, di cui parla Times Higher Education, è un professore emerito di psicologia dell'Università di Ulster, Richard Lynn, e sostiene che le persone con un alto quoziente di intelligenza tendono ad essere atee. Quozienti più bassi, invece, porterebbero a credere più facilmente. John Harvey e Helmuth Nyborg, coautori dell'analisi, rievocano a loro volta altri studi che vanno in questa direzione, uno dei quali, risalente al 1990,
sottolinea che solo il 7 per cento dei membri
della
American National Academy of Sciences
professa una fede religiosa.

L'articolo provocatorio di Lynn parte proprio dalla
constatazione che il 68,5 per cento della popolazione
britannica si dichiara credente, contro un magro 3,3
per cento dei membri della Royal Society.
"Chissà perché?", chiede ironicamente il professore
di psicologia, già avvezzo a confrontarsi con interrogativi
spinosi che riguardano, per esempio, il legame tra intelletto, sesso o razza.

Ma se un indubbio declino nell'osservanza dei precetti
religiosi nell'ultimo secolo ha coinciso innegabilmente
con un aumento dell'intelligenza media, la conclusione
categorica cui approda lo studio di Lynn sembra un po' azzardata.
La comunità scientifica, pur tradizionalmente abbastanza
estranea ai precetti religiosi, reagisce con prudenza,
sottolineando che la fede religiosa è spesso una conseguenza
di fattori storici e culturali, che esistono e sono esistiti uomini
di scienza e di fede e che le facili correlazioni sono pericolose.

Parlano così Andy Wells, della
London School of Economics,
e Gordon Lynch, direttore del
Centre for Religion and Contemporary Society di Birkbeck. "Grazie a Dio sono ateo", diceva Woody Allen,
simbolo indubbio di un approccio illuminato e pionieristico
nei confronti dei dogmi religiosi, ma anche lievemente
contraddittorio sull'argomento, decisamente molto complesso e articolato.

LAB Venerdì 13 giugno 2008 - 12:25 (77 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

 

Argomenti trattati: intelligenza, QI, ricerca


http://www.visionpost.it/lab/lateismo-dipende-da-un-alto-qi.htm




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25 luglio 2008
Cattolici critici al Papa: abrogare il divieto della contraccezione
 

Cattolici critici al Papa:
abrogare il divieto della contraccezione

Reuters - Ven 25 Lug - 14.10

ROMA (Reuters) - Più di 50 gruppi cattolici dissidenti hanno
pubblicato oggi una inconsueta lettera aperta indirizzata
a papa Benedetto XVI, in cui chiedono che la Chiesa ritiri
il suo divieto alla contraccezione perché, scrivono, "ha avuto effetti catastrofici".

La lettera è stata pubblicata in uno spazio pubblicitario a mezza pagina
sul Corriere della Sera, nel 40esimo anniversario della controversa
enciclica "Humanae Vitae" di papa Paolo VI, che sancisce il divieto.

Mentre la stampa in Italia dedica interi articoli ed editoriali alle opinioni
e ai punti di vista del Vaticano, raramente un'organizzazione acquista
uno spazio pubblicitario per esprimersi contro il papa, specialmente
su una testata nazionale.

Nella lettera, si legge che la politica contro la contraccezione
condotta dalla Chiesa "ha avuto effetti catastrofici sui poveri
e i deboli di tutto il mondo, mettendo in pericolo la vita delle
donne ed esponendo milioni di persone al rischio di contrarre l'Hiv".

Da 40 anni, continua la lettera, l'enciclica continua a essere
"fonte di grandi conflitti e divisioni all'interno della Chiesa"
e poiché molti cattolici usano metodi contraccettivi senza
sentirsi dei peccatori, questa politica morale è secondo
i mittenti un totale fallimento.

L'enciclica di Paolo VI, scritta nel 1968, è stata difesa
dai suoi successori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

La Chiesa predica che niente dovrebbe bloccare
la potenziale riproduzione della vita e approva solo
metodi naturali del controllo delle nascite, come
l'astinenza durante i periodi fertili della donna.

"Humanae Vitae", redatta in piena rivoluzione sessuale
nel corso degli anni 60, è forse l'enciclica più controversa
e discussa della storia della Chiesa moderna.

Benedetto XVI ha parlato in sua difesa anche lo scorso
maggio, dicendo che essa è stata "troppo spesso fraintesa".

La lettera è firmata da associazioni cattoliche di tutto il mondo
come la statunitense Catholics of Choice, l'internazionale
We Are Church e la New Ways Ministry.

SCELTA MORALE

Il Vaticano ha criticato la lettera, dicendo che non affronta
la vera questione al centro dell'enciclica.

"La 'lettera' non tocca neanche da lontano la vera questione
che è al centro della 'Humanae vitae', cioè il nesso fra il rapporto
umano e spirituale fra i coniugi, l'esercizio della sessualità
come sua espressione e la sua fecondità. In tutta la lettera,
la parola 'amore' non compare mai", scrive in una nota
Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede.

"Abbiamo pensato che l'establishment a Roma e in Vaticano
presti particolare attenzione ai media italiani e che quindi
la lettera sarebbe stata vista dalle persone a cui vogliamo
che arrivi il messaggio", ha detto a Reuters Jon O'Brien,
presidente della Catholics of Choice, al telefono da Washington.

"Ci è chiaro che la Chiesa cattolica non potrà progredire
fino a quando non avrà fatto onestamente i conti
con il paradosso della Humanae Vitae", si legge ancora nella missiva.

"La maggior parte dei cattolici fa uso di contraccettivi moderni,
ritenendola una scelta morale e considerandosi cattolici a pieno
titolo, eppure le gerarchie cattoliche negano completamente
questa realtà, costringendo i sacerdoti al silenzio su questo
come su molti altri temi legati alla sessualità", continua la lettera.

In conclusione, le associazioni scrivono: "Papa Benedetto,
noi La invitiamo a sfruttare questo anniversario come
occasione per avviare un processo di riforma, restando
fedele agli aspetti positivi della dottrina cattolica sulla
sessualità e abrogando la posizione sulla contraccezione
onde consentire ai cattolici di pianificare la propria vita
familiare in modo sicuro e in buona coscienza".

http://it.notizie.yahoo.com/
rtrs/20080725/tso-papa-lettera-contraccezione-89ec962.html




permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 25/7/2008 alle 19:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 luglio 2008
Dialogo con un ragazzo gay così falso da negare l'evidenza e dire che cerca ragazze!!
Dialogo con un ragazzo gay
così falso da negare l'evidenza
e dire che cerca ragazze!!

La prima volta che faccio
outing (cioè sputtano qualcuno):
ma se lo merita di brutto!!


Alessio — domenica, 30 dicembre 2007 05:33
Ciao!!! sei carino!! :-) il mio contatto di msn è yemilgo@hotmail.it
Fatti vivo!! Buone feste e buon anno nuovo!
:-D

Filippo — domenica, 30 dicembre 2007 05:34
tu nn sei carino..ahahahahah

Alessio
— domenica, 30 dicembre 2007 05:35
e dai... non essere cosi superficiale... poi almeno chattiamo un po'...
e comunque non sono mica brutto... comunque grazie per la risposta.

Alessio
— domenica, 30 dicembre 2007 05:36
Mi è parso di vederti anche su gay.tv :P ma almeno sei gay?

Filippo
— domenica, 30 dicembre 2007 05:37
sisisi sn gay...

Filippo
— domenica, 30 dicembre 2007 05:37
se tu nn sei brutto io sn mister mondo

Alessio
— domenica, 30 dicembre 2007 05:41
Il mio profilo su gay.tv è  www.gay.tv/galamay 
ho un blog( ma è meglio definirlo un casino) :)
 http://www.ilmondodigalamay.ilcannocchiale.it  ;
infine, ti informo dell'esitna di un'associazione GLBT
a Cagliari , l' ARC , con sede in via leopardi 3
(http://www.vialeopardi.it/arc) Ciao!!
:D

Alessio
— domenica, 30 dicembre 2007 05:42
esitna=esistenza

Alessio
— martedì, 08 luglio 2008 09:44
ahahahaha!!! incontrare donne... ma quanto sei ridicolo!!
sei pieno di amici maschi su badoo, un po' di onestà non guasterebbe!

Filippo
— martedì, 08 luglio 2008 02:07
ma ascolto lo conosci fariska.....o vuoi ke te lo presnto io?
sai così impari a farti i cazzi tuoi ogni tanto..e fai una
cs quando vedi un mio profilo gira pagina ke me lo inquini...

Alessio
— 02:05
ahahaha.... sei comunque assurdo... ed è per colpa di quelli
come te se per noi gay non cambierà mai nulla.

Filippo
— 12:50
ma me lo fai un piacere.....nn cagamiil cazzo..io sn libero
di fare e dire ciò ke voglio quindi smamma...

Alessio
— 08:18
Non ho messo in dubbio la tua libertà di dichiarare il falso...
dico solo che per colpa di quelli come te noi gay non siamo
ancora liberi di vivere apertamente la propria sessualità
(come fanno gli eterosessuali), non solo nei "luoghi ghetto" ,
ma dappertutto... Sei solo uno dei gay frivolissimi, discotecari,
attenti solo al lato estetico delle cose... ma di avverto che l'adolescenza
prima o poi finirà , che non sarà più tanto figo come oggi (sempre
ammesso che tu lo sia) e che a un certo punto resterai con un pugno
di mosche in mano, quando non avrai più mordente per fare lo sborone
e il dandy... e verrai buttato via perchè, considerato, sia pure a torto,
di scarso interesse.


E gli faccio pure pubblicità!!!  ecco dove lo potete conoscere!!!

  
http://iobello.badoo.com/



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7 luglio 2008
LUSTER
  



Un film un po' noioso ma istruttivo....
Morale della favola: non lasciar sfuggire l'amore.
Luster
PAESE: U.S.A.
ANNO: 2002
REGISTA: Everett Lewis
INTERPRETI: Justin Herwick, Shane Powers, B. Wyatt, Pamela Gidley, Susannah Melvoin
TRAMA

Jackson lavora in un negozio di dischi di Los Angeles, ha i capelli blu, è molto attraente e scrive poesie; la notte prima, ad un'orgia ha incontrato uno splendido ragazzo biondo di cui non sa il nome, ma di cui si è perdutamente innamorato. Il ragazzo in questione si chiama Billy, e Jackson non gli interessa, perchè è legato da un rapporto sadomaso a Sonny, un musicista di successo. Di Jackson però, sono innamorate due persone: Sam, il proprietario del negozio di dischi in cui lavora, e Derek un cliente che viene spessissimo in negozio con qualsiasi scusa, solo per vedere lui. In tutta questa gran confusione si intromette anche Jed, l'attraente cugino di Jackson, così attraente che egli inizia a chiedersi se fare sesso con lui possa essere incesto. Ma un giorno accade qualcosa di inaspettato…


Gallery


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http://www.gay.tv/ita/on_tv/cinema/dettaglio.asp?d=180



permalink | inviato da IlMondoDiGalamay il 7/7/2008 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Per metà lo scibile m'è oscuro!
Mi separa, d'incomprension, un muro!




Ciao a tutti, mi chiamo 
Alessio Mameli, 
sono un ragazzo
di una città vicina
a Cagliari.

Il mio nickname su internet
è Galamay, in quasi tutti
i siti in cui sia iscritto.

Con questo blog voglio esporre, un po',
la mia visione delle cose...

Trovate una mia foto in sezione
"Sulla mia vita" ;
non la metto qua perchè
occupa troppo spazio

Sono nato il 29/12/80.
Sono alto 177cm, peso circa 73 kg, ho capelli
e occhi castani, fisico normale
(non atletico); sono in cerca,
ancora, di una relazione...l'età del
mio eventuale compagno
può spaziare dai 16 anni
(minimo legale) in poi...
anche uomini più grandi di me
mi possono interessare,
ma ho un debole per gli adolescenti
(ebbene si! )
specie se hanno un corpo asciutto
(senza un filo di ciccia)
e magari anche scolpito.

Tuttavia è già difficile
avere una relazione
con una persona della mia età,
comunque con una persona
adulta, figuriamoci con un adolescente.

Comunque a 18-19 anni
l'adolescenza
dovrebbe essere conclusa,
anche se in realtà sembra
che ormai si concluda
davvero oltre i 30 anni...
(con l'indipendenza economica,
il matrimonio, ecc)

Resta il fatto che gli adolescenti
(non proprio i teenagers!
tra i 16 e i 24 anni circa è meglio)
mi piacciono un casino,
quindi sono disponibile anche
verso di loro, soprattutto
per parlare (specie nel caso si siano
scoperti gay da poco
e vogliano un amico
con cui confrontarsi)

Gli uomini oltre i 40-45 anni
invece mi interessano poco...

Vi consiglio di andare su gay.tv
e leggere il mio profilo :

www.gay.tv/galamay

Ragazzi, uomini, fatevi vivi!

Il mio contatto di msn
è
yemilgo@hotmail.it 

Il link del mio
"myspace"
http://www.myspace.com/
aggadym




Consiglio di andare sempre al "Permalink" 
che trovate in sotto ogni articolo,
per aprire una pagina web ad esso dedicata. 
Ciò permetterà di leggere gli articoli
senza il disturbo di altre parti del blog
(foto, link, parole del dorso)
che, per errori di formattazione
 che io non so correggere,
travalicano il loro spazio.






Stato Laico
Cosa sará mai??


Qualcuno mi ha devastato la voce...
[modifica]

Meno male che l'avevo salvata nel mio blog

La incollo qui per farvela leggere. Non mi sembra affatto confusa,
( adesso si presenta disordinata perchè mancano i link...);
Fa giustizia del concetto di laicismo e laicità :
Il laicismo è l'ideologia che promuove la laicità dello Stato
e della Società. La laicità è l' indipendenza degli individui
dalle ideologie illiberali, religioni comprese, fermo restando
il rispetto della libertà e dei diritti degli altri individui.

Ratzinger, con tutta la sua Chiesa, invece vorrebbe
imporre DIO nella società e impedire che si facciano
doverose estensioni di diritti agli omosessuali e il riconoscimento
legale delle coppie di fatto e ha pure tuonato contro
l'emancipazione delle donne.

Il laicismo è semplicemente indispensabile per la difesa
della libertà individuale.

Nel mio blog trovate cose relative a questi temi,
ma sono chiaramente di parte:
[2]


Le voci di Wikipedia dovrebbero essere blindate una volta
che sono state scritte, previo controllo di uno non di parte.
Mi piacerebbe sapere come sarà la voce "laicità" di Citizendium.

Cordiali saluti


Laicità

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Scritto da me: il mio nickname su Wikipedia è Galaemyam.


Con laicità si indica un attributo riferito solitamente
ad una struttura politica o amministrativa che esprima
e misuri il grado di indipendenza da principi ed ispirazioni
di carattere religioso o ideologico tali da determinarne,
o perlomeno influenzarne, l'azione.


La laicità si configura anche come assenza di un'ideologia
dominante nell'opera di governo di uno stato.
Ad esempio , nel caso di una dittatura sia pure atea
definire lo stato retto da essa come "Stato laico" è un errore,
in quando in esso ogni pluralismo è combatutto per fare
posto solo all'ideologia ufficiale.

Il movimento d'opinione che si ispira alla laicità viene
definito laicismo(1). Il laicismo è anche il movimento
politico che si adopera per la laicità degli stati e quindi
per la libertà e l'eguaglianza di tutti i cittadini.

L'ideologia ufficiale sarebbe lo stesso laicismo, ma con ciò
non si fa eccezione alla laicità dello stato, in quanto il laicismo
si presenta solo come un contenitore in grado di fare convivere
insieme dottrine diverse e non impedisce di credere in una certa
religione o in una certa altra ideologia, e di professarle direttamente,
mentre invece l'ateismo di stato reprime duramente chi professa
una religione; inoltre le varie forme di dittatura, vedendo
nella religione dominante nello stato un'ostacolo all'instaurazione
del totalitarismo, si comportano verso di essa in due modi
differenti: o ne cercano la collaborazione, per usare la religione
come Instrumentum Regni o almeno come parte dell'indentità
nazionale (da usare quindi comme agente di coesione sociale,
anche se discriminante nei confonti di chi non crede in quella
religione), come nel caso del fascismo italiano, oppure la reprimono,
come avvenuto nel Nazionalsocialismo e ancora più nel Comunismo
sovietico (di cui la forma più dura fu lo Stalinismo)

Il Laicismo impedisce solo che i valori, le regole, le dottrine
insite nelle religioni o nelle ideologie non liberali, vengano
imposte a tutta la cittadinanza, anche solo mediante uso
del voto in parlamento, se dalla loro imposizione non derivi
alcun beneficio indiviuale o collettivo, ma solo il rispetto formale
di un dogma (ad esempio: quello della sacralità della vita ,
contrapposta alla sua qualità e opportunità).





Un paragone chiarificatore (forse...)


Credo che questo paragone possa contribuire
alla comprensione del rapporto tra i termini laicismo/laicità:

Laicista: chi sostiene il laicismo
relativista: seguace del relativismo

Laicismo: dottrina della laicità dello Stato
(=
corrente di pensiero che rivendica l’autonomia
dello stato da sistemi dogmatici,
in particolare dal dogmatismo cattolico
) relativismo:
dottrina della relatività della conoscenza

laicità: l'essere laico
relatività: l'essere relativo

laico:
1) (estens.)
che dichiara programmaticamente la propria
autonomia rispetto a qualsiasi dogmatismo ideologico
.
In part., dal dogmatismo cattolico.
2) improntato, ispirato ai principi e agli ideali del laicismo

relativo: che non ha valore o significato in sè ma rispetto
a q.c. con cui ha un rapporto

laicizzare: rendere laico
relativizzare: rendere relativo


Insomma: la prossima volta che il Papa ci dice
che gli va bene la laicità ma non il laicismo...
proviamo a rispondergli che a noi va bene
la cristianità (l'essere cristiano),
ma non il cristianesimo

(il complesso delle dottrine religiose
che si richiamano a Cristo) !!!


Quando uso una parola, disse Humpty Dumpty in modo
abbastanza sdegnoso
,
significa esattamente quello che voglio io,
né più né meno.
Il problema è, disse Alice, se puoi fare significare
alle parole così tante cose.
Il problema è, disse Humpty Dumpty,

chi è che comanda, tutto qua.

(da Alice attraverso lo specchio di L. CARROLL)
 
Corydon 04:28, 11 apr 2006 (CEST)

Tratto da:
http://it.wikipedia.org/wiki/
Discussione:Laicit%C3%A0


Di seguito un pezzo della voce di Wikipedia
(scritta da me!!! ma purtroppo rimaneggiata) 
circa che cosa deve essere uno stato laico.

Nessuno ha obbiettato che sia un ricerca originale
o una visione non neutrale della realtá; in effetti io penso
di aver scritto davvero quello che obiettivamente uno stato
che si definisce laico deve fare:

deve tutelare i diritti di tutti i suoi cittadini impedendo
che la maggioranza misconosca i diritti delle minoranze,
anche se ció non ´conforme ai valori morali e ideologici
della maggioranza stessa , fintanto che il riconoscimento
dei diritti della minoranza non danneggia qualcun altro
e non sia obietivamente pericoloso. 
Tuttavia la voce ´stata sintetizzata...


L' intera voce originale, oltre che
nel mio blog, la tovate su:
http://it.wikipedia.org/wiki/
Discussione:
Laicit%C3%A0

Questo link invece porta la sito della voce
ufficiale sul tema laicitá
http://it.wikipedia.
org/wiki/
Laicit%C3%A0


Lo Stato laico

La maggiore o minore laicità di uno Stato può essere
pertanto valutata sulla base del rispetto dei seguenti criteri:

  • la legittimità di uno Stato laico non è subalterna rispetto ad altri poteri, come istituzioni religiose o partiti politici; ad esempio, "lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani".
  • uno Stato laico rifugge da qualsiasi mitologia ufficiale, ideologia o religione di Stato;
  • uno Stato laico è imparziale rispetto alle differenti religioni e ideologie presenti al suo interno, e garantisce l’eguaglianza giuridica di tutti i cittadini, senza discriminarli sulla base delle loro convinzioni e fedi;
  • uno Stato laico riconosce e tutela i diritti di libertà di tutti i suoi cittadini: libertà di pensiero, di parola, di riunione, di associazione, di culto, ecc. compatibilmente con le proprie leggi e ordinamenti;
  • le leggi di uno Stato laico non devono essere ispirate a dogmi o altre pretese ideologiche di alcune correnti di pensiero, ma devono essere mosse dal fine di mantenere la giustizia, la sicurezza e la coesione sociale dei suoi cittadini.

Dibattito sulla laicità

Il dibattito sulla laicità, in Italia, si è acceso prevalentemente
attorno alla regolamentazione di alcuni temi, tra i quali:

  • la presenza o meno di simboli religiosi negli edifici pubblici di proprietà statale,
  • la possibilità o meno di fare riferimento nelle dichiarazioni ufficiali ad alcuna fede,
  • la possibilità o meno dell'insegnamento di una o più religioni nelle scuole pubbliche,
  • la possibilità di regolamentare alcuni temi eticamente sensibili, come il divorzio, l'aborto, la fecondazione medicalmente assistita, le unioni civili per coppie eterosessuali e omosessuali, l'eutanasia, prescindendo o meno dalle convinzioni etiche più restrittive di una parte del Paese.

Uno Stato laico è quello dove le religioni e le ideologie non hanno influenza sulla società nel suo complesso ma hanno valore solo per le persone, e al limite per le comunità formate da quelle persone, che credano in una certa religione o in una certa ideologia. Lo Stato laico deve prodigarsi perché nessuna parte della società prevarichi su una parte minoritaria della società stessa, se non per ragioni di utilità collettiva, ma mai per ragioni ideologiche. In altri termini: la democrazia non può essere usata per negare i diritti delle minoranze.


GOD is omnipotent? yes? then , god is bad, because it makes
NOTHING to prevent the accidents. About the Bible,
it, have the same value of other "sacred texts"; it means:
NO VALUE.

In fact, all the "holy writtings" are only invention
of the human mind, written by powerfull men
to dominate in serfdom other people.
God is only an idea, nothing of real.
It's like Snow White... or Mickey Mouse.

The Bible, like the Choran, or the Book of Mormon
or other texts... does'nt demonstrate the existence of god.
Futhermore, who trusts in god, believes
also that Bible ist God's Word,
but this is completeley senseless.

The humans would be better, if they cought
live together in peace, even without religions.
The Ethics can exist also without gods.

In the end: Reason and Faith are opposite,
because the Reason is to believe with objective probes,
meanwhile the Faith is to believe in something
without any probes.

The Bible is not a probe; it's only a tale, a legend.
 

Look these videos:

http://en.wikipedia.org/wiki/The_
Root_of_All_Evil%3F
 

 
http://www.google.com/search?q
=Root+Of+all+
Evil&rls=
com.microsoft:*:IE-
SearchBox&ie
=UTF-8&oe
=UTF-8&sourceid
=ie7&rlz=1I7GZAZ


http://www.google.com/search?
q=the+
virus+of+faith&rls=com
.microsoft:*:IE
-SearchBox&ie=
UTF-8&oe=UTF-8&
sourceid
=ie7&rlz=1I7GZAZ


 
http://razionalismo.
wordpress.
com/
2007/07/18/root-of
-all-evil-the-virus
-of-faith-sottotitoli-in-italiano/




Di seguito aggiungo in questa pagina alcuni commenti
( tra loro correlati)che ho lasciato su un sito: 
http://www.dilloadalice.it  nella puntata 147 al primo articolo
(quello sul Family Day ), con nickname Alex.



I valori teocratici e illiberali di certi cristiani conservatori,
per uno stato laico, devono valere SOLO PER LORO.


Se venissero resi validi per tutti, anche per via del principio
di maggioranza, usato in modo subdolo, la stessa
laicitá
andrebbe a farsi friggere e con essa la libertá e la dignitá
degli individui.

Le religioni devono contare solo per la VITA PRIVATA
di chi vi crede; impedire che abbiano influenza nella vita
pubblica non é una limitazione della
libertà religiosa (mica
vogliamo distruggere le religioni in quanto tali e la libertá
di vivere la propria vita, e solo quella, secondo i loro precetti
senza imporre nulla agli altri) ma solo impedire che la
maggioranza misconosca i diritti delle minoranze
per via di preconcetti irrazionali.

In Italia il fondamentalismo cristiano non arriva ai livelli
allucinanti del
Ricostruzionismo cristiano vigente nelle
frange piu estremiste della destra americana, ma é comunque
fatto di movimenti liberticidi; essi peraltro non possono
lasciare passare il messaggio che la loro ragione di vita sia
solo un cumulo di menzogne e che chi la propugna
sia moralmente eccepibile e sia stato coperto dalla Chiesa
che loro credono santa e divina... Leggete qui in merito
al cumulo di menzogne su cui si basa il potere
coercitivo della Chiesa cattolica:

http://www.disinformazione.it/deificazionedimaria.htm
 

 

Lo stato laico

Lo stato, per potersi definire compiutamente laico,
deve avere queste caratteristiche:

Fonda la sua legittimità sulla democrazia liberale
e non permette che il Potere sia trasmesso in via
ereditaria dinastica , men che mai permette che
debba ottenere la sua legittimità da parte di un'altro
potere esterno ad esso e correlato a una religione.
Lo Stato e la Chiesa sono quindi separati e non si devono
influenzare l'un l'altro ma devono restare indipendenti
ciascuno nel proprio ordine.

---Da un lato non può avere preferenze per nessuna
religione, non ci deve cioè essere una religione riconosciuta
come religione ufficiale, e quindi negli edifici pubblici
di proprità statale , non ci devono essere simboli di alcuna
religione e nelle dichiarazioni ufficiali non ci deve essere
rifemento a nessuna fede;
---Dall'altro deve garantire l'eguaglianza giuridica
di tutti i cittadini, anche dei non credenti in una certa religione
e dei non rifacentesi a una certa dottrina, assicurando
al contempo il massimo grado di libertà compatibile
con il massimo grado di sicurezza e coesione sociale.

Dovrebbe vietare solo ciò che è obiettivamente dannoso
per la collettività o per gli individui e non dovrebbe
imporre degli obblighi o dei divieti solo perchè la maggioranza,
magari afferente a una certa religione, lo desidera in quanto
considera che i suoi valori siano validi per tutti indistintamente.
Lo stato laico comunque, dovendo garantire la sicurezza
dell'individuo e della società tutta, e le libertà e i diritti
individuali, impone delle regole di convivenza civile,
le più condivisibili possibili, ma assolutamente tassative.


--Pertanto, ad esempio, se può, e forse deve, depenalizzare
l'eutanasia , sulla base del fatto che ogni individuo deve
essere lasciato libero di disporre della propria vita e di liberarsene
quando essa sia ormai insopportabile a seguito di un male
incurabile, non può però legalizzare l'omicidio: può depenalizzarlo
non tenendo conto degli anatemi della religione dominante,
che propugna la sacralità della vita, ma considerando solo
il movente del gesto omicida e valutare se la persona che
l'ha compiuto sia o non sia pericolosa per la Società.
--Quindi può discernere tra omicidio fatto per un movente
abietto (odio, avarizia, sadismo, pedofilia sadica e altro ancora)
e uno fatto per legittima difesa personale, per salvare
una terza persona dall'essere ucciso a sua volta, oppure,
ed è il caso dell'eutanasia, per amore e pietà, specie
se su richiesta del soggetto.

L'omicidio, sotto qualsiasi fattispecie, per la religione
resterebbe un grave peccato, ma nella forma di omicidio
del consenziente o di suicidio assistito (1) non sarebbe
da considerare un reato da parte dello Stato laico,
in quanto la persona che lo ha commesso o lo ha reso
 possibile, non è pericolosa per la società o per altri individui.

Uno stato laico quindi è quello stato dove le religioni
e le ideologie non hanno influenza sulla Società nel suo
complesso avendo invece valore solo per le persone,
e al limite per le comunità formate da quelle persone,
che credano in una certa religione o in una certa ideologia.

Lo Stato laico si prodiga perchè nessuna parte della Società
prevarichi su una parte minoritaria della Società stessa,
se non per ragioni di utilità collettiva, ma mai per ragioni
ideologiche. In altri termini: la democrazia non può essere
usata per negare i diritti delle minoranze.

Note

(1)Per le voci omicidio del consenziente e suicidio assistito
si rimanda anche alla voce Eutanasia, in quanto le voci
specifiche non possono comparire su Wikipedia
per via della loro eccessiva brevità.

(2)D'altro canto l'omicidio del consenziente
può essere anche considerato una fattispecie particolare
dell'omicidio su mandato: quindi mandante e vittima coinciderebbero;
l'omicida allora dovrebbe essere considerato comunque
un pericolo.

Quindi anche in uno stato laico la vita, benchè forse
non sia opportuno considerarla "sacra", deve comunque
essere tutelata, in quanto bene indisponibile, fintanto c
he c'è speranza che la vita di una persona duri.

Quindi nel caso dell'omicidio del consenziente, il consenso
deve provenire da una persona nel pieno della capacità
di intendere e di volere e le ragioni per cui richiede la morte
devono essere tali da non lasciare effettivamente alcuno
spazio a soluzioni e rimedi.

Quindi se, ad esempio, un depresso chiedo di essere ucciso,
nessuno lo può accontentare, dato che la depressione
è curabile. Ma se un soggetto con una malattia incurabile
allo stadio terminale, per di più mantenuto in vita con macchinari,
richiede di essere lasciato morire, o di essere ucciso,
in uno stato laico nessuno glielo potrebbe vietare.

Ma se un soggetto con una malattia incurabile allo
stadio terminale, per di più mantenuto in vita con macchinari,
richiede di essere lasciato morire, o di essere ucciso, in uno
stato laico nessuno glielo potrebbe vietare.

Lo stato dovrebbe autorizzare chi si offrisse volontario
per somministrare il veleno (Eutanasia attiva) e i medici,
i paramedici e i parenti a sospendere le terapie o il mantenimento a
rtificiale delle funzioni vitali anche di soggetti non in coma
(Eutanasia passiva).

Del resto lo Stato da già licenza di uccidere per legittima
difesa o per evitare che altri siano uccisi da parte di un terzo,
eppure la vita dovrebbe essere sacra sempre.
Allora in uno stato laico l'Eutanasia deve essere depenalizzata.

Temi eticamente sensibili


In questo paragrafo si tratteranno alcuni temi
di attualità riguardanti alcuni nuovi diritti civili,
prendendo in considerazione solo il punto di vista
laico che si vede come quello più razionale e
al tempo stesso più liberale possibile, e che
dovrebbero essere propri di uno stato laico,
secondo i suoi propugnatori.
Gli altri punti vista sono trattati nelle voci specifiche.

Embrione:
L'Embrione umano è sicuramente
in grado di diventare
una persona umana, ma lo è effettivamente?
Secondo una visione razionale, non emotiviva,
obiettiva e, quindi, laica, l'embrione umano è effettivamente
solo un grumo di cellule totipotenti che, se impiantato
nell'utero di una donna, può svilupparsi e, se lo sviluppo
prosegue senza intoppi, diventare una persona.
L'embrione fuori dell'utero è un insieme di cellule
che sono solo potenzialmente una persona, ma
che non lo sono ancora. Una volta impiantato
non dovrebbe essere toccato più se non
per gravi motivi ( si veda "aborto" )

Persona: La persona non si identifica nel corpo umano,
ma nella mente umana. Ne consegue che se non
c'è la mente, non c'è neppure la persona.
Quindi un embrione non può essere ancora una persona
dato che non ha un cervello. Al tempo stesso un essere
umano che ha subito un trauma tale da renderlo in stato
vegetativo permanente con la neocorteccia necrotizzata
non potendo più reagire al mondo esterno sotto sollecitazione
e non avendo più nè coscienza nè tanto meno intelligenza,
non è più una persona. Dell'essere umano che era,
resta solo il corpo. Lo stato laico non può imporre
a nessuno di lasciare morire il corpo di essere umano
che non abbia più una mente funzionante,
ma non può neppure impedirlo.

Procreazione medicalmente assistita :
Non ci dovrebbero essere limiti ad essa nè divieti di alcuna sorta.
In quanto l'embrione non è ancora una persona,
la sua eventuale soppressione non costituisce omicidio.
Quindi le tecniche volte non solo a permettere alle coppie
con problemi di infertilità di avere figli, ma anche a quelle
che siano portatrici di geni che causano malattie incurabili,
non dovrebbero essere vietate in uno stato laico.

Una legge volta a salvaguardare la vita di ogni embrione
è una legge che:
---1) si mette contro la libertà di ricerca anche sulle cellule
staminali embrionali.
---2) esclude il diritto delle persone di avvalersi della
possibilità di evitare la nascita di un bambino malato tramite
 la selezione embrionaria previa diagnosi genetica preimpianto.
Ciò porta all'assurdo che per salvaguardare la vita di ogni embrione
ci si affidi alla Provvidenza o al caso il quale decide che,
al posto di un embrione sano, vada a impiantarsi nell'endometrio
l'embrione malato, spesso cosi tanto che poi, o abortisce naturalmente,
oppure il bambino morirà dopo poco tempo dalla nascita;
con la selezione embrionaria, invece, nasce un bimbo, e nasce sano..

Figlio sano non vuol dire figlio perfetto, dato che l'ingegneria
genetica non consente ancora esseri umani transgenici
scegliendo i geni che producono di fenotipi migliori, e non lo
farebbe mai perchè anche in uno stato laico si metterebbe
il divieto di produzione di esseri umani in serie; men che mai
in uno stato laico può essere consentita la clonazione umana
a scopo riproduttivo, dato che alla lunga sarebbe dannoso
per la sopravvivenza della specie, perchè la specie
perderebbe variabilità genetica.

Matrimonio omosessuale:
in uno stato laico tutti i cittadini hanno gli stessi
diritti e gli stessi doveri. L'estensione del matrimonio
civile alle coppie omosessuali non causa alcun danno
alle coppie eterosessuali, le quali potrebbero continuare
a sposarsi come se nulla fosse cambiato.
La questione della adozioni alle coppie gay o lesbiche
invece è più controversa; intanto non esiste un diritto
all'adozione neppure per le coppie eterosessuali,
in quanto l'adozione è vista in funzione del bambino
che ha bisogno di una famiglia e non in vista di una
coppia che vuole un figlio.

Inoltre in Italia le coppie che vorrebbero adottare bambini
sono in esubero rispetto ai bambini dichiarati adottabili;
la questione quindi non è aperta. Tuttavia ci si chiede
da parte dei laici, se l'adozione di un bambino da parte
di una coppia omosessuale non sia comunque preferibile
a lasciare quel bambino in un brefotrofio.
Bisognrebbe però estendere anche il concetto di famiglia
ed è qui che sta lo scontro tra i conservatori e tradizionalisti
da una parte e i laicisti dall'altra.

Famiglia: Per i tradizionalisti , soprattutto cattolici,
la famiglia è data solo dall'unione fra uomo e donna
in vista della procreazione. Anche una coppia eterosessuale
senza figli , non è famiglia. Per uno stato laico invece ,
non ci devono essere limiti al concestto di famiglia e,
benchè la famiglia nucleare con figli sia senz'altro da
tutelare e agevolare in ogni modo ( con sgravi fiscali,
assegni familiari, servizi per l'infanzia, servizi alle donne
incinta e quant'altro ) ciò non implica che altre forme
di unione non possano essere riconosciute dallo stato.

La famiglia, lungi dall'essere fondata sul matrimonio,
è invece fondata sull'amore. Il matrimonio sancisce l'unione
sentimentale vigente tra due persone (anche dello stesso
sesso se si estendesse l'istituzione alle persone omosessuali)
che decidono quindi di promettersi fedeltà e di rispettare diritti
e doveri reciproci. Ma la famiglia esisterebbe lo stesso anche
in assenza di un vincolo matrimoniale. Di fatto in Italia ci sono
decine di migliaia di situazione di tipo familiare che chiedono
di essere tutelate dalla legge: si tratta delle coppie di fatto
per le quali si è richiesto anche in Italia il Patto Civile di Solidarietà ( Pa.C.S ).

Lo studio Spitzer:
vizi e abusi.
(parte I e II)


Concludiamo oggi, con la pubblicazione della seconda parte,
la traduzione del video sui vizi metodologici e sugli abusi c
he gruppi religiosi e politici hanno fatto dello studio Spitzer.

Come vedrete nei prossimi giorni - stiamo lavorando su un altro video -
ma già nei minuti finali di questo video, Spitzer si dice inorridito dall'uso
che i gruppi religiosi, in cerca di visibilità, soprattutto nell'era Bush,
stanno facendo della sua ricerca. Sulla base di questa affermano,
in modo strumentale, che l'omosessualità è una scelta, che chiunque
volesse può cambiare e la usano a supporto di leggi anti-gay o per vietare
costituzionalmente i matrimoni gay. Come dice lo stesso Dr. Spitzer infatti
il suo studio non è stato condotto - per altro come avete visto in maniera
un pò superficiale - per calcolare la percentuale di riuscita di cambiamento
nè per stabilire che l'orientamento sessuale è una scelta ma semplicemente
perchè, dopo esseresi impegnato affinchè l'American Psychiatric Association
eliminasse l'omosessualità dalla lista dei disordini mentali, rimase colpito
dall'esistenza di gruppi di persone che si dichiaravano "guarite" e, incuriosito,
volle capire se veramente era possibile un processo di "conversione".

Per chi non avesse visto la prima parte ve la ripropongo, s
ubito dopo c'è la seconda.
Buona visione!
PARTE I



PARTE II


Ringrazio, ancora,
Daw, Teo e Daniel Gonzales.




Casa editrice
il Saggiatore
Collana Pamphlet
Pagine 160
€ 12,00
ISBN 978-88-428-1467-2
novembre 2007



Vittorio Lingiardi
Citizen gay
Famiglie, diritti negati
e salute mentale


"Di questo passo
si sposeranno anche le scimmie."

Una volta erano discriminati
per la loro devianza. Oggi perché
chiedono di essere normali.

Come mai gli omosessuali, storicamente
marchiati come peccatori, invertiti
o malati mentali vogliono adottare
quell'ordine familiare che tanto
ha contribuito alla loro sfortuna?

Essere gay o lesbiche non è
un merito né un demerito.
È una cosa che capita.

Eppure, in un clima di crescente omofobia,
la dimensione affettiva di milioni di persone
in Italia è tuttora sacrificata.

La mancanza di una legge
che ne salvaguardi il valore e la cittadinanza
genera umiliazione, sofferenza,
paura, odio collettivo
.

Non servono anatemi o concessioni.
Serve un pensiero capace di sostenere
una trasformazione antropologica.
Perché uno Stato i cui cittadini sono
più felici è uno Stato migliore.




La mia fede politica

I miei video
  • La persecuzione degli omosessuali in Iran (parte I)


  • La persecuzione degli omosessuali in Iran (parte II)


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    In alternativa ci sono anche altre linee di aiuto





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    Blogaction - 2 aprile 2008

    2 aprile 2008

     

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    *La tanto discriminata "bisessualità"

    *Omosessualità in TV. Perchè no?

    *Le 10 grandi leggende sull'omosessualità maschile

    *Ghettizzazioni omosessuali nelle discoteche

    *Terminologie degli orientamenti sessuali

    *Sfatiamo i miti più comuni sulle cause dell'omosessualità

    *Ti sei appena scoperto omosessuale e credi di essere anormale?
    Ma sai cos'è la normalità?

    *I gay sono tutti effeminati?

     

     




















    Indirizzo del MySpace dell'ARC


    http://myspace.com/associazioneculturalearc

    ARC - Associazione Culturale
    "TUTELA E DIFESA DELLE PERSONE GLBT (Gay, Lesbiche, Bisex, Transessuali) "

    Uomo
    25 anni
    Cagliari
    Italia



    Ultimo accesso: 10/12/2007
    Visualizza: Immagini | Video


       Contatto ARC - Associazione Culturale


    A Cagliari, il 1° Dicembre 2002, è nata l’Associazione
    Culturale ARC.

    ARC si pone l’obiettivo di lottare contro ogni forma
    di discriminazione e di tutelare e difendere i diritti
    civili delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

    ARC è un’Associazione fondata sui principi di democrazia,
    pacifismo, antirazzismo e antitotalitarismo.
    Possono aderire persone di qualsiasi nazionalità,
    religione, orientamento sessuale e politico.

    ARC intende intervenire nel tessuto culturale,
    sociale e politico locale e regionale, promuovendo
    iniziative volte ad affermare i diritti civili
    delle persone omosessuali e a consentire
    un confronto con il variegato mondo GLBT.

    ARC ha la propria sede a Cagliari, ospite
    della sezione della Sinistra giovanile Pier Paolo Pasolini,
    in via Leopardi 3. Le riunioni in sede si tengono
    tutti i lunedì dalle 19 alle 22. Per qualsiasi informazione
    sull’Associazione potete venire a trovarci,
    oppure contattarci all’Help&Info Line nei giorni
    in cui è attivo il servizio (trovate il numero
    all’indirizzo www.vialeopardi3.it/arc)
    o all’email:
    arc@vialeopardi3.it.





    L'Associazione Studentesca universitARC nasce nel 2006
    per facilitare l'esigenza dell'Associazione Culturale ARC
    di confrontarsi e collaborare con gli enti universitari,
    con l'Ateneo di Cagliari e l'ERSU Ente Regionale
    per il Diritto allo Studio Universitario.
    La creazione di questa nuova articolazione di ARC permette
    all'Associazione di addentrarsi con maggiore facilita'
    ed efficacia nella vita universitaria e studentesca della citta',
    organizzando iniziative negli spazi della Casa dello Studente,
    nelle sale conferenze (Sala Giovanni Cosseddu, Sala Maria Carta)
    e nel Cineteatro Nanni Loy. La speranza e' quella di riuscire
    a portare fin dentro il mondo universitario le battaglie per i diritti LGBT
    che ARC manda avanti fin dal 2002, sensibilizzando studenti e giovani
    alle tematiche omosessuali e transessuali, e cercando
    di coinvolgerli nelle iniziative dell'Associazione.
















    Il bellissimo my space di Gigi...

    http://profile.myspace.com/index.cfm?
    fuseaction=user.viewprofile&friendid=139591923

    ______________________________________





























      





    Viva l'amore in ogni forma
    (tra persone consapevoli
    e quindi consenzienti)

     


    _______________________
    GAY AND PROUD!


    ___




    ____________________

    Amico dei bisessuali!!

    Bandiera dell'orgolio bisessuale





    ____________________


    ______________________

    Non lasciamoci ingannare
    dalle
    S a n t e    R a g i o n i 

    Dal nascere al morire -
    La mano della Chiesa sulla nostra vita


    Carla Castellacci , Telmo Pievani
    Editore: Chiarelettere

    Prezzo: Euro 13,60

    Venire al mondo, l’ora di religione,
    i simboli religiosi nelle scuole,
    il caso Darwin e la marginalizzazione
    delle materie su cui la chiesa
    non può far valere la sua posizione,
    il matrimonio e la vita di relazione,
    la “politica” riproduttiva (contraccezione,
    aborto, fecondazione assistita…),
    la ricerca biomedica (staminali e trapianto di organi),
    l’8 per mille, il trattamento fiscale della chiesa,
    il testamento biologico, la terapia del dolore,
    l’eutanasia… In pratica: la vita, dalla nascita
    alla morte.

    Su ognuno di questi temi gli uomini di fede,
    ma soprattutto le alte gerarchie del Vaticano,
    ormai da anni esercitano pressione per consolidare
    una visione del mondo arretrata, irrazionale
    e violenta.

    Questo libro non vuole essere una riflessione teorica
    sulla laicità.
    Questo libro segue passo passo la vita di uomini
    e donne, e mostra (non senza ironia) attraverso
    la cronaca di questi ultimi anni, le tante disposizioni
    di legge che limitano fortemente la libertà individuale,
    come la Chiesa da anni e con violenza decida
    il nostro destino.

    Un libro che denuncia uno stato di cose
    inaccettabile. Un libro che va in profondità
    sulle notizie che ormai da mesi troviamo sparate
    sulle prime pagine di tutti i giornali.

    Un libro scritto con ironia, perché gli argomenti
    di questa Chiesa politica spesso sfiorano il ridicolo,
    sebbene questo ridicolo sia ben nascosto dai media
    e dai grandi mezzi d’informazione.




    http://www.ilconsapevole.it/vetrina_libro.php?id=15273

    http://www.google.com/search?q=sante+ragioni&rls=
    com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7GZAZ




    Inchiesta su Gesù. Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo Titolo  Inchiesta su Gesù.
    Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo
    Autore Augias Corrado; Pesce Mauro
    Prezzo € 17,00
    Prezzi in altre valute
    Dati 2006, 263 p., rilegato
    Editore Mondadori  (collana Varia saggistica)


    Tema

    Su Gesù sono proliferate nei secoli molte
    leggende e alcune autentiche fiabe, segno
    della curiosità di sapere
    chi lui fosse veramente prima che il mantello
    della teologia lo coprisse, celandone
    allo sguardo la figura storica.

    Corrado Augias ha dialogato su questo tema
    con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce,
    rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi,
    cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico
    nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita,
    sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano.

    Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota,
    fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome,
    anche se egli non ha mai detto
    di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa "inchiesta"
    ci restituisce è quello di un ebreo, ligio alla Legge di Mosè,
    amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure
    aspramente critico verso gli aspetti che giudicava 'superati'
    o 'secondari', e, soprattutto, portatore di un progetto
    di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati;
    una personalità complessa, mai svelata per intero
    nemmeno a chi gli era più vicino, una figura
    profondamente solitaria, coerente con i suoi principi
    fino alla morte in croce.

    Un noto giornalista e uno storico del cristianesimo
    hanno unito la curiosità laica del primo alle conoscenze
    sulla Bibbia del secondo per dare alla luce questa originale

    Inchiesta su Gesù
    , un libro scritto
    nel tentativo di costruire una specie di carta d’identità
    di Gesù: dov’è nato, quando, da chi, quale lingua parlava e così via.

    Un “documento anagrafico” che può essere completato
    solo in parte, dato che le fonti sono scarse e assai manipolate,
    e che presenta vari problemi storiografici come la possibilità
    che i dogmi teologici corrompano la ricerca storica, o quello
    della scelta di alcuni vangeli come documenti a scapito di altri.
    Augias inizia con le domande apparentemente più banali, ma subito
    si scopre che Gesù è nato verso gli ultimi anni del regno d’Erode
    (che morì nel 4 a.C. circa): oggi dovremmo essere nel 2010
    se davvero contassimo a partire dalla sua nascita.
     
    E’ poi improbabile che sia nato a Betlemme, ma dai vangeli
    di Marco, Luca e Matteo risulta che sia nato in Galilea,
    verosimilmente a Nazareth o che, comunque, vi abbia
    vissuto a lungo con la famiglia. Figlio di Giuseppe,
    carpentiere, e di Maria. Ebreo, il suo nome Gesù
    è la traduzione italiana dell’ebraico Yehòshuà
    o Yeshuà, il cui significato è “Dio salva”: credeva
    in un Dio unico quando nel I secolo gli altri popoli
    erano politeisti, mangiava e si vestiva secondo le
    regole dell’Antico Testamento rispettando alla lettera
    le prescrizioni della Torah.

    Inoltre, osservava le festività del suo popolo, frequentava
    le sinagoghe, pregava presto al mattino e andava in pellegrinaggio
    al Tempio di Gerusalemme. Come lingua, parlava l’aramaico
    della Galilea, che era il dialetto della sua regione, ma leggeva
    l’ebraico e conosceva anche un po’ di greco e qualche elemento
    di latino. Viveva, del resto, in una situazione multilingue.
    Un Gesù quindi che viene ritratto nei suoi molti aspetti perché
    ogni vangelo, sottolinea Augias, ha e dà una immagine diversa
    del protagonista: quella di Luca è di un uomo molto attento
    ai poveri e ai diseredati, Marco narra di un taumaturgo ed esorcista,
    Giovanni lo rende come parola di Dio che traluce attraverso
    la sua umanità.

    L’analisi di Augias e di Pesce prosegue con un’indagine
    sulle sue parole, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano.
    Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla
    nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli
    non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa
    “inchiesta” ci restituisce è quello di una personalità complessa,
    mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino.
    Una figura solitaria, affascinante anche in questa ricostruzione storica,
    coerente con i suoi principi fino alla morte in croce.

    Ascolta la lettura delle
    prime pagine del libro su RadioAlt


    Recensioni 1 - 20 di 98 recensioni presenti.  Media Voto: 2.87 / 5


    Giuseppe (03-12-2007)
    Ottimo libro. Adatto a chi pensa, a chi si pone sani dubbi, a chi
    sa calarsi nel contesto storico in cui sono narrati i fatti. Bisogna
    cercare di viaggiare nel tempo e vedere, sentire, vivere come
    in quel periodo. Allora molte cose ci saranno più chiare.
    Leggete anche Ehrman Bart D. e Elaine Pagels. Adatto anche
    ad atei e credenti di altre religioni, per capire e riconsiderare
    anche le proprie convinzioni. Certamente non è adatto a chi
    "crede obbediente" ad altri uomini (intermediari)
    e non cerca dentro di sè e fuori di sè.
    Voto: 5 / 5



    AliceInWonderland (20-11-2007)
    E' vero che, secondo me, non è uno dei migliori Augias,
    purtroppo, secondo me colpa della struttura "domanda-risposta"
    che rende la narrazione meno fluida...rimango però molto delusa
    dai commenti dei lettori attaccati ciecamente ai preconcetti.
    A pochi è venuta l'idea che forse alcune persone vorrebbero
    conoscere il Gesù "storico", o anche riconoscerlo in una forma
    più umana che divina (come nel Vangelo secondo Gesù Cristo,
    esempio un po' banale lo devo ammettere, ma un libro che ti tocca il cuore)
    per ricominciare a crederci. O che non sempre esiste una sola verità.
    O che bisogna vagliare (non ho detto "credere a", non voglio essere fraintesa)
    o anche solo semplicemente ascoltare tutte le possibili spiegazioni
    che ci vengono offerte. Un coraggioso Augias questa volta (tema sempre
    abbastanza scottante) e un bravissimo Pesce che riesce a spiegare
    in modo semplice e scorrevole le sue tematiche, secondo me per
    niente attratti dalla scia commerciale di Dan Brown (anche perché
    esiste una non sottile differenza tra questi autori, di stile sicuramente
    ma soprattutto di genere).
    Voto: 4 / 5


    Axe (07-11-2007)
    Sono rimasto molto deluso, dopo la lettura non mi è rimasto nulla,
    tutte cose già conosciute, Augias è abbastanza fazioso e a volte fastidioso,
    insiste con domande insignificanti mentre ne tralascia moltissime altre molto
    + importanti. Una perdita di tempo.
    Voto: 1 / 5


    Anthony (02-11-2007)
    Libro che non consiglio, non lascia nessun tipo di insegnamento
    e a tratti è molto noioso. L'ho trovato come una noiosa analisi
    dei testi religiosi. Non dò il minor voto solo perchè è ben
    schematizzato e alcuni punti ti prendono...anche se sono quasi rari
    Voto: 2 / 5


    erik (14-09-2007)
    Il libro è ben scritto e strutturato, e credo possa costituire un'ottima introduzione
    a chi si voglia accostare agli studi biblici. Data la molteciplità degli argomenti,
    risulta talvolta un po' "svelto" e superficiale (su alcune cose avrei anch'io
    delle domande da fare al prof. Pesce). Meriterebbe un quattro, ma gli do
    cinque per tentare di riequilibrare la miriade di giudizi negativi dettati solamente
    da furore ideologico e dottrinale, e da una certa ignoranza.
    Chi sa che dopo il Concilio di Trento la lettura e il possesso dei Vangeli venne
    proibita e i testi sacri messi all'Indice, perché non si voleva che il popolo ne
    conoscesse i contenuti (questo fino al 1963)? Evidentemente la conoscenza
    è ancora un tabù per certi cattolici, che dicono di credere in qualcosa
    di cui però si mantengono orgogliosamente ignoranti.
    Voto: 5 / 5

    Cristiano De Scisciolo (10-09-2007)
    Lettura molto interessante per scoprire tutti gli aspetti di un uomo
    che spesso pensiamo di conoscere ma che, dal punto di vista storico,
    conosciamo ancora troppo poco. Alcuni aspetti potevano forse essere
    approfonditi maggiormente, ma nel complesso il libro è comunque
    un'ottima opportunità di conoscenza. Scritto in maniera semplice,
    si legge senza problemi.
    Voto: 4 / 5

    mauro Ortis (01-09-2007)
    Il libro di Augias-Pesce, non é certo un testo per specialisti, per addetti ai lavori
    (leggi storiografi, teologi, critici, ecc), bensí é all'uomo comune che si dirige,
    per farlo riflettere su un argomento che avvolge da "sempre" la storia occidentale.
    Semplice e onesto, ci da dei dati interessanti, che sicuramente non si potranno
    mai trovare nelle note delle varie edizioni in commercio del Nuovo Testamento.
    In risposta a tutti coloro che hanno dato un voto negativo, mi domando quali
    i preconcetti, dove la ripetitivitá, in che senso difficile da leggere, perché
    si accusa Augias se le teorie sono di Mauro Pesce, riconosciuto esperto
    in storia del Cristianesimo, infine perché non piace che si parli di Gesú
    differentemente dai canoni prestabiliti. Nessuna di queste persone
    ha mai sentito parlare di critica biblica? Insieme a "Inchiesta su Gesú",
    consiglio di leggere anche "Gesú non l'ha mai detto", di Bart Ehrman,
    sempre della Mondadori.
    Voto: 4 / 5


    Giacomo (22-07-2007)
    Il libro del professor Pesce spiega molto bene l'evoluzione e l'interpretazione
    della lettura da parte dei primi cristiani della figura dell'ebreo Yehoshua
    da Nazareth. Il testo chiarische come la figura di questo rabbi e profeta
    sia stata usata nei vangeli e spiega l'influsso ellenistico che il cristianesimo
    nascente ha subito. Un libro chiaro, esaustivo, importante per le citazioni
    dai Vangeli e snello nella forma usata: dialogo tra Augias e il professore
    antropologo. un 5 e mezzo
    Voto: 5 / 5


    alexdelarge (18-07-2007)
    Non ho ancora finito di leggere il libro, che però fin'ora mi pare ben costruito
    e condotto con una certa maestria da chi, il mestiere di giornalista, lo sa fare.
    Noto però alcune cose, in certi commenti, che mi lasciano perplesso,
    soprattutto quello che parla dell'elettricità e del fatto che Gesù non
    ne parlò mai...mi sembra una delle più grosse assurdità che abbia mai sentito
    dire in tutta la mia vita, davvero. Perchè avrebbe dovuto parlare di elettricità?
    e perchè non della forza di gravità? Ancora: sul fatto che il libro sia di difficile lettura:
    il libro mi pare fin troppo semplice, troppo preoccupato di farsi capire da tutti.
    Pesce è un antropologo e uno storico riconosciuto ovunque, non è Dan Brown...
    se volete leggere qualche mistero misterioso, compratevi codice da vinci...su...
    Voto: 3 / 5

    Casimiro (20-06-2007)
    Libro che non giova a nulla, pieno di preconcetti. Da evitare, non lascia nessun
    segno edificante dopo la lettura
    Voto: 1 / 5

    chiara svetia76@hotmail.com (18-06-2007)
    Dopo aver preparato l'esame di Storia Romana sulla storia del cristianesimo
    ho avuto curiosità di leggere anche questo testo. Secondo me è leggibile
    e piacevole e spiega facilmente argomenti molto complessi. Mi è dispiaciuto
    vedere i commenti negativi fatti al testo legati da un'accecata fede
    e da una certa ignoranza. Senza offendere nessuno, ignoranza dal gergo ignorare.
    Non si possono accusare le persone senza possedere un bagaglio sufficiente
    di cultura per poter criticare. Che il libro tratti un tema ripreso in passato
    da altri autori è comprensibile visto che parla di un tema che tutt'oggi spacca
    l'opinione pubblica in due filoni di pensiero assai diversi(cattolici-atei).
    La cosa su cui riflettere di più è la costruzione di una chiesa cattolica che
    predica bene ma purtroppo al giorno d'oggi razzola male. Gesù parlava
    di carità al suo popolo e gli apostoli predicarono la buona novella in maniera
    universale, peccato che oggi il Santo Padre usi vestirsi e sfoggiare tutto
    quel benessere che non fa parte della chiesa povera...questa, secondo
    me, è la riflessione più importante che ci ha insegnato
    Gesù, sia stato semplice uomo o figlio di Dio.
    Voto: 4 / 5


    Roberto (05-06-2007)
    Credo che la diatriba in corso all'interno di questo forum tra sostenitori
    della fede e sostenitori della ragione non abbia motivo di esistere.
    Chi possiede infatti il dono della fede non ha certo bisogno di sapere
    che le gesta di Gesù siano corroborate da riscontri storicamente
    accertabili. D'altra parte, chi si appella a una visione laica dei fatti,
    non può prestare credito a fatti come la nascita verginale
    o la resurrezione. Sono due visioni inconciliabili che partono da due
    approcci diversi che non possono in alcun modo convergere.
    Detto questo, da non cattolico, credo che il libro di Augias e Pesce
    abbia comunque il merito di affrontare il tema in questione
    con una onestà intellettuale di fondo che difficilmente può essere
    contestata. Il libro, infatti, non mira a mio avviso a intaccare
    la fede dei credenti, ma ad analizzare i fatti secondo una prospettiva
    puramente storica. I dubbi sollevatinel testo, quindi, non hanno
    a che vedere con una critica della fede in sé, quanto, piuttosto,
    con la difficoltà oggettiva di operare una ricostruzione del tutto
    veritiera. Ritengo, quindi, che 'Inchiesta su Gesù' sia un libro
    da leggere assolutamente e, per questo, mi sento di consigliarlo.
    Voto: 4 / 5


    Marco (30-05-2007)
    Ho trovato il libro molto interessante se non altro per gli aspetti
    dei Gesù che nonostante siano palesi negli stessi vangeli canonici
    sono stati eclissati dalla dottrina da catechismo. Aspetti come
    la formazione ebraica di Gesù dovrebbero essere ben noti a chi
    si considera credente. Forse ha poco ritmo ed è un pò monocorde
    nel susseguirsi degli argomenti, ma tutto sommato è ricco di spunti
    e riflessioni stimolanti. Certo, chi legge la Bibbia da credente cerca
    sempre di trascendere i caratteri più prettamente umani di Gesù,
    nonchè i tanti elementi contraddittori e assurdi delle Sacre Scritture,
    ma chi come me non crede può trovarvi una testimonianza libera
    dalle apologie di una figura comunque rilevante dal punto di visto storico.
    Voto: 4 / 5


    vittorio (24-05-2007)
    Da ateo che negli ultimi tempi prova crescente interesse per le religioni
    sia per spontanee esigenze dello spirito sia per il peso che esse
    hanno nella storia del mondo odierno, trovo che questo libro fornisca
    importanti elementi su Gesù e sul cristianesimo. Alla fine mi è rimasta
    l'impressione viva per la grandezza del personaggio: è come se
    per la prima volta finalmente avessi incontrato “fisicamente”
    un Gesù vero, plausibile, concreto, un personaggio enorme,
    pur nella perdurante indeterminatezza storico-biografica.
    Un libro interessante, un pò noioso nella parte centrale
    (per lo stile pacato e monocorde di Pesce che non si scompone
    minimamente nemmeno di fronte alle sottili provocazioni di Augias
    che tenta ogni tanto di alzare il ritmo) ma chiaro, implacabile
    e oserei dire “sfrontato” nella sostanza delle cose affermate
    (sfrontato per i guardiani dell'ortodossia che impone -
    con il beneplacido della politica-che-rinnega-la-laicità-per-un-pugno-di-voti -
    la cappa di censura oggi imperante). Purtroppo l'irritazione di certi commenti
    mostra come intolleranza e fanatismo religioso siano veleni diffusi ovunque,
    anche “qua”. “Gesù era un ebreo, non un cristiano”: ovvio, ma che fastidio
    sentirselo dire! Comprensibile e scontata, d'altronde, la “condanna”
    da parte del Vaticano (peraltro abbastanza sommessa rispetto
    allo stile in voga di questi tempi, visti i pochi appigli che evidentemente
    il testo fornisce): è sufficiente avere un minimo di libertà di spirito
    per trarre l'ovvia conclusione di quale tradimento abbia operato la Chiesa
    nel corso di due millenni non solo rispetto alle “verità” storiche ma anche
    a quelle spirituali, ai fatti e all'insegnamento di Gesù. Temo che se
    Egli tornasse oggi dalle nostre parti e si ripetesse pari-pari nei gesti
    e nelle parole, finirebbe nuovamente crocefisso (si spera solo metaforicamente)
    dalla nuova santa alleanza politico-religiosa: un sovversivo, un agitatore,
    un disturbatore della quiete pubblica, un distruttore della famiglia..
    insomma, un terrorista!
    Voto: 4 / 5


    Giuseppe (22-05-2007)
    Nonostante le accese critiche delle frange "Integraliste" ho trovato
    il libro molto interessante. Ritengo pienamente condivisibili le teorie
    di Pesce sulle stesure dei vangeli e l'intero corpus dottrinale sviluppato
    nel corso dei secoli dalla Chiesa Cattolica. Ritengo assolutamente verosimile
    che molti abbiano aggiunto di loro pugno, in buona fede, e sia necessario
    scavare in profondità con le metodologie e le conoscenze odierne,
    per riportare alla luce la vera essenza dell