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Censura di regime

 

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Calypso
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La decisione del presidente della RAI Petruccioli di richiamare Santoro per la trasmissione Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante.
Chi ha seguito il programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul licenziamento di Enzo Biagi.
Petruccioli non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Beppe Grillo sulla illegittimità di Rete 4 sancita dalla corte di Giustizia Europea che costerà ai contribuenti italiani più di 300 milioni di euro.

Questa si chiama censura, in un Paese libero l’ascoltatore ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare.

Se il buon giorno si vede dal mattino, ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo per chiudere i pochi spazi di libertà di informazione ancora presenti nel nostro Paese.
L’Italia dei Valori farà di tutto perché questo non avvenga in particolare se dovesse assumere la presidenza della Commissione di Vigilanza RAI di cui ha fatto espressa richiesta.
Antonio Di Pietro


"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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alessandra riva
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Non so da chi dipenda la scelta, ma se dipendesse da Berlusconi dubito molto che affidino a IDV tale incarico!

Completamente d'accordo che vogliono nasconderci quasi tutto!

Il popolo Bue fa comodo!

Sulla maleducazione di sGARBI neanche una parola, tanto è il loro stile!

alessandra riva
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Calypso
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alessandra riva wrote:
Non so da chi dipenda la scelta, ma se dipendesse da Berlusconi dubito molto che affidino a IDV tale incarico!
Completamente d'accordo che vogliono nasconderci quasi tutto!

Il popolo Bue fa comodo!
Sulla maleducazione di sGARBI neanche una parola, tanto è il loro stile! 

Il loro?

"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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zio antonio
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difficile commentare il comportamento ripugnante di sgarbi.
e' un mercenario, fa talmente schifo che quando esce in tv cambio canale
maltu pettinadu
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Stanno cercando il pretesto per chiudere la trasmissione "anno zero", e poi toccherà alla Gabanelli.

Ci riusciranno. Sarà meglio per noi. Fateli lavorare per favore.

Sono tra quelli che pensano che è perfettamente inutile cercare di far ragionare la maggior parte degli italiani; risanare le finanze per l'ennesima volta, e poi riconsegnare l'Italia a quei macellai.

Si sarebbe dovuto far continuare l'opera al tricotomizzato.
Alcuni prevedono l'uscita dell'Italia dall'euro.
Vedremo, ci divertiremo!

Veniamo noi con questa mia a dirvi.....
daniela
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quote=maltu pettinadu

Stanno cercando il pretesto per chiudere la trasmissione "anno zero", e poi toccherà alla Gabanelli. 
hai sentito Travaglio da Fazio ieri sera , vero ?
Ci riusciranno. Sarà meglio per noi. Fateli lavorare per favore. 
Aiuto ! Chi dovrebbe far lavorare chi ?
Sono tra quelli che pensano che è perfettamente inutile cercare di far ragionare la maggior parte degli italiani; 
... e allora cosa proponi " Grande Fratello " a gò gò ?
risanare le finanze per l'ennesima volta, 
Ma quand 'è stato che le finanze sono state risanate ? Boh ! Forse l 'ultima volta è stato con Quintino Sella , che pareggiò l 'economia italiana sfruttando le miniere sarde ... e i sardi naturalmente ...
e poi riconsegnare l'Italia a quei macellai. 
Quei macellai ... a chi ti riferisci ? Destra , sinistra , centro destra o centro sinistra oppure tottusu impari ?
Si sarebbe dovuto far continuare l'opera al tricotomizzato. 

Mi sfugge anche chi sarebbe il tricotomizzato ... che avrebbe iniziato un 'opera ... bèh
Alcuni prevedono l'uscita dell'Italia dall'euro. 
Chiedigli se fanno anche le previsioni del tempo ... è da 3 - 4 giorni che prevedono pioggia per la Sardegna , ma per ora abbiamo avuto solo pioggerellina mista a fango ...
Vedremo, ci divertiremo! 
Eiè ... nosu seusu innoi ...
zio antonio
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come dice berlusconi per rete quattro
se non gradite la trasmissione avete il telecomando, ci sono centinaia di canali.
se annozero non vi piace cambiate canale.
la verita' e' che questi mafiosi vogliono toglierci tutto, l'informazione primo obbiettivo.
oggi tremonti a comunicato che a stringere la cinghia saranno le banche, falso non si permettera' mai di toccare le banche.
e' giusto per far uscira la notizia, poi la gente dimentica, e la contronotizia non uscira' mai
maltu pettinadu
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hai sentito Travaglio da Fazio ieri sera , vero ?

 


No, ma ho sentito altre sue dichiarazioni su internet.
Comunque l'altra sera era palese l'intenzione di Sgarbi: cioè fare il guastatore e seminare zizzania.
Chi non ha notato l'atteggiamento estremamente cauto di Santoro e Travaglio che non reagisce agli insulti di Sgarbi?
Sgarbi ha bisogno di soldi e ha preso il posto di Elio Vito. Ve lo ricordate?
Tant'è che il tricotomizzato (Berlusconi) gli ha già detto "bravo".

Riguardo lo stato delle finanze pubbliche, con l'lnformazione in mano a questi criminali, è difficile farsi un'idea che sia appena obbiettiva.
Ma in linea di massima si sà che nei 5 anni berlusconiani la spesa pubblica è esplosa e il famoso avanzo primario azzerato.

Per informarsi sufficientemente bisognerebbe comprare diversi giornali, cercare la informazioni in tutti quei canali che non siano esclusivi dei politici nostrani. Praticamnte un altro lavoro.

Riguardo al " fateli lavorare" mi riferisco alla completa inconsitenza del centrosinistra se non complicità e all'idiozia e anarchia congenita degli italiani.
Proprio ieri ho abbozzato una timida discussione con un collega in ufficio riguardo al nuovo governo, ed è uscito fuori che questo era molto arrabbiato per la diffusione nella rete della dichiarazioni dei redditi da parte di Visco, che ha insultato diverse volte.
Ma quando Berlusconi in piena campagna elettorale ha detto che un noto mafioso era un eroe non si è scomposto per nulla, come la maggioranza degli italioti.
Tanto le vittime delle mafie mica son parenti miei?

Così per altri numerosi esempi che potrei fare: dalla legge sulla fecondazione in vitro, alla bossi-fini, al caso Marco Biagi.

Saluti





Veniamo noi con questa mia a dirvi.....
Calypso
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COLPIRNE UNA
di Marco Travaglio

Se il plenum del Csm confermerà l’indicazione data ieri dalla Commissione competente, Clementina Forleo
sarà cacciata da Milano per “incompatibilità ambientale”.
Il suo peccato mortale, come tutti han capito fin troppo bene, è stato quello di mettere nero su bianco i nomi dei parlamentari intercettati durante le scalate di Antonveneta, Rcs e Bnl e chiedere al Parlamento l’autorizzazione a usare le loro telefonate.
Non potendo dichiarare ufficialmente che andava punita per questo, a perenne ammonimento per tutti gli altri magistrati che osassero fare altrettanto, insomma a futura memoria, la commissione ha deciso di cacciarla perché avrebbe cattivi rapporti con i cancellieri del tribunale (testuale); perché avrebbe turbato l’opinione pubblica con denunce infondate (e pazienza se poi si son rivelate fondatissime), perché avrebbe detto a un convegno cose che non ha mai detto, e perché avrebbe chiesto a un pm notizie di un provvedimento interdittivo che la Procura le aveva preannunciato dicendole di tenersi pronta.

Insomma, incolpazioni inventate o faccenduole che sono normale routine in un ufficio giudiziario.
Alla fine, in questo mondo alla rovescia, il topolino ha partorito la montagna: una sanzione mostruosa, che sarebbe apparsa sproporzionata anche se gli addebiti mossi alla Forleo fossero stati fondati.
Clementina Forleo non potrà più fare il giudice a Milano e dovrà emigrare altrove con quel che resta della sua famiglia già falcidiata da lutti, minacce e attacchi.
Il voto è stato tutt’altro che unanime, a riprova del fatto la sanzione non era affatto obbligata. Per il trasferimento han votato i membri laici, cioè politici: la comunista Vacca (che aveva anticipato il giudizio prim’ancora che iniziasse il procedimento, ma non ha sentito neppure il dovere di astenersi: bella garanzia di “terzietà”) e Anedda di An; e poi il togato di Unicost, Roia.
Contro, ha votato il presidente della commissione, Patrono di MI. I due di Md, pilatescamente, si sono astenuti: se avessero votato contro sarebbe finita 3 a 3. E la manovra sarebbe fallita.

Una manovra che, molto probabilmente, è illegittima. L’ordinamento giudiziario Castelli-Mastella vieta trasferimenti d’ufficio dei magistrati per fatti che implichino comportamenti colpevoli: l’incompatibilità può derivare solo da fatti incolpevoli, per esempio da parentele con altri giudici o con imputati dello stesso distretto.
Ma qui le condotte contestate alla Forleo, se dimostrate, implicano che lei sia colpevole. Dunque andavano esaminate in sede disciplinare, con una procedura molto più garantista. Ma si temeva di non riuscire a punirla nemmeno sul fronte disciplinare: perché, per una dimenticanza degli analfabeti che hanno approvato la Castelli-Mastella, nella lista degli illeciti disciplinari non figurano le esternazioni. E qui proprio di esternazioni si tratta.

Dunque, sapendo che in sede disciplinare non c’era trippa per gatti, si sono usate condotte ipoteticamente colpevoli per dichiarare l’incompatibilità.
Il risultato è a metà fra l’inquietante e l’esilarante: se qualcuno ritiene che la Forleo sia una pazza furiosa che litiga con tutti e lancia allarmi infondati, che senso ha spostarla da Milano a Roma o a Vipiteno?
Il fatto è che anche la manovra per farla apparire pazza è fallita: tutti conoscono la sua preparazione giuridica, la sua laboriosità, il suo carattere.
Come diceva Montanelli, “tutte le persone di carattere hanno un pessimo carattere”. Ma che c’entra il carattere con la capacità di un giudice? Patrono ha votato contro il trasferimento anche perché, per la nuova legge, la Forleo è “scaduta” come gip avendo esercitato l’incarico da più di 10 anni e, al pari di centinaia di gip, dovrà passare al tribunale. Bastava aspettare qualche mese (in attesa che il Csm bandisse quei posti) e il nodo si sarebbe sciolto da sé. Ma qui bisognava dare una lezione purchessia, a prescindere. La sentenza, richiesta a gran voce dai politici di destra e sinistra, era scritta fin da luglio, quando la gip osò fare il suo dovere anziché voltarsi dall’altra. Calamandrei diceva: “Non temo i giudici corrotti, ma i giudici conformisti”. Questo Csm e questa politica temono i giudici anticonformisti.
Colpirne uno (anzi due: c’è pure De Magistris) per educarne diecimila."

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Paolo
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Siamo messi male... destra e sinistra uniti per eliminare i pochi magistrati che compiono il loro dovere al di la' delle caste!
C'e' solo il grande DiPietro che li difende ed i "soliti" Grillo e Travaglio.
Sono sempre piu' contento di avere votato per DiPietro.
Speriamo nel movimento di Beppe Grillo, ma ci sarebbe da disperarsi.
Paolo

Non devono essere le persone ad avere paura dei governi ma i governi ad avere paura delle persone
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quattromori
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Ma davvero credete che Di Pietro difenda qualcuno? Ma dài. Secondo me è un grandissimo figlio di mamma.... bona. (Sua madre davvero una brava donna). Solo vedendo come ha organizzato il suo partito dovrebbe far aprire gli occhi alla gente. Come lui diventerà Casini. Dovranno abbaiare tanto per farsi notare. C'è da dire che almeno Di Pietro con il suo modo di parlare fà simpatia. Nient'altro.

P.S. anche se debbo dire che su alcuni argomenti, è andato avanti anche contro gli altri, quando era al governo.

Non dire e non fare agli altri ciò che non vuoi ti sia detto o fatto.
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Calypso
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quattromori wrote:
Ma davvero credete che Di Pietro difenda qualcuno? Ma dài. Secondo me è un grandissimo figlio di mamma.... bona. (Sua madre davvero una brava donna). Solo vedendo come ha organizzato il suo partito dovrebbe far aprire gli occhi alla gente. Come lui diventerà Casini. Dovranno abbaiare tanto per farsi notare. C'è da dire che almeno Di Pietro con il suo modo di parlare fà simpatia. Nient'altro.

P.S. anche se debbo dire che su alcuni argomenti, è andato avanti anche contro gli altri, quando era al governo

Su alcuni argomenti?

Pur con tutti i suoi difetti, Di Pietro ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra.

1-No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi.
2-No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano.
3-No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto.
4-No agli attacchi contro De Magistris e Forleo.
5-No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile).
6- No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma).
7-No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.
8-No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv).
9/10-No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo.
11-No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco).
12-No al comma Fuda, che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.

Per ben dodici volte ha fatto dura opposizione alle scelte della sua coalizione... e sarebbe un figlio di mamma buona lui?

Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro:

1-Ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi.
2-Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie.
3-E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere.

"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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Prof. Renato Scherini
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Oh mia cara, oh mia cara, oh mia cara Clementina
è finita così
domani non ci sarai più...
alessandra riva
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Anche oggi Di Pietro ha detto chiaramente in parlamento che non si fida di Berlusconi, che conosce benissimo i suoi trascorsi giudiziari, che vigilerà su ogni minimo dettaglio monitorandolo a vista.

Ha detto anche a Fini che 'non si può disturbare il manovratore' visti i fischi e le urla degli onorevoli del PDL!

alessandra riva
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Anche Berlusconi non si fida di Di Pietro, questo è certo... Di Pietro per me dovrebbe tornare a fare il falegname.
zio antonio
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se ci fosse dipietro alla giustizia.......
Tomas78
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eri sparito zio antò?
come va tutto bene?


http://it.youtube.com/watch?v=-Y-iRifVkJc
zio antonio
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non ero sparito, se controlli i miei post
sono diminuiti ma sempre costanti
chi e' saprito sei tu
come mai?
Tomas78
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poco tempo rispetto alle vecchie abitudini...
cmq qualche post l'ho messo anch'io
magari un pò ipertrofico


http://it.youtube.com/watch?v=-Y-iRifVkJc
zio antonio
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io ho cambiato orario, mi alzo presto la mattina e la notte vado a dormire presto.
mi piace vedere l'alba.
mi sarebbe piaciuto essere nato pastore come mio nonno e stare a contatto con gli annimali, ma non ho avuto questa fortuna, pero' ho lavorato in una porcilaia a madrid insiame ad un altro sardo quando avevo ventitre anni
Tomas78
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ti piace la vita bucolica?
ma ci si ritornerà a coltivare la terra e ad allevare, se non si vuol morire di fame...


http://it.youtube.com/watch?v=-Y-iRifVkJc
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Prof. Renato Scherini wrote:
Anche Berlusconi non si fida di Di Pietro, questo è certo... Di Pietro per me dovrebbe tornare a fare il falegname

Detto da uno che se ne intende...

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danielita
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Prof. Renato Scherini wrote:
Anche Berlusconi non si fida di Di Pietro, questo è certo... Di Pietro per me dovrebbe tornare a fare il falegname. 
Di Pietro caro professore è un uomo con le pal......a differenza di Berlusconi che parla, parla e non conclude niente.....Di Pietro, è l ' unico che si salva in questo governo di lavativi.....

L ' amore è una bugia.........
Tomas78
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se lo dici tu...


http://it.youtube.com/watch?v=-Y-iRifVkJc
quattromori
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Caly, ho detto "alcuni" perchè sono pochi in percentuale a quelli che il governo ha trattato. A me personalmente ora piace un pò meno, si è politicizzato, ma non inteso come appartenente ad uno schieramento politico, bensì perchè ora si comporta come gli altri politici.

Di Pietro ministro della Giustizia, mah! probabilmente non riuscirebbe a fare tanto in più di quanto hanno fatto gli altri.

Il " figlio di una buona donna" l'ho detto perchè c'ha saputo fare, e credo lo si sappia, altrimenti qui è riportato meglio: http://liberoblog.libero.it/attualita/bl6859.phtml.

Ma certamente è uno tra i più puliti.

Non dire e non fare agli altri ciò che non vuoi ti sia detto o fatto.
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Calypso
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quattromori wrote:
Caly, ho detto "alcuni" perchè sono pochi in percentuale a quelli che il governo ha trattato. A me personalmente ora piace un pò meno, si è politicizzato, ma non inteso come appartenente ad uno schieramento politico, bensì perchè ora si comporta come gli altri politici.
Ma certamente è uno tra i più puliti. 

Si comporta come gli altri politici?

L'intimidazione di Stato condotta contro i giornalisti si estende al Parlamento.
Non appena Antonio Di Pietro inizia il suo discorso sulla legalità ed il conflitto di interessi viene fischiato e deriso dai soldati del popolo della libertà provvisoria..
Il post-fascista Presidente della Camera tenta di sindacare il suo intervento.
Veltroni ed il Pd applaudono Berlusconi e non Di Pietro.
Il Pd ed i loro leader hanno buttato la maschera e calato le braghe dinanzi al capo.
Hanno formalizzato ciò che era palese: Pd e Pdl rappresentano poteri economici forti che hanno interessi comuni.
Sono gli esecutori di ordini presi altrove.
La normalizzazione parlamentare è avvenuta.
Esiste un solo ostacolo: Antonio Di Pietro ed un drappello di suoi sodali.
Casini cerca l'occasione propizia per gettarsi fra le braccia di Silvio. Veltroni dopo aver distrutto il centro-sinistra italiano, consegnato Roma e regalato la Sicilia senza combattere, ha chiuso il cerchio scaricando Di Pietro e legittimando il Berlusconismo con tutto il carico di leggi vergogna, conflitti di interesse, attacchi ai giudici ed ai giornalisti. L'unica opposizione è l'Italia dei Valori.

E ora dimmi: quale altro politico ha avuto il suo coraggio?

http://it.youtube.com/watch?v=lTc-wADXPqk


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zio antonio
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lavori pubblici, un lavoro come per esempio il metro che inizialmente sarebbe dovuto costare due miliardi, a fine lavori costava venti miliardi allo stato, cioe' a noi.
la differenza del prezzo reale e quello "gonfiato" a carico nostro
perche' l'impresa doveva pagare tangenti sotto forma di finanziamenti a i partiti e a politici che fanno la vita da nababbi.
dipietro un semplice magistrato li ha beccati senza distinzione di colore, socialisti sx, dc ecc, ( quasi nessuno a fatto galera) ...........
e secondo voi io devo remare contro magistrati come dipietro e continuare a pagare tasse e controtasse per arricchire questi pezzi di merda?
allora a questo punto visto che la pena non esiste ed e' tutto legale quasi quasi ci faccio un pensierino e' mi avvicino a questi tangentisti cosi' tanto amati da essere difesi da i brutti e cattivi magistrati come dipietro.
allora conviene stare dalla parte della casta.
in italia a quanto pare e' piu' simpatico il furbo
tutti fanno i lecchini con il furbo, perche' sa' far girare i soldi, sopratutto nelle sue tasche

Prof. Renato Scherini
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danielita wrote:

Prof. Renato Scherini wrote:
Anche Berlusconi non si fida di Di Pietro, questo è certo... Di Pietro per me dovrebbe tornare a fare il falegname. 
Di Pietro caro professore è un uomo con le pal......a differenza di Berlusconi che parla, parla e non conclude niente.....Di Pietro, è l ' unico che si salva in questo governo di lavativi..... 


Ah, Di Pietro fa parte del governo Berlusconi? Grazie per avermi reso edotto, non lo sapevo!
Prof. Renato Scherini
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Calypso wrote:

Prof. Renato Scherini wrote:
Anche Berlusconi non si fida di Di Pietro, questo è certo... Di Pietro per me dovrebbe tornare a fare il falegname

Detto da uno che se ne intende...  


És Ön semmit sem ért.
Calypso
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Di Pietro oggi ha parlato della lottizzazione della RAI.

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=20270

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juannesalvador
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In apertura Santoro difende il giornalista e attacca Corsera e REpubblica
Annozero: battibecco Castelli-Travaglio
«La banda dei quattro: Santoro, Travaglio, Di Pietro e Grillo. Tolti loro il Paese si modernizzerà»


Marco Travaglio (Ansa)
ROMA - Battibecco tra il giornalista Marco Travaglio e il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Roberto Castelli poco dopo l'inizio della trasmissione Annozero su Raidue. Michele Santoro ha aperto la puntata difendendo Travaglio dopo le polemiche della scorsa settimana quando Travaglio a Che tempo che faattaccò il presidente del Senato Renato Schifani. «Stai tranquillo, Marco, sei nel cuore del pubblico e non hai niente da temere», ha esordito Santoro. Poi il conduttore ha criticato gli articoli usciti in questi giorni su Travaglio su Repubblica e sul Corriere della Sera. «C'è stato lo scoop di D'Avanzo, che in pratica ti ha accusato di aver preso un residenze coi soldi di un tale Aiello, condannato per mafia. Naturalmente il Corsera oggi riprende questo scoop degno del Pulitzer e lo approfondisce: tutti e due i giornali dicono che non può essere una cosa vera, ma la scrivono lo stesso. Perché? Per minare la tua credibilità, ma anche perché quei fatti che tu hai raccontato loro non li avevano scritti, e quindi non dovevano meritare di essere scritti. Altrimenti, che figura ci avrebbero fatto i direttori Mieli e Mauro nei confronti dei loro lettori?. Esiste in Italia una banda dei quattro, cioè Di Pietro, Grillo, Travaglio e Santoro. Tolti di mezzo questi, il Paese si può avviare verso la modernizzazione. Ma io - ha sottolineato Santoro rivolgendosi a Travaglio - non ho la psicosi di essere dalla parte dei vincitori. Mi sento vivo anche perché sei tu qui e hai il tuo microfono».

CHI SI SCUSA IN TV - Travaglio ha parlato a inizio trasmissione, mentre di solito la sua rubrica è alla fine. Il giornalista non ha parlato del suo caso, ma ha citato esempi internazionali in cui la stampa ha contribuito a smascherare comportamenti scorretti da parte di politici: «In tutti questi casi non sono stati i giornalisti a scusarsi» ha sottolineato. «All'estero si usa così: i giornalisti si scusano quando fanno errori, ma se dicono la verità a scusarsi sono i politici».

CASTELLI - Poi è intervenuto Castelli, che ha iniziato un battibecco con minacce di querela con Travaglio per aver scritto il giornalista che l'ex ministro della Giustizia era stato condanna. L'esponente leghista ha sostenuto di non essere mai stato condannato. a differenza di Travaglio. Questi a sua volta ha spiegato di cosa Castelli è accusato e di come ha potuto evitare la condanna grazie al Parlamento. «C'è una banda di giornalisti», ha detto Castelli, citando tra questi anche Gian Antonio Stella del Corsera, coautore del libro La Casta, «che ha scoperto una cosa interessante, e cioè a parlar male a prescindere dei politici si diventa ricchi. Va bene criticare i politici quando se lo meritano. Ma quando si sbaglia e si diffama una persona, magari si riconosca l'errore».
corriere della sera

Non parlo inglese,solo sardo,italiano,francese e spagnolo.Il miocervello,emisfero est e ovest ospitano un database di ammentos e flash dell'infanzia di fatti accaduti,da me vissuti,esperienze variegate di 28 anni di altalena sul TIRRENO,di giri di lavoro nelle 4 province storiche Sarde,degli anni trascorsi in Francia.Non riesco a metterli in ordine nello scritto,sono purtroppo logorroico e quando scrivo,una la scrivo e cento ne penso!Mi aiuterebbe l'esperienza di uno scrittore minore,una partnership per aiutarci a vicenda.Spero che il messaggio venga raccolto.Grazie.JUANNE SALVADOR.
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Calypso
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TRAVAGLIO: RACCOLTA FIRME DEI GIORNALISTI DI 'SENZA BAVAGLIO'

(AGI) - Roma, 15 mag. - Una raccolta di firme in sostegno di Marco Travaglio e' stata avviata dai giornalisti che si riconoscono nella corrente Senza Bavaglio.
"Censure e punizioni. Ma nessuno si chiede se cio' che ha detto e' vero", e' scritto in testa alla petizione.
E poi "Nei paesi democratici il ruolo dei giornalisti e' proprio quello di osservare, verificare e poi raccontare.
Si chiama diritto di cronaca. E' uno dei diritti fondamentali su cui si fonda la democrazia.
Si racconta se il politico tradisce la moglie, se in gioventu' si faceva qualche spinello, se e' stato in un centro di riabilitazione per etilisti, se ha truccato le carte per non andare in guerra.
Per alcuni elettori - e' detto nella petizione - queste informazioni sono importanti. C'e' chi non ama essere rappresentato da un donnaiolo, e chi non vuole essere rappresentato da un pavido.
E' un loro diritto: ognuno deve poter scegliere da chi farsi rappresentare in base ai propri valori e avendone tutte le informazioni necessarie. Ai politici, in tutto il mondo libero, questo non piace, ma accettano. Sono le regole del gioco democratico, le uniche inventate finora, di meglio per ora non abbiamo: e queste regole hanno costretto alla dimissione presidenti degli Stati Uniti e ministri di vari governi".
Per i promotori della raccolta firme, "tocca al giudice appurare se il giornalista dice il falso. Ora la domanda di attualita' e': il giornalista Marco Travaglio ha raccontato un fatto vero che riguarda Renato Schifani o un fatto falso?
Schifani & Co, l'opposizione & Co e anche gli organismi 'di controllo' della Rai possono indignarsi quanto vogliono, ma l'unico strumento democratico che ha Schifani e' ricorrere al giudice, incaricato in democrazia di valutare se Travaglio ha detto il vero o il falso. Tutte le altre prese di posizione mirano solo a limitare la democrazia e la liberta' di critica della stampa". (AGI)

"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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alessandra riva
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Travaglio ha citato il caso di un Ministro straniero costretto a dimettersi per non aver pagato il canone TV!


Maroni si vantava di non pagarlo qualche anno fa!


In più la Lega fece una battaglia nel 1992 per non far pagare la famosa tassa sulla salute, 85.000 lire per ogni compenente della famiglia, minori compresi!

Io la pagai per 5 persone, anche per mia figlia Giulia che ha riconosciuta un invalidità del 100%!

Anni dopo lo Stato ce ne restitui una parte nel 740!

Uno Stato serio avrebbe dovuto perseguire sia Maroni per il canone TV omesso, sia chi non pagò la tassa sulla salute! MAI FATTO!

Ecco la differenza tra l'Italia e paese seri!

PROPRIO OGGI HANNO DICHIARATO CHE 9 MILIONI DI ITALIANI NON DICHIARANO UN EURO DI REDDITO AL FISCO! 9 MILIONI......??????!!!!

alessandra riva
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aggadym
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Il sistema politico italiano si è semplificato... ma la rivoluzione del sistema, con il cambio della classe dei politici e l'arrivo di nuove leve è ancora lontana nel tempo. Ci ritroviamo, anzi, ad essere governati da un settantenne che si vergogna della sua età. Questo vecchio è un uomo indegno del ruolo che ricopre. Purtroppo però nessuno in Italia può governare degnamente l'Italia e gli italiani, che non sono tutti ingenui, hanno preferito garantire al PDL una solida maggioranza, pur di essere in qualche modo governati...

A poco importa agli italiani della classe produttrice (imprenditori e operai) se Berluscono è un criminale; tanto hanno buon gioco di dire che come lui lo sono anche tutti gli altri, quindi tanto vale votare chi promette quello che ci vuol sentire : tagli alle tasse e meno burocrazia, federalismo fiscale, lotta alla criminalità, ecc...

Berlusconi ha, come al solito, firmato una cambiale in bianco: non sarà possibile detassare senza ridurre le spese.

L'altro problema è la natura della propaganda berlusconiana: Berlusconi ama definirsi un liberale ma vorrei sapere come fa ad essere uno che comunque non impone anche il rispetto della laicità e invece dà il suo benestare alle interferenze della Chiesa nella politica italiana...


Di liberale Berlusconi non ha nulla
; vuol far credere agli italiani di essere liberi, ma in realtà la maggior parte degli italiani vige in regime di sostanziale condizionamento della propria libertà; quanti bambini ad esempio guardano la TV e se ne lasciano imbambolare?

L'attuale situazione è addirittura peggiore di quella del fascismo: ci vogliono fare credere che siamo liberi ma sono accorti nel cercare di togliere il diritto a sapere le cose e magari anche la facoltà di pensare... e in certi casi ci riescono, ma mentre nel fascismo ci si accorgeva che la libertà ci era stata tolta, nella società attuale, omologata, la massa vive inconsapevolmente la sua alienazione.

Intanto assistiamo a una pericolosa deriva conservatrice... Vabbè: il partiti comunisti erano dei dinosauri e non piango la loro scomparsa dal parlamento; ma a destra abbiamo al potere partiti conservatori di estrazione cattolica. In quello che era il centro sinistra presenze, l'attuale PD, laiche ce ne sono ben poche... abbiamo anche li una prevalenza di posizione cattoliche conservatrici.

L'Italia è messa male, ma temo possa andarci anche peggio.
Temo la teocrazia: il governo della Società da parte della Chiesa in nome del suo dio e per il tramite dei parlamentari "eletti" (si fa per dire, viste le liste bloccate) dai cittadini...

http://radiogamma5.blogspot.com/2007/12/italia-una-teocrazia-democrazia.html

http://ilghibellino.blogspot.com/

http://www.quandocerasilvio.com/

http://www.ares2000.net/ricerche/conflitto/documentazione.htm

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=36712

http://www.carovanaperlacostituzione.it/menunew/lettere/rina70705

http://nnn.forumcommunity.net/?t=14728779&view=getlastpost
La stampa italiana non pubblicherebbe mai un articolo come questo, per la semplice ragione che avrebbe paura a farlo. E Bill Emmott, attuale giornalista del Guardian ed ex editore dell'Economist (quello che spiegò perché Berlusconi è "unfit" - inadatto - a governare l'Italia in una famosa copertina del giornale) ce ne spiega le ragioni in questo editoriale pubblicato stamattina sul quotidiano inglese. Racconta anche molto altro, Emmott, nel suo articolo: scandali e paradossi che in Italia sono considerati normali mentre all'estero suscitano allarme ed incredulità.

L'ho tradotto affinché tutti possano leggerlo e farsi un'idea critica di come Berlusconi è visto dalla stampa straniera di qualsiasi Paese normale... dove per "normale" si intende una nazione che non abbia nessun tycoon che controlla i media nazionali né instaura rapporti minacciosi o clientelari. Insomma, qualsiasi Paese dove non esiste alcuno 'pseudo duce' simile a quello che sta rimettersi alla guida del nostro Paese.

IL RITORNO DI BERLUSCONI

Una vittoria ottenuta con le minacce,
il potere dei media e il clientelismo



http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/verso-elezioni-20/verso-elezioni-20/verso-elezioni-20.html

Da questo sito traggo una pezzo:

Purtroppo l'opinione pubblica in Italia non esiste. Basti fare il confronto con quello che scrivono di Berlusconi giornali stranieri non certo di sinistra: esprimono incredulità per le sue continue affermazioni anti-istituzionali, severità e durezza per i suoi continui attacchi alle norme elementari della convivenza democratica, e una autentica preoccupazione verso un suo possibile ritorno al governo. Oltretutto, per la quinta volta, c'è un candidato che parte avvantaggiato nella competizione elettorale, perché ancora controlla tre reti televisive e giornali e radio. Io sono una persona competitiva, un appassionato di gare, mi piace farle e vederle, ma le nostre elezioni assomigliano alla finale dei cento metri, la gara più bella delle Olimpiadi, con sette concorrenti allineati e l'ottavo che arriva col suo blocchetto di partenza e si sistema 15 metri più avanti. Una gara falsata... Trovo perciò insensato il gran parlare che si fa di Berlusconi come personaggio "carismatico" e "grande comunicatore". Secondo me, oggi, non è né l'uno né l'altro.  



Per finire faccio notare che forse è nella stessa formazione dello stato italiano che è stato spacciato da sempre come "stato nazionale" che si deve vedere il ritardo nel primato dei mezzi di informazione per la tutela dei cittadini dagli abusi del Potere.

L'Italia è stata descritta dalla propaganda dello Stato, non solo di quello fascista, ma anche di quello "liberale" (che lo era solo in economia, sposando la dottrina del "laissez faire", ma era reazionario e dispotico in tuto il resto) come una nazione finalmente giunta all'unità; in realtà l'Italia è un'unione di nazioni diverse, rese unite anche se non ancora coese e univoche, dall'imposizione dellìunica lingua di cultura nata in Italia (dopo il Latino): vale a dire il Toscano, considerato lingua italiana sin dal 16esimo secolo per via del suo prestigio culturale. L'élite al governo impose il toscano non per scelta discrezionale, ma come atto dovuto.

Mi chiedo se fosse davvero necessario attuare il livellamento; un conto era attuare l'unificazione linguistica, un altro far si che le altre lingue venissero piano piano abbandonate... Gli italiani prima del 1861 non esistevano nè in senso etnico nè politico (erano come gli europei adesso, altra denominazione che dice tutto e nulla: europeo chi è? chi vive in Europa? quindi anche i Russi? o i Russi sono asiatici? Europeo è che parla una lingua indoeuropea? quindi anche gli indiani? invece i magiari e i finnici non lo sono? e che dire dei turchi?) .

Per formare gli italiani è stato quindi necessario inculcare un'identità nuova , a discapito di quelle vecchie... ed io oggi non so se possa davvero definirmi italiano... come detto altrove, parlare toscano mi rende italiano quanto parlare castigliano durante la dominazione spagnola mi avrebbe reso spagnolo...

Una chiosa: tra i rappresentanti al senato noi sardi abbiamo anche Luca Barbareschi... che sardo non lo è neppure di sghiscio...

ji seus a frores...

alessandra riva
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L'Italia è messa male, ma temo possa andare peggio!

Io invece ne sono certa!

alessandra riva


gingiul
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toh!chi non muore si rivede,....ben tornato aggadym


sempre le solite lenzuolate eh!

"good things come to those who wait"
eveline
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Sei tornato "troppo" pero'....che interventone

Ciao,il bentornato solo se non ti dilunghi

Sempre dalla parte del dubbio
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aggadym
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Grazie per il benvenuto!!! e si, mi siete mancati e vi ho fatto una visita... sarò di nuovo tra voi!

Calypso
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Normalizzare il berlusconismo: questa è la linea.
Che cosa vuol dire? In pratica accettare che l’Italia abbia un padrone. Che sa anche essere tollerante e perfino generoso con chi non gli manca di rispetto.

A dettarla sono le guardie bianche di Berlusconi, ovvero gli editorialisti del Corriere della Sera: Panebianco, Battista, Galli Della Loggia. Anime servili, questi sedicenti liberali non vedono lo scandalo.
E dunque plaudono a un Paese finalmente pacificato, esortano a farla finita con il “giustizialismo”, incoraggiano l’opposizione a deporre l’ascia dell’antiberlusconismo, predicano la via del dialogo e delle riforme condivise.
Da sempre abituati a negoziare sui principi e prima di tutto tesi a sopravvivere, i “riformisti” del pd non hanno certo bisogno di consigli.

Rappresentano già l’opposizione ideale, che il Cavaliere s’è plasmato in quindici anni di duro lavoro.
Fuori dal parlamento la cosiddetta sinistra radicale, l’opposizione intransigente a Berlusconi è ridotta alla voce di Antonio Di Pietro più qualche cane sciolto.
Non fa piacere ammetterlo, ma è così. Lo dimostra il suo recente intervento alla Camera, interrotto dai fischi e dagli strepiti dei paladini della libertà.

Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l’assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa.
Sarà molto dura risalire la china.
P.R.


"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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Calypso
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Dal BLOG di Di Pietro:

Sono il solito lavoratore RAI che scrive e ti dico di salvare l'Azienda dove lavoro.
Ormai siamo in balia di Berlusconi e Co. i quali pur di mantenere la poltrona utilizzeranno la RAI per gli interessi del Berlusca.
Il conflitto di interessi è "vitale" per garantire la democrazia e la libera informazione. P
oi ti dico fai qualche indagine dentro la RAI su appalti e nepotismi.
Penso che ne scoprirai della belle. Saluti

Postato da: Pabloescobar

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Prof. Renato Scherini
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Calypso wrote:
Di Pietro oggi ha parlato della lottizzazione della RAI.

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=20270 


Di Pietro dice un mucchio di sciocchezze... ad avere lottizzato la Rai, negli ultimi anni, è stata solo ed esclusivamente la sinistra...
zio antonio
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dunque e' la sinistra che haveva cacciato biagi e santoro...
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zio antonio wrote:
dunque e' la sinistra che haveva cacciato biagi e santoro...  


Non furono cacciati, ma rimpiazzati da gente più capace, e soprattutto più obiettiva.
Cristina
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Non furono cacciatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?????????????????
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No, furono sostituiti per rendimento insoddisfacente.
Calypso
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Cristina... abbiamo anche i troll di regime.

"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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alessandra riva
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STABILITE DAL TRIBUNALE DI ROMA LE MODALITA’ PER L’ATTUAZIONE, DA PARTE DELLA RAI, DELL’ORDINANZA CHE HA REINTEGRATO IL GIORNALISTA MICHELE SANTORO NELLE SUE MANSIONI – Collocazione e durata del programma (Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, ordinanza del 3 giugno 2003, Giudice Massimo Pagliarini).

Pubblichiamo il testo integrale dell'ordinanza. La sintesi è nella sezione Fatto e Diritto.


TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
Sezione Lavoro 1° grado

Il giudice designato, dr. Massimo Pagliarini

sul ricorso ex art. 669 duodecies c.p.c. nel procedimento n. 260959 del Ruolo affari contenziosi civili dell’anno 2002, vertente

T R A

SANTORO Michele

(avv.ti Domenico d’Amati e Nicoletta d’Amati)

ricorrente

E

RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.A.

(avv.ti Matteo Dell’Olio e Oberdan Tommaso Scozzafava)

convenuta

sciogliendo la riserva formulata all’udienza del 26.5.2003 ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

Con istanza ex art. 669 duodecies c.p.c. depositata in data 24.12.2002, Michele Santoro esponeva che:

con provvedimento del 9.12.2002, il giudice del lavoro del Tribunale di Roma, in accoglimento di una domanda cautelare presentata dallo stesso istante, aveva ordinato alla RAI di adibirlo alle mansioni di cui al contratto del 14.4.1999, così come effettivamente svolte ed esercitate in concreto, ovvero alla realizzazione e alla conduzione di programmi televisivi di approfondimento dell’attualità;

con raccomandata del 10.12.2002 i suoi difensori – facendo riferimento al provvedimento del giudice – avevano invitato il direttore generale dell’azienda all’integrale ripristino del gruppo di lavoro affidatogli, comprendente i collaboratori di cui ad un elenco allegato; all’integrale ripristino delle strutture logistiche redazionali, in precedenza utilizzate nei locali di via Teulada, ivi comprese le salette di montaggio;

detto invito era rimasto privo di risposta da parte dell’azienda, che non aveva dato esecuzione al provvedimento del giudice, trovandosi egli ancora in condizioni di forzata inoperosità;

in particolare, era rimasto privo delle strutture necessarie ai fini dello svolgimento delle mansioni che gli spettavano, in quanto della redazione in precedenza affidatagli, in via Teulada:

la stanza di segreteria, le stanze redazione 1 e 2, la saletta grafica e le salette di montaggio 1, 2 e 3, erano state sottratte alla sua disponibilità ed assegnate ad altre produzioni;

la stanza della segreteria di produzione era stata sottratta alla sua disponibilità; la stanza redazione 3 era rimasta vuota e lo studio n. 2 di Saxa Rubra (normalmente utilizzato per le trasmissioni in diretta) era stato spogliato della scenografia e destinato ad altra produzione;

l’azienda aveva poi distolto dalla predetta redazione gran parte del personale che in precedenza la occupava e che collaborava con lui per la realizzazione dei programmi televisivi, e precisamente 11 giornalisti, 4 addetti al casting, 4 addetti alla segreteria di redazione, l’addetta alla sua segreteria personale, il produttore esecutivo, 6 addetti al montaggio, 2 addetti alla grafica, l’addetto al sito Internet di Sciuscià ed infine il regista (tutti nominativamente indicati).

Ciò premesso – e ritenuto che per l’esecuzione del provvedimento cautelare dovessero essere messi a sua disposizione i locali, le attrezzature ed il personale sopra richiamato e che dovessero essere determinate le modalità di trasmissione dei programmi televisivi che sarebbero stati da lui realizzati – l’istante chiedeva al giudice di determinare le modalità di attuazione dell’ordinanza cautelare richiamata.

Con deposito di memoria si costituiva in giudizio l’azienda convenuta, la quale deduceva che:

non era vero che il ricorrente era privo di risorse e mezzi tecnici, poiché, oltre alla sua stanza e all’archivio, aveva a disposizione i collaboratori Ruotolo, Costamagna, Formigli e Iacona, con le stanze da questi occupate; ed ulteriori risorse e mezzi sarebbero stati funzionali a specifici programmi;

dal ricorrente non erano state formulate proposte di nuovi programmi, le quali comunque dovevano essere discusse con la direzione della Rete di appartenenza (Raidue) ed inoltrate al Consiglio d’Amministrazione per l’inserimento – previe le occorrenti variazioni di altri programmi – nel piano annuale di trasmissioni;

doveva comunque tenersi presente che la Rai, ai sensi del contratto di servizio con lo Stato, doveva “sviluppare un’offerta caratterizzata da completezza e varietà, capace di raggiungere obiettivi diversificati e in grado di rispondere ai bisogni differenziati del pubblico”; e perciò doveva equilibrare il rapporto tra i programmi di approfondimento dell’attualità e gli altri rientranti nella televisione “generalista”;

in particolare, non era possibile riproporre il programma Sciuscià poiché era stato riproposto più volte, anche sotto la forma di edizione straordinaria o speciale, poiché aveva dato luogo a sanzioni da parte del Garante e poiché apparteneva allo stesso genere di Ballarò ed Excalibur, con conseguente violazione del principio di differenziazione, nonché alterazione degli equilibri, non potendosi, tali ultimi programmi, eliminare in corso d’opera in quanto vi erano contratti stipulati, diritti di terzi e risorse già adibite;

era il ricorrente, pertanto, che doveva presentare proposte per una nuova formula di programma di approfondimento dell’attualità, che non fosse riproduttivo di Sciuscià, né di Ballarò o Exacalibur.

La Rai concludeva chiedendo che venisse dichiarato improponibile, inammissibile o comunque infondato il ricorso.

Alla prima udienza (22.1.2003) il procuratore speciale dell’azienda dichiarava che, in esecuzione dell’ordinanza cautelare in questione, il direttore generale dell’azienda aveva incontrato il direttore di Raitre, il quale aveva ricevuto ampio mandato per incontrare il ricorrente e concordare con questi l’affidamento di un programma di informazione sull’attualità, da mandare in onda sulla stessa Raitre ed in seconda serata, aggiungendo che lo stesso ricorrente sarebbe stato a breve convocato dal direttore di Raitre, dr. Ruffini.

Disposta pertanto la convocazione dei quest’ultimo per verificare l’esito delle trattative, alla successiva udienza del 5.2.2003 veniva rigettata, con ordinanza, l’eccezione sollevata dalla difesa della Rai e rivolta alla declaratoria di inefficacia del provvedimento cautelare per tardività dell’instaurazione del giudizio di merito. Alla stessa udienza il direttore di Raitre confermava che vi era la disponibilità da parte dell’azienda a fare effettuare al Santoro programmi di reportage in seconda serata, di domenica e a partire dal prossimo mese di maggio, il numero dei quali doveva ancora essere stabilito perché legato a motivi di budget.

All’udienza successiva (19.2.2003) l’azienda produceva delibera del Consiglio di Amministrazione del 5.2.2003 con la quale si dava mandato al direttore generale di verificare la possibilità di affidare al ricorrente la conduzione di un programma di approfondimento giornalistico nel rispetto delle garanzie di pluralismo e di imparzialità e di riferire al Consiglio di Amministrazione sulle proposte individuate. Alla stessa udienza, il direttore di Raitre dichiarava di aver inviato al direttore generale, in data 13.2.2003, una proposta di collocazione del ricorrente su Raitre a partire dal prossimo mese di maggio, per l’effettuazione di venti puntate di reportage da trasmettere in seconda serata, proposta della quale ne aveva parlato con il direttore generale il quale, a sua volta, gli aveva riferito che ne avrebbe parlato in sede di Consiglio di Amministrazione. Al riguardo, la difesa del ricorrente chiedeva un breve rinvio per potere prendere cognizione della delibera del C.d’A., facendo comunque presente che la soluzione prospettata avrebbe costituito esecuzione solo parziale del provvedimento cautelare, dal momento che essa non contemplava programmi da trasmettere in prima serata.

Alla successiva udienza (28.2.2003) il procuratore speciale della Rai faceva presente che il Consiglio di Amministrazione, nei giorni precedenti, aveva posto all’ordine del giorno la “questione Santoro” e viste le note vicende che lo avevano riguardato (dimissioni dei componenti rimasti in carica e nomina di un nuovo C.d’A.), aveva ritenuto opportuno non adottare alcuna delibera di variazione di palinsesto, considerando più corretto che su tale questione si pronunciasse il nuovo Consiglio; aggiungeva che il Consiglio uscente aveva espresso l’invito al Santoro di formulare eventuali ipotesi transattive sull’intera vicenda. Al riguardo, il ricorrente dichiarava che egli chiedeva di tornare a fare il proprio lavoro di giornalista, come sempre aveva fatto, salvo ogni accordo con i nuovi (eventuali) direttori di rete sulle modalità della programmazione.

All’udienza del 9.4.2003 il ricorrente depositava note di udienza con le quali – richiamata l’intera vicenda processuale e un ultimo scambio epistolare intervenuto con il direttore degli affari legali dell’azienda, avente oggetto eventuali ipotesi transattive, non andate tuttavia a buon fine – chiedeva, ex artt. 68 e 612 c.p.c., la nomina di un esperto in materia di gestione di emittenti televisive il quale “sostituendosi per tutto quanto necessario al Direttore Generale della RAI e ai direttori di rete, faccia in modo che il ricorrente, munito delle necessarie strutture e con la collaborazione del suo gruppo di lavoro, possa provvedere alla realizzazione e alla conduzione di programmi televisivi di approfondimento dell’informazione di attualità da diffondersi attraverso le reti televisive di detta emittente”, con le stesse note il ricorrente chiedeva la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. Alla stessa udienza il rappresentate dell’azienda dichiarava che da parte dei nuovi vertici aziendali vi era l’intenzione di dare esecuzione al provvedimento cautelare; chiedeva altresì un rinvio di circa un mese per consentire al neo C.d’A. di procedere all’audizione dei direttori di rete nell’ambito della nuova riprogrammazione dell’informazione e delle necessarie variazioni di palinsesto. La difesa del ricorrente, viste le addotte motivazioni della richiesta di rinvio, aderiva ad essa, soprassedendo, allo stato, alle richieste formulate nelle note di udienza depositate.

Alla successiva udienza del 7.5.2003 la difesa dell’azienda produceva la delibera adottata dal Consiglio di Amministrazione il giorno precedente con la quale richiamata le delibere del 14.11.2002, del 5 e del 27.2.2003 con le quali era stato dato mandato al Direttore generale di verificare la possibilità di affidare alla conduzione di Michele Santoro un programma di approfondimento giornalistico; ascoltata la relazione del Direttore generale che aveva illustrato due proposte alternative, concordate con le Reti TV; ritenuto che entrambe le proposte risultavano coerenti con il provvedimento cautelare, con l’offerta complessiva di approfondimento giornalistico nonché con gli obiettivi di ascolto assegnati alle Reti TV – si approvavano le due predette proposte alternative, nonché contestualmente le variazioni di budget e di palinsesto ad esse conseguenti e si dava mandato al Direttore generale di procedere nel senso sopra indicato. Veniva altresì allegata la nota per il Direttore generale, sottoscritta dai tre direttori di rete il 5.5.2003, con la quale all’esito delle riunioni e dei colloqui intervenuti circa la “questione Santoro” si esponevano “le condivise conclusioni alle quali ha condotto una ponderata valutazione comparativa, attuale e prospettica a medio termine, delle compatibilità editoriali e budgetarie dei palinsesti delle tre Reti televisive”. In particolare – nel darsi atto della conferma della possibilità e della disponibilità di Rai Tre ad ospitare un programma di approfondimento informativo di attualità da affidare, in fase realizzativa e nella conduzione, a Michele Santoro a partire dalla prossima stagione autunnale, in ottemperanza al provvedimento cautelare; e del fatto che nell’esaminare la questione nel complesso dell’offerta Rai si era tenuto conto che quella di Rai Tre presentava un significativo numero di programmi di approfondimento di prima e seconda serata, sui quali si riflettavano anche quelli di Testata – si chiariva che si era ricercata una “soluzione innovativa, in duplice alternativa, sia dal punto di vista della collocazione oraria che del formato”. Si facevano quindi due proposte:

la prima prevedeva “un programma nel pomeriggio del sabato, dalle 16,30 alle 18,00, articolato in 8 puntate di circa 90’ ciascuna (dunque paragonabile per durata ed oggetto a quella dei programmi in passato curati e condotti dallo stesso Santoro)”;

la seconda ipotesi prevedeva “una trasmissione in 16 puntate da 20’ ciascuna nella terza serata di sabato e domenica”.

Nella nota dei tre direttori di rete si aggiungeva che in entrambe le alternative la nuova trasmissione, avendo riguardo alla composizione della platea della fascia oraria, avrebbe dovuto puntare ad un ascolto in media con le performance di Rete ed offrire comunque le massime garanzie di obiettività e di pluralismo secondo i criteri più volte ribaditi dalla Commissione Parlamentare di Indirizzo Generale e di Vigilanza, dal Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale con specifiche disposizioni; che nella definizione del progetto e dei contenuti del programma, Santoro avrebbe risposto direttamente al Direttore di Rai Tre e che la partenza del programma era prevista verso la fine di ottobre; che infine il costo di esso, finanziato con un extrabudget rispetto a quanto già assegnato a Rai Tre per il 2003, avrebbe dovuto essere in linea con le disponibilità aziendali e comunque non superiore al costo medio di trasmissioni similari della stessa Rete.

La difesa dell’azienda produceva altresì l’atto di indirizzo sulle garanzie del pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo, approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza in data 11.3.2003, invitando il ricorrente ad esprimere una scelta tra le due proposte alternative sopra esposte e a definire, nel rispetto dei suddetti criteri e principi, il progetto e i contenuti del programma con il direttore di Rai Tre. Infine, la difesa dell’azienda contestava la possibilità, in sede di attuazione di un obbligo di fare infungibile, di fare ricorso alla nomina di un esperto in materia di gestione di emittenti televisive.

Nella stessa udienza, la difesa del ricorrente riteneva, per più motivi, che entrambe le proposte alternative prospettate dall’azienda non potevano considerarsi esecuzione del provvedimento cautelare, insistendo sulla domanda di specificazione delle modalità di attuazione del provvedimento stesso e di adozione di ogni misura necessaria per la sua realizzazione, ivi compresa la nomina di un commissario “ad acta”.

Con ordinanza resa fuori udienza veniva richiesto alla Rai di produrre documentazione ed acquisita la stessa, all’udienza del 26.5.2003 – dopo che le parti hanno discusso il contenuto della documentazione prodotta – acquisita ulteriore documentazione (delibera nel frattempo emessa dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e memoria di difesa della Rai nello stesso procedimento), il giudice si riservava.

* * * * * * *

In via preliminare, deve essere osservato che nessun rilievo nel presente procedimento di attuazione può rivestire la delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, emanata in data 15.5.2003, con la quale l’azienda convenuta è stata richiamata al rispetto dei principi di pluralismo, obiettività, completezza ed imparzialità richiesti dall’art. 1, comma 2, della legge n. 223/90, con riferimento ad alcune puntate del programma realizzato e condotto dal ricorrente nella passata stagione televisiva.

Ciò perché si tratta di un richiamo diretto nei confronti della stessa azienda convenuta, che nessuna influenza – nemmeno indiretta o riflessa – può avere nei riguardi del provvedimento cautelare del quale in questa sede il ricorrente chiede l’attuazione.

Con quest’ultimo (emanato in data 9.12.2002) il giudice ha ordinato “alla RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A. di adibire Michele Santoro alle mansioni di cui al contratto del 14.4.1999, così come effettivamente svolte ed esercitate in concreto, ovvero alla realizzazione e alla conduzione di programmi televisivi di approfondimento dell’informazione di attualità”.

Nelle more del presente procedimento di attuazione, il Tribunale di Roma, adito dall’azienda in sede di reclamo, nel rigettare quest’ultimo, ha chiarito che solo all’interno del macrogenere televisivo di cui alla lett. b) dell’art. 2 del contratto di servizio tra la Rai ed il Governo (“Informazione: inchieste, rubriche, di programmi di attualità, costume e società, dibattiti ...”) è possibile ricercare l’area delle mansioni del Santoro, anche equivalenti ex art. 2103 c.c., e che il detto macrogenere si caratterizza per il carattere essenzialmente monotematico del singolo programma e per il necessario connotato di approfondimento delle tematiche affrontate riguardanti necessariamente l’attualità.

Ciò premesso, occorre verificare in primo luogo se le due proposte alternative avanzate dall’azienda con la delibera del Consiglio di Amministrazione del 6.5.2003, e cioè dopo circa ben cinque mesi dal provvedimento cautelare, siano o meno esecutive ed attuative di quest’ultimo.

La prima proposta prevede un programma nel pomeriggio del sabato, dalle 16,30 alle 18,00, articolato in 8 puntate di 90’ ciascuna.

La seconda prevede una trasmissione in 16 puntate da 20’ ciascuna nella terza serata di sabato e di domenica.

Per entrambe le proposte, la partenza del programma è prevista verso la fine di ottobre.

Ebbene, per collocazione oraria, per durata di ogni singola trasmissione (almeno per la seconda alternativa) e per mancanza di serialità e continuità, la proposta formulata dall’azienda non esegue e non attua il provvedimento del giudice.

E’ al riguardo significativo che la stessa azienda (nella nota dei tre direttori di rete del 5.5.2003, fatta propria dal direttore generale e quindi recepita dal Consiglio di Amministrazione) parli di “soluzione innovativa, in duplice alternativa, sia dal punto di vista della collocazione oraria che del formato” (il che, detto in altre ma più precise parole, significa una trasmissione collocata in una diversa fascia oraria e con una durata diversa; nella specie si tratta di una fascia oraria connotata da una audience molto minore e di una durata radicalmente ridotta).

D’altra parte, ciò è chiaramente confermato dalla lettura dei tabulati richiesti all’azienda, concernenti l’elenco dei programmi andati in video sulle tre reti nazionali, nella presente stagione televisiva ed in quella relativa agli anni 2001/2002, riconducibili al macrogenere “informazione”. Si evince, in particolare che il programma realizzato in passato dallo stesso Santoro (Sciuscià) e quelli analoghi per tipologia, formato e contenuto (cfr. ad esempio, i programmi Porta a Porta, Excalibur, Ballarò) possiedono le seguenti caratteristiche: sono trasmessi in prima o, al massimo, in seconda serata, in giorni feriali (e cioè ad eccezione del sabato e della domenica, almeno nella gran parte dei casi); sono seriali, nel senso che con una certa cadenza (alcuni quasi quotidiani, altri settimanali) sono trasmessi per l’intera stagione televisiva; la durata di ciascuna puntata varia da circa 90’ a circa 150’.

Ebbene, andare in onda il sabato pomeriggio (alle ore 16,30) per 90’ oppure il sabato e la domenica notte, dopo le ore 24,00, per 20’ ed in entrambe le ipotesi per una durata complessiva di non più di due mesi, si traduce in un’evidente variazione peggiorativa delle mansioni affidate al Santoro e in una deminutio del suo patrimonio professionale, tenuto conto, si ribadisce ancora una volta, che la valenza professionale di un’attività giornalistica che si estrinseca nella realizzazione di programmi di approfondimento su temi di stretta attualità è da individuarsi anche, se non soprattutto, in riferimento ai profili oggettivi che determinano la potenzialità comunicativa del medium offerto al giornalista (entità dell’utenza abituale, collocazione oraria, durata, frequenza e continuità della trasmissione), poiché è a tali profili che si collega – ed da tali fattori che viene valorizzata – la capacità professionale di confrontarsi con il compito di dare notizie, di farle capire e di far capire i diversi punti di vista in ordine al esse e, al tempo stesso, di sollecitare, mantenere ed accrescere l’interesse degli ascoltatori rispetto ai fatti e alle idee oggetto della rappresentazione.

Né, per giustificare la “soluzione innovativa” proposte dalla Rai al ricorrente, è possibile invocare la circostanza che, nell’ambito di Raitre, vi sarebbe già un significativo numero di programmi di approfondimento di prima e seconda serata (così, la nota dei tre direttori di rete del 5.5.2003). Occorre infatti sottolineare e ribadire che quella così illustrata è una situazione che è frutto di un comportamento illegittimo della convenuta: in altre parole, si è in presenza non di una situazione fisiologica del rapporto, bensì “patologica”, nel senso che la Rai è destinataria da ormai più di 5 mesi di un ordine giudiziale non ancora eseguito – determinato dalla precedente violazione da essa posta in essere – e rispetto al quale tutte quelle situazioni create dalla stessa obbligata non hanno la possibilità di giustificare il protrarsi dell’inottemperanza.

Chiarito pertanto che entrambe le proposte, in duplice alternativa, offerte dalla Rai al ricorrente non sono attuative del provvedimento cautelare in esame, legittimo appare il rifiuto di esse da parte dello stesso Santoro. Esse infatti, contrariamente a quanto ritenuto dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 6.5.2003, non sono coerenti con l’ordinanza cautelare, poiché non determinano il pieno ed integrale ripristino delle mansioni svolte dal ricorrente, né si traducono in un affidamento di mansioni equivalenti ex art. 2103 c.c.

Da quanto detto, dunque, l’ordine giudiziale in questione deve essere attuato dalla convenuta tenendo conto di come si è svolto in concreto il rapporto tra le parti, al fine di realizzare una situazione equivalente a quella di cui il Santoro aveva il diritto di fruire e cioè a quella che preesisteva al comportamento (“demansionamento”) già dichiarato illegittimo.

In particolare, la Rai deve affidare a Michele Santoro la realizzazione e la conduzione di un programma:

a) di approfondimento giornalistico sull’informazione di attualità;

b) collocato in una fascia oraria che abbia un ascolto quantitativamente e qualitativamente non inferiore a quello proprio della fascia oraria in cui era collocato il programma “Sciuscià” ovvero in cui sono collocati programmi di genere analogo quali “Porta a Porta”, “Excalibur”, “Ballarò” e cioè in prima o in seconda serata;

c) realizzato mediante puntate essenzialmente o tendenzialmente monotematiche;

d) che abbia una durata complessiva equivalente a quella – tra 90’ e 150’ per puntata settimanale per non meno di otto mesi – dei programmi realizzati in precedenza dal ricorrente;

e) con dotazione delle risorse – umane, materiali e tecniche – idonee ad assicurare la buona riuscita del programma, in misura equivalente a quella praticata per i programmi precedenti.

Così delineate le modalità di attuazione del provvedimento cautelare, dal momento che la RAI ha manifestato espressamente la propria intenzione di dare attuazione al provvedimento giudiziale, sicché le difficoltà insorte appaiono collegabili alla necessità di una più precisa definizione delle sue modalità di esecuzione, si reputa necessario, riservata ogni altra decisione, rifissare una nuova udienza ai fini del controllo sull’esecuzione del provvedimento secondo le modalità sopra specificate.

P.Q.M

visto l’art. 669 duodecies c.p.c.

DISPONE che il provvedimento cautelare del 9.12.2002 debba essere attuato nel modo seguente:

la Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.A. deve affidare a Michele Santoro la realizzazione e la conduzione di un programma:

a) di approfondimento giornalistico sull’informazione di attualità;

b) collocato in prima o seconda serata;

c) realizzato mediante puntate essenzialmente o tendenzialmente monotematiche;

d) che abbia una durata complessiva equivalente a quella – tra 90’ e 150’ per puntata settimanale per non meno di otto mesi – dei programmi realizzati in precedenza dal ricorrente;

e) con dotazione delle risorse – umane, materiali e tecniche – idonee ad assicurare la buona riuscita di esso, in misura equivalente a quella praticata per i programmi precedenti.

FISSA la nuova udienza del 30.6.2003, ore 14,00 cui rinvia la causa.

Si comunichi.

Roma, 3.6.2003.

Il giudice

Massimo Pagliarini

Depositato in cancelleria in data 3 giugno 2003.



alessandra riva
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alessandra riva
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visto l’art. 669 duodecies c.p.c.

DISPONE che il provvedimento cautelare del 9.12.2002 debba essere attuato nel modo seguente:

la Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.A. deve affidare a Michele Santoro la realizzazione e la conduzione di un programma:

a) di approfondimento giornalistico sull’informazione di attualità;

b) collocato in prima o seconda serata;

c) realizzato mediante puntate essenzialmente o tendenzialmente monotematiche;

d) che abbia una durata complessiva equivalente a quella – tra 90’ e 150’ per puntata settimanale per non meno di otto mesi – dei programmi realizzati in precedenza dal ricorrente;

e) con dotazione delle risorse – umane, materiali e tecniche – idonee ad assicurare la buona riuscita di esso, in misura equivalente a quella praticata per i programmi precedenti.


Fu cosi che nacque ANNOZERO!

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Prof. Renato Scherini
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Calypso wrote:
Cristina... abbiamo anche i troll di regime.  


Io non sono un "troll" né sono di "regime", sono semplicemente uno che ha le proprie idee ed è fiero delle stesse... per ora in Italia, a differenza di quanto avviene nel vostro adorato Iran, c'è libertà di parola e io non faccio altro che esercitarla...
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..Mi spiace prof. ma da quello che scrive la posso paragonare

..ad un signore apparso ieri su''mi manda rai tre''..tanto per

..dire che tutti abbiamo diritto di parola ,,in democrazia,,ma lei

,,è la copia di''SUA ALTEZZA REALE IL PRINCIPE DI BRAGANZA

..tale ROSARIO POIDIMANI''saluti chiunque lei sia..


dall'alba al tramonto solo noi
come adesso
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Prof. Renato Scherini
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Il suo messaggio è alquanto oscuro e incomprensibile... per fortuna non è stato né oscuro né incomprensibile Berlusconi, eletto a furor di popolo dagli italiani.
daniela
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Prof. Renato Scherini wrote:
Il suo messaggio è alquanto oscuro e incomprensibile... per fortuna non è stato né oscuro né incomprensibile Berlusconi, eletto a furor di popolo dagli italiani. 



che ridere !!!
Prof. Renato Scherini
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Ma certo, non ci sono dubbi sul fatto che lei faccia ridere...
zio antonio
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si contenga scherini..........si contenga, lei e' seguito sul forum da molti sloveni, veda di non deluderli esaltando la destra italiana che tanto danno fece in slovenia, le quali conseguenze furono pagate da i triestini
gigi della cremeria
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Calypso wrote:


La decisione del presidente della RAI Petruccioli di richiamare Santoro per la trasmissione Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante.
Chi ha seguito il programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul licenziamento di Enzo Biagi.
Petruccioli non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Beppe Grillo sulla illegittimità di Rete 4 sancita dalla corte di Giustizia Europea che costerà ai contribuenti italiani più di 300 milioni di euro.

Questa si chiama censura, in un Paese libero l’ascoltatore ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare.

Se il buon giorno si vede dal mattino, ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo per chiudere i pochi spazi di libertà di informazione ancora presenti nel nostro Paese.
L’Italia dei Valori farà di tutto perché questo non avvenga in particolare se dovesse assumere la presidenza della Commissione di Vigilanza RAI di cui ha fatto espressa richiesta.
Antonio Di Pietro

 



Ho raccolto 5 milioni di fimre per la Carfagna presidente del Consiglio e mi ha chiamato solo la Telecom per pagare la bolletta.... questa la chiami democrazia.....

Gli uomini veramente coraggiosi non hanno nessun bisogno di battersi in duello, mentre molti vigliacchi lo fanno in continuazione per farsi credere coraggiosi
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LOGUDORO
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alessandra riva a scritto
visto l’art. 669 duodecies c.p.c.
DISPONE che il provvedimento cautelare del 9.12.2002 debba essere attuato nel modo seguente:
la Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.A. deve affidare a Michele Santoro la realizzazione e la conduzione di un programma:
a) di approfondimento giornalistico sull’informazione di attualità;
b) collocato in prima o seconda serata;
c) realizzato mediante puntate essenzialmente o tendenzialmente monotematiche;
d) che abbia una durata complessiva equivalente a quella – tra 90’ e 150’ per puntata settimanale per non meno di otto mesi – dei programmi realizzati in precedenza dal ricorrente;
e) con dotazione delle risorse – umane, materiali e tecniche – idonee ad assicurare la buona riuscita di esso, in misura equivalente a quella praticata per i programmi precedenti.
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Se questa è (Democrazia o Giustizia) che in una azienda sia un giudice che si sostituisce alla direzione dell' azienda, cose marziane anzi Marxiste

Quel giudice che detta come a che ora cosa deve contenere la scaletta del programma che contiene solo insulti atti a di screditare il politico di turno non solo è incostituzionale ma addirittura da criminali lo stesso quando un incompetente sfaticato impiegato viene licenziato e riammesso dal giudice con licenza di assenteismo e sabotaggio per l' azienda e la sua direzione che si trova spodestata da un giudice solo nei paesi di bengodi possa avvenire e per questo che in Italia massimamente nelle aziende pubbliche il 50% anche se assenteista perenne in cassa mutua ha il posto protetto a vita dai Sindacati e giudici più nulla facenti di quel elemento sfaticato ecco come si blocca il sistema Italiano (la casta) chi sono gli intoccabili Magistrati che non pagano mai i loro errori e quando sbagliano per punizione vengono promossi per poterli trasferire, loro demoliscono il rivale politico dei loro compagni di partito incidendolo per poi non poter procedere nei suoi confronti per mancanza di prove o prove prodotte artificialmente, intanto la persona presa di mira è demolito messo alla berlina con il marchio infame di corrotto o in combutta di malfattore, il bravo magistrato se ne esce con questa è la legge e lui non paga non chiede scusa semplicemente errore giudiziario ma non paga per i suoi errori come dovrebbe essere protetti da una corazza impenetrabile che si hanno costruito formandosi ass. di tutela per difendersi a vicenda come magistratura Democratica (Democratica?????) guai ai magistrati che non ne fanno parte sempre sotto minaccia dei colleghi.
la giustizia che non funziona o funziona a bustarelle che fanno pendere la billancia come vuole la vera (CASTA) de gli intocabili

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zio antonio wrote:
si contenga scherini..........si contenga, lei e' seguito sul forum da molti sloveni, veda di non deluderli esaltando la destra italiana che tanto danno fece in slovenia, le quali conseguenze furono pagate da i triestini 


Anche gli sloveni, con le foibe, di danni non ne fecero pochi...
Calypso
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Santoro ha ironicamente affermato che tolti di mezzo una "banda dei quattro", lui, Grillo, Travaglio ed il sottoscritto, l'Italia può avviarsi verso la modernizzazione.
Si sbaglia, dovrebbero togliere di mezzo anche qualche milione di italiani.
Gli italiani non sono ciechi, nè sordi, sono soltanto tenuti all'oscuro di fatti, avvenimenti, storia, giochi di potere, vengono spesso privati dell'informazione, quella vera.
L'informazione libera è la priorità di questo Paese, perchè è sull'informazione libera ed indipendente che fiorisce ogni democrazia.

Il blog di Grillo trasmetterà ogni lunedì alle 14:00 in diretta streaming un intervento di Marco Travaglio.
Chiunque vuole potrà trasmettere la diretta dal proprio blog: io lo farò.

Come ho più volte ripetuto nel mio discorso del 25 aprile mentre firmavo per i tre referendum, non riusciranno ad addormentare le coscienze degli italiani, perchè gli italiani vogliono rimanere svegli.
Antonio Di Pietro

Appuntamento a domani su questo blog, ore 14:00, passaparola.

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"In Italia la pena massima per i reati finanziari è la presidenza del consiglio" Marco Travaglio
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Paolo
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Ma non rispondetegli piu' allo pseuso-professore, lui si alimenta cosi', ci gode a dire delle mascalzonate e cose assurde e piu' uno gli risponde, lo maltratta e piu' lui ci gode, ignoratelo per favore, ma non le vedete le assurdita' che scrive?
Probabilmente scrive da una casa di cura e come compagno di letto ha uno che si crede Napoleone.
Buona guarigione!

Non devono essere le persone ad avere paura dei governi ma i governi ad avere paura delle persone
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Il segreto di Stato sull'energia
I siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Lo prevede il decreto entrato in vigore il primo maggio, quindi del governo Prodi.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008, numero 90. Prevede che: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento".

Leggi l’articolo completo su www.beppegrillo.it

Io non so se Dio esiste, ma se non esiste ci fa una figura migliore.
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Io penso sia 'censura' anche non parlare oggi, sui quotidiani, della puntata di Report di ieri sera!

Non disturbare i 'falsi' nomi dell'alta moda!

Adesso si capisce il perchè anche gli esperti non distinguono più i falsi dai veri, praticamente sono gli stessi, borse confezionate in scantinati umidi e maleodoranti da cinesi sfruttati, vendute poi nelle boutique più prestigiose a 3.500 Euro (Bottega Veneta) e tutte le più famose firme da D&G a Valentino a Fendi, tutte fatte da cinesi o in Cina o in Italia e marchiate prima di farle arrivare nei negozi di lusso.

Questo fatto mi ha ricordaro un particolare curioso capitatoci in un negozio lussuoso a Lecco, un paio d'anni fa, al'ora di chiusura è entrato un extracomunitario ed ha ritirato una quantità enorme di borse, un fatto strano e allora un pò inspiegabile per me, invece probabilmente era solo un reso di borse da lui stesso portate in precedenza al negozio per la 'vendita a caro prezzo'.

Oltre alle borse, la stessa sorte vale per le calzature costose, costano poche decine di euro, alcune tutto compreso 18 euro e vengono vendute a 180.

Tratto da:
http://www.unionesarda.it/forum/posts/list/3946.page#115525

Pubblicato il 16/5/2008 alle 15.50 nella rubrica Politica.

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